15/06/2026
ELECTROLUX VUOLE LICENZIARE 1719 LAVORATORI E LAVORATRICI PER SALVAGUARDARE I PROFITTI. CONTRO I LICENZIAMENTI SERVE CAMBIARE TUTTO.
Electrolux ha annunciato 1.719 licenziamenti complessivi in Italia, colpendo tutti gli stabilimenti del gruppo: quasi il 40% della forza lavoro italiana.
Di fronte a problemi congiunturali, come domanda debole - forse i salari bassi c’entrano
qualcosa! -, costi più alti, concorrenza asiatica, energia e materie prime più care, la risposta
dell’azienda è sempre la stessa: licenziare, ridurre costi, delocalizzare dove conviene di più.
E anche se nel 2025 il gruppo Electrolux ha dichiarato un margine operativo del 2,8%, l’obiettivo è arrivare almeno al 6%; i licenziamenti e la delocalizzazione servono quindi a rassicurare i “mercati” e rilanciare le azioni sulla borsa di Stoccolma.
È il solito ricatto delle multinazionali: o vengono create le condizioni per i profitti regalando milioni di euro di incentivi e detassazione o tagliano, chiudono e delocalizzano. Se c’è da finanziare ricerca, sviluppo, innovazione o ammortizzatori sociali, si chiedono soldi allo Stato, alle Regioni, all’Europa, cioè i soldi pubblici. Ma su cosa produrre, dove produrre e quanti lavoratori e lavoratrici sacrificare, decide tutto l’azienda.
Non è accettabile socializzare i costi e privatizzare profitti e decisioni. Se il pubblico paga, il pubblico deve decidere: niente licenziamenti e niente delocalizzazioni, garanzie per l’indotto, trasparenza sui piani industriali e controllo di lavoratori e lavoratrici sulle decisioni che riguardano il loro futuro.
Per questo il piano di licenziamenti di Electrolux va respinto e ritirato:
-nessun licenziamento,
-nessuna chiusura,
-nessuna riduzione strutturale della produzione.
Il caso Electrolux dimostra esattamente come funziona il sistema capitalistico. Per questo la risposta non può limitarsi a chiedere a Electrolux di essere “responsabile”, perché le multinazionali rispondono solo ai profitti, agli azionisti e ai mercati.
Serve quindi un’altra idea di economia, che metta al centro il controllo pubblico sui settori strategici. Serve una pianificazione democratica della produzione e un potere reale di lavoratori e lavoratrici dentro le aziende.
Come Potere al Popolo oggi lunedì 15 giugno siamo davanti ai cancelli dello stabilimento di Susegana (TV) e a Roma al Mimit in presidio al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Electrolux, per chiedere il ritiro immediato del piano di licenziamenti, la garanzia di tutti i posti di lavoro, il mantenimento della produzione in tutti gli stabilimenti italiani, vincoli reali contro delocalizzazioni e dismissioni.
👉Comunicato completo nei commenti
👉Esiste una legge antidelocalizzazioni, la trovi nei commenti