18/06/2026
𝑪𝒐𝒏𝒔𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒂𝒑𝒆𝒓𝒕𝒐 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒅𝒆𝒎𝒂𝒏𝒊𝒂𝒍𝒊: 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆, 𝒛𝒆𝒓𝒐 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒐𝒔𝒕𝒆
Abbiamo preferito aspettare qualche giorno per far sedimentare i sentimenti di disappunto e di disagio per i risultati del Consiglio Comunale aperto che si è tenuto lo scorso 15 giugno sul tema delle concessioni demaniali. Dopo l’intervento di apertura della dr.ssa Carmela Pitino, che da solo bastava ad esprimere la posizione della città, forte delle oltre 1500 firme della petizione on line di Sud chiama Nord e delle circa 300 raccolte per richiedere la convocazione del Consiglio, sarebbe stato sufficiente rispondere in modo chiaro alle domande poste per mettere un punto fermo sulla questione. Così non è stato.
L’intervento del Sindaco è stato tutto teso a giustificare il suo comportamento addossando al Consiglio Comunale ogni responsabilità in ordine all’inserimento delle nuove concessioni e al ritiro del ricorso, peraltro vinto, al Tar di Catania.
Avremmo fatto volentieri a meno di ascoltare la difesa d’ufficio di Manenti della Confcommercio che, per il fatto di essere “uno e trino”, pensa di essere l’unico depositario della verità basandola su una lettura di parte dei dati statistici legati alla nostra petizione su Change.org e anche di quelli sull’occupazione delle spiagge di pertinenza del Comune di Pozzallo e di tutta la Sicilia. Chissà se nel corso dei suoi studi e del master dai nomi altosonanti che ha conseguito, era compreso anche lo studio della statistica. Non ci è chiaro il rancore mostrato verso la nostra iniziativa che, probabilmente, nasconde la sua totale inattività nella direzione del sindacato dei commercianti a Pozzallo, in provincia e alla Regione. Ovviamente dopo aver letto la sua dotta disquisizione, evita il confronto e se ne va, così come fa sui social impedendo i commenti suoi post. Esempio di capacità democratica che preferiamo ignorare.
A seguire l’intervento dei rappresentanti dei partiti politici che hanno puntato tutto sul precisare che la loro azione non è contro i concessionari e non vuole danneggiare la libera impresa, quasi a giustificarsi di quanto scritto, anche da loro sui social. D’altra parte si avvicina la campagna elettorale e non bisogna inimicarsi nessuno.
Interessante l’intervento del Presidente dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana, Antonio Firullo, che ha puntualizzato molti aspetti, sconosciuti ai più, dei problemi della categoria, specificando che è nell’interesse dei concessionari la realizzazione di Piani di Utilizzo del Demani Marittimo (PUDM) che soddisfino le esigenze degli imprenditori e dei cittadini.
Arriviamo ai “signori Consiglieri”. Hanno scritto, presentato e approvato una mozione di INDIRIZZO alla Giunta perché inserisse nel PUDM altre 4 concessioni e ritirasse il ricorso al TAR già vinto. Uno ad uno, nei loro interventi, hanno giustificato sé stessi e addossato la responsabilità di aver seguito la loro indicazione al Sindaco.
E le domande poste dalla dr.ssa Pitino a nome del Comitato che ha chiesto la convocazione del Consiglio Comunale che fine hanno fatto? Accuratamente e abilmente raggirate. Noi le riproponiamo:
1. perché il Consiglio Comunale, a poco tempo di distanza dalla discussione al CGA di Palermo del merito della sospensiva delle sentenze del TAR, in tutta fretta, approva, la mozione di indirizzo per la modifica del PUDM e il ritiro del contezioso che aveva portato alle due sentenze del TAR favorevoli al Comune di Pozzallo;
2. perché il Sindaco ha proposto il ricorso al TAR solo nei confronti di due delle quattro concessioni rilasciate?
3. perché 3 consiglieri, presenti durante tutto il consiglio, al momento della votazione sulla mozione, sono usciti dall’aula? Se avessero votato no o si fossero astenuti, la mozione sarebbe stata approvata ugualmente. C’era qualche conflitto di interesse, forse?
4. perché, approvata la mozione, che ripetiamo è di indirizzo, il Sindaco ha immediatamente provveduto a renderla operativa accogliendo in pieno le indicazioni? Ricordiamo che il Sindaco non ha mai dato seguito alle mozioni di indirizzo del Consiglio Comunale e che le mozioni di indirizzo non sono vincolanti per la Giunta. Sono semplici “consigli” che possono essere ignorate come Sindaco e Giunta hanno sempre fatto, tranne questa volta.
5. Forse la solerzia del Sindaco è da mettere in relazione con le voci che, in quel periodo, davano per certa una mozione di sfiducia che avrebbe concluso anzitempo questa sindacatura? Guarda caso, appena il PUDM è stato modificato, non si è più parlato di sfiducia. Qualche consigliere ha cambiato idea perché soddisfatto nelle sue richieste?
Cinque domande semplici che se non hanno risposta ingenerano sospetti, quei sospetti che Carmelo Distefano, del coordinamento provinciale di ScN, ha evidenziato nel corso della seduta consiliare e che tutti, invece, hanno preferito evitare di citare. Chi amministra deve farlo sempre in modo trasparente. Non possono esistere zone d’ombra attorno alle decisioni prese. Chi è “limpido” nella sua attività politica, non ha motivo di dire mezze verità o di rendere incomprensibili le sue scelte perché l’opacità genera il sospetto rendendo vana l’utilità di ogni atto amministrativo sottostante.
In assenza di risposte, forse, potremmo fare ricorso ad un intervento di Ismaele La Vardera che potrebbe “aiutare” Ammatuna, visto che ha aderito al suo partito, ad essere più chiaro.
Per finire una notazione. Considerato che l’avvio di tutta la discussione intorno alle concessioni è nata dai post di numerosi cittadini sui social, che il 90% di chi li ha commentati si è espresso contro questo proliferare di lidi e spazi demaniali occupati, perché, di questi cittadini, al Consiglio Comunale non c’era nessuno? Hanno tutti firmato “cambiali in bianco” ai partiti politici? Criticano la politica e quando potrebbero far sentire la loro voce direttamente delegano? Chi delega, però, dopo non deve lamentarsi perché non né ha diritto.