22/04/2026
Ancora una volta Bartolomeo De Stefano nel suo intervento su Libertà chiede all' amministrazione di Piacenza innanzitutto chiarezza sulle reali intenzioni sul destino della Pertite.
Bonifica, costi di realizzo e di gestione,pista carri e sicurezza sono argomentazioni che ormai sono solo un debole paravento dietro cui la nostra classe politica si nasconde a giustificare il proprio immobilismo. L'esempio del parco del Cardeto ad Ancona è un fulgido esempio di come se si vuole un progetto come quello della Pertite può essere realizzato con la partecipazione di tutti. È sempre una questione di buona volontà. Tutto il resto è fuffa. .
-Dall’Ospedale al Nulla: chiedo la verità e Amministratori che realizzino il Parco.
In questi giorni, leggendo la stampa locale e seguendo anche l’ultimo Consiglio comunale in streaming, mi sono reso conto -se mai ce ne fosse ancora bisogno- che, sull’area Pertite, si continua a suonare sempre lo stesso disco. Molti ripetono ancora oggi le stesse argomentazioni di anni fa, ormai superate: “non ci sono soldi”, “servono milioni per la bonifica”, “i militari non cedono l’area”, “cosa ce ne facciamo di tanti capannoni”, e così via. Viene spontaneo chiedersi, citando un noto comico: ma questi sono davvero del mestiere? Perché informarsi, oggi più che mai, è fondamentale per comprendere a fondo il problema e affrontarlo con serietà.
A chi nutre ancora dubbi (sull’acquisizione gratuita tramite federalismo demaniale), suggerisco di guardare ad esperienze concrete: ad esempio quella di Ancona, dove l’ex area militare del Parco del Cardeto -poco più grande della nostra Pertite- è stata restituita alla città ed è oggi un grande polmone verde. Anche Piacenza potrebbe seguire l’esempio di amministratori lungimiranti, capaci e determinati, se davvero ci fosse la volontà di farlo. Non bastano dichiarazioni di facciata o interessi intermittenti: servono decisioni chiare e coerenti.
C’è poi un aspetto che pochi dicono apertamente, ma che appare evidente: negli ultimi vent’anni, l’unico momento in cui si è registrata una convergenza generale è stato quando si è parlato di costruire l’inutile ospedale alla Pertite. Un progetto imponente, economicamente rilevante, capace di generare un vasto indotto tra appalti e investimenti, con ricadute anche per l’imprenditoria locale. Venuta meno questa prospettiva, l’interesse per il Parco Urbano Pertite sembra essersi affievolito. Si è fatta strada l’idea che il parco rappresenti più un problema che un’opportunità, soprattutto in termini di costi e gestione. Nel frattempo, si è preferito attendere, confidando magari nell’arrivo di proposte da parte di privati, con la possibilità –forse- di lasciare alla città solo una porzione minima di verde.
Alla luce di tutto questo, è inevitabile una riflessione: il futuro della Pertite riguarda prima di tutto i cittadini di Piacenza. Sta a noi far sentire la nostra voce e pretendere che si dia seguito alla decisione del Consiglio comunale che, all’unanimità, ha votato per l’intero Parco Pertite. Servono trasparenza, visione e responsabilità.
È anche arrivato il momento di scegliere amministratori nuovi, realmente attenti alla cosa pubblica e capaci di guardare oltre gli schemi del passato. Non possiamo più affidarci a logiche che, negli ultimi decenni, hanno prodotto risultati deludenti e un uso discutibile delle risorse pubbliche, come nel caso di una logistica fuori misura che non aiuta la città ma ne aggrava criticità ambientali e territoriali.
Piacenza ha bisogno di politiche concrete su scuola, sanità, ambiente, welfare e sicurezza. Ha bisogno di una visione che tenga conto anche della qualità dell’aria e del benessere complessivo dei cittadini, in un contesto in cui la città figura tra le realtà più inquinate del Paese. Continuare a informare e coinvolgere i cittadini è essenziale. Solo con una maggiore consapevolezza sarà possibile comprendere i limiti dell’attuale classe dirigente e, di conseguenza, scegliere un’alternativa credibile e lontana dai soliti partiti.
Se non cambierà nulla, il rischio è che tutto resti com’è. Ma se i piacentini inizieranno a dare fiducia a persone nuove, competenti e motivate, allora sarà possibile invertire la rotta. E solo così il Parco Urbano Pertite potrà finalmente diventare ciò che dovrebbe essere: una risorsa per tutta la città, non un’occasione mancata.