28/05/2026
arbitrio (?) #
Nel silenzio più assoluto anche piccoli paesi come Preci rischiano lentamente di cambiare volto.
In molti borghi dell’Umbria e dell’Appennino; case, appartamenti e intere abitazioni storiche stanno passando di mano sempre più spesso a compratori stranieri (inglesi, olandesi, belgi, tedeschi) attratti da luoghi che per noi erano semplicemente casa.
Fino a qualche anno fa cercavano soprattutto casali isolati con terreno, uliveti e vigneti; oggi invece l’interesse si è spostato dentro i centri storici, nei vicoli dei paesi destinati allo spopolamento.
Il problema non è chi arriva, ma chi è costretto ad andare via o a vendere. Dove sovente la vendita del proprio immobile e di conseguenza delle proprie origini, della propria storia, dei propri ricordi sono indotti da comportamenti di inerzia amministrativa, dolosa o colposa a seconda dei casi, al raggiungimento di obiettivi speculativi attuati con dubbie modalità e trarre un ingiusto profitto.
La Comunità? Il Territorio? Macché, entrambe sono lo specchietto delle allodole per chi è intriso di ignoranza e servile campanilismo, senza alcuna base storico-culturale, necessaria invece per la Vita dei piccoli centri come Preci e tanti altri. Purtroppo una pacca sulla spalla e un sorriso al Bar, non reggono una Comunità coeva, piuttosto facile preda per chi la sappia cogliere ...
A Preci, come in tanti paesi colpiti dal terremoto, dall’abbandono e dalla mancanza di servizi, molte famiglie si trovano davanti a una scelta dolorosa: mantenere immobili diventati economicamente insostenibili oppure liberarsene in fretta.
Spesso sono le case dei nonni, le abitazioni della memoria, immobili pieni di storia ma vuoti di prospettive per chi dovrebbe ereditarli.
Nel frattempo si alimenta il racconto dell’“indotto”: ristrutturazioni = turismo. (attraverso vari metodi studiati ad hoc).
Ma insieme ai muri restaurati spesso scompare ciò che rendeva vivi questi paesi: famiglie, scuole, botteghe, memoria condivisa, relazioni quotidiane. Storia. La storia di ognuno.
E così interi borghi rischiano lentamente di trasformarsi in luoghi vissuti più come rifugi di residenze turistiche.
Il rischio per Preci non è soltanto quello dello spopolamento, ma quello di diventare un luogo bellissimo senza più appartenenza e senza più un Anima, un Borgo conservato (forse, staremo a vedere) perfettamente eppure svuotato della sua anima, della sua storica appartenenza.