09/01/2026
FIORI PER ALGERNON
di D. Keyes
La trama di questo romanzo si dipana attraverso la narrazione dello stesso protagonista, Charles, un ragazzo sfortunato, dotato di un'intelligenza al di sotto della media, di molto. Finito in un istituto per malati di mente attraverso una serie di vicende familiari che verranno chiarite man mano, Charles viene selezionato per partecipare ad un esperimento scientifico: una équipe di una clinica Newyorchese sta conducendo uno studio su un topo, Algernon appunto, il cui Q.I. è notevolmente aumentato dopo un trattamento chirurgico ed una cura ormonale appositamente studiati, ed è il momento di tentare il medesimo approccio su di un essere umano.
Si tratta di dare a Charles, e potenzialmente a moltissime altre persone, la speranza di un futuro migliore. Non vi sono certezze, il campo è totalmente inesplorato ed è chiaro sin da subito che i progressi eventualmente raggiungibili potrebbero anche non essere definitivi: Algernon e di conseguenza Charles, dopo aver raggiunto l'apice di intelligenza possibile, potrebbero regredire fino alla forma originaria, o peggio. Charles decide comunque di sottoporsi a questa cura pionieristica, che lo "farà più intelligente ".
La storia viene quindi raccontata attraverso i "rapporti sui progressi" , una sorta di diario che Charles è invitato a tenere quotidianamente. Dalla sua scrittura, inizialmente incerta e sgrammaticata, ai limiti dell'incomprensibile, e poi via sempre via più fluida, strutturata e forbita, si ha modo di apprezzare i prodigiosi progressi di Charles. Inizialmente incapace persino di competere con il topo Algernon, suo compagno di avventura, nella soluzione di problemi semplici, arriva a eguagliare e poi superare le competenze dei suoi stessi "creatori".
Interessante in questo romanzo assistere all'evoluzione con cui il protagonista passa da condizione di quasi felicità (lui ha consapevolezza del suo deficit mentale, ma riesce comunque ad avere un lavoro e degli amici) che sbiadisce fino a scomparire man mano che aumentano le sue capacità cognitive. Riaffiorano alla memoria episodi del suo passato, all'epoca archiviati ma che ora riesce finalmente ad elaborare, alla luce della sua consapevolezza aumentata. Capisce che quelli che lui considerava amici non ridevano "con" lui ma "di" lui. Gli sono finalmente chiare anche le scelte dei suoi genitori che lo hanno isolato, relegato in una clinica, reietto allontanato dalla famiglia. In questo romanzo si percepisce lo stacco netto tra intelligenza cognitiva ed intelligenza emotiva, ed appare chiaro il senso del vecchio adagio che dice che più piccole sono le menti, più grandi sono i sorrisi. Sembra quasi che Charles, la cui mente progredisce a velocità vertiginosa, sia destinato a perdere, per una sorta di contrappasso, la sua capacità di essere felice e la sua umanità.
Bellissimo anche il rapporto simbiotico che Charles in qualche modo instaura con il topo Algernon, le cui condizioni gli permettono uno sguardo, un'anticipazione sul futuro che attende anche lui.
Tra tutti i romanzi che ho letto, raramente ho trovato una prosa così delicata, lieve e toccante.
Romanzo del genere distopico, qualcuno l'ha definito fantascienza filosofica, ma alla luce dei recenti progressi scientifici io azzarderei l'ipotesi, piuttosto, di uno spiraglio su una realtà futuribile. Magistralmente resa, a mio modesto parere, la percezione del cambiamento nel protagonista nel progredire e poi regredire del suo registro di scrittura, lessico e sintassi.
Un romanzo che ho amato moltissimo, di cui consiglio la lettura A TUTTI.
Decisamente bellissimo. ❤️