Lavoro&Ambiente #insiemesipuò

Lavoro&Ambiente #insiemesipuò Con le persone al centro, la loro salute e la salvaguardia dell’ambiente

Partire dalle potenzialità del territorio: un paesaggio unico ed il patrimonio storico-archeologico, un SIN da bonificare per l'insediamento di nuove attività imprenditoriali.

L' ipotesi del cavidottoIn questi giorni in tutti i Comuni della zona la società privata Zhero sta presentando il propri...
20/05/2026

L' ipotesi del cavidotto

In questi giorni in tutti i Comuni della zona la società privata Zhero sta presentando il proprio progetto energetico.
In sintesi l'opera consiste in un cavidotto sottomarino che trasporterà dalla Tunisia all'Italia corrente elettrica continua ad alta tensione, prodotta tramite impianti eolici e fotovoltaici, per poi approdare in Toscana.
Dal deserto della Tunisia, dove occuperanno pare un territorio grande come la provincia di Livorno, perché le condizioni di sole e vento sarebbero ottimali per garantire la continuità produttiva fino alla Toscana in quanto la nostra regione pare sia la più idonea -se non l'unica- per il dispacciamento e l'immissione dell'energia nella rete elettrica nazionale.

Siamo venuti a conoscenza di questi dettagli partecipando ad una assemblea pubblica indetta dalla società.
Eravamo presenti
noi e pochi altri, di certo non abbiamo visto partiti locali, che ci auguriamo di vedere giovedi 21 maggio in occasione della prossima assemblea pubblica.

La società assicura che il progetto garantirà posti di lavoro per le maestranze nel territorio nordafricano e che non ci saranno impatti sull'ecosistema marino, garantendo il pieno rispetto dell'ambiente e delle regole nella fase di cantieristica.

Non possiamo sapere oggi se sarà così. Proprio per questo, sul tema della tutela dell'ecosistema marino e terreste ci auguriamo che le varie associazioni, come il WWF , Legambiente o la neonata in loco Italia Nostra, facciano sentire la loro voce assieme agli enti preposti.
Noi non siamo così certi che un cavo che trasporta elettricità non abbia influssi, ma è anche vero che oramai il Mediterraneo è un'autostrada percorsa da cavi.

Comunque aspettiamo pareri più autorevoli e documentazione puntuale.
Ciò che possiamo fare è dare un contributo alla discussione, ancora in corso, sulla progettazione in Toscana. In realtà abbiamo già cercato di farlo, raccomandano scelte che non consumino nuovo suolo e che procedano invece al recupero di aree già compromesse.
Lo abbiamo fatto anche formalizzando all'azienda alcune proposte ed evidenziando alcune criticità e lo ripeteremo giovedì.

Secondo le ipotesi progettuali attuali il cavo potrebbe approdare nella zona di Pratoranieri o di Torre Mozza, per poi proseguire fino alla stazione di conversione per la quale si valutano le opzioni di Casalappi, Suvereto o Banditelle.
Questa stazione sarà l'unica struttura visibile dell'intero progetto: un complesso di edifici alti fino a 20 metri che occuperà 6 ettari di terreno.
Sul punto di approdo ad oggi si è espresso solo il PD di Follonica, favorevole al progetto, ma contrario all'ipotesi di Prato Ranieri.
La società menziona tra le varie ipotesi la zona della ex centrale Enel, dove però è previsto un grande resort e comunque si tratta di un'area con destinazione turistico-ricettiva.

Sullo sbocco a Torre Mozza, zona di pregio e turistica, come del resto Prato Ranieri, anche noi esprimiamo riserve. Seppur con tutti gli accorgimenti che la società assicura.
Ma soprattutto sulla stazione di conversione pensiamo che sia indicato e opportuno utilizzare, nel territorio del Comune di Piombino, una delle discariche esistenti e così dibattute, precisamente la Li53.
Essa è vicina alla costa e non ha finora alcuna speranza, non essendo stata ricompresa in alcun accordo, è un bubbone mai sanato per questo territorio, è ampia oltre 15 ettari e sarebbe anche prossima al futuro, stabilimento siderurgico, che di energia a costi più contenuti avrà tanta necessità.
Dunque, quale migliore localizzazione?
Certo, andrebbe fatto un accordo tra le varie parti coinvolte.
A noi pare che questo sarebbe il compito della politica in una visione complessiva del territorio e delle varie realtà.

Se lo Stato intende realizzare questo progetto tramite la società Zhero o altri, se la Regione intende appoggiarlo utilizzando anche il nostro mare e il nostro territorio, che almeno ciò si traduca in un vantaggio per il territorio e cioè nel risanamento di una delle nostre discariche, la Li53, senza utilizzare altro suolo per edificare 6 ettari di edifici alti 20 metri.
È una proposta. Una proposta seria, concreta e discutibile pubblicamente.
Il 21 maggio affronteremo di nuovo il tema con la società proponente, ma ci auspichiamo di poterlo fare finalmente anche con le amministrazioni locali e le forze politiche del territorio.

Lista civica Lavoro & Ambiente
Lavoro&Ambiente si può Lavoro&Ambiente
Fonte "Il Tirreno" del 20.05.2026

Oggetto : doverosa risposta al comunicato di AVS  Piombino Domani apparso il 16 maggio 2026.Il comunicato ha un solo obi...
17/05/2026

Oggetto : doverosa risposta al comunicato di AVS Piombino Domani apparso il 16 maggio 2026.

Il comunicato ha un solo obiettivo e cioè attaccare la lista Lavoro & Ambiente perché si è permessa di fare proposte.
I toni del comunicato di Piombino Domani e AVS sono a nostro parere inaccettabili, specie nel passaggio in cui si allude a qualche “baratto” con cui sia stata ripagata la permanenza della lista nella coalizione Ferrari in questi anni. Si rasenta la diffamazione. Così come riteniamo inaccettabile l’invito, censorio, al silenzio. Del resto non ci sorprendono certi toni veementi, offensivi e sempre ai limiti della violenza verbale, tipici di esponenti locali di AVS.
Noi non insultiamo, né dileggiamo. Abbiamo lavorato convintamente e seriamente all’interno dell’attuale maggioranza. Ne siamo usciti con motivazioni chiare, condivisibili o meno, e continuiamo legittimamente a portare il nostro contributo al confronto politico.
Nel merito, torniamo a ribadire l’inesattezza delle affermazioni relative alla vicenda Rimateria: la società era già fallita a causa di una complessa situazione debitoria (debito milionario accumulato nei confronti dell’erario, del demanio, della Regione e degli Istituti di Previdenza Sociale) tanto che l’ultimo bilancio non era stato approvato; la contestuale esistenza di procedimenti penali e di indagini della GdF hanno fatto si che i soci privati, a fronte di prospettive economiche ormai venute meno, abbiano rifiutato l’apporto dei capitali necessari all’ottemperanza delle prescrizioni, decretando con ciò il fallimento della società.
In merito alla LI53.
Su quel sito incombeva, per Rimateria, l’obbligo della messa in sicurezza, tanto che i soci avevano impugnato l’atto relativo: solo con la libertà di “poter conferire qualsivoglia tipo di rifiuto in quelle discariche….senza la rogna dei lavori di risanamento” la società si sarebbe potuto salvare. Dichiarazioni di Pellati rese pubbliche sulla stampa.
E non ebbero seguito, per fortuna e grazie anche alla nostra opposizione
Su quel sito hanno tutti declinato ogni responsabilità: la curatela fallimentare, il demanio e la stessa Regione che ha accettato negli atti autorizzativi, la separazione di quell’area dal resto delle discariche. Quindi il problema era comunque ben lungi dall’essere risolto. Noi, oggi, avanziamo le nostre proposte e apriamo al confronto, non insultando né intimando niente a nessuno.
Diciamo invece una cosa agli autori del comunicato: la maggioranza che governa la regione ha pesanti responsabilità sulla gestione del sito di Ischia di Crociano, avendone avallato ogni indecente passaggio, e la giunta Giani condivide con i governi nazionali imperdonabili responsabilità sul rigassificatore. Il nostro pacato suggerimento è quello di una coerenza tra le parole e gli atti: coerenza vorrebbe che i vostri esponenti regionali uscissero dalla giunta Giani e sostenessero le ragioni del territorio.
Ma uscire dalle Giunte è una scelta difficile e coraggiosa che non tutti riescono a fare.
Lavoro&Ambiente Lavoro&Ambiente si può

Fonte de "Il Tirreno" 16 maggio 2026

Rigassificatore: il “modello Panigaglia” arriva in Procura e invece Piombino va in scena l’ultimo atto della sceneggiata...
15/05/2026

Rigassificatore: il “modello Panigaglia” arriva in Procura e invece Piombino va in scena l’ultimo atto della sceneggiata.

Mentre la politica si perde in proclami e il futuro di Piombino sembra decidersi a tavolino una notizia scuote il panorama energetico nazionale: la Procura di La Spezia ha aperto un’indagine. Al centro dell’inchiesta, nata da un esposto, c’è il rischio derivante dalla vicinanza dell'impianto alle abitazioni e alle attività.
Certo, un’indagine non è una condanna, ma conferma l’esistenza del cosiddetto fumus boni iuris: fatti e comportamenti che meritano di essere accertati. Sebbene le situazioni tecniche siano diverse, il punto di contatto con Piombino è evidente: la presenza di un impianto a rischio di incidente rilevante a pochi metri da case, uffici e navi in transito.
Una domanda di buon senso sorge spontanea: perché altrove le distanze di sicurezza si misurano in chilometri, mentre a Piombino l’impianto è autorizzato a ridosso del centro abitato? È una domanda che i cittadini pongono da anni, che la Procura di La Spezia sembra aver fatto propria.

Ma torniamo allo scenario locale che ormai appare come un copione già scritto in tre atti:
1. L’uscita di scena di Giani, con toni sempre più alti e il gesto plateale delle dimissioni da Commissario, più volte minacciate e ormai imminenti. Dimenticando però che, da Presidente della Regione, avrebbe potuto fare molto di più, seguendo l’esempio di altri presidenti che hanno saputo difendere i propri territori. E soprattutto dimenticando che la sua responsabilità politica resta intatta anche dopo le dimissioni.
Ma oggi bisogna dirlo chiaramente:
la sua firma, ormai, vale quanto carta straccia.
Il Governo ha già autorizzato tutto: VIA, AIA e autorizzazione unica sono già state rilasciate. Non serve certo il suo “via libera” finale.
Allora cosa sta raccontando?
Se davvero volesse opporsi — e non lo vuole, perché continua a inseguire le cosiddette compensazioni — dovrebbe agire da Presidente della Regione con atti concreti e legali contro questa scelta del Governo, non limitarsi a dichiarazioni teatrali;
2. Il passaggio al "Tecnico": una volta uscito il politico, la gestione potrebbe passare a un tecnico (magari lo stesso Prefetto) per normalizzare l’emergenza e procedere senza troppi intoppi politici.
3. Il mai palese ricatto delle compensazioni. Si tratta dell'arma finale. Il mantra è già iniziato: convenzione subito o perderete i 30 milioni e le opere promesse. Scordando tutti che il "Memorandum" era legato ai tre anni di permanenza non ad altri scenari, un dettaglio di non poco conto.

Sicurezza e Sviluppo.
La nostra posizione resta immutata.
Uscire dal fossile investendo realmente in energie rinnovabili, progetti alternativi e nel frattempo spostare immediatamente il rigassificatore Off-Shore.
L’esempio di Panigaglia parla chiaro: questi impianti non possono e non devono stare vicino ai centri abitati e occorre liberare il porto dove la presenza della nave sta bloccando lo sviluppo economico e logistico di Piombino.

Non accetteremo che il futuro della nostra città venga barattato con "manciate di lenticchie" sotto forma di compensazioni, ignorando i rischi per la sicurezza che persino la Magistratura, altrove, ha ritenuto necessario indagare.

Lista Civica Lavoro&Ambiente

Comunicato stampaACCORDO DISCARICA  ex LucchiniL’accordo recentemente siglato con Rinascenza e approvato all’unanimità d...
08/05/2026

Comunicato stampa
ACCORDO DISCARICA ex Lucchini

L’accordo recentemente siglato con Rinascenza e approvato all’unanimità dalla giunta Ferrari impone una riflessione seria, che riporti l’attenzione su un dato di realtà: un quadro amministrativo e ambientale compromesso da anni. In questo contesto, è evidente che i margini di manovra per l’Amministrazione Comunale fossero limitati, ma non al punto da chiudere l’intera vicenda con un’intesa priva di dettagli fondamentali e, soprattutto, di una visione complessiva.

La lista civica Lavoro & Ambiente ha seguito la vicenda fin dall’inizio, anche attraverso il contributo diretto dei propri rappresentanti nelle istituzioni durante il primo mandato della giunta Ferrari: Carla Bezzini, assessore all’Ambiente e Demanio, e Sabrina Nigro, con deleghe tra cui Lavoro e Sviluppo economico. Non va dimenticato che proprio il tema della discarica, insieme a quello del rigassificatore nel porto di Piombino, ha rappresentato uno dei principali pilastri su cui si è costruito il consenso elettorale che ha portato Francesco Ferrari e la sua coalizione a vincere per due mandati.
Nei primi anni di amministrazione, il Comune di Piombino ha percorso tutte le vie legali possibili per contrastare il progetto: ricorsi al TAR contro la VIA e la Conferenza dei Servizi, opposizione alla concessione demaniale e alla delibera regionale. Azioni corrette e doverose, ma sistematicamente respinte in un contesto politico-istituzionale in cui la Regione Toscana ha sempre sostenuto il progetto, prima con Rimateria e poi con Rinascenza, arrivando ad autorizzare anche il conferimento di rifiuti a componente organica inizialmente esclusi.
Il ritiro del ricorso al Consiglio di Stato e la rinuncia agli ulteriori contenziosi non appaiono come una scelta politica autonoma, ma come una presa d’atto di un esito giudiziario ormai segnato. Tuttavia, questi passaggi, che chiudono definitivamente una fase di opposizione istituzionale, avrebbero richiesto maggiore chiarezza e trasparenza nelle motivazioni. Sarebbe stato doveroso un passaggio in consiglio comunale o la convocazione di un’assemblea pubblica: strumenti minimi di confronto che, invece, sono stati completamente ignorati.

Un ulteriore elemento critico riguarda il percorso urbanistico. Nel 2019 fu approvata una variante che rappresentava un tentativo concreto da parte del Comune di indirizzare il destino dell’area ex Lucchini, ponendo limiti e cercando un equilibrio tra esigenze ambientali, industriali e territoriali. Oggi è lecito chiedersi quale sia il reale peso di quella variante: le scelte contenute nell’accordo sembrano averne progressivamente svuotato la portata, riportando il baricentro decisionale lontano dal livello comunale.

Nel merito, il progetto non presenta variazioni sostanziali: il volume complessivo della discarica resta fissato a 350.000 metri cubi. Se da un lato viene introdotta una priorità per rifiuti siderurgici, da bonifica e da infrastrutture territoriali, dall’altro permangono forti dubbi sulla sostenibilità economica del modello. Il rischio concreto è che, per garantire l’equilibrio gestionale, si apra in futuro al conferimento di ulteriori tipologie di rifiuti, riproponendo criticità già emerse.
Anche i protocolli di monitoraggio e la costituzione di un comitato di controllo con la partecipazione delle associazioni non rappresentano elementi straordinari, ma strumenti che dovrebbero rientrare nella normale applicazione delle normative ambientali, soprattutto in un sito già fortemente compromesso.

Dalla delibera emerge inoltre come l’accordo si regga in larga parte sulla prospettiva industriale del progetto Metinvest. L’idea di una discarica “a km zero” è condivisibile, ma i tempi non risultano coerenti: senza una reale sincronizzazione con lo sviluppo industriale, l’intero impianto rischia di perdere sostenibilità economica, con conseguenze che potrebbero rivelarsi difficilmente controllabili.
Altro punto critico è la separazione delle autorizzazioni tra i siti, che di fatto condanna l’area LI53 all’abbandono, escludendo interventi di bonifica che difficilmente verranno realizzati in futuro. E' doveroso ricordare che la responsabilità risale in primis al curatore fallimentare di Rimateria e alla Regione Toscana, ma noi pensiamo che si tratti comunque di un’occasione persa: il momento per mettere in sicurezza quell’area doveva essere proprio all’interno di un accordo complessivo.
Per la nostra lista, la LI53 non può essere nuovamente accantonata. È necessario individuare soluzioni concrete.
In questa direzione si inserisce la proposta che abbiamo avanzato durante un incontro pubblico promosso dalla società Zhero sul progetto TI-Link: un parco energetico da 5 GW in Tunisia, collegato alla Toscana tramite un cavo sottomarino da 2 GW, con punto di connessione previsto a Torre Mozza.
Un progetto di questa portata, sul quale al momento ci sembra prematuro esprimersi perché ancora embrionale, può rappresentare un’opportunità per affrontare e risolvere finalmente il nodo della LI53, evitando ulteriore consumo di suolo e valorizzando aree già compromesse. Questo significa avere una visione: non fermarsi al singolo intervento, ma costruire una programmazione capace di trasformare le criticità in opportunità per il territorio, puntando sulle energie rinnovabili e sulla tutela ambientale.

Lista Civica Lavoro&Ambiente si può

PROROGA RIGASSIFICATORE A PIOMBINO: tra promesse di "ristori" e silenzio delle istituzioni.Il decreto legge che dispone ...
03/05/2026

PROROGA RIGASSIFICATORE A PIOMBINO: tra promesse di "ristori" e silenzio delle istituzioni.

Il decreto legge che dispone la proroga della permanenza del rigassificatore a Piombino sta per essere convertito in legge. In questo contesto, le recenti dichiarazioni di Manfredi Potenti della Lega su ipotetici "ristori" per i cittadini appaiono come un tentativo ambiguo di mitigare il colpo. La stessa Lega che si era recentemente espressa in Regione contro la proroga ora parla di misure condizionate a "vincoli di bilancio" e "fattibilità tecnico-economica": formule vaghe che sembrano più un espediente retorico che una proposta concreta.
Del resto non solo la Lega parla di compensazioni, esse sono state sbandierate dal Presidente Giani e dal Sindaco di Piombino Ferrari in più occasioni, peraltro senza alcuna reazione dal Governo nazionale.

Il punto centrale rimane la violazione degli accordi iniziali: l'impianto doveva restare solo tre anni, termine su cui poggiavano tutte le autorizzazioni. Proporre oggi "misure straordinarie" solo per Piombino solleva dubbi di legittimità e fattibilità.
In altri territori con impianti simili non sono mai stati previsti ristori diretti ai cittadini, ma solo indennizzi ambientali e urbanistici come tra l'altro previsto in questi casi.

Di fatto, la nave rimarrà in porto sine die, ignorando i vincoli temporali originari.

Desta preoccupazione il silenzio dell'Amministrazione comunale e l’incertezza sulla posizione della Regione Toscana. È necessario che il Presidente della Regione (e Commissario, lo è ancora?) e l'assessore Barontini chiariscano se intendono dare seguito alle istanze emerse dal territorio e non ultime alla manifestazione durante la quale lo stesso assessore regionale ha preso l'impegno di tornare da Giani e riferire, oltre che esprimere nel suo intervento contrarieta' alla permanenza del rigassificatore nel porto.

La stessa Nigro ha sempre sostenuto in giunta che la permanenza fosse inaccettabile, ribadendo la necessità di consulti legali, ritenuti fondamentali, con l’avvocato Greco che ha seguito l’iter fino alla sentenza del TAR.
Nessuna compensazione può valere quanto la sicurezza, la salute e lo sviluppo di un porto dalle grandi prospettive. Queste sono le argomentazioni
portate avanti fino alle dimissioni: sicurezza e salute non sono negoziabili.

Cosa intendono fare la Regione Toscana e il Comune di Piombino qualora questa norma venisse approvata?
Neanche una legge può essere in conflitto con norme italiane e comunitarie in materia ambientale e di sicurezza, neanche una legge può essere in contrasto con la Costituzione.

Dal canto nostro siamo a formulare proposte concrete per la sicurezza e la salute del territorio visto che
l' atteggiamento attuale dei principali protagonisti appare remissivo.
-Studio di impatto indipendente: Snam deve finanziare un'analisi approfondita su sicurezza ed emissioni (aria e acqua), considerando l'effetto cumulo con le altre realtà industriali del SIN.
-Comitato di sorveglianza territoriale, in sintesi si chiede di istituire un tavolo con poteri decisionali e di convocazione, composto da enti locali, cittadini e realtà del territorio.
-Spostamento Offshore con avvio immediato dei lavori per il trasferimento dell'impianto in mare aperto. Il Governo sostiene che l'opera sia strategica per il Paese, e su questo ci sarebbe molto da discutere.
Tuttavia, se questo si vuole dire, allora il Governo deve investire per garantirne la massima sicurezza.

Un ultimo aspetto o meglio un monito sulla sicurezza portuale.
L' incendio avvenuto presso l'azienda Pim, a breve distanza dal rigassificatore, è l'ulteriore segnale d'allarme.
Un piccolo incidente, tutto sommato, che però ha creato subito allarme.
La convivenza tra un impianto ad alto rischio, il traffico passeggeri e le attività produttive in uno spazio ristretto è una scommessa pericolosa. Gli incidenti non sono prevedibili; la prevenzione e il rispetto dei patti, invece, sono un dovere politico.

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Il giorno 11 aprile il ritorno in piazza per manifestare contro l'impianto di rigassificazione che il 3 luglio 2026 risc...
07/04/2026

Il giorno 11 aprile il ritorno in piazza per manifestare contro l'impianto di rigassificazione che il 3 luglio 2026 rischia di permanere in porto.

È una possibilità che non si sarebbe mai dovuta concretizzare, perché l'autorizzazione a firma Giani scade, come tutti i pareri su cui si basa, e perché così stabiliva una sentenza.
I cittadini per tre anni hanno aspettato questa data e ora rischiano di vederla come minimo slittare in avanti.

La lista Lavoro & Ambiente sarà presente come ha sempre fatto in questi anni.
"Le mie dimissioni da assessore dichiara la capolista Sabrina Nigro non cambiano di una virgola la posizione di una lista civica nata per affrontare questioni locali.
Non siamo più in maggioranza, ma rimaniamo impegnati a dare il nostro contributo per difendere il presente e il futuro di questo territorio e l'ambiente, liberi da vincoli e da schieramenti di partito.
I patti devono essere rispettati, il rigassificatore deve andare via e lasciare il porto libero per il suo sviluppo economico".

Il giorno 11 la Lavoro& Ambiente manifesterà per questo scopo.
Sarà anche l'occasione per sentire dalla viva voce dell'assessore regionale Barontini, in città per la presentazione di un libro fin dalla mattina, quale sarà l'atteggiamento della Regione Toscana nella prossima conferenza dei servizi in merito al rinnovo dell'Aia richiesto da Snam.
Dovrà essere l'opportunità per chiedere quali azioni legali la Regione intraprenderà contro un'eventuale legge nazionale, attualmente in discussione. Regione toscana che ricordiamo, afferma la lista, ha fortemente voluto quell'impianto dentro il porto di Piombino.
E naturalmente identiche domande sono da porre alla nostra amministrazione.
Invitiamo quindi tutti i cittadini ad unirsi alla manifestazione affinché sia, di nuovo, la manifestazione del territorio per il territorio.

Lista civica Lavoro & Ambiente

La Lista Civica Lavoro&Ambiente comunica la propria uscita dalla maggioranza di governo del Comune di Piombino. Contestu...
31/03/2026

La Lista Civica Lavoro&Ambiente comunica la propria uscita dalla maggioranza di governo del Comune di Piombino. Contestualmente, l’assessore con delega al Lavoro, Sviluppo economico, Sport e Cultura, Sabrina Nigro, capolista della lista civica, rassegna le proprie dimissioni.
Si tratta di una decisione sofferta, maturata quale presa d’atto del progressivo allontanamento, su alcune tematiche strategiche, dal programma elettorale condiviso.
Nel 2019, anno del primo mandato che ha visto la vittoria di un candidato a sindaco civico, Lavoro&Ambiente ha espresso due assessori in Giunta: Carla Bezzini all’Ambiente e Sabrina Nigro, inizialmente con deleghe a Lavoro e Personale, per poi assumere, a metà mandato, ulteriori responsabilità nei settori del Commercio e del Turismo.
Nel corso del mandato, entrambe hanno operato con impegno su temi ritenuti centrali per la città e per la lista, in un contesto iniziale particolarmente complesso. Lavoro&Ambiente ha inoltre contribuito a mantenere un dialogo costante tra l’amministrazione, i cittadini, i lavoratori e i movimenti ambientalisti.
Alla luce del percorso amministrativo più recente, riteniamo tuttavia che non sussistano più le condizioni per proseguire con la medesima efficacia all’interno del progetto condiviso, pur nel rispetto del lavoro svolto e delle esperienze maturate insieme.

Lista Civica Lavoro&Ambiente

Piombino 31 Marzo 2026

Autorizzazione per tre anni e poi il rigassificatore deve lasciare il porto di Piombino o smettere di rigassificare, que...
22/08/2025

Autorizzazione per tre anni e poi il rigassificatore deve lasciare il porto di Piombino o smettere di rigassificare, questo dice chiaramente il Tar. Altrettanto chiaramente nell'ordinanza commissariale si fa riferimento all'obbligo della liberazione della banchina attualmente occupata dopo i tre anni.
La stessa nota del commissario Giani dice chiaramente che non si può andare oltre tale termine perché la Regione toscana ha finanziato la costruzione delle banchine per contribuire allo sviluppo dei commerci e della siderurgia.
Ma se questo ancora non bastasse, se non bastasse che la città ha manifestato la sua contrarietà e lo hanno fatto anche i partiti di ogni colore politico, vediamo di aggiungere altre argomentazioni spesso usate in maniera strumentale.

I progetti siderurgici di cui tanto si parla in questi mesi non necessitano del rigassificatore. Lo si legge nell'accordo di programma sottoscritto da tutti gli enti lo scorso 10 luglio con Metinvest Adria dove si evincono i consumi degli impianti e anche da dove proviene l'approvvigionamento, non certo dal rigassificatore!
Peraltro Piombino è nella dorsale di approvigionamento del gas algerino.

Con la ripartenza dell'attività siderurgica il traffico di mezzi al porto sarà notevole, tralasciamo l'aspetto della sicurezza nel caso di convivenza (il materiale destinato ai forni elettrici per sua natura e finalità è altamente incendiabile) giusto per non essere tacciati di fare allarmismo, ma vogliamo cogliere, in questa grande movimentazione, una importante opportunità di lavoro per le aziende del porto, maggiore rispetto alle attività attuali.
C'e' addirittura anche un'altra grande opportunità legata alla partenza del rigassificatore dal nostro porto, circostanza che lo stesso commissario fa emergere:
l'utilizzo della banchina per altri usi.
Una banchina che potrebbe essere utile per le attività della stessa Metinvest Adria, oggi alla ricerca di uno spazio ad hoc, e che potrebbe far risparmiare al Governo ben 157 milioni di euro evitando lavori lunghi, costosi e lasciando spazi per ogni tipologia di attività siderurgica ma anche commerciale e turistica.
Quindi verrebbe meno l'altro argomento oggi tanto utilizzato in maniera strumentale legato ai costi di Snam per lo spostamento perché anche costruire una nuova banchina sarebbe un costo elevato da sostenere.

Un' ultima riflessione sulle compensazioni.
Ma davvero si continua a sperare che arriveranno? Livorno le ha avute in tutti questi anni con la nave per la rigassificazione?

Neanche vogliamo pensare che qualcuno intraveda una occasione ghiotta per costruire banchine nuove in nome delle compensazioni.
Noi riteniamo che sia arrivato il momento che a Piombino sia riconosciuto il sacrificio della permanenza di un impianto classificato a rischio di incidente rilevante all'interno di un porto in città per tre anni.

Forse il rigassificatore non andrà in Liguria, ma di certo non può restare a Piombino oltre luglio 2026.
Gli elementi che abbiamo, gli atti, lo dicono.

Lista Civica
Lavoro&Ambiente

14/02/2025

PIOMBINO: Il Comune replica alle aziende: "Nostra posizione non cambia. La nave dovrà essere collocata altrove al termine dei tre anni di permanenza previsti"

12/01/2025

𝙄𝙡 𝙧𝙞𝙜𝙖𝙨𝙨𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙨𝙚 𝙣𝙚 𝙫𝙖𝙙𝙖 𝙙𝙖 𝙋𝙞𝙤𝙢𝙗𝙞𝙣𝙤!

L’indomani dell’approvazione unanime da parte del consiglio regionale ligure di un documento che esprime netta contrarietà all'ipotesi di trasferimento della Italis LNG (ex Golar Tundra) a Vado Ligure, i gruppi consiliari di maggioranza hanno presentato una mozione, da discutere nel prossimo Consiglio Comunale, tesa a ribadire la loro ferma opposizione alla permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino.
Di fatto, se pur l’autorizzazione della Regione Toscana faccia riferimento alla permanenza della nave rigassificatrice a Piombino solo fino a luglio 2026, oggi si apprende ufficialmente che la Regione Liguria attiverà tutti gli atti necessari affinchè non avvenga il previsto trasferimento a Vado Ligure.
Non va dimenticato però che la sentenza del TAR del Lazio, attivato dall’amministrazione mediante un ricorso che all’epoca molti nostri avversari politici criticarono ed espressamente affermarono non avrebbero mai presentato, sancisce inderogabilmente che l'impianto in questione dopo 3 anni dall'attivazione debba cessare la sua operatività a Piombino.
Pertanto, continuiamo ad essere fermamente convinti che, a prescindere dalla futura destinazione, la nave debba lasciare il nostro porto entro luglio 2026. Lo abbiamo sempre sostenuto e lo continuiamo a fare; in quelle piazze gremite che videro la nostra comunità compatta protestare contro una decisione sbagliata c’era il nostro sindaco e c’eravamo anche noi, a differenza di altre forze politiche locali all’epoca latitanti.
Se il presidente Eugenio Giani ed il Consiglio Regionale della Toscana avessero a suo tempo agito come fatto dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano o dal nuovo Consiglio Regionale della Liguria, che si sono fin da subito dichiarati contrari, le cose sarebbero sicuramente andate in modo molto diverso.
Un dubbio che assume le sembianze di una certezza rileggendo le dichiarazioni di allora del governatore della nostra Regione.
La città ha urgente bisogno delle infrastrutture portuali, soprattutto in funzione del potenziale sviluppo industriale limitrofo. L'impianto di rigassificazione, come noto, è stato classificato "a rischio di incidente rilevante", ed alcuni eventi tragici verificatisi recentemente confermano come la sbandierata assenza di rischi sia solo una chimera.
Pertanto, appare evidente come l'attuale posizionamento non è, e non può essere, compatibile né con le esigenze di tutela della salute, dell’ambiente, del rilancio economico portuale e della diversificazione.
A fronte della nuova situazione, la maggioranza ha quindi deciso di coinvolgere anche le comunità locali limitrofe, chiedendo ai rispettivi Consigli Comunali di approvare un documento che parimenti esprima la necessità inderogabile del trasferimento della nave rigassificatrice, rafforzando il messaggio di netta contrarietà all’impianto che la specificità del nostro territorio impone più che altrove.
A questo punto è quindi fondamentale che il governo si attivi per nominare un nuovo Commissario Straordinario, in sostituzione del precedente, onde garantire l'attuazione del trasferimento della nave da Piombino individuando una soluzione entro e non oltre luglio 2026, sia essa Vado Ligure o altrove.

Lista Ferrari Sindaco
Fratelli d'Italia
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Forza Italia
Lavoro&Ambiente
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Alleanza per Piombino

Indirizzo

Piombino

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