Presidio del libro - Mola di Bari

Presidio del libro - Mola di Bari La lettura militante si avvale di munizioni: i libri, le parole. A.

Il Presidio di Mola di Bari organizza Tempi Moderni, condividete e partecipate, saremo a Mola nel palazzo Roberti.
22/03/2025

Il Presidio di Mola di Bari organizza Tempi Moderni, condividete e partecipate, saremo a Mola nel palazzo Roberti.

27/10/2024
07/10/2024

Il 30 Ottobre a Mola di Bari , per il Presidio del libro - Mola di Bari Palazzo ROBERTI.

Con loro ho condiviso due serate intense e piene di emozioni. Pino Cacace, attore e regista, con la sua presenza scenica ha dato corpo e voce alle parole, rendendo vivo ogni passaggio della storia di Giacomo Prigigallo, il Partigiano Barba. Giacomo Campobasso, nipote e custode delle memorie dello zio ha portato con sé non solo il racconto, ma anche il peso e la responsabilità di tramandare quella memoria preziosa, affinché non si perda mai il valore di ciò che il partigiano Barba ha rappresentato.
E poi Rosalba Santoro, con la sua voce che riesce a farti sentire il dolore, la speranza e la forza di chi ha vissuto la lotta contro il fascismo. Quando interpreta Rosa Balistrieri, sembra quasi che il tempo si fermi, come se le parole e le note ti trasportassero direttamente tra chi quelle storie le ha cantate con rabbia e passione. Con loro abbiamo fuso la narrazione letteraria con la drammatizzazione teatrale e musicale, creando qualcosa che andava oltre la semplice presentazione di un libro: abbiamo dato vita alle azioni di Giacomo Prigigallo.
A Capurso e Valenzano, in due eventi, il pubblico ha partecipato numeroso, con attenzione e rispetto, rendendo ogni incontro un momento di riflessione collettiva. Vedere i volti commossi, le domande accorate e sentire gli applausi sentiti mi ha fatto capire che questo lavoro non è solo importante, è necessario.
Il fascismo non è mai morto, è sempre lì, pronto a riemergere sotto nuove maschere e nuovi linguaggi. Ecco perché credo profondamente nella necessità di un antifascismo militante, fatto di memoria attiva, di racconti condivisi e di partecipazione. Non possiamo permetterci di dimenticare, né di sottovalutare il pericolo. Oggi più che mai, bisogna tenere alta la guardia e far sì che queste storie di coraggio e resistenza non restino solo su carta, ma continuino a vivere nei nostri cuori e nelle nostre azioni quotidiane.

01/08/2024

1° Agosto 1922. Il fascismo dilaga in tutto il Paese e prepara la marcia su Roma. I sindacati proclamano un grande sciopero generale in difesa dei diritti sociali, civili e politici. Le manifestazioni però non hanno successo per l’intervento delle camicie nere. In tutte le principali città le sedi dei giornali antifascisti sono date alle fiamme, gli operai sindacalizzati malmenati, le cooperative e le Case del Popolo prese d’assalto. Quasi dappertutto ma non a Parma.
Nella città emiliana è infatti operativo uno dei gruppi più attivi degli Arditi del Popolo, organizzazione antifascista fondata un anno prima da Argo Secondari e nata da una scissione degli Arditi d’Italia, ormai vicinissimi al fascismo. Tra le fila degli Arditi del Popolo confluiscono antifascisti, anarchici, comunisti e socialisti che intendono opporsi con ogni mezzo alle violenze che i fascisti scatenano contro operai, contadini e oppositori politici.
Nella città emiliana a guidare il nutrito e combattivo distaccamento vi era Guido Picelli, socialista radicale che molti anni dopo sarà soprannominato il Che Guevara di Parma. Al suo fianco Antonio Cieri, un anarchico abruzzese già noto alle regie autorità per i suoi atti sovversivi. Grazie a Picelli, a Cieri e a tutte le “canaglie” che li seguono a Parma, non solo lo sciopero riesce ma la città diventa una sorta di isola franca.
Il fascismo, però, non può tollerare questo smacco. Così fin dal 2 agosto da tutto il centro nord numerosissime camicie nere cominciano ad affluire verso Parma. Gli Arditi del Popolo si preparano a riceverli: i volontari vengono addestrati mentre ovunque sorgono barricate realizzate con i più disparati materiali. Il fronte degli antifascisti è molto ampio, si va dagli anarchici ai cattolici saltando tra intere generazioni. Partono subito gli scontri e ci sono i primi morti. Arriva a comandare gli assedianti addirittura Italo Balbo. Quest’ultimo, dopo alcuni giorni di osservazione, prende atto che la città non è prendibile se non a prezzo di una furibonda battaglia e, nonostante che siano ormai diecimila le camicie nere al suo comando, non lancia l'assalto.
Lo stallo si concluderà con l’intervento del Regio Esercito che, guidato dal generale Lodomez, entrerà a Parma senza sparare un colpo. Picelli, infatti, aveva trovato un accordo con il prefetto cittadino: avrebbe fatto entrare i militari se i fascisti restavano fuori dalla città. E così avvenne.
Antonio Cieri, che aveva difeso il Naviglio, la zona più esposta della città, e Guido Picelli saranno poi costretti a lasciare l’Italia. Si ritroveranno in Spagna dove riprenderanno le armi in difesa della rivoluzione. Cieri morirà durante l’assedio di Huesca guidando l’assalto dei suoi “bomboneros”, mentre Picelli perirà sul fronte di Mirabueno, colpito da una pallottola vagante tuttora non identificata con certezza.

Cronache Ribelli

12/05/2024

Sono del parere che una persona o la devi amare follemente o non l'ami proprio.

Non esistono le mezze misure, non esiste il "ti amo ma" o il "ti amo se", esiste solo il “Ti amo perché ".

Non esistono le cose fatte a metà, non esiste la confusione, non esiste il non lo so, non esiste il poi si vedrà, esiste chi ti vuole a tutti i costi e chi non ti vuole per niente.

Domandateci perché i fiocchi rossi in Piazza XX Settembre... Per tutte le donne che non ci sono più, per quelle che ce l...
04/03/2024

Domandateci perché i fiocchi rossi in Piazza XX Settembre... Per tutte le donne che non ci sono più, per quelle che ce l'hanno fatta e per le future generazioni.

01/02/2024

El Tribunal Internacional de Justícia ha decretat que hi ha raons per investigar l’estat d’Israel per delicte de genocidi contra la població palestina. Israel ja ha anunciat que no cesarà.

És incomprensible que la Generalitat de Catalunya i el Gobierno de España mantinguin relacions institucionals i econòmiques amb el govern de Netanyahu.

Cal donar suport a la denúncia de Sud-àfrica i suspendre relacions amb Israel fins que es garanteixi la fi del genocidi.

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70042

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