Noiavvocati Abroghiamo La Cartabia

Noiavvocati Abroghiamo La Cartabia Lavoriamo insieme a Torino per tutta l'Avvocatura.

AL REFERENDUM: VOTA SI Riforma Nordio per la Giustizia - separazione delle Carriere Il codice di procedura penale, con i...
25/02/2026

AL REFERENDUM: VOTA SI
Riforma Nordio per la Giustizia - separazione delle Carriere

Il codice di procedura penale, con il rito cosiddetto accusatorio, è stato introdotto in Italia con il D.P.R. n. 477 del 22 settembre 1988. Introduzione nel nostro ordinamento del processo tra le parti pubbliche e private.
La modifica dell’art. 111 della Costituzione è avvenuta con la legge Costituzionale N. 2 del 23 novembre 1999 che, al secondo comma, prevede espressamente: “Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizione di parità, davanti a giudice terzo e imparziale”.
L’art. 47 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea prevede che:” Ogni persona ha diritto a che la causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un giudice indipendente ed imparziale, precostituito per legge”.
Orbene sarebbero sufficienti questi richiami normativi per affermare, come coerente e giuridicamente corretta, sia l’introduzione di una carriera separata tra magistrato inquirente - requirente e magistrato giudicante (quest’ultimo deve essere, appunto, terzo, indipendente ed imparziale).
La riforma, approvata dal Parlamento Italiano ma che necessita del Referendum ai sensi dell’art. 138 Costituzione, prevede due Consigli della Magistratura, diversi e separati – uno per i Giudici e uno per i PM - ed un’Alta Corte per i procedimenti disciplinari. E’ falsa, pertanto, ogni affermazione che descrive la funzione del Pubblico Ministero sottoposta al controllo del Governo dello Stato o in generale al controllo del “potere politico”.
La riforma rafforza, invece, la figura del Giudice terzo ed imparziale, che diventa distante dalle parti (accusa pubblica e privata e difesa), non condividendo con una di essa (con i PM) la carriera e lo stesso Organo di Autogoverno (Consiglio Superiore della Magistratura).
La separazione delle carriere, prevedendo, poi, il sorteggio e non più la nomina dei membri dei CSM e dell’Alta Corte di disciplina, rende equa e non influenzabile la composizione degli organi costituzionali (caso Palamara).
L’Italia con tale riforma si allinea, quasi, a tutti gli Stati democratici che prevedono forme di separazione netta tra carriere dei funzionari dell’accusa e il Giudice del processo (si pensi alla Francia, Germania, Stati Uniti, Spagna ecc…).
SENZA QUESTA RIFORMA COSTITUZIONALE NON CI SARANNO SUCCESSIVI INTERVENTI LEGISLATIVI PER MODIFICARE O ELIMINARE LA COSIDDETTA “Cartabia” sia nel codice di procedura penale che civile. Si arresterà inevitabilmente il processo riformista della giustizia sia per la presenza delle norme inquisitorie in materia penale e per espressa volontà di rendere il processo civile solo cartolare, come voluto da buona parte della magistratura, la stessa che manifesta, oggi, per il NO.

"Ore di fila all’UNEP di Roma non sono un disservizio: SONO UNA MANCANZA DI RISPETTO PER IL LAVORO DEGLI AVVOCATI. 👉 Com...
17/12/2025

"Ore di fila all’UNEP di Roma non sono un disservizio: SONO UNA MANCANZA DI RISPETTO PER IL LAVORO DEGLI AVVOCATI. 👉 Compila il modulo e fai sentire la tua voce: https://forms.gle/1MSEkT51Sjhfu2Dk7

Da mesi assistiamo a proteste formali e nessuna soluzione concreta. Noi una proposta semplice, immediata e a costo zero l’abbiamo avanzata. Ora vogliamo ascoltare gli Avvocati romani.
Perciòbbiamo attivato una breve indagine sui disservizi UNEP per raccogliere esperienze e suggerimenti degli Avvocati romani.

👉 Compila il modulo e fai sentire la tua voce: https://forms.gle/1MSEkT51Sjhfu2Dk7

Difendere l’Avvocatura significa difendere il tempo, la dignità e il lavoro di ciascuno di noi.

"

27/11/2025

Alessandro Bianchini interviene con evidenze numeriche oggettive che obbligano tutti ad una riflessione sincera: i numeri non coincidono con quanto detto pubblicamente. La riflessione è obbligatoria!

24/10/2025

Alessio Tranfa al Congresso Nazionale Forense di Torino – 17 ottobre 2025

Nel suo intervento energico e diretto, Alessio Tranfa, del gruppo romano Noi Avvocati Abroghiamo la Cartabia, ha espresso la voce autentica di un’Avvocatura che non accetta di essere messa all’angolo.

“Aboliamo la Cartabia non è uno slogan. È un grido di dolore di una categoria relegata al ruolo di comparsa in un processo che ha perso equilibrio e dignità.”

Tranfa ha denunciato come la Riforma Cartabia abbia stravolto inutilmente il rito civile ordinario, “che funzionava benissimo”, introducendo modifiche calate dall’alto “in modo quasi segreto”, senza confronto con la base forense.

“O la giustizia rimette al centro l’Avvocatura, o giustizia non è. Noi nasciamo avvocati, non lo diventiamo: è una missione che abbiamo dentro.”

L’intervento si è poi spostato sul piano concreto delle 55 mozioni presentate dal gruppo, di cui 54 ammesse alla discussione in materia civile, penale e di pari opportunità.
Tranfa ha citato, tra le proposte più significative:
• L’obbligo per i tribunali di garantire spazi adeguati per le pari opportunità, come già avviene in alcuni ordini forensi.
• La possibilità per l’avvocato di modificare direttamente l’atto di pignoramento e di gestire le notifiche all’estero.
• L’introduzione del reato di oltraggio al difensore, per tutelare la dignità della toga:
“Se insultare un giudice è reato, non si capisce perché insultare un avvocato debba restare senza conseguenze.”

Concludendo, Tranfa ha rilanciato l’appello che ha attraversato tutto il Congresso:

“Riconquistiamo con orgoglio e determinazione il posto che l’Avvocatura merita nelle istituzioni e nella società.”



24/10/2025

Laura Vasselli al Congresso Nazionale Forense di Torino – 17 ottobre 2025

Nel suo intervento, Laura Vasselli, del gruppo romano Noi Avvocati Abroghiamo la Cartabia, ha rilanciato con forza il tema dell’arbitrato come strumento centrale per restituire efficienza e fiducia alla giustizia civile italiana.

“La difesa civile è la grande malata del nostro sistema. È ciò che impoverisce famiglie e imprese, rallenta la crescita e allontana gli investitori stranieri.”

Vasselli ha denunciato come la Riforma Cartabia abbia ulteriormente appesantito il contenzioso, rendendo i processi civili più lunghi e complessi. L’arbitrato, invece, rappresenta una risorsa immediata e concreta, capace di risolvere le controversie in tempi brevi – anche in soli sei mesi – e di ridare competitività al Paese.

“Dobbiamo smettere di guardare con diffidenza i sistemi alternativi di risoluzione delle controversie. L’arbitrato, la mediazione e la negoziazione assistita non sono una minaccia: sono un’opportunità per tutta l’Avvocatura.”

Particolarmente innovativa la proposta di potenziare l’arbitrato familiare, coinvolgendo esperti e professionisti qualificati – psicologi, mediatori, specialisti – per affrontare con competenza le questioni legate ai diritti disponibili e alleggerire il carico dei tribunali.

“Promuovere l’arbitrato significa tutelare meglio i cittadini, ridurre i tempi della giustizia e valorizzare la nostra professione, anche economicamente.”

Il suo appello è chiaro:

“Sensibilizziamo l’Avvocatura. Facciamo dell’arbitrato e della mediazione strumenti di forza, non di paura. È nel nostro interesse e in quello della collettività.”



24/10/2025

“La Riforma Cartabia doveva velocizzare i processi, ma ha solo rallentato tutto, scaricando sugli avvocati costi, errori e disagi.”

Laura Arpino al Congresso Nazionale Forense di Torino – 17 ottobre 2025

Nel suo intervento lucido e appassionato, Laura Arpino ha denunciato le storture del processo penale digitale nato con la Riforma Cartabia, mettendo in luce come la tecnologia – invece di semplificare – abbia complicato la vita dei penalisti e indebolito il diritto di difesa.

“Oggi l’avvocato penalista, per depositare una semplice nomina, è costretto ad avere un atto abilitante. E quando lo deposita, deve attendere che un cancelliere lo autorizzi ad accedere al fascicolo, che è l’essenza stessa del suo diritto di difesa.”

Arpino ha parlato di un sistema che nega parità tra accusa e difesa: l’accesso al fascicolo informatico non è garantito alle stesse condizioni del Pubblico Ministero e, spesso, i documenti non sono nemmeno completamente digitalizzati.

“Tutto questo nuoce alla trasparenza, al diritto di difesa e ci trasforma in informatici, costretti a correre come in un videogioco per tutelare i nostri assistiti.”

La mozione presentata dal gruppo Noi Avvocati chiede:
• Accesso libero e garantito al fascicolo digitale, alle stesse condizioni del PM.
• Eliminazione degli atti abilitanti e del pagamento per il diritto di copia.
• Uniformità dei sistemi informatici, oggi frammentati e inaffidabili.

“La Riforma Cartabia doveva velocizzare i processi, ma ha solo rallentato tutto, scaricando sugli avvocati costi, errori e disagi.”

Arpino ha concluso ricordando le parole del presidente Greco:

“Operiamo per abrogare la Cartabia.”

Un appello chiaro: restituire equilibrio, trasparenza e dignità al processo penale.

24/10/2025

Michele Bonetti al Congresso Nazionale Forense di Torino – 17 ottobre 2025

Nel suo intervento appassionato e concreto, Michele Bonetti, avvocato amministrativista, ha portato sul palco la voce dei numeri e della realtà.

“Il 33% dei colleghi sta valutando di abbandonare la professione. I costi aumentano, i compensi diminuiscono. È una fotografia impietosa della nostra condizione.”

Bonetti ha illustrato cinque mozioni sul contributo unificato, denunciando come i costi della giustizia si stiano trasformando in una barriera economica che allontana cittadini e avvocati dai tribunali:
• 650 euro per un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, senza esenzioni.
• Contributi duplicati per i motivi aggiunti nei ricorsi amministrativi.
• 600 euro di contributo anche nei ricorsi collettivi per la cittadinanza, che scoraggiano le azioni comuni e penalizzano i più deboli.
• Il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto dell’impugnazione, una misura “punitiva e sproporzionata”.

“È paradossale: mentre si riducono i costi per le imprese, si alzano quelli per i diritti dei cittadini.”

L’avvocato Bonetti ha poi proposto una riforma di respiro europeo, chiedendo l’introduzione del rinvio pregiudiziale alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per anticipare la tutela dei diritti fondamentali e impedire che le violazioni vengano sanate solo dopo il danno.

“Dobbiamo passare da una giustizia riparatoria a una giustizia preventiva. La dignità, la libertà e l’uguaglianza non possono essere cancellate dal denaro.”

Ha concluso con una riflessione che racchiude il senso della nostra battaglia:

“Quando i diritti diventano un lusso, la democrazia si piega alla dittatura del denaro. Noi vogliamo una giustizia più vicina alle persone, come siamo noi avvocati.”

24/10/2025

“La norma introdotta con l’articolo 473 bis 17 del codice di procedura civile non aiuta nessuno: non aiuta i magistrati, non aiuta gli avvocati, ma soprattutto non aiuta le persone.”

Filomena Lipardi al Congresso Nazionale Forense di Torino – 17 ottobre 2025

Con profonda competenza e passione civile, Filomena Lipardi, avvocata di Roma specializzata in diritto di famiglia, ha denunciato gli effetti dannosi della Riforma Cartabia sulla giustizia familiare.

Lipardi ha spiegato come i termini a ritroso previsti dalla riforma rendano impossibile la vera conciliazione tra le parti, imponendo scadenze serrate che esasperano i conflitti invece di ridurli.

“È assurdo parlare di udienza per l’accordo quando ogni atto e documento devono essere depositati prima. Così si inaspriscono gli animi e si nega al giudice la possibilità di trovare una soluzione condivisa.”

Ha ricordato inoltre che i termini troppo ravvicinati – anche solo di due o tre giorni – rendono difficile un’adeguata difesa e peggiorano le tensioni nelle cause familiari, dove spesso si intrecciano sofferenze personali e violenze economiche.

Nel suo intervento ha invocato una modifica concreta:

“Con la mozione 1812 chiediamo di reintrodurre termini successivi alla prima udienza, più umani, più realistici. Solo così si potrà davvero cercare la pace familiare.”

Lipardi ha concluso con un appello forte:

“Serve una riforma che protegga le persone, non che le travolga. Abroghiamo la Cartabia.”

24/10/2025

Raffaella Campi al Congresso Nazionale Forense di Torino – 17 ottobre 2025.

Con un tono fermo e appassionato, Raffaella Campi ha denunciato dal palco del Congresso la profonda crisi che attraversa l’Avvocatura:
“Assistiamo inermi al declino della nostra categoria. L’Avvocatura era il baluardo del cittadino, il suo unico vero punto di riferimento.”

Campi ha descritto un sistema di giustizia ormai lontano dai cittadini e dagli Avvocati, con studi che chiudono, accesso alla giustizia sempre più difficile e un processo che si è trasformato in un labirinto burocratico.

Al centro del suo intervento, la Riforma Cartabia, definita “una legge iniqua e inutile, che rallenta il processo e nega l’oralità delle udienze”.

“Abbiamo processi che verranno forse celebrati tra due anni e sentenze che si sono p***e nel nulla.”

Raffaella Campi ha ricordato come il gruppo Noi Avvocati Abroghiamo la Cartabia abbia presentato 54 mozioni al Congresso, tutte ammesse alla discussione, per eliminare gli ostacoli che penalizzano Avvocati e cittadini.

Il suo appello finale è un invito all’unità della categoria:
“Torniamo in udienza, facciamoci sentire. Solo un’Avvocatura unita può portare risultati veri, prima di tutto per la collettività.”
Una voce decisa che richiama al coraggio, alla presenza e alla responsabilità sociale dell’Avvocatura.

24/10/2025

# Alessandro Bianchini al Congresso Nazionale Forense di Torino – 17 ottobre 2025.

Con un intervento tecnico ma incisivo, Alessandro Bianchini ha smontato uno per uno gli effetti perversi della Riforma Cartabia nel rito civile, spiegando come gli articoli 171-bis e 171-ter c.p.c. abbiano prodotto risultati opposti a quelli dichiarati dal legislatore.

“I processi si sono allungati del 20% e le conciliazioni giudiziali sono praticamente sparite.”
Bianchini spiega come le nuove tempistiche abbiano stravolto la strategia difensiva degli avvocati: oggi l’attore deve depositare note istruttorie anche senza la costituzione della controparte, rivelando in anticipo la propria linea difensiva.

Il risultato è una giustizia più lenta e più conflittuale, con giudici costretti a leggere “otto memorie prima ancora della prima udienza” e sempre meno disponibili a tentare la conciliazione.
Nel suo discorso, non manca una stoccata all’ex ministra Cartabia, che “nel Congresso di Roma del 2019 confuse magistrati e avvocati”, e un ringraziamento al presidente Greco per aver riportato considerazione e ascolto verso l’Avvocatura.
Bianchini conclude con una proposta chiara:
“Ripristinare l’articolo 183 c.p.c., che garantiva tempi certi e un corretto equilibrio difensivo.”
Un intervento lucido, tecnico e appassionato che fotografa con precisione il fallimento della Riforma nel processo civile e rilancia la richiesta di una revisione urgente del rito e del ruolo dell’Avvocato nella giustizia italiana.

24/10/2025

Andrea Manasse al Congresso Nazionale Forense di Torino – 17 ottobre 2025

Con parole dirette e amare, Andrea Manasse denuncia la deriva che ha colpito la professione forense: una perdita progressiva di dignità e ruolo, accelerata dalla pandemia e culminata con una Riforma Cartabia che ha svuotato la funzione dell’Avvocato e reso il processo penale un simulacro di giustizia.
Manasse ricorda come, “dall’oggi al domani”, sia stato imposto un processo penale telematico che non funziona, trasformando l’Avvocato in un fastidio da sopportare, non più in un protagonista del diritto di difesa.

Il suo appello è chiaro:

“Dobbiamo reagire o morire. Dobbiamo riprenderci il nostro posto nei tribunali. La giustizia è dei cittadini, e noi siamo i loro garanti.”

Un discorso breve ma potentissimo, che richiama l’urgenza di abrogare o correggere profondamente la Riforma Cartabia per restituire all’Avvocatura il rispetto e il ruolo costituzionale che le spettano.

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Rome

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