13/07/2026
𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐨𝐬𝐚 𝟏𝟓 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨
𝐶𝑎𝑟𝑙𝑜 𝐵𝑎𝑟𝑡𝑜𝑙𝑜𝑚𝑒𝑜 𝑃𝑖𝑎𝑧𝑧𝑎 1703
𝑉𝑖𝑠𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑜𝑐𝑒𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑆𝑎𝑏𝑖𝑛𝑎
-𝐿𝑎 𝐺𝑒𝑟𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑎 𝐶𝑎𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑖𝑎- 𝑝𝑎𝑔. 174 - 𝑑𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎 𝑃𝑜𝑛𝑡𝑒𝑓𝑖𝑐𝑒 𝐶𝑙𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑋𝐼
𝐵𝑖𝑏𝑙𝑖𝑜𝑡𝑒𝑐𝑎 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝐶𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑅𝑜𝑚𝑎
S. Bonosa Verg. e Mart., Chiesa campestre nuovamente fabbricata; e dedicata sotto l’invocazione di questa illustre, e gloriosa Vergine Romana da alcuni particolari benefattori, hora in custodia di un’Eremita, fino che vi sia una sufficiente dote per il mantenimento di un Sacerdote, che vi celebri di continuo.
𝐼𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑧𝑜 𝐺𝑖𝑜𝑟𝑑𝑎𝑛𝑖 1909
𝑀𝑜𝑛𝑡𝑒𝑓𝑙𝑎𝑣𝑖𝑜 -𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝐶ℎ𝑖𝑒𝑠𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑀𝑜𝑛𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖- 𝑝𝑎𝑔. 13 𝑒 14
𝐿𝑖𝑏𝑟𝑒𝑟𝑖𝑎 𝐹𝑜𝑛𝑑𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑀𝑎𝑟𝑐𝑜 𝐵𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑅𝑜𝑚𝑎
Nel 1660 l’eremita Fra Sante Giordani, scavando dove ora sorge la ca****la di Santa Bonosa, sulla via che congiunge Monteflavio a Moricone, rinvenne una testa di marmo bianco raffigurante una giovane donna di rara bellezza e due mani pure di marmo purissimo. Il santo eremita, che, pur essendo di Castelnuovo, viveva in Monteflavio, facendo un busto di gesso a quella testa e a quelle mani ne trasse una statuetta, cui impose il nome di Santa Bonosa e la collocò in quella ca****la che, tutt’ora, esiste veneratissima. È opinione accettabilissima che quei resti di marmo fossero di origine pagana. Santa Bonosa ricordata e venerata con una messa celebrata il 15 luglio di ogni anno.
-Tra il 1932 e gli inizi del 1933, in seguito alla visita di Benito Mussolini, la strada Monteflavio-Moricone venne sistemata da tracciato mulattiero a carrozzabile con la necessità di dover abba***re la ca****la, definita anche chiesa campestre. Gilardi Filippo n. 2.2.1867 – m. 3.4.1952, possidente di Monteflavio, fece realizzare l’attuale chiesa dove la statuetta ornata da un’aureola “nimbo” venne riposta nuovamente con l’aggiunta di due angioletti ai lati, ricavando per il passante, nella finestra di destra, una feritoia per l’elemosina. Con la morte di Gilardi Filippo la cura della chiesetta passò al nipote Gilardi Clementino n. 9.12.1901 – m. 17.2.1984. Tra la metà e la fine degli anni 60, purtroppo, nottetempo, da parte di qualche occhio esperto e dedito al mercato nero delle opere d’arte “tombarolo”, la statuetta con gli ornamenti venne trafugata. -
SANTA BONOSA 192- 207 Era Cristiana
Nata a Roma da una nobile famiglia nel 192 d.C., a soli 15 anni scelse di difendere la propria fede cristiana che andava propagandosi, venne arrestata tra le pareti domestiche e condotta davanti all'imperatore Settimio Severo, Bonosa non vacillò mai, nonostante i sette giorni di digiuno forzato in carcere, le successive torture e i tentativi di farla abiurare.
Durante la durissima prigionia, la sua buia cella si riempì improvvisamente di una luce splendida, ricevette la miracolosa visita di un Angelo del Signore, inviato dal cielo per confortarla, prometterle la salvezza del suo pudore e infonderle il coraggio necessario per affrontare il martirio.
Riportata davanti all'imperatore furibondo per il suo rifiuto di adorare i Dei, Bonosa subì il supplizio della flagellazione a sangue e fu allora che l'angelo mantenne la promessa, una misteriosa caligine avvolse gli sguardi dei presenti, nascondendo la sua nudità ai carnefici come sotto un fitto velo, mentre lei cantava dolcemente lodando il Signore.
Commosso suo malgrado, l'imperatore la consegnò al Prefetto di Roma e quest'ultimo, attratto dalla sua straordinaria grazia e desideroso di sposarla, la condusse con sé a Porto Romano (nell'attuale zona di Fiumicino/Isola Sacra) per tentare un'ultima volta di farla abiurare sulla pubblica piazza. In ogni momento di prova, la giovane martire ripeteva un gesto diventato per lei abituale, volgeva gli occhi al cielo e la testa all'indietro, quasi a cercare la forza direttamente dallo Spirito Santo per rispondere ai suoi aguzzini e donarsi interamente a Dio.
Proprio a Porto Romano si compì un incredibile prodigio, una cinquantina di giovani soldati mandati a flagellarla rimasero improvvisamente paralizzati da atroci dolori alle braccia e, colpiti dal miracolo, si convertirono all'istante, vennero battezzati segretamente dal Papa e subirono il martirio l'8 luglio del 207. Bonosa sopravvisse un'altra settimana tra indicibili tormenti — tra cui lo staffile impiombato, piastre roventi e uncini — finché il 15 luglio, mantenendo fino all'ultimo quell'estatico sguardo verso l'alto, venne decapitata fuori dalle mura della città.
Il corpo della Santa fu inizialmente sepolto a Trastevere, dove sorgeva la storica Chiesa parrocchiale di Santa Bonosa all'interno della quale le sue spoglie vennero ufficialmente riconosciute nel 1480. La chiesa e l’omonima piazzetta furono demolite nel 1888 per consentire i lavori di costruzione dei muraglioni di argine del Tevere, del Ponte Garibaldi con l’attuale Viale Trastevere lasciando la sola piccola Via di Santa Bonosa tuttora esistente.
Oggi, dopo un lungo pellegrinaggio attraverso la città, l'urna dorata con il corpo della santa giovinetta riposa sotto il secondo altare sinistro della parrocchia romana di S. Maria della Mercede e S. Adriano di Via del Basento 100.