Potere al Popolo Padova

Potere al Popolo Padova Megafono delle mobilitazioni, delle lotte, dei bisogni di lavoratori, studenti, disoccupati...del pop ALLORA, SE NESSUNO CI RAPPRESENTA, FACCIAMOLO NOI!

A marzo 2018 si andrà a votare…
Nessuno si farà carico dei bisogni popolari. Nessuno parlerà di disuguaglianze sociali, di redistribuzione della ricchezza, di diritti negati, di democrazia sui territori. Nessuno racconterà la parte propositiva e solidale, le attività di mutualismo e di controllo dal basso, che vivono dappertutto nella pen*sola. Dal nord al sud, nelle città e nelle province, il pop

olo che ogni giorno subisce decisioni scellerate, che produce la ricchezza di cui pochi beneficiano, che ogni giorno migliora i contesti in cui viviamo. Da troppo tempo ormai la sinistra è lontana dal popolo, si perde in inutili accrocchi invece di risolvere i problemi reali delle persone. Vogliamo accogliere tutti, dare modo a tutte quelle forze pulite, alle assemblee territoriali, alle associazioni, ai comitati, ai collettivi, ai centri sociali, di aprire una strada nuova, che vada ben oltre le elezioni. Questo paese sta diventando depresso, cattivo, risentito. Incontriamoci, dimostriamo che la lotta ci dà un senso, ci dà speranza! Trasformiamo il teatrino elettorale in una dichiarazione di esistenza di tutti gli esclusi! Potere al popolo!

10/09/2026
Vogliamo lavorare in sicurezza!
29/06/2026

Vogliamo lavorare in sicurezza!

La maggior parte delle volte non succede. Ma poi, perdi un arto o muori. Ogni pochi giorni di giugno 2026.Dispositivi di...
28/06/2026

La maggior parte delle volte non succede. Ma poi, perdi un arto o muori. Ogni pochi giorni di giugno 2026.

Dispositivi di sicurezza rimossi perché si fa prima senza. Ordinanze contro il lavoro sotto il sole terribile di questi giorni ignorate perché bisogna far presto.
Questa la situazione in tante fabbriche e cantieri anche nella provincia di Padova, lo dice la cronaca. Lo dicono le statistiche dei tanti morti e degli infortuni anche molto gravi, come quello successo ieri ad un operaio di 24 anni che ha perso un braccio sotto una pressa a Cadoneghe.
Lo dice l'esperienza diretta di tanti operai: in tante aziende della nostra provincia si lavora sotto pressione, si lavora manomettendo volontariamente i dispositivi di sicurezza e in tanti casi per gli infortuni minori (anche non così minori a dir il vero) la cosa si risolve con una transazione privata tra il padrone e l'infortunato. Sono tati i lavoratori che hanno introiettato questo modo di ragionare. Gestire le cose in "casa", togliere le protezioni perché sono eccessive e "così non si può lavorare". Ma alla fine sono i lavoratori che ci lasciano un piede, un braccio o tutta la pelle.

La maggior parte di noi ogni giorno va al lavoro non per noi stessi, per la nostra comunità, per rispondere ai dei bisogni collettivi e seguendo decisioni collettive: andiamo al lavoro per portare a casa uno stipendio, un salario, una paga per noi e per le nostre famiglie. Andiamo al lavoro perché qualcuno dal nostro lavoro guadagna. Organizziamoci per rimanere vivi e in salute, organizziamoci contro lo sfruttamento, le morti e gli infortuni sul lavoro.

Servono più ispettori, serve il reato di omicidio sul lavoro, serve consapevolezza tra i lavoratori e vera formazione.

Serve soprattutto lavorare meno. Meno ore, meno fretta, meno condizioni inadeguate. Serve un salario minimo di 12 euro l'ora.

Giustizia per Stefano Tonin, ucciso dal lavoro e dalla crisi climatica
25/06/2026

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ELECTROLUX VUOLE LICENZIARE 1719 LAVORATORI E LAVORATRICI PER SALVAGUARDARE I PROFITTI. CONTRO I LICENZIAMENTI SERVE CAM...
15/06/2026

ELECTROLUX VUOLE LICENZIARE 1719 LAVORATORI E LAVORATRICI PER SALVAGUARDARE I PROFITTI. CONTRO I LICENZIAMENTI SERVE CAMBIARE TUTTO.

Electrolux ha annunciato 1.719 licenziamenti complessivi in Italia, colpendo tutti gli stabilimenti del gruppo: quasi il 40% della forza lavoro italiana.

Di fronte a problemi congiunturali, come domanda debole - forse i salari bassi c’entrano
qualcosa! -, costi più alti, concorrenza asiatica, energia e materie prime più care, la risposta
dell’azienda è sempre la stessa: licenziare, ridurre costi, delocalizzare dove conviene di più.

E anche se nel 2025 il gruppo Electrolux ha dichiarato un margine operativo del 2,8%, l’obiettivo è arrivare almeno al 6%; i licenziamenti e la delocalizzazione servono quindi a rassicurare i “mercati” e rilanciare le azioni sulla borsa di Stoccolma.

È il solito ricatto delle multinazionali: o vengono create le condizioni per i profitti regalando milioni di euro di incentivi e detassazione o tagliano, chiudono e delocalizzano. Se c’è da finanziare ricerca, sviluppo, innovazione o ammortizzatori sociali, si chiedono soldi allo Stato, alle Regioni, all’Europa, cioè i soldi pubblici. Ma su cosa produrre, dove produrre e quanti lavoratori e lavoratrici sacrificare, decide tutto l’azienda.

Non è accettabile socializzare i costi e privatizzare profitti e decisioni. Se il pubblico paga, il pubblico deve decidere: niente licenziamenti e niente delocalizzazioni, garanzie per l’indotto, trasparenza sui piani industriali e controllo di lavoratori e lavoratrici sulle decisioni che riguardano il loro futuro.
Per questo il piano di licenziamenti di Electrolux va respinto e ritirato:
-nessun licenziamento,
-nessuna chiusura,
-nessuna riduzione strutturale della produzione.
Il caso Electrolux dimostra esattamente come funziona il sistema capitalistico. Per questo la risposta non può limitarsi a chiedere a Electrolux di essere “responsabile”, perché le multinazionali rispondono solo ai profitti, agli azionisti e ai mercati.

Serve quindi un’altra idea di economia, che metta al centro il controllo pubblico sui settori strategici. Serve una pianificazione democratica della produzione e un potere reale di lavoratori e lavoratrici dentro le aziende.

Come Potere al Popolo oggi lunedì 15 giugno siamo davanti ai cancelli dello stabilimento di Susegana (TV) e a Roma al Mimit in presidio al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Electrolux, per chiedere il ritiro immediato del piano di licenziamenti, la garanzia di tutti i posti di lavoro, il mantenimento della produzione in tutti gli stabilimenti italiani, vincoli reali contro delocalizzazioni e dismissioni.

👉Comunicato completo nei commenti
👉Esiste una legge antidelocalizzazioni, la trovi nei commenti

IL PROSSIMO È IL WEEKEND DI ADESIONI A POTERE AL POPOLO!Se sei stanco o stanca di guerre, carovita, di un governo che pe...
01/06/2026

IL PROSSIMO È IL WEEKEND DI ADESIONI A POTERE AL POPOLO!

Se sei stanco o stanca di guerre, carovita, di un governo che pensa solo agli interessi di pochissime persone e che sparge odio e paura; di una finta opposizione in Parlamento incapace di immaginare una vera alternativa, allora abbiamo il posto giusto al momento giusto per te.

Il 5 e il 6 maggio allo Spazio Catai potrai rinnovare la tessera di Potere al Popolo o farne una nuova!
Ti aspettiamo agli incontri in programma per continuare insieme e nel migliore dei modi la campagna di tesseramento.

- Venerdì 5 giugno, ore 18:30
"La tregua è finita – Leggere Primo Levi oggi"
Con Emanuele Zinato e Gassid Mohammed.
Guerra, genocidio, disumanizzazione: l’opera di Levi torna più viva che mai. Dal riarmo globale alla strage del popolo palestinese, rileggiamo il bisogno di rivoluzione e riscatto degli oppressi.

- Sabato 6 giugno, ore 18:00
"Sicurezza per chi? Nuovi pacchetti sicurezza e criminalizzazione del conflitto sociale"
Con l’avvocato Gianluca Vitale.
Parlare di repressione significa sapere cosa succede a migranti, giovani, nelle carceri, a chi si mobilita per la Palestina e non solo. Con l'avv. Vitale parleremo dei processi politici e di come resistere a questa deriva autoritaria.

Aderisci a Potere al Popolo, cambiamo tutto!
Link per aderire in bio

Sui fatti di Marostica. La scuola primaria diventata un caso nazionale e ora sotto esame per la gita a Trieste e il prog...
19/05/2026

Sui fatti di Marostica. La scuola primaria diventata un caso nazionale e ora sotto esame per la gita a Trieste e il progetto sulla rotta balcanica.

Solidarietà alle maestre di Marostica

L'intercettazione è iniziata.Scendiamo in piazza, oggi è sciopero generale!Appuntamento al Liston ore 18:00
18/05/2026

L'intercettazione è iniziata.

Scendiamo in piazza, oggi è sciopero generale!
Appuntamento al Liston ore 18:00

18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE (PADOVA)Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio!Anche a Padova rispondiamo allo sciopero ge...
14/05/2026

18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE (PADOVA)
Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio!

Anche a Padova rispondiamo allo sciopero generale indetto da USB per lunedì 18 maggio.
Scendiamo in piazza e scioperiamo ancora una volta a supporto della Sumud Flotilla, per denunciare il genocidio in Palestina e la complicità del nostro governo.

Ci vediamo con un doppio appuntamento:
- ore 10.30 presidio davanti a Confindustria (piazza Zanellato)
- ore 18 Manifestazione cittadina (concentramento davanti a Palazzo Bo)

Noi la guerra non la paghiamo!

Indirizzo

Padua

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