10/06/2022
Il nostro programma, puro e semplice:
1) Mobilità: niente guerra ideologica agli automobilisti, ma offerta di soluzioni pratiche e convenienti a chi quotidianamente si reca in città per ragioni di lavoro, studio, salute, sport, svago.
Realizzazione di parcheggi scambiatori gratuiti o a prezzo equo (max 2 euro al giorno) in punti strategici di accesso alla città, con utilizzo incluso di bus navetta in partenza ogni cinque minuti e taxi a tariffa fissa per destinazioni stabilite. In particolare: attivazione di tale servizio presso il parcheggio dello Stadio Euganeo (ovest), individuazione di un’area analoga in Zona Industriale (Est). Questo nel breve termine; nel medio lavorare su park interrati anche più in prossimità del centro, stile Verona.
Questo libererà spazio lungo le strade (oggi per metà occupate dai posti auto bianchi, blu e gialli), consentendo di estendere l’area destinata a marciapiedi, piste ciclabili e bike lane. Il progetto bicipolitana deve essere ampliato, completato e reso pienamente fruibile, ben segnalato, sicuro. Per farlo occorre appunto prima liberare spazio lungo le strade, cosa che può avvenire grazie ai parcheggi scambiatori di cui sopra.
2) Sicurezza: introduzione della figura di Street Tutor in tutti i quartieri dalle ore 17 all’1 di notte. Lo Street Tutor è un addetto alla sorveglianza fornito da società private in contatto diretto con la Polizia, pronta a intervenire su sua segnalazione. La presenza di simili figure nei quartieri, specie in zone conosciute come problematiche dal punto di vista della sicurezza permetterebbe ai residenti di muoversi più serenamente nelle ore serali e notturne, consentendo anche ad anziani e anziane, ragazzi e ragazze, famiglie, di uscire e rincasare senza particolari patemi. Inoltre: sulla base dell’analisi scientifica dei dati vanno individuate le zone più problematiche all’interno di ogni quartiere e lì attirate aziende/attività di qualità grazie a incentivi fiscali (esempio: esenzione Imu-Tari per i primi tre anni).
3) Sicurezza e Commercio: maggiore sostegno al commercio locale, schiacciato sempre più da pandemia e grande distribuzione, ma che offre un sistema di produzione e consumo più sostenibile oltre che un presidio contro il degrado.
Investimento sui mercati di quartiere, sia per miglioramento infrastrutturale che per eventi, segnaletica e pubblicità (esempio: Sotto Salone e piazze in centro; Piazza Azzurri d’Italia all’Arcella; Piazza Cuoco alla Guizza). No all’assistenzialismo e ai finanziamenti una tantum: occorre creare un fondo stabile di microcredito per le piccole aziende e i giovani imprenditori che hanno voglia di mettersi in gioco, sulla falsariga di quanto già fatto a Roma. Così si può anche contrastare il fenomeno dell’usura, che nel post-pandemia ha ripreso purtroppo vigore. Oltre a questo, creazione di una linea diretta di comunicazione fra piccoli commercianti e Assessorato al Commercio, per dare risposta rapida alle esigenze e preoccupazioni quotidiane. Il singolo esercente deve essere ascoltato e sentirsi rappresentato, non solo passando per le associazioni di categoria, ma individualmente.
4) Sicurezza e Sport: il tema della violenza giovanile, del consumo e spaccio di stupefacenti fra minori sono purtroppo di grande attualità.
Crediamo che, oltre alla doverosa repressione di tali fenomeni, sia necessario prevenirli, aumentando e migliorando di molto il legame fra Scuola e Sport in città. Questo si può ottenere investendo fondi significativi per rendere gratuita o comunque fortemente calmierata la quota annuale di iscrizione a società sportive per chi ha un ISEE inferiore a 12.000 euro (20.000 in caso di tre o più figli a carico). Oltre a questo poi, va istituito un sistema di trasporto gratuito a carico del Comune (con eventuale sostegno di privati) che accompagni i ragazzi, terminata la scuola, direttamente agli impianti sportivi di riferimento (preferibilmente di quartiere). Ancora, creazione di un biglietto unico che consenta di assistere a tutti gli appuntamenti sportivi del fine settimana (Calcio Padova, Petrarca Rugby, Kioene Pallavolo Padova, Antenore Plebiscito Pallanuoto…) e di utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici delle tratte interessate a raggiungere e lasciare gli impianti sportivi. Questo per aumentare la indispensabile cultura sportiva cittadina e rafforzare il legame con le squadre della nostra città. Altro obiettivo è ridare centralità ai patronati: luoghi di socialità, attività e impegno fondamentali per i nostri giovani. I patronati devono essere messi in condizione di restare aperti tutto il pomeriggio, tutti i pomeriggi, 12 mesi all’anno. Devono essere vigilati da figure adulte e offrire attività di volontariato e doposcuola ai ragazzi. Per questo occorre fare rete e fare degli investimenti (pubblico-privati) per ammodernarli e formare personale qualificato al loro interno, a cui riconoscere anche un rimborso per il servizio svolto. Per questo va trovato un accordo stabile fra Comune e Diocesi di Padova.
5) Università e Imprese: se il Santo è il cuore della città, l’Università è il suo cervello. Crediamo che questo straordinario attrattore di giovani talenti vada messo in comunicazione in maniera più veloce e strutturata con le tante imprese del territorio. Per fare questo immaginiamo un ufficio apposito all’interno del quale Università e Camera di Commercio dialoghino sistematicamente, con il Comune a mediare, rappresentando l’interesse pubblico. In questa maniera giovani talenti potrebbero essere inseriti nel mondo del lavoro ancor prima di terminare gli studi; e, all’altro lato, le imprese potrebbero proporre corsi di studio particolari, tagliati sulle loro esigenze pratiche, così da fornire una connessione davvero efficace fra domanda e offerta di lavoro. Trattenere giovani di valore sul territorio significa dare una spinta al tessuto non solo economico ma anche demografico padovano, oggi in preoccupante declino.
6) Salute e Scuola: l’Ospedale è un tesoro per la città. Tesoro che va valorizzato e anche difeso dai recenti tentativi della Regione Veneto di portare determinati reparti lontano da Padova (esempio: Iov a Castelfranco). A fianco dei grandi progetti (nuova pediatria, nuovo ospedale) di lunga realizzazione, pensiamo a proposte rapide ed efficaci per migliorare la vita quotidiana dei padovani. Realizziamo dei punti di primo soccorso in tutti i quartieri: delle sorte di guardie mediche, ma con un presidio fisico (almeno dalle 8 alle 20) e maggiormente fornite. Lì potrebbero anche essere effettuati i prelievi del sangue, togliendo pressione dal solo punto prelievi di via San Massimo. In questa maniera si possono risolvere varie criticità: andare verso il principio della “città da 15 minuti”, dove tutti i servizi fondamentali (scuole, uffici, negozi…) siano a breve distanza dai diversi centri; decongestionare parte del traffico in entrata a Padova nelle ore più critiche. Discorso simile per le scuole superiori: servono delle succursali esterne al centro e altre poste in punti strategici della cintura urbana esterna a Padova. In questa maniera si limitano gli spostamenti non necessari, migliorando mobilità, ambiente e qualità della vita. Per questo sono necessarie due cose: primo, una analisi scientifica dei dati a disposizione (esempio: se il 40% degli iscritti a un istituto tecnico proviene dal quadrante ovest della provincia allora converrà creare una succursale in tale posizione); secondo, un dialogo strutturale con Regione (Sanità) e Provincia (Scuola).
7) Fiumi e identità locale: l’identità è un tema fondamentale per TornaPadova. Senza una identità padovana diventiamo una città qualsiasi, un “non luogo”. Fondamentale dunque valorizzare storia e tradizioni del nostro territorio. Fra queste ci proponiamo di iniziare un percorso che porti alla riscoperta della fluvialità a Padova, storicamente città d’acqua. Vogliamo realizzare in un tratto di fiume specifico (dal Bassanello alla Specola) un servizio di vaporetti di linea, in stile veneziano, che con un biglietto unico valido per le 24 ore offrano la possibilità di spostarsi lungo tale direttrice, andando a implementare l’offerta turistica della città, ma anche fornendo ai padovani una alternativa all’automobile in un tratto urbano abitualmente congestionato. In caso di successo di tale “progetto pilota” ci proponiamo di estendere questo sistema ad altri rami di fiume. Altri progetti “identitari” importanti sono quelli sull’Appiani e sul Distretto della Musica in via Altinate. Il primo prevede: la riqualificazione dell’Appiani, facendo uno stadio da 5-6mila posti, valido per eventi sportivi e culturali, sorta di Arena di Verona nostrana; lo stombinamento dell’Alicorno con creazione di una passeggiata stile Navigli lungo via 58° Fanteria, a lato della carreggiata che resterebbe attiva; la creazione di una piazzetta commerciale e sociale sul lato est. Il secondo prevede: la riqualificazione e riapertura dei Cinema Altino e Mignon e la creazione di un auditorium diffuso che includa il Pollini, i cinema Mignon e Altino, il Centro culturale San Gaetano, la Chiesa di San Gaetano e quella di Santa Sofia. Un auditorium diffuso per la città, senza bisogno di ruspe, progetti faraonici né milioni di euro di spesa.
8) Internazionalizzazione e “Smart City”: Padova deve spezzare l’isolamento in cui si è trovata negli ultimi due decenni e aprirsi maggiormente all’esterno. Per fare questo occorre comprendere la dinamica della Smart City e agire di conseguenza. Innanzitutto bisogna creare un assessorato (esiste già la delega alla cooperazione internazionale, ma è marginale: le va data invece centralità) che si occupi dei rapporti esterni della città, sorta di Ufficio per le Relazioni Internazionali cittadino (sulla scorta di quanto già fatto in altre città europee). Questo assessorato si dovrà interessare di tutti i progetti che possano meglio connettere Padova con l’esterno, in particolare con i territori vicini: Venezia, Verona e Bologna, innanzitutto, ma anche Lubiana, Zara, Vienna, Monaco di Baviera e Bruxelles. Rispetto a Venezia l’esigenza fondamentale è quella di risolvere i nodi infrastrutturali (collegamento ferroviario con aeroporto Marco Polo; collegamento con il porto tramite idrovia Padova-Mare; ultimo treno Venezia-Padova ben dopo la mezzanotte). La creazione di un biglietto unico per i trasporti Verona-Vicenza-Padova-Venezia (e uno specifico nella tratta Padova-Venezia) sarebbe una rivoluzione rapidissima da realizzare ma decisiva per ridarci centralità turistica e commerciale.
9) Digitalizzazione: l’offerta di servizi digitali del Comune di Padova è ancora insufficiente (esempio: non si possono ottenere un cambio targa o un pass disabili in digitale) e frammentata (esempio: il pagamento di assicurazione e mensa della scuola del proprio figlio avviene su due siti differenti). Serve centralizzare il più possibile tali servizi, concentrarli e renderli immediatamente fruibili. Con una logica di “rivoluzione progressiva”, per gradi, ci proponiamo dunque di sviluppare un’offerta innovativa e di semplice utilizzo rispetto ai servizi digitali dei tre ambiti maggiormente richiesti dai padovani (servizi scolastici, parcheggi/ztl, documenti/anagrafe). Per fare questo è fondamentale assegnare il compito della ristrutturazione del sito in tali sezioni a dei creativi (in collaborazione con l’Università), che riescano a rendere davvero efficiente e immediata l’esperienza digitale dell’utente. Altro obiettivo è un gemellaggio digitale con la città di Venezia, per i servizi turistici e i trasporti. Questo agevolerebbe quella maggiore integrazione fra Padova e Venezia che riteniamo fondamentale in un’ottica di Smart City e darebbe immediatamente maggiore visibilità internazionale a Padova. Infine, creazione di un servizio unico digitale di segnalazione e mappatura degli episodi di delinquenza-degrado in città. Questo sistema, già sperimentato in altre città (esempio: Rio de Janeiro con Crime Radar) aumenterebbe la percezione di sicurezza dei cittadini e agevolerebbe anche il lavoro delle forze dell’ordine, fornendo loro una mappatura in tempo reale delle attività criminali (specie quelle micro, che possono più facilmente sfuggire se non prontamente segnalate). Tutto questo passa per formazione personale (condivisione esperienze empiriche – best practices – sul modello del sito governativo inglese apolitical.co e nuove assunzioni) che deve coinvolgere anche il settore europrogettazione, oggi sottodimensionato (3 sole persone) e non strutturalmente efficace.
10) Cultura: Padova è uno scrigno di tesori che vanno collegati fra loro e meglio comunicati all’esterno. Santo, Ca****la degli Scrovegni, Università, Urbs Picta, Orto Botanico, fiumi, colli, terme… Il filo rosso che li unisce va annodato con cura. Serve un marchio della città con cui rendersi riconoscibili fuori dai nostri confini, innanzitutto, sorta di I♥NY nostrano. Quel simbolo dovrebbe essere l’icona di Sant’Antonio, magari rivisitata in stile Pop Art, per renderla più immediatamente comunicabile. Il Santo è il padovano più conosciuto nel mondo e racchiude in sé l’identità e i valori stessi della città: bellezza, inclusione, tolleranza, apertura all’altro, progresso. Poi occorre legarsi maggiormente ai due eventi culturali maggiori del nostro territorio: Biennale e Vinitaly. Nel primo caso potremmo ospitare alcuni padiglioni a Padova e associare all’evento veneziano un’alternativa nostrana, magari legata alla Street Art. Nel secondo potremmo dare vita a uno spin-off originale e legato alla tradizione del territorio (esempio: Luxardo e Aperol sono storiche aziende padovane): Spritzitaly! Infine dobbiamo e possiamo fare di più che ospitare l’ennesima mostra su Romantici o Impressionisti: puntiamo sui giovani talenti creando residenze per artisti in zone problematiche della città (esempio: Hotel Grand’Italia in stazione): così facendo potremo finalmente dare vita a una forte scuola di arte contemporanea padovana che richiami talenti da tutta Europa (e oltre) e riqualificare aree degradate di Padova.