10/09/2026
*PERTITE: STRATEGICA PER CHI?*
di Bartolomeo De Stefano
Quando si parla della possibilità di trasformare l’ex Pertite di Piacenza in un grande Parco Urbano, sembra esserci sempre un nuovo ostacolo. La storia della Pertite è lunga e, nel corso degli anni, si è parlato di un possibile ospedale, dello spostamento della pista per i carri armati, dei costi, della bonifica, della sorveglianza e di altre difficoltà. Eppure, già nel 2010, migliaia di cittadini parteciparono alla mobilitazione per chiedere che l’area fosse restituita alla città e trasformata in un parco pubblico. Per un certo periodo, anche il Comune sostenne questa destinazione. Un passaggio importante arrivò nel 2017, quando un Protocollo d’intesa sottoscritto da Comune, Ministero della Difesa e Agenzia del Demanio prevedeva la bonifica dell’ex Pertite e la sua restituzione al Comune per la realizzazione di un parco. Nel 2019, inoltre, lo stesso Ministero della Difesa aveva manifestato la disponibilità a individuare un’area alternativa per trasferire la pista di prova dei carri armati, con l’obiettivo di liberare la Pertite e destinarla a parco pubblico. Sono passati diversi anni e, nonostante questi impegni e queste disponibilità, la questione è ancora aperta.
Oggi sembra essere comparso un nuovo elemento: *la Strategicità Militare dell’Area* . In diverse occasioni, esponenti politici locali e parlamentari hanno riferito delle difficoltà sollevate dal Ministero della Difesa e dall’autorità militare rispetto alla cessione della Pertite. Secondo quanto è stato spiegato, l’area sarebbe considerata strategica anche per la sua posizione, particolarmente vicina alla viabilità autostradale e al casello di Piacenza Ovest. Questo non è da considerare un dettaglio secondario.
La Pertite è ancora oggi, ufficialmente, un’area del demanio pubblico utilizzata dal Ministero della Difesa per il collaudo di mezzi da combattimento e per la pista di prova dei carri armati. Ed è proprio questo che dovrebbe farci riflettere. Se un’area militare situata all’interno della città viene considerata strategica, anche per la sua posizione e per la vicinanza a importanti infrastrutture di collegamento, allora dobbiamo porci una domanda molto semplice: *È davvero opportuno mantenere strutture e attività militari di questo tipo così vicine alle abitazioni e alle zone densamente urbanizzate?* La domanda diventa ancora più importante considerando la situazione internazionale e il ritorno della guerra nel cuore dell’Europa.
Senza creare facili allarmismi, è evidente che, in caso di conflitto, le infrastrutture militari possono essere considerate obiettivi sensibili. Per questo sarebbe opportuno discutere seriamente della possibilità di spostare, le attività militari lontano dai centri abitati, perché la sicurezza dei cittadini deve essere una priorità. E allora tutti i piacentini devono porsi un’altra domanda: *Se la Pertite è così importante dal punto di vista militare, non sarebbe ancora più ragionevole programmare nel tempo il trasferimento di queste attività in un’area più lontana dalla città?* Dopo decenni di presenza militare, forse è arrivato il momento di guardare al futuro.
Piacenza ha bisogno di spazi verdi, di luoghi per la socialità, lo sport e il tempo libero, ma anche di aree dedicate alla tutela ambientale. Allo stesso tempo, è necessaria una riflessione seria sulla sicurezza delle strutture e delle attività militari presenti all’interno della città e tutti dobbiamo anche chiederci: *Che cosa vogliamo fare della Pertite?* Da anni cittadini, associazioni e istituzioni chiedono che questa grande area venga restituita alla città e trasformata in un parco urbano. La strada, però, sembra farsi sempre più lunga e difficile. Senza iniziative concrete da parte dell’amministrazione comunale e senza un percorso chiaro per il trasferimento delle attività militari, il rischio è che tutto rimanga fermo ancora per molti anni.
*Se la Pertite è strategica, allora chiediamoci se sia davvero strategico mantenerla come area militare nel cuore della città.* Forse la vera soluzione non è continuare a cercare nuovi motivi per non restituirla ai cittadini, ma programmare il trasferimento delle attività militari in luoghi più adatti e lontani dai centri abitati. Dobbiamo abituarci a pensare anche agli scenari futuri. Dopo decenni nei quali Piacenza ha ospitato caserme e attività militari, potrebbe essere arrivato il momento di valutare lo spostamento di queste strutture fuori dalle aree densamente urbanizzate. La sicurezza dei cittadini non ha prezzo e deve essere posta al primo posto. Per questo, anche per motivazioni ambientali e di qualità della vita, noi cittadini dobbiamo fare gruppo e far sentire la nostra voce.
*Chiediamo che l’ex Pertite venga finalmente restituita a Piacenza e trasformata in un vero Parco Urbano, aperto, accessibile e a disposizione di tutti.*