14/09/2026
Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma
Transizione energetica e pragmatismo riformista: il futuro si costruisce unendo rinnovabili e nucleare di nuova generazione
La sfida della transizione ecologica rappresenta lo snodo politico, sociale ed economico più rilevante dei nostri tempi. Non possiamo più permetterci che un tema strategico di questa portata venga trattato con demagogie, approcci ideologici paralizzanti o slogan da campagna elettorale.
Come socialista riformista, sono convinto che il compito fondamentale della politica sia guardare in faccia la realtà e offrire risposte concrete e sostenibili sia ai cittadini sia al nostro tessuto produttivo.
Il nostro territorio, a partire da Parma fino a raggiungere l'intero Paese, ha un bisogno urgente di energia pulita, sicura e a prezzi accessibili. L'inflazione energetica degli ultimi anni ha dimostrato quanto la dipendenza dai combustibili fossili e dai mercati esteri renda fragili le famiglie ed esponenziale la crisi di competitività delle imprese.
Per azzerare le emissioni e garantire l'autonomia energetica, tuttavia, non basta affidarsi a un'unica tecnologia: serve una visione sistemica basata su un mix energetico bilanciato, in cui le fonti rinnovabili e il nucleare sicuro di ultima generazione si integrino a vicenda.
L'accelerazione sull'installazione di impianti solari, eolici, idroelettrici e sull'impiego delle biomasse costituisce il pilastro immediato della decarbonizzazione. Il percorso verso la sostenibilità deve valorizzare al massimo queste risorse naturali:
- Decentralizzazione e comunità energetiche: lo sviluppo delle fonti rinnovabili favorisce modelli di produzione diffusa. Attraverso le comunità energetiche rinnovabili (CER), quartieri, famiglie, enti locali e PMI possono produrre, condividere e consumare energia a chilometro zero, abbattendo direttamente le bollette e redistribuendo valore sul territorio.
- Rapidità di installazione e innovazione locale: rispetto ad altre infrastrutture complesse, gli impianti fotovoltaici ed eolici vantano tempi di cantierizzazione estremamente ridotti e attraggono investimenti ad alto tasso tecnologico, stimolando la crescita di filiere industriali verdi anche nella nostra provincia.
- Tutela della salute e indipendenza geopolitica: sostituire la generazione a carbone o a gas con l'energia del sole e del vento significa abbattere immediatamente il particolato atmosferico nelle nostre città e affrancarsi dalla dipendenza strategica verso regimi autocratici fornitori di idrocarburi.
Nonostante i notevoli progressi, il solo apporto delle rinnovabili sconta un limite strutturale non superabile con la sola volontà politica: la non programmabilità e l'intermittenza della produzione, legate alle variabili meteorologiche e ai cicli giorno/notte.
È qui che la tradizione del socialismo riformista — da sempre ancorata al progresso scientifico, alla ricerca e allo sviluppo tecnologico come leve di emancipazione — ci impone di superare i tabù del passato e guardare con pragmatismo al nucleare avanzato (SMR - Small Modular Reactors e impianti di quarta generazione).
- Continuità della fornitura e stabilizzazione della rete (baseload): il nucleare garantisce un'erogazione di energia costante, 24 ore su 24 e 365 giorni l'anno, con un fattore di capacità che supera il 90%. Questa continuità è indispensabile per fornire la potenza di base alla rete nazionale ed evitare fenomeni di blackout o impennate dei prezzi quando sole e vento non sono disponibili.
- Zero emissioni dirette di CO₂ e sostenibilità ambientale: durante la fase di esercizio, le centrali a fissione nucleare non emettono gas a effetto serra né inquinanti atmosferici, risultando un alleato imprescindibile per raggiungere gli obiettivi stabiliti dagli accordi internazionali sul clima.
- Minimo consumo di suolo ed elevata densità energetica: la densità energetica della materia nucleare è immensamente superiore a quella di qualsiasi combustibile fossile o fonte naturale. Un singolo reattore modulare richiede una superficie ridotta per produrre ingenti quantitativi di elettricità, preservando così il territorio agricolo, il paesaggio e la biodiversità dell'Emilia-Romagna.
- Salvaguardia del distretto industriale e del lavoro qualificato: il territorio parmense ospita filiere manifatturiere e agroalimentari ad alta intensità energetica che non possono permettersi interruzioni o costi dell'energia fuori mercato. Garantire energia continua a costi prevedibili significa proteggere la competitività del Made in Italy e creare posti di lavoro ad alto valore scientifico e ingegneristico per i nostri giovani.
La transizione non deve essere vissuta come uno scontro ideologico tra sostenitori delle rinnovabili e sostenitori del nucleare. I Paesi europei più virtuosi dal punto di vista ambientale dimostrano che la vera decarbonizzazione si ottiene combinando la flessibilità del solare e dell'eolico con la stabilità della fissione avanzata.
Il Partito Socialista Italiano di Parma sostiene con forza questa prospettiva: un'ecologia sociale e pragmatica, capace di coniugare la tutela del pianeta con lo sviluppo economico e il benessere della collettività.
Serve il coraggio di compiere scelte industriali di lungo termine per consegnare alle prossime generazioni un sistema energetico moderno, sicuro e indipendente.