06/06/2026
Ieri, con molta felicità e altrettanta emozione, abbiamo presentato al Senato Libere anche qui .
Una campagna a cui lavoriamo da mesi, nata dall’esigenza collettiva di mantenere alta l’attenzione e la consapevolezza su tutte le forme di violenza digitale di genere e sull’importanza del consenso anche online.
Dopo gli episodi dei siti sessisti dello scorso anno, insieme ad Anna Frattini, Lucrezia Iurlaro, Giulia Pelucchi e Laura Sparavigna abbiamo deciso che quanto era accaduto non poteva rimanere un’ingiustizia individuale. Riguardava migliaia di donne. E allora abbiamo scelto di provare a trasformare quella ferita, quella rabbia e quell’indignazione in una battaglia collettiva e in un impegno capace di durare nel tempo, andando oltre l’ondata di sdegno momentaneo che troppo spesso si esaurisce senza lasciare cambiamenti concreti.
Da questa convinzione nasce Libere Anche Qui: una campagna che vuole connettere attiviste, esperte, amministratrici e amministratori, associazioni e centri antiviolenza per costruire insieme percorsi culturali, iniziative territoriali e proposte normative capaci di affrontare davvero il fenomeno della violenza digitale.
Per noi è fondamentale parlare di violenza digitale di genere perché è un fenomeno sempre più diffuso ma ancora troppo sottovalutato e normalizzato.
E perché la violenza digitale è violenza reale. Non resta confinata online perché produce conseguenze concrete nella vita delle persone, limita la partecipazione delle donne allo spazio pubblico digitale, alimenta intimidazioni, molestie, minacce e forme di controllo.
Sappiamo anche che la violenza digitale non nasce nel web. Nasce da una cultura che viola il consenso, che riproduce le stesse dinamiche di potere patriarcali che conosciamo offline e che trova nelle tecnologie nuovi strumenti per manifestarsi.
Per questo vogliamo portare la violenza digitale al centro del dibattito pubblico e culturale. Perché cambiare le leggi è fondamentale, ma non basta. Il cambiamento di cui abbiamo bisogno è soprattutto culturale, ed è quello più difficile e più necessario.
Per questo nasce .
Perché il digitale non è un altrove. È uno spazio reale, politico e sociale. E vogliamo che diventi un luogo più libero, più giusto e più sicuro per tutte.