28/04/2026
𝗦𝘂𝗹 𝟮𝟱 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮
Come migliaia di altri reggiani, ho partecipato alle celebrazioni cittadine per l’81° Anniversario della Liberazione ed ero presente in piazza Martiri del 7 luglio durante l’intervento del Sindaco.
Ho appreso con stupore delle ennesime polemiche che tale intervento avrebbe suscitato in alcuni esponenti delle opposizioni, assenti alle celebrazioni sia civili che religiose, ma sempre solerti nell’alterare il significato delle dichiarazioni per alimentare una parte caotica e sterile del dibattito pubblico locale. Mi sono premurato allora di rileggere la trascrizione dell’intervento del sindaco Massari, ma all’esito di tale lettura non è cambiata l’impressione di convinta approvazione sorta durante l’ascolto in diretta di quelle parole.
Per prima cosa, mi soffermo sulla fugace menzione del risultato del recente referendum costituzionale. Poche righe per ribadire il valore positivo dell’alta partecipazione al voto dei più giovani aventi diritto, nonostante la scelta di non consentire il voto ai fuorisede: decisione irragionevole rispetto a quanto fatto, e rivendicato proprio dall’attuale maggioranza di governo, in precedenti consultazioni elettorali; e per sottolineare l’importanza di una mobilitazione generale a difesa della Costituzione che ha visto affermarsi con nettezza il No, per cassare una riforma blindata dalla maggioranza e sottratta nella sua interezza, fatto mai accaduto nella storia repubblicana, a una approfondita valutazione parlamentare.
Di questo tenore il breve riferimento al referendum contenuto nel discorso del Sindaco, nessun giudizio di valore, nel merito, rispetto alla scelta legittima di votare in senso favorevole.
Si dice che la malizia sta negli occhi di chi guarda, ma in questo caso è nelle orecchie di chi dimostra ancora una volta la propria incapacità di accettare e gestire una sconfitta elettorale.
Doverosa la reprimenda nei confronti del Presidente del Senato che non ha perso l’occasione per intervenire con affermazioni revisioniste e provocatorie, gravemente lesive della verità storica, del sacrificio di centinaia di migliaia di italiani e del prestigio della carica che Ignazio La Russa ricopre dimostrando costantemente di essere privo del rigore e della statura istituzionale necessari.
Se per fede o laica pietà davanti ai morti la scelta più opportuna è l’invito a un composto raccoglimento, è del tutto inaccettabile l’equiparazione tra tutte le vittime di un conflitto e i martiri che sono periti anteponendo la loro stessa vita alla libertà dei connazionali. Tra il 1943 e il 1945, non tutti gli italiani hanno lottato per difendere la libertà della Patria e la dignità del Tricolore dall’occupazione nazifascista e questo è un fatto incontrovertibile. La Resistenza non ha nulla da spartire con quanti si sono nascosti dietro la protezione dei nazisti e hanno difeso il fantoccio della Repubblica di Salò.
L’ennesimo attacco scomposto delle opposizioni al Sindaco non è che la dimostrazione della loro incapacità di fare i conti con la storia, di riconoscere il contesto che ha portato alla Liberazione e i valori che si tramandano in questa celebrazione.
La Costituzione è nata dalla Resistenza, dalla lotta di Liberazione cui parteciparono attivamente tanti dei Padri e delle Madri costituenti. Il 25 aprile è divisivo solo per chi non ha il rigore e la serenità per dichiararsi sempre e comunque antifascista.
Nando Ganassi
Consigliere comunale di RE - Gruppo PD