06/09/2026
Silvia D'Onofri, responsabile di Azzurro Donna Genzano di Roma, si unisce con forza e profonda convinzione all'invito lanciato dall'intero movimento nazionale di Azzurro Donna Forza Italia, e da Deborah Bergamini vicesegretaria nazionale di Forza Italia, Stefania Craxi capogruppo di Forza Italia al Senato e Catia Polidori Presidente di Azzurro Donna.
Accogliamo l'appello straziante ma dignitoso di Franco Isceri, papà di Lorena, vittima di femminicidio.
A lui e alla sua famiglia va la nostra più sincera vicinanza e l'ammirazione per un coraggio immenso, capace di trasformare un dolore inimmaginabile in una testimonianza che deve scuotere la coscienza civile dell'intero Paese.
Donne FI, accogliamo appello papà di Lorena, battaglia riguarda tutti
(ANSA) - ROMA, 05 SET - "Noi donne di Forza Italia accogliamo con profonda convinzione l'appello lanciato da Franco Isceri, papà di Lorena, vittima di femminicidio per mano del suo ex fidanzato. A lui e alla sua famiglia va la nostra commossa vicinanza e la sincera ammirazione per il coraggio con cui stanno trasformando il dolore più profondo in una testimonianza che deve scuotere la coscienza civile del nostro Paese.
A nome di tutte le donne di Forza Italia, facciamo tesoro delle parole di Franco, che saranno di orientamento per raddoppiare il nostro impegno a difesa della dignità e della sicurezza della donna".
Lo dichiarano Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia, Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, e Catia Polidori, presidente di Azzurro Donna.
"La recente storia parlamentare ci insegna che quando le donne si uniscono, al di là degli schieramenti, la politica sa produrre risultati straordinari - proseguono - Lo dimostrano la ratifica della Convenzione di Istanbul sulla violenza domestica, l'introduzione del reato di stalking e il riconoscimento del femminicidio come fattispecie specifica: queste battaglie sono state vinte grazie a un consenso trasversale, a volte unanime, che ha messo da parte le divisioni. I tanti, troppi casi di femminicidi e di violenze, però, dimostrano che lo sforzo deve essere instancabile, capillare, esteso. Quell'unità dimostrata in Parlamento deve coinvolgere tutte le componenti dello Stato e della società".
"Dobbiamo superare quei troppi limiti culturali ancora persistenti anche nel dibattito pubblico. Lo cogliamo, per esempio, in quelle prese di posizioni che negano la necessità di riconoscere il femminicidio come reato a sè. Una società fondata sulla centralità della persona non può concepire che una donna venga uccisa per il solo fatto di essere donna, e non c'è silenzio che non sia, in fondo, complicità.
È una battaglia che riguarda tutti, uomini e donne, per la libertà e la dignità di ciascuno", concludono. (ANSA).
Stefania Craxi Deborah Bergamini