04/06/2026
𝗜𝗟 𝗙𝗜𝗟𝗢𝗡𝗔𝗭𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗗𝗜 𝗭𝗘𝗟𝗘𝗡𝗦𝗞𝗬 𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗨𝗘
Quanti hanno scosso il capo e considerato quanto meno esagerata l’accusa russa a Zelensky di filonazismo sono ben serviti. Il 27 maggio scorso proprio Zelensky ha conferito il titolo onorifico di , cioè dell’Ukrayins’ka Povstans'ka Armiya (Esercito Insurrezionale Ucraino), all’unità d’élite dell’esercito ucraino denominata Centro autonomo di operazioni speciali Nord.
La motivazione, contenuta nel decreto di conferimento, è che si vuole . Cioè innervare ufficialmente l’attuale esercito ucraino nella tradizione dell’Armata collaborazionista dell’esercito hitleriano e delle SS.
L’indomani, per una singolare coincidenza, i giornali ripostavano che la dirigenza dell’Unione Europea proponeva di accelerare per meriti acquisiti le procedure per l’ingresso dell’Ucraina nella UE.
A rompere le uova nel paniere non è stato Putin, ma il presidente della Polonia Karol Nawrocki, che ha reagito alla provocazione di Zelensky annunciando che proporrà di revocargli l'Ordine dell'Aquila Bianca, che è la massima onorificenza polacca, conferitagli nel 2023. L'Ucraina, ha dichiarato, «non è pronta, dal punto di vista mentale, a far parte della famiglia europea», dal momento che glorifica «banditi e assassini».
Infatti nella Seconda guerra mondiale, l’UPA al fianco delle SS, sterminò ebrei, ucraini sovietici e polacchi, almeno centomila, nelle regioni della Volinia e della Galizia Orientale: uomini e donne, bambini e anziani, dando mostra di feroce odio razziale, condiviso col nazismo.
Quel massacro era stato qualificato nel 2016 dal Parlamento polacco (Sejm) come “genocidio”, e l’11 luglio in Polonia si celebra la “giornata nazionale della memoria delle vittime del genocidio”, di quel genocidio compiuto dai nazisti ucraini. Di qui il carattere apertamente provocatorio della riabilitazione onorifica degli autori da parte di Zelensky.
Intanto i reazionari di Bruxelles e il codazzo dei loro servitori e sostenitori in ogni paese, giornalisti e governanti, cercano di ignorare o sminuire la gravità del fatto, in nome della comune attuale guerra alla Russia, che riprende e trae vigore dalla memoria di quella di allora dei nazisti ucraini e tedeschi, per lo stesso ambizioso e fallito scopo di sottomettere la Russia.
Ruggero Giacomini
Comitato Centrale PCI