27/07/2021
In queste ore, la stampa locale ed alcuni social riportano alcune affermazioni relative alla mia persona e ad altri protagonisti della politica locale, a firma di Giovanni Tavassi, Rifondatore Comunista da pochi giorni candidato Sindaco, tra gli altri, a Portomaggiore. Ringrazio Giovanni per l'attenzione che mi rivolge, malgrado io non abbia ancora sciolto la riserva circa l'accettazione o meno della candidatura propostami; voglio considerarlo un segno di attenzione, perché le sue parole non fanno altro che confermare la mia posizione di sempre, che conservo sin dal 1993: riferimento cioè dell'area civica locale;
se però mi sbagliassi ed altre fossero le intenzioni del candidato Tavassi, mi preme allora ricordare ai cittadini elettori, da che pulpito viene la predica, rivolta ora a destra, ora a manca. Si tratta solo di ricordare la storia.
Era la calda estate del 2004 e nell'afa ferragostana, si consumava il vero, unico ed infame doppio tradimento politico portuense, passato alla storia come il "Ribaltone di Tafazzi".
In carica, quale Sindaco, stazionava il cattolico Gian Paolo Barbieri, dopo la propria vittoria elettorale del 2001, contro i candidati Michele Grilanda e Fernando Rossi che, con le rispettive liste, rappresentavano l'opposizione. Proprio l'allora rappresentante dei Comunisti Italiani Rossi (successivamente eletto Senatore) era sostenuto con determinazione dal Partito della Rifondazione Comunista, ai tempi già rappresentato dal "nostro" Giovanni.
Ebbene, con un doppio salto mortale carpiato o, per meglio dire, con un doppio tradimento, proprio Tavassi produsse un clamoroso ribaltone politico, tradendo prima gli elettori che avevano sostenuto Rossi in alternativa a Barbieri e, contestualmente, lo stesso Rossi che (come riportarono le cronache del tempo, che allego), dichiarò di essersi visto sfilare la poltrona di assessore proprio dal "purista" Tavassi; questi infatti, nottetempo folgorato sulla via della giunta, corse a sottoscrivere per intero il programma elettorale del suo ormai ex avversario.
Dal settembre 2004 ebbe quindi inizio la stagione di governo, in ruoli diversi, del nostro Rifondatore Comunista, che è durata fino al 2016. E' di questi giorni poi, l'ennesimo tradimento, con aggiunta di beffa: la presentazione di una "lista civica" denominata "Rinascita Portuense" e non della "Rifondazione Comunista" come ci si dovrebbe aspettare da chi professa coerenza (qui si somma anche il furto di denominazione in quanto, proprio con lo stesso nome, nei primi anni '90 fu il Prof. Giorgio Rubin a fondare la prima vera civica portuense);
Ora dovremmo chiederci: con quale credibilità chi ha governato circa 2/3 degli ultimi 20 anni, potrà mai far rinascere un paese che ha evidentemente contribuito a far morire, rinnegando tra l'altro la propria identità politica?
Ai cittadini la risposta, come è giusto che sia.
Concludo con un consiglio non richiesto a Giovanni, che potrà legittimamente non essere accolto: confrontiamoci sui programmi per la città e lascia perdere le prediche; non sei un buon esempio e non te le puoi permettere, perché chi non ricorda la storia non ha futuro e chi rinnega la propria è un vigliacco.
Aurelio Pariali