25/07/2026
25 LUGLIO 2026 - RIAPERTURA CHIESA DI S. COLOMBA E RITORNO DELLE SPOGLIE DEL BEATO PIETRO A MOGLIANO
In occasione della riapertura della Chiesa di Santa Colomba e del rientro del Beato Pietro a Mogliano condividiamo la storia del Beato Pietro, così come la scrisse padre Gabriele Andreozzi https://drive.google.com/file/d/1S0ftm-W9quF5k526tTmeOnS8SApGpLTm/view nel 1990, arricchita da alcune preziose chicche tramandate dalla prof.ssa Anna Luchetti che ringraziamo per la disponibilità e gentilezza.
Nel luogo dove oggi sorge il tempietto dedicato al Beato Pietro, si trovava una delle chiese più antiche di Mogliano, chiamata dal popolo “Chiesa della Madonna delle Scalelle” per via dei gradini che bisognava salire per accedervi. La “Madonna delle Scalelle” era anche nota come “Chiesa della pittura grande”, in quanto al suo interno era possibile ammirare un’intera parete affrescata che rappresentava, tra le varie figure, proprio il Beato Pietro.
La chiesa, inoltre, fu per lungo tempo un luogo di devozione per tutti i moglianesi, che vi si recavano per pregare e omaggiare il ricordo delle quattrocento vittime di peste seppellite sotto il suo pavimento. Le notizie relative alla pestilenza erano custodite nell’archivio della confraternita di San Nicolò (Societas Corpus Christi et Sanctae Mariae), andato poi distrutto in un incendio nella seconda metà del Settecento. Le poche informazioni giunte fino a noi derivano da documenti più recenti che ne riportarono il contenuto.
Successivamente, si decise di abbattere la chiesa della Madonna delle Scalelle, ormai vecchia, per costruirne una nuova e più prossima alle mura cittadine: nacque così Santa Maria Nuova. Accanto alla chiesa sorgevano due ampi cameroni, uno per gli uomini l’altro per le donne, adibiti a ospedale: l’intero complesso venne, poi, sostituito dall’attuale ex ospedale. Inoltre, i gradini della precedente “Chiesa delle Scalelle” vennero riutilizzati per realizzare la scalinata d’accesso alla nuova chiesa e sono tuttora visibili nella gradinata antistante l’ex ospedale.
La “pittura grande”, invece, andò perduta. Ne fu salvata soltanto una piccola porzione con l’immagine proprio del Beato Pietro (vedi foto), che venne staccata dal muro e inserita in una “pinturetta” arrivata ai giorni nostri e situata in contrada Rancia-Montironi, lungo la strada per Loro Piceno.
Alcuni dipinti conservati a Mogliano testimoniano il passaggio del Beato Pietro nella seconda metà del Quattrocento, in occasione della pestilenza che colpì la zona tra il 1475 e il 1478.
Si tramanda che, in quel periodo, venne costruita una capanna-lazzaretto in cui isolare gli appestati fuori dalle mura, presso la Porta da Capo, all’ombra di un grande pero selvatico.
La tradizione vuole anche che il beato Pietro vi si sia recato per portare conforto ai malati e pare che, grazie alle sue preghiere e alle sue cure, alcuni di essi guarirono.
Quando, anni dopo, il pero si seccò, venne abbattuto e i moglianesi divisero il suo legno in piccoli frammenti, che vengono tuttora conservati con devozione, come reliquie di speranza e memoria.
*Una parola in più la merita sicuramente il nostro concittadino p. Gabriele Andreozzi, religioso e sacerdote francescano, già Ministro provinciale del Terz’Ordine Regolare, storico e insigne giurista.
Oltre alla vocazione sacerdotale francescana ha in comune con l’illustre Beato la vicinanza delle case natie, proprio in vicolo B.Pietro.