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TURISTI E INFRASTRUTTURE AL NORD  e l'Alto Sangro si svuotano per effetto della campagna mediatica fondata su una bufala...
05/03/2025

TURISTI E INFRASTRUTTURE AL NORD
e l'Alto Sangro si svuotano per effetto della campagna mediatica fondata su una bufala clamorosa: la presunta invasione di napoletani. E, così, il Nord fa il piano prendendosi sia i turisti che le infrastrutture

Roccaraso si svuota dopo la campagna mediatica contro i "bus dei napoletani". Nel frattempo il Nord fa il pieno di turisti e infrastrutture.

IL MANIFESTO A TORRE DEL GRECOAnche quest'anno è spuntato nella città corallina. Le tradizioni belle ❤ Di seguito qualch...
03/03/2025

IL MANIFESTO A TORRE DEL GRECO
Anche quest'anno è spuntato nella città corallina. Le tradizioni belle ❤ Di seguito qualche cenno storico.

Il napoletano trae le sue origini dal mondo pagano greco-romano, come molte delle festività cattoliche. Le feste pagane sono associate spesso alle tradizioni dionisiache e ai saturnali, che segnano un momento particolare dell'anno, quello dell'ingresso del solstizio invernale in onore di Saturno, il dio romano dell’agricoltura. In questo periodo, infatti, si abbandonavano gli obblighi sociali per vivere all’insegna della spensieratezza, delle musiche, degli scherzi e dell'uso delle maschere.

Il Carnevale napoletano inizia il 17 Gennaio, nel giorno della festa di Sant’Antuono, e si chiude il Martedì Grasso. La prima traccia del Carnevale a si ha nel XVI secolo, quando la festa era riservata solo agli aristocratici e alle corti, vissuta spesso nel segno dello sfarzo e del potere. Ma il vero patrimonio è l’altro Carnevale, quello del popolo, delle piazze e dei vicoli.

Nella tradizione del Carnevale Napoletano c'è il rituale della morte e del funerale di Carnevale, oggi ancora intatto, che va in scena tra lamenti, urla e parolacce. In alcune frazioni di Napoli e provincia tutta la cittadinanza partecipa al corteo funebre, con una cornice intorno molto pittoresca: un carretto a quattro ruote addobbato di fiori, salumi e salsicce esposti, lumini e candele accese, il tutto bardato da veli e fiocchi neri.

Un modo per esorcizzare il passaggio dal vecchio al nuovo anno. Il carro viene trascinato a mano, da un uomo o da un asinello, e al suo interno viene posizionato un fantoccio, che rappresenta Carnevale morto. C’è chi gli dona il vecchio Frac, chi un abito consumato, chi un pigiama o abiti da lavoro.

Dopo la processione il fantoccio viene bruciato nel falò mentre la "festa" procede. Dopo la sua morte, Carnevale lascia speranze e progetti futuri, rappresentando l'alternarsi di gioia e dolore, vecchio e nuovo. Infatti chi lo segue in corte intonando un lamento tutto napoletano, auspica un ritorno beneaugurante di Carnevale nel futuro.

Le Chiacchiere di Carnevale in vendita a 100 euro al chilo. Sta facendo discutere tutta Italia la tariffa applicata da I...
27/02/2025

Le Chiacchiere di Carnevale in vendita a 100 euro al chilo. Sta facendo discutere tutta Italia la tariffa applicata da Iginio Massari, il celebre pasticciere bresciano che è anche un volto noto della Televisione. Rispetto allo scorso anno le sue Chiacchiere hanno visto il prezzo lievitare del 25%, passando dai già ragguardevoli 80 euro al chilo alla cifra tonda del 2025.

Un prezzo che, evidentemente, non è affatto giustificato da particolarità né delle materie prime né della lavorazione. Le Chiacchiere di Iginio Massari sono normali, sicuramente eccellenti per fattura e sapore ma in definitiva normali. Si tratta perciò di una mera operazione di marketing orientata da una parte a suscitare il dibattito, dall'altra a restituire l'immagine di un brand di lusso.

L'attenzione mediatica e delle istituzioni attualmente è tutta concentrata, e non potrebbe essere altrimenti vista la cr...
20/02/2025

L'attenzione mediatica e delle istituzioni attualmente è tutta concentrata, e non potrebbe essere altrimenti vista la crisi in atto, sui Campi Flegrei. Sul nostro territorio vi è però un altro gigante, il Vesuvio, che attualmente dorme sereno, ma è bene e doveroso lavorare d'anticipo e predisporre ogni dettaglio dei piani di emergenza in caso di necessità.

Una delle tematiche è costituita sicuramente dalle destinazioni previste per la popolazione da evacuare. Ad ora, il piano generale prevede lo smistamento nelle diverse regioni italiane, cosa che però comporterebbe di fatto una consistente perdita di popolazione per la Campania ed il contestuale pericolo della perdita di un patrimonio culturale, di tradizioni, usanze e costumi. È stata perciò presentata al ministro Musumeci una proposta che preveda la ripopolazione delle aree interne.

La proposta di riforma del piano di emergenza sul rischio Vesuvio

La proposta e l'incontro sono stati voluti dall'onorevole Alessandro Caramiello, presidente dell’intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”. In una nota il deputato spiega:

"La forte sismicità che sta interessando sempre più la Campania, ed in particolare l'area vesuviana, impone una forte sinergia tra Governo, Parlamento, Protezione Civile, Ordini professionali ed esperti del settore. Per questo motivo sono stato ricevuto assieme ad una delegazione dell’intergruppo “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, che ho l'onore di presiedere (in particolare l'avvocato Pierluigi Aliperta e l'architetto Aniello Tirelli), dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, con l’obiettivo di affrontare un tema che ha visto l’elaborazione, da parte nostra, in sinergia con la fondazione Convivenza Vesuvio, di un aggiornamento normativo rispetto al Piano di evacuazione previsto dalla legislazione vigente".

"In sostanza, come abbiamo illustrato al Ministro, la nostra proposta prevede un ripopolamento delle aree interne della Campania e delle regioni limitrofe, in caso di eruzione del Vesuvio, e non un drenaggio incontrollato verso le regioni settentrionali. Inoltre, abbiamo riferito che ad oggi esiste un surplus abitativo di circa 165mila alloggi disponibili nelle sole zone interne campane, pronte ad ospitare i vesuviani. Temi, questi, che abbiamo già affrontato con numerosi sindaci vesuviani, coi quali abbiamo già siglato dei protocolli di intesa".

"Il Ministro ha accolto positivamente il nostro progetto, riferendo che a stretto giro intende convocare un tavolo tecnico ad hoc che coinvolgerà la struttura ministeriale, la Protezione civile, e una task force di tecnici ed esperti dell’intergruppo Sviluppo Sud, proprio con l’obiettivo di approfondire dettagliatamente e valutare degli aggiornamenti ai piani attuali, con l’obiettivo di rafforzare la risposta dello Stato rispetto ad una malaugurata eruzione".

"Le parole chiave sono: prevenzione, pianificazione e programmazione, ma anche anche ‘informazione’: motivo per cui abbiamo condiviso l’opportunità di rafforzare la conoscenza del fenomeno sin dai banchi di scuola. L’interlocuzione è stata molto proficua e ho visto il Ministro sinceramente colpito, in senso positivo, dal nostro progetto. Dunque l’auspicio è quello di trasformare realmente questa emergenza in un’opportunità di sviluppo delle aree depresse".

L'appoggio di Musumeci: "Proposta interessante"

Il ministro Musumeci ha così commentato l'incontro: "Ho ricevuto stamane una delegazione guidata dall'on. Alessandro Caramiello, presidente dell'Intergruppo Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori. Mi è stata rappresentata la opportunità di un aggiornamento della normativa che disciplina i Piani di evacuazione dei rischi vulcanici, con particolare riferimento all'area del Vesuvio. Ho trovato interessante la proposta dell'Intergruppo parlamentare ed ho assicurato la istituzione a Roma di un tavolo tecnico di confronto con il nostro Dipartimento di Protezione civile. Lavorare per la prevenzione, di fronte ai sempre più ricorrenti rischi naturali, è ormai un impegno che deve vedere coinvolti tutti, classi dirigenti e cittadini".

"Ma che ne sa il resto del mondo di  "Bellissime parole di Achille Lauro  💙
16/02/2025

"Ma che ne sa il resto del mondo di "
Bellissime parole di Achille Lauro 💙

IL CAPITALE UMANO Il Sole 24 Ore di oggi si occupa e si preoccupa per l’emorragia di giovani verso l’estero, con flussi ...
14/02/2025

IL CAPITALE UMANO

Il Sole 24 Ore di oggi si occupa e si preoccupa per l’emorragia di giovani verso l’estero, con flussi superiori a quelli in entrata in tutte le regioni italiane.

Nella parte destra della tabella c’è anche la stima della perdita economica per i giovani in uscita con la Lombardia che in valori assoluti ci rimette più di tutti.

Ma la perdita di capitale umano non c’è solo quando dall’Italia si va all’estero ma anche quando dal Sud si va al Nord. È una perdita economica e sociale per il Mezzogiorno, impossibile da sopportare in tempi di declino demografico.

Quello che il Sole fa fatica a comprendere (e con esso l’editore Confindustria) è che i giovani partono dal Nord proprio perché le imprese possono trattarli male, tanto per ogni giovane che lascia ce ne sono quattro che arrivano da Sud. Ed è capitale umano anche quello.

E invece cosa ha fatto Confindustria? Ha suggerito al governo (che ha ascoltato) di introdurre dal 2025 un bonus esentasse di 5.000 euro per chi emigra all’interno dell’Italia.

Così si accelera il collasso demografico del Mezzogiorno.

- Marco Esposito

"C’era un ragazzo, uno del servizio di pulizie, si stava lamentando che non aveva la macchina per uscire e doveva andare...
14/02/2025

"C’era un ragazzo, uno del servizio di pulizie, si stava lamentando che non aveva la macchina per uscire e doveva andare fuori con una ragazza. era lì, e lo deve aver sentito. Allora va da lui: e com’è la ragazza, è bella? Sì, bellissima, gli dice quello. Allora tieni, e gli dà le chiavi della macchina. Dai Diego no no, non mi prendere in giro, dice il ragazzo. E lui: prendila, me la porti domani, io mi faccio portare a casa da un amico. Come fai a spiegarlo uno così?"

-Julio Velasco

Il 13 Febbraio è una data importantissima per il  , seppur pressoché totalmente cancellata dalla memoria. Quel giorno de...
13/02/2025

Il 13 Febbraio è una data importantissima per il , seppur pressoché totalmente cancellata dalla memoria. Quel giorno dell'anno 1861 p***e la sua indipendenza con la caduta di e, da Stato sovrano e relativamente avanzato, passò sotto la dominazione piemontese. Una falsa unità i cui risultati abbiamo davanti agli occhi: povertà sempre più diffusa al Sud, degrado sociale e culturale, campagne denigratorie ai danni del Mezzogiorno, storia negata e cancellata.

Il 6 Settembre 1860 Francesco II lasciò e partì per Gaeta su consiglio di Liborio Romano, il capo della polizia: il giorno dopo la camorra, coinvolta dallo stesso Romano, scortò l'ingresso di a Napoli e il 21 sorvegliò sul plebiscito di annessione al Regno d'Italia con violenze e minacce alla popolazione.

L'assedio di Gaeta durò poco più di 3 mesi, un martirio per i soldati rimasti fedeli e soprattutto per i civili, sterminati da bombardamenti senza sosta da parte dell'esercito piemontese. Se le regole della cavalleria imponevano di non coinvolgere la popolazione nelle guerra, per esse adesso non vi era più posto come in tutta la campagna meridionale, dove furono compiuti eccidi e rasi al suolo interi paesi. Per il trionfo di Vittorio Emanuele II fu l'aiuto di Inghilterra e Francia.

Quando Francesco II decise di firmare la resa per fermare lo sterminio della sua gente, il generale Cialdini intensificò i bombardamenti. Approfittando della cessazione delle risposte avversarie uscì dalle linee e si avvicinò alla cittadina per averla meglio sotto tiro. A chi gli chiedeva di fermarsi perché erano in corso le trattative per la resa rispose, dicendo il falso, che la sua abitudine era quella di non fermarsi fino a quando essa non fosse ufficiale: "Sotto le bombe si tratta meglio".

E in tre giorni, infatti, dalla sera del 10 fino al 13, fece sparare ben 60mila bombe. Si verificò la drammatica esplosione della polveriera della Batteria Philipstad, causando l'inutile massacro di tanti giovanissimi allievi della Nunziatella e di molti civili.

Una versione della del lontana dalla retoriche che, da qualche anno, anche gli storici avallano sempre più.

Tutti ridono, tranne Rocco Hunt. Ed a ben vedere, dato che quanto è successo al   non ha proprio nulla di divertente. Tu...
13/02/2025

Tutti ridono, tranne Rocco Hunt. Ed a ben vedere, dato che quanto è successo al non ha proprio nulla di divertente. Tutti hanno cantato con soddisfazione e auto compiacimento una parodia di Montagne Verdi di Marcella Bella dal titolo A , con lo scopo di fare ironia sul caso - montato ad arte - della presenta invasione di napoletani nella località abruzzese.

Tra i più divertiti il presentatore Alessandro Cattelan, alle prese con il difficile compito di intrattenere e stimolare il pubblico annoiato dal piattume del Festival targato Carlo Conti.

Ed allora quale miglior idea, se non quella di inserirci i napoletani? Tra l'altro rispolverando una polemica che, come abbiamo ampiamente visto e dimostrato, è stata creata ad arte poiché i disagi lamentati ed evidenziati da tutti i media nazionali esistevano ben prima dell'episodio incriminato. Una vera e propria bufala giunta, quindi, anche a .

L'espressione di Rocco Hunt, "napoletano di Salerno", è emblematica e sembra proprio sottolineare la bassezza e la stupidità di quanto si era materializzato dinanzi a lui. Lui, che canta e denuncia gli stereotipi in cui è avvolto il Sud.

Il testo di "A Roccaraso"

"Mi ricordo montagne bianche
ma il Trentino è così distante
che da Napoli ci vuole un giorno
mille euro andata e ritorno
poi un giorno TikTok di Rita
ha dato un senso alla mia vita
io che ho visto sempre e solo il mare
finalmente potrò sciare.
Cento pullman sulla statale
non c'è posto per parcheggiare
e la neve ormai si è sciolta
torneremo un'altra volta.
A Roccaraso".

PRECISAZIONE sulle origini di Rocco Hunt. Il cantante è nato e cresciuto a Salerno, per cui è senza dubbio salernitano. Lui stesso non l'ha mai negato, al contrario. Eppure ha legato indissolubilmente se stesso alla città di Napoli. Ha inoltre lanciato messaggi per il superamento di una rivalità senza senso tra le città e i tifosi delle rispettive squadre calcistiche, un appello che facciamo anche nostro e invitiamo tutti a seguire.

Rocco Hunt

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