12/11/2025
Oggi parliamo di TARI.
Chi oggi pubblica post allarmistici ed ha già ricoperto ruoli di amministratore comunale dovrebbe saperlo e dovrebbe avere l'onestà intellettuale di dirlo. Se invece non lo sa la cosa è abbastanza grave.
Cercherò di spiegare in modo più semplice possibile come si arriva alla tariffa TARI, soprattutto per far capire che, per arrivare ad una diminuzione della tariffa, si deve per forza intervenire sulla struttura del servizio stesso. Cosa che l'amministrazione comunale ha la volontà di fare, ma che se fatta dal 2026 avrebbe ripercussioni (speriamo al ribasso) non prima del 2028.
Avete capito bene: nel 2028!!! Questo perché il metodo di calcolo delle tariffe del 2025 si basa sui dati di raccolta del 2023 (due anni prima - stabilito da ARERA)!!! Per i più distratti, o maligni, nel 2023 questa amministrazione non c'era!!
Tutto parte dal PEF (Piano Economico Finanziario) che è, in buona sintesi, la somma totale di quello che NET ha speso per darci il servizio nell'anno di riferimento (2023 per le tariffe del 2025). Il PEF viene semplicemente diviso tra tutti i contribuenti del Comune in base a grandezza della casa e numero di famigliari.
Ora vediamo come viene redatto il PEF.
Il Piano Economico Finanziario (PEF) relativo al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in Friuli Venezia Giulia (come nel resto d'Italia) viene redatto seguendo la metodologia stabilita dall'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA), in particolare secondo il "Metodo Tariffario Rifiuti" (MTR).
La procedura coinvolge diversi soggetti e si articola in diverse fasi:
Redazione da parte del Gestore: spetta al gestore del servizio di gestione integrata dei rifiuti (NET S.p.A.) redigere il "PEF grezzo". Questa redazione avviene utilizzando i tool e seguendo i formati (tabelle numeriche, relazione di accompagnamento e dichiarazione di veridicità) indicati nelle delibere ARERA (es. Delibere 443/2019/R/rif, 363/2021, 389/2023/R/rif e relative determinazioni). Il PEF deve illustrare in modo esauriente i criteri di attribuzione dei costi ai vari comuni serviti.
Validazione da parte dell'Ente Territorialmente Competente (ETC): l'ETC, che in Friuli Venezia Giulia è l'AUSIR (Agenzia Unica per i Servizi Idrici e i Rifiuti), riceve il PEF dal gestore. L'AUSIR procede alla validazione del piano. La validazione ha carattere sia formale (completezza e correttezza della documentazione) che sostanziale (coerenza e congruità dei dati contabili, verifica dell'esclusione di costi per attività diverse dagli ambiti regolati, ecc.).
Approvazione della tariffa: l'ETC (AUSIR) determina il PEF validato e lo invia all'ARERA. Sulla base del PEF validato, i Comuni (o l'ETC stesso in alcuni casi specifici) deliberano le tariffe TARI.
Vigilanza ARERA: l'ARERA, l'autorità nazionale di regolazione, esercita la sua funzione di controllo e approvazione finale della metodologia e della corretta applicazione delle regole tariffarie a livello nazionale.
In sintesi, in FVG il PEF viene redatto dal gestore secondo le regole ARERA e validato dall'AUSIR prima di essere utilizzato per la determinazione delle tariffe TARI.
E quindi, in poche parole, il Comune non ha nessuna possibilità di intervenire in questa fase. E non può nemmeno intervenire diminuendo il totale del PEF con fondi di bilancio, in quanto la legge prevede esplicitamente che il totale del PEF deve essere posto tutto (ripeto: tutto) a carico dei cittadini!!
Come amministrazione comunale, come già detto, l'unica possibilità che abbiamo, e che cercheremo di mettere in atto già nel 2026, è quella di rimodulare il servizio intervenendo sui punti di raccolta (diminuzione del numero di cassonetti), razionalizzazione del loro posizionamento sul territorio comunale ed eliminazione di più di qualche punto di raccolta del verde (che è forse il servizio che ci costa di più).
Successivamente si proverà a pensare ad un'attivazione del servizio cosiddetto "porta a porta" o addirittura alla cosiddetta tariffa "puntuale" che è figlia del moto "più sporchi, più paghi".