22/05/2025
La prima volta che lo incontrai se ne stava rannicchiato, impaurito con la sua copertina di rovi a proteggerlo. Tutt’intorno un piccolo esercito di alte erbe a sentinella, cercava di dissuadere ogni incauto visitatore dall'avvicinarsi. Sembrava quasi volesse tornare alla terra tanto i piedi ( per gli appassionati di meccanica “cingoli”) erano già sprofondati nel terreno. Tutto lasciava presagire un destino di oblio, di scomparsa, ancor più marcato dalla volontà del proprietario di non cederlo “per il momento”. Ma si sa, i tempi cambiano, le condizioni pure e con essi le idee e così il piccolo Lombardini TL 8 del 1950 che ormai aveva un cingolo e mezzo nella fossa si vide all'improvviso proiettato verso un diverso destino. Il proprietario aveva deciso di metterlo in vendita! Sfalciò le erbacce, rimosse gli insidiosi e pungenti rovi, fece delle foto che poi pubblicò sui social. Immediatamente si presentarono spasimanti in folta schiera, offrendo le cifre più disperate per accaparrarsi quel piccolo raro cimelio dagli italici natali. Ma piú che la pecunia potè l’amicizia a determinare la scelta di chi si sarebbe appropriato di quel piccolo trattore. E così, senza un contratto, senza una caparra ma con un semplice “ Son contento di sentirti… dai, va bene, vieni a prenderlo!” Quei graziosi 750 chili di ferro arrugginito arrivarono a Portogruaro. Chi lo comprò non è un chirurgo della meccanica, capace di aprire, sezionare, impiantare protesi, amputare e saldare, ma piuttosto un infermiere o al massimo un chirurgo estetico che lo pulì a fondo, rimosse ruggine e antiche croste, raddrizzò botte e ammaccature, aggiunse qualche particolare mancante fece brillare le preziosità meccaniche in rame, ottone, bronzo e da ultimo… un trattamento di bellezza completo con olio protettivo su tutto il corpo. Pronto finalmente per sfoggiare tutta la sua civettuola agricola eleganza tra gli altri protagonisti della collezione di trattori d'epoca della famiglia Valerio.
P.S. Una ingegnosa curiosità meccanica: sulla parte anteriore, questo piccolo trattore portava una protuberanza con un foro centrale, all'interno del quale poteva essere inserito un perno che aveva una forcella al di sotto e su questa veniva fissata una ruota. Tanto bastava perché la parte anteriore nel mezzo fosse sollevata da terra. Posteriormente invece potevano essere applicate due ruote gommate sulle fl**ge delle ruote dentate del cingolo, grandi abbastanza da tenere la macchina sollevata da terra anche posteriormente. Ecco che il mezzo da cingolato che era per lavorare sulla terra, diventava gommato e stradale!