26/05/2026
Montoro, Girolamo Giaquinto rompe il silenzio: “Predissesto, PUC e revisori: così si sta dividendo la città”
Si riaccende il dibattito politico a Montoro dopo l’intervista rilasciata dall’ex sindaco e consigliere comunale Girolamo Giaquinto ai microfoni di Radio Raffaella Uno. Un intervento durissimo, nel quale l’ex primo cittadino ha attaccato frontalmente la gestione amministrativa del sindaco Salvatore Carratù, soffermandosi soprattutto sul predissesto finanziario, sulle dimissioni del nuovo Collegio dei Revisori e sull’adozione del PUC.
Secondo Giaquinto, il Comune avrebbe avviato una procedura di predissesto “senza una reale necessità”, producendo però effetti pesanti sulla comunità: aumento della tassazione, blocco delle assunzioni e un clima di forte incertezza amministrativa. L’ex sindaco ha ricordato come il precedente Collegio dei Revisori avesse espresso più volte pareri sfavorevoli sugli atti finanziari dell’amministrazione, parlando di una situazione “mai vista” nella storia amministrativa recente del Comune.
Nel corso dell’intervista, Giaquinto ha anche puntato il dito contro il metodo politico adottato dall’attuale maggioranza, accusata di non aprire alcun confronto sulle questioni strategiche per la città. Al centro delle critiche anche le recenti dimissioni del nuovo Collegio dei Revisori Contabili, definite dall’ex sindaco “un fatto gravissimo che avrebbe meritato trasparenza e chiarimenti pubblici”.
Non meno duro il passaggio dedicato al Piano Urbanistico Comunale. Giaquinto ha ribadito di non aver condiviso l’adozione del PUC già durante la campagna elettorale, sostenendo che il piano “non sarebbe in linea con le reali esigenze della città”. L’ex sindaco ha inoltre evidenziato il numero elevato di osservazioni presentate e le difficoltà registrate nella loro valutazione.
Nel finale, l’affondo politico più pesante: secondo Giaquinto, Montoro starebbe vivendo una fase di forte frammentazione sociale e istituzionale, perdendo quello spirito unitario nato con la fusione dei due ex Comuni. “Si sta tornando a ragionare per frazioni e appartenenze locali invece che come unica comunità”, ha dichiarato, chiedendo un ritorno al confronto democratico e alla condivisione delle scelte strategiche per il futuro della città.