20/05/2026
L' ipotesi del cavidotto
In questi giorni in tutti i Comuni della zona la società privata Zhero sta presentando il proprio progetto energetico.
In sintesi l'opera consiste in un cavidotto sottomarino che trasporterà dalla Tunisia all'Italia corrente elettrica continua ad alta tensione, prodotta tramite impianti eolici e fotovoltaici, per poi approdare in Toscana.
Dal deserto della Tunisia, dove occuperanno pare un territorio grande come la provincia di Livorno, perché le condizioni di sole e vento sarebbero ottimali per garantire la continuità produttiva fino alla Toscana in quanto la nostra regione pare sia la più idonea -se non l'unica- per il dispacciamento e l'immissione dell'energia nella rete elettrica nazionale.
Siamo venuti a conoscenza di questi dettagli partecipando ad una assemblea pubblica indetta dalla società.
Eravamo presenti
noi e pochi altri, di certo non abbiamo visto partiti locali, che ci auguriamo di vedere giovedi 21 maggio in occasione della prossima assemblea pubblica.
La società assicura che il progetto garantirà posti di lavoro per le maestranze nel territorio nordafricano e che non ci saranno impatti sull'ecosistema marino, garantendo il pieno rispetto dell'ambiente e delle regole nella fase di cantieristica.
Non possiamo sapere oggi se sarà così. Proprio per questo, sul tema della tutela dell'ecosistema marino e terreste ci auguriamo che le varie associazioni, come il WWF , Legambiente o la neonata in loco Italia Nostra, facciano sentire la loro voce assieme agli enti preposti.
Noi non siamo così certi che un cavo che trasporta elettricità non abbia influssi, ma è anche vero che oramai il Mediterraneo è un'autostrada percorsa da cavi.
Comunque aspettiamo pareri più autorevoli e documentazione puntuale.
Ciò che possiamo fare è dare un contributo alla discussione, ancora in corso, sulla progettazione in Toscana. In realtà abbiamo già cercato di farlo, raccomandano scelte che non consumino nuovo suolo e che procedano invece al recupero di aree già compromesse.
Lo abbiamo fatto anche formalizzando all'azienda alcune proposte ed evidenziando alcune criticità e lo ripeteremo giovedì.
Secondo le ipotesi progettuali attuali il cavo potrebbe approdare nella zona di Pratoranieri o di Torre Mozza, per poi proseguire fino alla stazione di conversione per la quale si valutano le opzioni di Casalappi, Suvereto o Banditelle.
Questa stazione sarà l'unica struttura visibile dell'intero progetto: un complesso di edifici alti fino a 20 metri che occuperà 6 ettari di terreno.
Sul punto di approdo ad oggi si è espresso solo il PD di Follonica, favorevole al progetto, ma contrario all'ipotesi di Prato Ranieri.
La società menziona tra le varie ipotesi la zona della ex centrale Enel, dove però è previsto un grande resort e comunque si tratta di un'area con destinazione turistico-ricettiva.
Sullo sbocco a Torre Mozza, zona di pregio e turistica, come del resto Prato Ranieri, anche noi esprimiamo riserve. Seppur con tutti gli accorgimenti che la società assicura.
Ma soprattutto sulla stazione di conversione pensiamo che sia indicato e opportuno utilizzare, nel territorio del Comune di Piombino, una delle discariche esistenti e così dibattute, precisamente la Li53.
Essa è vicina alla costa e non ha finora alcuna speranza, non essendo stata ricompresa in alcun accordo, è un bubbone mai sanato per questo territorio, è ampia oltre 15 ettari e sarebbe anche prossima al futuro, stabilimento siderurgico, che di energia a costi più contenuti avrà tanta necessità.
Dunque, quale migliore localizzazione?
Certo, andrebbe fatto un accordo tra le varie parti coinvolte.
A noi pare che questo sarebbe il compito della politica in una visione complessiva del territorio e delle varie realtà.
Se lo Stato intende realizzare questo progetto tramite la società Zhero o altri, se la Regione intende appoggiarlo utilizzando anche il nostro mare e il nostro territorio, che almeno ciò si traduca in un vantaggio per il territorio e cioè nel risanamento di una delle nostre discariche, la Li53, senza utilizzare altro suolo per edificare 6 ettari di edifici alti 20 metri.
È una proposta. Una proposta seria, concreta e discutibile pubblicamente.
Il 21 maggio affronteremo di nuovo il tema con la società proponente, ma ci auspichiamo di poterlo fare finalmente anche con le amministrazioni locali e le forze politiche del territorio.
Lista civica Lavoro & Ambiente
Lavoro&Ambiente si può Lavoro&Ambiente
Fonte "Il Tirreno" del 20.05.2026