11/06/2026
Enrico Berlinguer (1922–1984) è stato uno dei protagonisti più influenti della storia politica italiana del secondo dopoguerra. Segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 fino alla sua morte, guidò il più grande partito comunista dell’Occidente in una fase di profonde trasformazioni sociali e internazionali. Convinto sostenitore della democrazia parlamentare, promosse una linea politica autonoma rispetto all’Unione Sovietica, contribuendo allo sviluppo dell’“eurocomunismo”, una visione che cercava di conciliare i valori del socialismo con il pluralismo democratico.
Tra le sue intuizioni più note vi furono il “compromesso storico”, ossia il dialogo tra le principali forze popolari del Paese per garantire stabilità istituzionale, e la “questione morale”, con cui denunciò il crescente distacco tra politica ed etica pubblica. La sua figura fu apprezzata anche da molti avversari per il rigore personale, la sobrietà e la coerenza delle sue scelte.
La copertina de l’Unità qui raffigurata, pubblicata dopo la sua morte l’11 giugno 1984, testimonia l’enorme partecipazione popolare suscitata dalla sua scomparsa. Berlinguer morì pochi giorni dopo essere stato colpito da un malore durante un comizio a Padova; ai suoi funerali parteciparono centinaia di migliaia di persone provenienti da tutta Italia. Ancora oggi è ricordato come un simbolo di integrità morale, impegno civile e passione democratica, capace di lasciare un segno profondo nella memoria collettiva del Paese.