Le bibliografie del Museo Nazionale di Ravenna

Le bibliografie del Museo Nazionale di Ravenna In seguito all'andata in vigore del Decreto Legge Franceschini il Museo Nazionale di Ravenna fa part

18/12/2025

Cosa vi porterà Babbo Natale? Per noi i "regali" sono già arrivati, iniziamo a festeggiare!
La "nostra" miccoli è stata raggiunta oggi da Fabiola Cogliandro: le due Funzionarie Storiche dell’Arte vincitrici del concorso Ministero della Cultura ampliano la famiglia dei Musei nazionali di Ravenna.
Ed è arrivata anche l'ultima pubblicazione dell'anno, dedicata al 140esimo del Museo Nazionale, grazie al contributo di Ravenna, vicolo Marisa Zattini e delle tante mani che... ci hanno dato una mano: Ranaldi Emanuela Fiori Paola Novara Soprintendenza ABAP per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini Erica Filippini...

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14/11/2025

Con Federico Edoardo Perozziello per ascoltare una conferenza sulla peste di Giustiniano e la medicina a Bisanzio.
Presenta Sandra Manara, direttrice siti teodoriciani

19/10/2025
17/10/2025

Libri che abitano la mente senza essere aperti.

Il termine "tsundoku" nasce in Giappone durante l'era Meiji, tra il 1868 e il 1912. Descrive l'abitudine di acquistare libri e lasciarli accumulare in casa senza necessariamente leggerli. A differenza della bibliomania, che è un'ossessione per il possesso di libri rari, lo tsundoku porta con sé la speranza di leggerli un giorno.

La parola stessa unisce due concetti: "tsunde oku", accumulare e lasciare lì, e "doku", leggere. Ma lo tsundoku è molto più di una lettura rimandata: rappresenta un comfort intellettuale e culturale, un patrimonio che abita gli spazi domestici.

Diversi studi scientifici mettono in luce i benefici della semplice presenza dei libri. Anche senza essere letti, i libri contribuiscono a migliorare la memoria, stimolare la creatività e accrescere il benessere personale. La loro presenza crea un ambiente mentale fertile.

Ricercatori nel campo dell'educazione e della psicologia hanno evidenziato come un'abitazione ricca di libri favorisca l'apprendimento dei bambini, migliorando competenze di lettura, scrittura e pensiero critico. Oltre a questo, i libri sulle scaffali fungono da fonte di ispirazione e stimolano l'immaginazione.

Il termine "tsundoku sensei", usato per indicare professori che accumulavano libri senza leggerli, nasce come un'osservazione culturale e non come un insulto. In epoca Meiji, la crescente accessibilità dei libri con la diffusione della stampa rendeva l'accumulo un gesto di sostegno agli autori e un'abitudine culturale diffusa.

Questo antico comportamento, spesso visto come una forma di accumulo ossessivo, ha oggi un valore psicologico positivo. Lo tsundoku non è un semplice accumulo: è una dichiarazione d'amore per la conoscenza, una mappa di desideri e un conforto per la mente.

Ogni libro rappresenta una porta socchiusa, come suggeriva una riflessione di Nassim Nicholas Taleb. Anche senza aprirla subito, quel libro rende la casa più grande, più stimolante e ricca di possibilità. Lo tsundoku ci ricorda che il valore della cultura si misura anche nella presenza e non solo nell'uso immediato.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Tsundoku è l'abitudine giapponese di accumulare libri senza leggerli
👉 La presenza fisica dei libri stimola mente, creatività e benessere
👉 Studi dimostrano benefici sull'apprendimento dei bambini
👉 "Tsundoku sensei" è termine culturale, non un insulto
👉 Ogni libro non letto è una riserva di conoscenza e conforto

Indirizzo

Via San Vitale, 17
Ravenna
48121

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