ASFEM 'Alleanza Sociale Famiglie e Minori' - Il "Sistema" Affidi

ASFEM 'Alleanza Sociale Famiglie e Minori' - Il "Sistema" Affidi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di ASFEM 'Alleanza Sociale Famiglie e Minori' - Il "Sistema" Affidi, Reggio nell Emilia.

ASFEM 'Alleanza Sociale Famiglie e Minori' - Il "SISTEMA" Affidi ha quale scopo principale l’attività di tutela di bambini e famiglie in difficoltà, attraverso l'informazione e la pubblica denuncia di vicende a danno di minori e genitori.

💔Sara Cantagalli, bimba di 5 anni interrompe la chemio. Raccolta fondi per esaudire suoi ultimi desideri: «Aiutateci a r...
20/04/2024

💔

Sara Cantagalli, bimba di 5 anni interrompe la chemio. Raccolta fondi per esaudire suoi ultimi desideri: «Aiutateci a realizzarli»

Dai controlli fatti e dalla situazione clinica di Sara, l'equipe medica ha comunicato che per lei non c'è più nulla che si possa fare

Sara Cantagalli aveva 3 anni quando gli venne diagnosticato un neuroblastoma al quarto stadio. Da allora si è sottoposta alla chemioterapia, ma ora che ha 5 anni ha dovuto interrompere le cure perché la malattia ha iniziato a resistere alla terapia. La famiglia della piccola che vive a Faenza, in provincia di Ravenna, ha dunque deciso di farle passare il tempo che le rimane facendola divertire e cercando di esaudire i suoi desideri. Di questi ultimi è stata preparata proprio una lista ed è stata lanciata una raccolta fondi per cercare di realizzarli tutti.

La lista dei desideri

La lista di Sara è quell comune a tante bimbe della sua età. «Essere una principessa in un castello per un giorno; sciare; coltivare fiori in un vivaio di fiori; andare a Disneyland; avere una festa con gonfiabili e tanti bambini con cui giocare; visitare lo zoo di Roma; visitare l'acquario di Genova; fare una vacanza al mare; andare a Gardaland; fare la modella per un giorno e indossare tanti vestiti».

La raccolta fondi

Come si legge sulla pagina Facebook "Il Babbo Natale dei Bambini", gestita da un volontario che, su scelta dei genitori, aggiorna sulla situazione della piccola Sara, «è stato deciso di non fare più la chemio.

Il nostro iconico denim rivisitato con nuovi tagli, nuovi fit e nuovi lavaggi.Scopri tutte le novità della stagione.United Colors Of Benetton

Adesso a Sara verranno dati farmaci per aiutarla a stare su, perché negli ultimi giorni chiede sempre di essere aiutata ad alzarsi e si addormenta spesso perché stanca e perde di vivacità. D'accordo con i genitori vi comunico quanto segue. Dai controlli fatti e dalla situazione clinica di Sara, l'equipe medica che la segue ci ha comunicato che per lei non c'è più nulla che si possa fare, la sua malattia purtroppo fa resistenza anche alla chemio e appesantire questa terapia servirebbe solo a fare stare ancora di più male Sara, perché il suo piccolo fisico non riceve più nulla, e soffre tantissimo sotto chemio».

«Ora, anche su consiglio dei dottori che seguono Sara, faremo passare tutto il tempo che Dio vorrà concederle, facendola divertire e portandola nei posti che desidera, perché questo è tutto ciò che umanamente, io, e i suoi genitori possiamo fare. Da questo momento i genitori di Sara non risponderanno più a nessuno sulla loro pagina (La piccola Sara, ndr) ma condivideranno solo i post della mia pagina, che rimane l'unica sulla situazione di Sara. Vi chiedo di non contattarli e di non fare domande, perché non avrete nessuna risposta, adesso l'unica cosa che devono fare è stare con la loro figlia per quanto tempo gli sarà concesso», continua il post.

Alcuni post dopo, sempre sulla stessa pagina, sono state annunciate la lista dei desideri di Sara e la raccolta fondi: «Chiedo a chiunque abbia la possibilità economica o materiale di poter realizzare i desideri di Sara, di comunicarmelo all’indirizzo email: [email protected], allegando nome, cognome e recapito telefonico, e a quale desiderio volete contribuire. Poi sarete contattati da me in persona con numero privato, per capire se si potrà realizzare la cosa, e in che maniera, sempre considerando e permettendo le condizioni di salute di Sara. Chiedo a chiunque di condividere questo messaggio e farlo arrivare a più persone possibili, cerchiamo per quanto possibile di dare a Sara dei momenti di felicità e di serenità perché credetemi, li merita tutti. Io per conto mio realizzerò già 4 suoi desideri che le avevo promesso da tempo. Tra questi, andare a cavallo e in elicottero. Se potessi fare tutto da solo, lo avrei già fatto, ma ho bisogno del vostro aiuto perché io sono una persona normale e non sono benestante, ma penso che l'unione faccia la forza». Intanto, con la raccolta fondi, già due desideri sono stati prenotati: visitare l'acquario di Genova e fare una vacanza al mare.

https://www.ilmessaggero.it/persone/sara_cantagalli_raccolta_fondi_tumore_lista_desideri_facebook_faenza_news-8069086.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR18hV6N4fQJZ9nAvfp1R9zMpkYL38lIPPzo46z2mxjDD5kLiflk61Cl7Og_aem_AekOrcJe8dlsHwK6r8gPwe6SGz1H3dKf9kC0ITpAdTrwDPi8-zqvP26nylrJQwR227M9MwkqxaJmS9urFqlxWJQ9

Avete capito bene di chi si  parla?la "presidentessa dell'Associazione Bambini Strappati "🔴Atti p***ecutori continuati n...
10/04/2024

Avete capito bene di chi si parla?
la "presidentessa dell'Associazione Bambini Strappati "

🔴Atti p***ecutori continuati nei confronti di due vicini di casa, hanno portato a processo, davanti al giudice monocratico di Como, una coppia di quarantunenni di Lomazzo, Sara De Ceglia e Girolamo Totaro. Le condotte di stalking denunciate, di cui ora devono rispondere parlano di ingiurie continue, parcheggi delle loro auto che rendevano difficile ai vicini entrare e uscire di casa, ossa di animali lanciate sui loro veicoli, sacchi della spazzatura lasciati sulle scale, per far desistere potenziali acquirenti della loro abitazione, quando le parti offese l’avevano messa in vendita per sfuggire alle molestie non più sopportabili.

https://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/p***eguitano-i-vicini-coppia-finisce-a-processo-con-laccusa-di-stalking-ac898f81

Il caso. Affido, 30mila minori in sospeso. Un film per riflettereDi Luciano MoiaAffido familiare, il valzer delle incomp...
08/04/2024

Il caso. Affido, 30mila minori in sospeso. Un film per riflettere

Di Luciano Moia

Affido familiare, il valzer delle incomprensioni. Oggi in Italia, a fronte di circa 14mila minori in affido familiare, ce ne sono 16mila circa ospiti di centri d’accoglienza, case famiglie e altre strutture ricettive. Il “circa” è doveroso perché non sappiamo il numero preciso di questi minori, come non sappiamo quello delle strutture d’accoglienza, nelle diverse tipologie. Ogni Regione ricorre a classificazioni diverse. Il ddl presentato qualche giorno fa dal governo punta a colmare questi vuoti, ma famiglie e associazioni colgono nel disegno di legge una volontà di “tutela” che, assicurano, loro già assolvono al meglio. Ecco il valzer delle incomprensioni. Alimentato indirettamente anche dalle nuove Linee di indirizzo sull’affido approvate dalla Conferenza Stato-Regioni che però, a circa due mesi dal voto, le Regioni stesse non ratificano. E ora arriva un film che riassume al meglio tutte queste incogruenze.

Sylvie è una madre single. Vive in una cittadina francese con i suoi due figli. Un ragazzo adolescente e un bambino di 10 anni. Tira avanti a fatica facendo la barista in un locale notturno. I figli a casa, affidati a sé stessi. Una sera al più piccolo viene voglia di patatine fritte. La mamma non c’è. Il fratello maggiore pensa ad altro. Versa l’olio nella friggitrice, qualcosa non funziona. Scoppia un piccolo incendio. Cucina carbonizzata. Il bambino si ustiona al torace. Niente di grave. La madre corre all’ospedale. Problema risolto. Ma intanto è scattata la denuncia a quelli che in Francia si chiamano Servizi per l’infanzia. Interviene il giudice: «Madre inaffidabile». E il piccolo finisce in una casa-famiglia. Qui comincia il calvario di Sylvie per riportare il figlio a casa. Tenta di tutto ma non ce la farà e sarà costretta, con una soluzione a sorpresa, a “fuggire” con lui nel tentativo di raggiungere la Spagna e far perdere le proprie tracce.

A parte il finale romanzesco, la storia di Sylvie (interpretata da Virginie Efira) raccontata nel film, “Niente da perdere”, scritto e diretto da Delphine Deloget, presentato venerdì sera a Roma, che sarà nelle sale a partire dal prossimo 1 maggio (Wanted Cinema), sembra la riscrittura di tanti episodi capitati in questi anni anche in Italia. Eppure, spiega la regista, non si tratta di un film contro l’affido: «Fortunatamente, molti collocamenti in affido hanno successo; molti avvengono addirittura su richiesta dei genitori. Questo film non mette in discussione la necessità dei collocamenti in sé. Ciò che mi interessava era la spirale che a volte porta ad aberrazioni amministrative e legali. I servizi sociali applicano una sentenza del tribunale, ma tali sentenze sono spesso dettate dal timore che vi siano potenziali abusi. Si tratta di una precauzione che ha i suoi vantaggi, ma che talvolta può avere anche un effetto controproducente. Nel film ciò che fa impazzire la macchina – osserva Deloget – è Sylvie che non reagisce in tempo. Lei lotta contro una decisione presa “per il suo bene” ma più fa ciò che le viene chiesto, più sprofonda. È incastrata e spinta al limite, non sa più contro chi combattere, se non contro sé stessa o contro il sistema».

Non è una storia vera, naturalmente, quella di Sylvie, ma la sintesi di tante vicende reali capitate in Francia negli ultimi anni. Storie dolorose in cui – si lascia intendere - è sempre difficile distinguere tra vittime e colpevoli, mentre la società guarda con distacco a queste vicende che causano grandi sofferenze sia ai piccoli, sia ai genitori. «Ho incontrato decine di famiglie che hanno figli in affidamento e ho ascoltato molte conversazioni registrate – prosegue Delphine Deloget – tra i genitori e i dipendenti dei servizi per l'infanzia. Ho anche parlato a lungo con avvocati che si occupano di questo tipo di casi e ho trascorso diversi giorni nell'ufficio di un giudice per bambini, dove ho scoperto la complessità dell'interazione umana, ciò mi ha permesso di superare alcune idee preconcette». In che senso? «Quando sentiamo parlare di collocamenti in affido immaginiamo il peggio: incesto, abusi, torture, ecc. Eppure, il 70-80% di tali collocamenti avviene dopo che si sono verificate quelle che i servizi sociali chiamano “difficoltà“, un termine generico che si riferisce a genitori disorientati, bambini difficili, svantaggi educativi, alloggi inadeguati, famiglie con pesanti debiti, ecc».

Nel film emerge però anche una scarsa fiducia nei servizi pubblici per l’infanzia e nell’operato dei giudici. Le madri dei gruppi di ascolto raccontate nel film appaiono come sfiduciate, disorientate. Nessuno spiega loro quello che sta succedendo, vittime di un sistema di tutela dell’infanzia che appare inadeguato, sordo a qualsiasi istanza di equità e di comprensione umana. «Tali situazioni – osserva ancora la regista – sono tutt’altro che eccezionali, eppure a volta possono essere la causa di una spirale fuori controllo che trasforma questi difetti familiari in ferite aperte. Ogni scena nel film che coinvolge istituzioni sociali è stata ispirata da resoconti reali ottenuti direttamente da genitori o assistenti sociali».

Alla fine non ci sono né vincitori né vinti. Il film si chiude con una “soluzione aperta”. Non sappiamo, cioè, se il tentativo di fuga della madre finisca positivamente o meno. Da una parte rimane una donna quasi condannata ad agire in modo illegale ma umanamente comprensibile. Dall’altra un sistema sociale che agisce per il “supremo interesse del minore” ma lascia i genitori senza sostegno e senza risposte. «L'amore di Sylvie per i suoi figli è una parte essenziale dell'essere genitore, ma potrebbe non essere sufficiente. Viene criticata per la sua mancanza di supervisione e le sue assenze comprovate. Queste critiche non sono ingiuste di per sé, tuttavia, i genitori dicono che una volta avviato il processo, perdono il filo di ciò per cui vengono criticati: vengono accusati o di dare troppo amore ai propri figli o di privarli di esso; allo stesso modo, possono essere rimproverati di essere troppo severi o troppo permissivi». La domanda finale potrebbe essere: ma di fronte a tante contraddizioni perché non ripensare, in Francia, come in Italia, un sistema che troppo spesso non riesce a far altro che aggiungere sofferenza a sofferenza? Attendiamo risposte.

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/affido-30mila-minori-in-sospesodue-mesi-dopo-l-ap

Finalmente...Grazie  Luciano Moia 🔴Minori fragili. Affido, cambia tutto. Ecco cosa devono sapere le famiglieL'obiettivo ...
24/03/2024

Finalmente...

Grazie Luciano Moia

🔴Minori fragili. Affido, cambia tutto. Ecco cosa devono sapere le famiglie

L'obiettivo non potrà mai più essere quello di separare una famiglia in difficoltà, ma di sostenerla con un progetto solidale per riunnficarla Procedure omogenee in tutte le Regioni.

Arrivano le nuove linee di indirizzo per l’affido familiare. Un documento finalmente più agile e più chiaro, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, in sostituzione delle precedenti “linee” del 2012, per “raccontare” meglio uno strumento potenzialmente decisivo per la vita di un bambino fragile e della sua famiglia. Ma non si tratta dell’unica novità in tema di affido. Domani sarà all’esame del consiglio dei ministri un disegno di legge che punta a riordinare parte della complessa materia. Tra le novità un registro nazionale, e uno in ogni tribunale, oltre un Osservatorio nazionale con il compito di monitorare eventuali anomalie e promuovere ispezioni. Il disegno di legge è firmato della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella e del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Il provvedimento nasce per evitare istituzionalizzazioni improprie e affidamenti sine die di minori allontanati dalla famiglia d’origine e per garantire la piena attuazione del principio del superiore interesse del minore. Nel registro nazionale ci sarà l’elenco degli istituti di assistenza pubblici e privati, delle comunità di tipo familiare e delle famiglie affidatarie. Sarà istituito dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri e vi compariranno, su base provinciale, il numero dei minori collocati in ciascuna struttura, il numero delle famiglie, delle comunità e degli istituti che sono disponibili all’affidamento dei minori. I dati saranno forniti dalle regioni e dagli enti locali e la loro analisi sarà curata dall’Osservatorio Nazionale, anche questo istituito presso il Dipartimento per le politiche della famiglia. Si occuperà del monitoraggio e consentirà di intercettare eventuali andamenti anomali nell’allontanamento di minori e di segnalarli alle autorità competenti. L’Osservatorio avrà il compito di predisporre entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione al ministro della famiglia, da trasmettere alle Camere.
Anche in ogni tribunale sarà istituito un registro dei minori con i provvedimenti di collocamento in comunità o di affidamento a una famiglia, quelli relativi a minori inseriti in collocazione protetta, o che autorizzano l’intervento della forza pubblica con la motivazione e i provvedimenti che autorizzano i minori agli incontri, anche in forma protetta, con i familiari e quelli che autorizzano il minore a rientrare in famiglia.

🔴 Le Regioni
In attesa che il disegno di legge faccia il suo iter, le nuove Linee di indirizzo messe a punto da un tavolo tecnico di esperti presso il Ministero del Lavoro e approvate il mese scorso dalla Conferenza Stato-Regioni, sono una novità importante per il futuro dell’affido. Ora, per attuarle davvero, devono essere ratificate dalle Regioni. Un passaggio fondamentale per tradurre tante buone idee in un programma concreto di solidarietà e vicinanza. E, soprattutto, per uniformare gli interventi da Nord a Sud. Oggi, purtroppo, non è così. Le Regioni vanno in ordine sparso, perché non c’era una “carta nazionale” che regolasse principi e procedure per l’affido. Adesso queste Linee esistono. Davvero le Regioni vogliono sprecare questa preziosa occasione? I segnali purtroppo non sono incoraggianti. Dall’8 febbraio ad oggi nessuna Regione ha avviato le procedure per la ratifica.

🔴 Cosa cambia
Nelle nuove Linee di indirizzo sono più chiari soprattutto i principi di riferimento che, oltre a ribadire il principio cardine del “miglior interesse del bambino”, lo esplicita con alcune sottolineature originali: il diritto alla continuità degli affetti, quello relativo all’ascolto dei minorenni in tutte le fasi dell’affidamento familiare, l’attenzione a nuovi presidi in grado di far rispettare meglio la durata limitata dell’accoglienza. Ma l’aspetto forse più importante, frutto positivo di fronte alle polemiche scoppiate gli scorsi anni, riguarda l’obiettivo dell’affido. Le nuove Linee sottolineano che non può mai essere quello di separare, ma di riunificare una famiglia in difficoltà. Anzi si dice esplicitamente che l’obiettivo dell’affido è preventivo, perché può prevenire un allontanamento, non certo a favorirlo. Un messaggio importante dopo la bufera che si è abbattuta su questo mondo da Bibbiano in poi.In questa linea, il nuovo documento, insiste sulla necessità di mettere da parte la logica del controllo e della sanzione nei confronti delle famiglie che “non ce la fanno” per abbracciare quello dell’aiuto e del sostegno, nel pieno riconoscimento del fatto che la famiglia fragile ha, come tutte, diritti e responsabilità che vanno tutelate. Ecco perché il bambino e i suoi genitori diventano “soggetti” dell’affido, portatori di risorse, non oggetto di diagnosi e di cure. Altro concetto molto importante, quello dell’appropriatezza. Ogni intervento dev’essere cioè appropriato, adeguato, davvero utile per quel bambino specifico, per quella famiglia specifica in quel contesto specifico.

🔴 Le indicazioni
Il primo punto delle nuove Linee di indirizzo spiegano la necessità di sostenere forme di affidamento familiare che non implichino, quando possibile, la separazione del bambino dalla sua famiglia. Opportuno per esempio sostenere le varie forme di solidarietà intra-familiare, l’affidamento diurno o residenziale part-time, la vicinanza solidale tra famiglie. Forme che possono anche essere utilizzate come avvicinamento all’affido residenziale. Anche qui, naturalmente, occorre esaminare caso per caso. Per la fascia d’età 0-5 anni l’affidamento familiare è sempre da preferire e si dovrebbe puntare a ridurre al minimo, se non a far scomparire l’inserimento nelle strutture d’accoglienza. Si tratta di un obiettivo a cui devono concorrere, insieme, Comuni, Servizi sociali e sanitari, Autorità giudiziaria minorile. In questa complessità di interventi - spiegano ancore le nuove Linee di intervento – Servizi pubblici e figure professionali devono valorizzare il privato sociale e il volontariato con accordi di programma e protocolli condivisi.

🔴 I soggetti coinvolti
Lo sguardo di novità delle nuove Linee abbraccia naturalmente anche i soggetti a cui si rivolge l’affido. A cominciare dai bambini. Di quale età? Certamente, come è sempre avvenuto, da 0 a 17 anni, ma anche si chiarisce che il progetto di affido può accompagnare il ragazzo fino a 21 anni e già ci sono le premesse per estendere l’aiuto fino ai 25, cioè al termine o quasi degli studi universitari. Uno sguardo di realismo che serve per ribadire la necessità di modellare i vari interventi ai bisogni reali del minore, alle sue condizioni psicofisiche, al fatto che sia di nazionalità italiana o straniera, alle situazioni sopportate in famiglia, compresi eventuali negligenze, rifiuti, maltrattamenti, difficoltà di carattere socio-economico, ecc. Identica attenzione va prestata alla famiglia del bambino a cui occorre rivolgersi con delicatezza e spirito costruttivo, nella considerazione che è sempre possibile per questi genitori recuperare le competenze genitoriali e quindi arrivare a quella riunificazione familiare che rimane l’obiettivo finale del progetto di affidamento. Un traguardo che va preparato con gradualità e che va raggiunto con il concorso di tutti gli attori coinvolti nel progetto. Capitolo importante quello dedicato alla famiglia affidataria che può essere sia un nucleo con figli minorenni, sia una persona singola che però, a parere dei servizi sociali, è in grado di svolgere al meglio un progetto di affidamento e di affiancamento. Rimane chiaro – e le Linee lo ribadiscono con chiarezza – che non si tratta di una famiglia che si “sostituisce” a quella naturale o che vi si pone in alternativa, ma è una “famiglia in più” che assicura mantenimento, educazione, relazioni al piccolo rispettando e accettando i genitori biologici e le eventuali disposizioni dell’Autorità giudiziaria.

Le varie forme di affido
Quante sono le forme di affido? Nelle nuove Linee di indirizzo c’è anche una mappa delle varie tipologie:1) Affidamento familiare consensuale/giudiziale. Si tratta delle modalità più diffusa. Il primo è disposto dai servizi sociali in accordo con la famiglia di origine. Il secondo dal giudice. Le “Linee” raccomandano di favorire quanto più possibile la via consensuale.2) Affidamento intrafamiliare/eterofamiliare.Il primo è l’affidamento presso parenti fino al quarto grado. L’affidamento eterofamiliare, cioè presso una famiglia senza legami di parentela, va deciso solo quando non si trovano parenti disponibili o, per varie ragioni (orfani per crimini domestici), non è opportuno far rimanere il piccolo nell’ambito familiare.3) Affidamento diurno, parziale, residenziale.L’affidamento familiare può assumere diverse forme e “intensità” sulla base dei bisogni del bambino. Ci possono per esempio essere forme di “vicinato solidale” in cui è l’intera famiglia ad essere presa in carico da un altro nucleo o da una rete di famiglie associate. Il tempo parziale invece può essere previsto quando si ritiene opportuno far trascorrere al bambino solo alcune ore o alcuni giorni alla settimana con la famiglia affidataria. Oppure un breve periodo dell’anno.

🔴 I casi critici
Tra i casi più complicati previsti dalle nuove Linee di indirizzo ci sono anche gli affidamenti di emergenza che possono riguardare piccolissimi (0-36 mesi) ma anche giovani oltre i 18 anni (la cosiddetta prosecuzione). Per i bebé, vista la delicatezza della situazione, si raccomanda un lavoro in rete per definire procedure e compiti. Meglio se in accordo con l’autorità giudiziaria e nell’ambito di un “progetto neonati”. Ma anche l’affido di un ultra18enne si può presentare particolarmente complesso. Alle amministrazioni comunali, il nuovo documento raccomanda specifici momenti di formazione e di accompagnamento per sostenere gruppi di persone disponibili.
Quando all'affidamento di orfani di crimini domestici, quest'ultimo è regolato dalla legge 4 del 2018 i cui principi essenziali sono ricordati anche dalle nuove Linee di indirizzo. La legge prevede che quando un minorenne rimane privo di un ambiente familiare idoneo a causa della morte di un genitore vittima della violenza del coniuge, il giudice è tenuto a privilegiare la continuità delle relazioni affettive che si erano consolidate tra il bambino e i parenti fino al terzo grado. Serve però un adeguato accertamento sulle capacità genitoriali, le competenze educative ed emotive. I servizi sociali, con il sostegno di altre famiglie sul territorio, garantiscono sostegno psicologico e diritto allo studio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://www.avvenire.it/famiglia/pagine/affido-cambia-tutto-ecco-le-nuove-linee-di-indirizzo

Chi li ha visti?Di Vincenza Palmieri Dove li abbiamo persi 21.951 Bambini, in Italia, in un anno? Perché questo è il dat...
09/03/2024

Chi li ha visti?

Di Vincenza Palmieri

Dove li abbiamo persi 21.951 Bambini, in Italia, in un anno?
Perché questo è il dato sconvolgente che ci consegna la Relazione del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, raccontandoci che il 75% delle persone di cui si sono p***e le tracce nel 2023, nel nostro Paese, sono Minori.
Un dato che ha dell’assurdo a tal punto da non richiedere un commento, un dato che parla, sa sé.

Come è possibile “perdersi” 22mila Bambini così, nel silenzio, lasciando che salgano agli onori della cronaca una volta l’anno, quando viene fatta la conta del numero degli scomparsi?
I giornali ci consegnano la storia di uno, due bambini l’anno. Così come la televisione, quando una vicenda può fare un po’ di sensazione.
Altri li troviamo nelle foto sbiadite da sole e pioggia incollate sugli alberi, sui semafori, sui pali della luce.
I Minori Stranieri, poi, sono meno di niente. Nessuno li cerca, mentre viaggiano verso mercati inquietanti: quello degli organi, quello della manodopera minorile, quella aberrante del sesso anche estremo, fino alla morte.
È in questi corridoi del delirio che si perdono i nostri Bambini, mentre si trasformano in carne, usata per molti, troppi scopi.
La domanda che sorge con forza, allora, è: chi si occuperà di questi Bambini? E cosa si farà per prevenire che altri ne spariscano?
Senza contare - in questo elenco già eccessivamente popoloso - tutti i Minori che vengono strappati alle proprie Famiglie per essere inseriti in strutture che alimentano il noto mercato di cui abbiamo parlato: quello dell’affido e delle adozioni mascherate da affido.
Alla domanda «chi si occuperà di questi Bambini» la risposta attuale è sconfortante. Se ne è occupato qualche giornalista - o per afflato personale o, invece, per fame di notizia, di scoop da un giorno - ma chi altri, mentre migliaia di Minori continueranno a sparire, a essere strappati, diagnosticati, abusati all’interno di contesti che dovrebbero essere per loro luoghi sicuri?
Oggi, in Italia, la cosiddetta «Questione Minorile» sembra esaurirsi nell’analisi dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Molti Garanti sono impegnati su questo fronte, così come ci si dedica all’identificazione delle 5,6,7 “buone ragioni” per continuare ad allontanare i Bambini dalle proprie Famiglie.
Parlarne qui, oggi, però, non vuole essere un cavalcare l’onda mediatica. Mesi fa, infatti, in sede di Convegno presso il Circolo Ufficiali dell’Areonautica - in una Relazione dal titolo «La Cura» - denunciai questo stesso fenomeno, pur con dati numerici molti inferiori.
Già allora sembrava impensabile che circa 2000 Bambini italiani potessero scomparire senza lasciare traccia; oggi apprendiamo che sono 4.416, a distanza di poco più di un anno.
Bambini che nessuno cerca, Bambini che non sono nemmeno oggetto di cronaca.
Alcuni di essi sono Adolescenti. Quegli stessi Adolescenti che da anni definisco «Terra di Nessuno», materiale per chi in loro vede oggetto di business: per le strade dello spaccio, della prostituzione, del consumo/abuso di farmaci e psicofarmaci, per le strade della manovalanza a basso costo.
Continuiamo ad auspicare che - se non possono scendere in piazza i 9000 Genitori che hanno perso i propri figli e la loro speranza nel 2023 - almeno si mettano al lavoro Coloro che hanno il compito istituzionale di occuparsi di questi Bambini e delle loro Famiglie.
Così come auspico che si decida di investire più risorse, energie, fondi per i Minori in Italia; a cui dovremmo devolvere molto più della spesa esorbitante oggi investita in armamenti.

Perché se ci occupiamo dei Bambini e dei Ragazzini oggi, avremo meno bisogno di armi e di contenzione domani.

🔴 I genitori erano in attesa dei servizi sociali che avevano avuto l'ordine del tribunale di prendere il bambino. Gli op...
28/02/2024

🔴 I genitori erano in attesa dei servizi sociali che avevano avuto l'ordine del tribunale di prendere il bambino. Gli operatori li hanno visti fuggire guardando dalla finestra

Prende il figlio appena nato e fugge via in bicicletta per non darlo in affidamento. Un padre avrebbe rapito suo figlio - di una settimana di vita - per poi scappare, con la complicità della madre. Il fatto sarebbe accaduto nel primo pomeriggio di oggi, 28 febbraio, all'ospedale Santa Chiara di Pisa quando una coppia - lei italiana, lui straniero, entrambi senza un lavoro fisso - che risulta già seguita dai servizi sociali per alcune problematiche tra cui la tossicodipendenza, e che aveva appuntamento con gli assistenti sociali comunali proprio per decidere sull’affidamento del piccolo, a un certo punto si sarebbe messa a discutere.

Sempre secondo le prime ricostruzioni successivamente il padre avrebbe preso il bambino e sarebbe poi fuggito con il piccolo a in sella a una bicicletta. Le forze dell'ordine lo stanno cercando ovunque e si spera di ritrovarlo prima possibile. Le ricerche sono in corso. Indagano i carabinieri.

I servizi sociali avevano ricevuto l'ordine dal tribunale di andare a prenderlo per toglierlo dalla custodia dei genitori. Proprio gli operatori del servizio sociale li hanno visti scappare dalla finestra della stanza dell'ospedale.

https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/cronaca/24_febbraio_28/prende-il-figlio-appena-nato-dal-santa-chiara-di-pisa-e-scappa-in-bicicletta-e-caccia-al-padre-84a45e70-b1df-42c3-8599-cd0b5c46bxlk.shtml

Indirizzo

Reggio Nell Emilia

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ASFEM 'Alleanza Sociale Famiglie e Minori' - Il "Sistema" Affidi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi