Rifondazione Comunista circolo della montagna MS

Rifondazione Comunista circolo della montagna MS sito nella valle del frigido

DISCARICHE DI RIFIUTI E DI AMIANTO IN MONTAGNADomenica mattina il paese di Forno si è svegliato con una br**ta sorpresa ...
01/04/2026

DISCARICHE DI RIFIUTI E DI AMIANTO IN MONTAGNA

Domenica mattina il paese di Forno si è svegliato con una br**ta sorpresa trovando, infatti, i cassonetti della spazzatura traboccanti di rifiuti. Molti sacchetti erano gettati aperti sull'asfalto con il materiale sparso qua e là, con tutto quello che ne consegue in materia di igiene. Secondo le testimonianze dei cittadini, i rifiuti sarebbero stati scaricati durante la notte da qualcuno venuto da Massa. La cosa grave è che sia stato un privato cittadino di Forno a pulire l'area e non l'azienda preposta. Più in generale, tutta Via Bassa Tambura è una discarica: anche nei pressi della cartiera al bivio di Casette sono presenti numerosi sacchi di rifiuti nascosti tra i cespugli; i cassonetti di Canevara, invece, traboccano di materiale edile. Stesso copione anche nei pressi della vecchia segheria Albatros, poco prima di Poggio Piastrone. I fatti in questione non sono una novità, sono all'ordine del giorno e si inseriscono in un contesto, oltreché di inciviltà da parte di alcuni cittadini, di forte sofferenza da parte di Asmiu. Ormai quasi quotidianamente assistiamo a scene analoghe anche per il centro cittadino, con le isole ecologiche che sono diventate vere e proprie isole di rifiuti. La situazione è critica a causa di problemi organizzativi, è stato rilevato un elevato numero di assenze del personale, segnalazioni continue di mancato ritiro dei rifiuti nei condomini, con lamentele sulla gestione del porta a porta. L'esasperazione dei cittadini a causa di questi disservizi potrebbe aver portato a scaricare i rifiuti in montagna, cosa che non deve diventare comunque un alibi da parte dell'azienda. Sicuramente, i problemi di Asmiu lasciano intendere a cittadini poco sensibili un calo di attenzione nella raccolta rifiuti e quindi risulta necessario che l’azienda sia al più presto riorganizzata per renderla efficiente e affidabile. C’è la necessità di adeguare il sistema dei controlli che individui i responsabili degli abbandoni di rifiuti, sanzionando quando necessario. L’uso di telecamere potrebbe essere uno strumento per combattere il fenomeno. Segnaliamo inoltre che, sempre a Forno, vicino ai cassonetti posti poco sopra il campo sportivo del paese, nella località conosciuta come “Canal dal matto”, una discreta quantità di amianto giace abbandonato sull'asfalto. Anche nei pressi della già citata Cartiera si trova un sacchetto con dell'amianto all'interno. Ricordiamo che l'abbandono di amianto è un reato penale in Italia, punito severamente dal Codice dell'Ambiente. Chiunque, privato o impresa, abbandoni o depositi in modo incontrollato materiali contenenti amianto rischia l'arresto fino a due anni e ammende elevate che possono superare i 52.000 euro. Sappiamo benissimo le conseguenze che può portare un contatto con questo tipo di materiale: ricerche ed evidenze cliniche hanno reso palese la correlazione fra l’inalazione di fibre di amianto e lo sviluppo di diverse malattie, oncologiche e non oncologiche, prevalentemente a carico dell’apparato respiratorio.
Chiediamo alle istituzioni preposte, in particolare all'assessore all'ambiente Acerbo, una presa di posizione e una pronta rimozione del materiale per tutelare la salute dei cittadini e dell'ambiente.
Adesso che la Luna è tramontata, c'è bisogno che l'amministrazione torni sulla Terra e si occupi dei bisogni reali dei cittadini che si sentono abbandonati sempre più a se stessi.
Circolo della Montagna Rifondazione Comunista

In un contesto internazionale segnato in modo crescente da continui conflitti, passando da una Terza guerra mondiale a p...
31/03/2026

In un contesto internazionale segnato in modo crescente da continui conflitti, passando da una Terza guerra mondiale a pezzi ad un vero e proprio conflitto su scala planetaria, e dalla ritirata del diritto internazionale, somigliando sempre più ad un orpello, e dalla legge del più forte, ha ancora senso appellarsi alla diplomazia per risolvere le controversie internazionali?
Perché il cosiddetto mondo occidentale adotta un doppio standard quando si tratta di giudicare i conflitti internazionali?
Per rispondere a questi interrogativi, e a numerosi altri, organizziamo una iniziativa per sabato 18 aprile, dalle ore 17:00, alla Casa del Popolo di Casette.
La giornata sarà strutturata nel seguente modo:
ritrovo alle ore 17 in Piazza del Casotto e breve corteo nel paese
ore 18 incontro con:
. Maya Issa, presidente studenti palestinesi in Italia
. Benedetta Sabene, giornalista e analista internazionale
. Roberto Musacchio, Stop Rearm Europe
. Massimo Gianfranceschi, Associazione Italia Cuba, circolo Mario Giannelli di Pietrasanta;
ore 20 cena sociale su prenotazione, obbligatoria, entro mercoledì 15 aprile al numero indicato; opzione anche vegetariana, specificare al momento della prenotazione
ore 21:30, musica dal vivo

Vi aspettiamo numerosi!

CASETTE: NUOVO CEDIMENTO SULLA STRADA COMUNALEAncora una volta, ci troviamo nella necessità di denunciare gravi disagi l...
16/02/2026

CASETTE: NUOVO CEDIMENTO SULLA STRADA COMUNALE

Ancora una volta, ci troviamo nella necessità di denunciare gravi disagi lungo le strade delle nostre montagne e potenziali rischi per i cittadini. Qualche giorno fa, un tratto di carreggiata lungo la strada comunale per Casette ha avuto un cedimento. La zona è stata delimitata e adesso, probabilmente, verrà abbandonata a se stessa come successo con le frane e gli smottamenti precedenti. Tutto questo, chiaramente, sulle spalle di cittadini sempre più esasperati. Aggrava ancor più la situazione la vicinanza del nuovo cedimento ad alcune abitazioni, senza considerare il fatto che lo scivolamento è avvenuto in prossimità di una curva, e nemmeno un semaforo è stato installato. Come già denunciato in precedenza, sono eventi non più straordinari ma diventati, purtroppo, la normalità. Anche i dati ce lo testimoniamo. Secondo Ispra, Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il 16% del territorio regionale sarebbe a rischio, elevato o molto elevato, di frane; 154.000 sono le persone coinvolte. Se guardiamo i dati della nostra città scopriamo che il 17% del territorio comunale è classificato come zona a pericolosità elevata di frane, con una popolazione al proprio interno pari a 4074 abitanti, mentre l'8,6% del territorio è classificato come territorio a pericolosità molto elevato, con una popolazione di 2245 abitanti. In totale, il 25,6% del territorio del nostro comune è a rischio elevato o molto elevato di frane, con 6319 abitanti coinvolti, il 9,3% dell'intera popolazione del Comune di Massa. Questi numeri fanno della nostra città il comune toscano con più popolazione in aree a rischio frane, davanti a Camaiore, Lucca e Carrara; un primato non certo invidiabile. Ancora, sempre nel nostro Comune sarebbero 897 gli edifici a rischio in aree a pericolosità molto elevata (4,5%), mentre 1557 sarebbero nelle aree a pericolosità elevata (7,9%). Allargando lo sguardo al numero degli eventi estremi registrati nel 2025 nel nostro Comune, si scopre che Massa è stata inclusa tra i primi dieci comuni italiani (con popolazione tra 50 e 150 mila abitanti) più colpiti da eventi estremi nel 2025, a causa di una crescente esposizione a fenomeni intensi e carenze nella pianificazione del territorio. Si tratta, a questo punto, di una condizione geologica permanente che richiederebbe un monitoraggio continuo e una gestione attenta del territorio, volta alla prevenzione più che alla sola risposta all’emergenza. Infatti, i cambiamenti climatici, intensificando i fenomeni meteorologici estremi, vanno ad aggravare il già grave dissesto idrogeologico presente sul nostro territorio. Consumo di suolo (aumentato negli ultimi anni), cementificazione e scarsa manutenzione completano il desolante quadro. In tutto questo, l'amministrazione continua a non prendere sul serio il problema, limitandosi a rincorrere l'emergenza, senza uno studio serio e senza nessuna azione preventiva volta a mettere realmente in sicurezza il territorio. Ricordiamo che nessun progetto PNRR sul dissesto idrogeologico e sulla transizione ecologica è stato presentato, così come continua a mancare un piano di adattamento climatico. La politica portata avanti va nella direzione esattamente contraria, lasciando alla mercé delle avversità 6319 cittadini, facendo pagare loro scelte errate o volutamente mancate.
È arrivato il momento di invertire la rotta e restituire una sacrosanta sicurezza alla collettività; quella sicurezza che tanto sbandierano le attuali forze di governo e che, invece, alla prova dei fatti, non sono in grado di garantire.

Circolo della Montagna Rifondazione Comunista

AUTOBUS IN MONTAGNA, CONTINUI DISAGIAltre lamentele sono giunte in questi giorni per quanto riguarda gli autobus in mont...
28/01/2026

AUTOBUS IN MONTAGNA, CONTINUI DISAGI

Altre lamentele sono giunte in questi giorni per quanto riguarda gli autobus in montagna: un argomento, da sempre, molto spinoso. Alcune persone anziane che vivono, o scendono a trovare familiari, alla fermata delle Capannelle lamentano alcune problematicità. Sebbene siano presenti due punti sosta non molto lontani, per una persona mediamente in salute, rispetto alla loro destinazione, questi cittadini fanno presente che sarebbe bene se venisse inserita un'altra sosta intermedia, in modo da permettere a persone anziane, e con problemi di salute, di raggiungere la loro destinazione più agevolmente. Ricordano che diversi anni fa gli autobus fermavano proprio nel punto da loro adesso indicato, quando un ragazzo che viveva lì andava a scuola. Fanno presente un'altra criticità: le fermate che ci sono adesso, scendendo da monte, risultano in curva, per cui non sarebbero nemmeno del tutto sicure; anche a detta degli stessi autisti. Se a questo aggiungiamo il fatto che gli automobilisti che frequentano la zona non rispettano quasi mai il limite di velocità, abbiamo un quadro decisamente preoccupante della situazione.
A Casette, invece, dopo che la frana dello scorso novembre ha investito la strada comunale che raggiunge il paese, il Comune non ha ancora provveduto a ripristinare il tratto, gli autobus raggiungono l'abitato attraverso la via del bacino marmifero. Arrivano sì in paese, ma terminano la corsa a metà percorso, in piazza del Casotto, quando invece potrebbero benissimo percorrere tutta la tratta fino al cimitero per poi tornare indietro. Lo spazio, per le manovre necessarie, sarebbe tranquillamente sufficiente. Anche in questo caso sono per lo più persone anziane, gravate da buste della spesa piene, a doversi sobbarcare una “passeggiata” del tutto fuori programma e del tutto evitabile.
Lo scorso 7 gennaio sono entrati in vigore nuovi orari per gli autobus della nostra provincia: sono state potenziate alcune corse, anche in Lunigiana, ma nulla è stato fatto per quanto riguarda i paesi montani di Massa. Era così necessario potenziare le linee 60 e 61, che collegano il centro di Massa, la stazione e Marina di Massa, passando da un autobus ogni trenta minuti ad uno ogni venti? Si è previsto di potenziare anche le linee che collegano le località turistiche, durante la stagione estiva, di tutto il litorale. Tutto questo mentre le linee che portano ai paesi montani sono lasciate ai margini e i cittadini lamentano carenze di corse. Addirittura, la domenica non è prevista nessuna corsa la mattina, rendendo di fatto impossibile il semplice fatto di recarsi in città per acquistare il giornale, come lamenta qualcuno. Tutto questo si inserisce in uno sfondo di continue tensioni con i sindacati. L'azienda, Autolinee Toscane, è stata accusata di aver subappaltato una linea in Lunigiana, nonostante fosse di propria competenza, e di non aver tenuto fede alla promessa di rinnovo completo del parco mezzi; annuncio sbandierato nel momento in cui è subentrata nella gestione del trasporto locale. Dal novembre 2021, in poco più di quattro anni, è stato sostituito soltanto il 50% dei mezzi a disposizione. Senza considerare che le ultime estati sono state segnate da serie continue di corse soppresse, dovute al mancato funzionamento dei climatizzatori su veicoli in cui i finestrini, ridotti o assenti per la presenza dell’aria condizionata, non consentivano alcuna alternativa per il ricambio d’aria. L’azienda, accusano i sindacati, mostra gravi carenze gestionali e organizzative, esasperate dai continui cambi ai vertici che impediscono una programmazione stabile. Anziché affrontare le difficoltà, si tende a scaricare le responsabilità sul personale, che rappresenta invece la vera forza del servizio pubblico. In tutto questo, personale e cittadini pagano la “furbizia” dell'azienda, nel silenzio assordante delle istituzioni.

Circolo della Montagna Rifondazione Comunista

15/01/2026

❗️Il 24 gennaio saremo tutte e tutti vicini ai 37 denunciati e scenderemo in piazza contro ogni forma di repressione del dissenso. Mentre, attualmente, il governo sta lavorando su un nuovo pacchetto che prevede ulteriori inasprimenti delle pene.

❗️LA PROTESTA NON È REATO❗️

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ANCHE SE VI CREDETE ASSOLTI, SIETE LO STESSO COINVOLTI In questi giorni sono state notificate 37 denunce a carico di com...
11/01/2026

ANCHE SE VI CREDETE ASSOLTI, SIETE LO STESSO COINVOLTI

In questi giorni sono state notificate 37 denunce a carico di compagni, compagne, e attivisti che lo scorso 3 ottobre hanno manifestato, pacificamente e legittimamente, contro il genocidio in Palestina e contro il blocco, illegale, della Global Sumud Flottilla da parte di Israele. È stato un corteo partecipatissimo da parte di tutta la cittadinanza democratica e pacifica di Massa, svoltosi nel pieno rispetto della legalità. Quello che sta accadendo è un atto gravissimo di intimidazione che non può passare sotto traccia da nessuno che si dichiari democratico. È evidente che si sta cercando di silenziare il dissenso, in maniera coerente con la natura fascista di questo governo, ma non riusciranno a chiudere la bocca di chi, come noi, non ha intenzione di voltarsi dall'altra parte perché dalla parte giusta della Storia. Un altro fatto gravissimo è accaduto a Massa oggi: un adesivo con una svastica nazista è stato trovato sulla bacheca del circolo di Rifondazione di Massa Centro e del circolo Arci 31 settembre. Non è una bravata, ma un atto voluto che si richiama a un'ideologia criminale. È preoccupante questo rigurgito fascista e verso di loro, sì, va usata tolleranza zero, e non con chi manifesta pacificamente contro un genocidio; siamo veramente all'assurdo. Ricordiamo che la nostra Costituzione è fieramente antifascista, nata dalla Resistenza, e in quanto tale non c'è spazio, e MAI ci sarà, per nessuna forma di nostalgia del ventennio; chi lo fa è chiaramente fuori dalla legalità costituzionale.

Circolo della Montagna della Rifondazione Comunista

29/12/2025
28/12/2025

Il bilancio di fine anno del Circolo della montagna Rifondazione Comunista Massa: "Come da tradizione, anche quest'anno è arrivato il momento dei bilanci: bilancio che non può essere che negativo per quanto riguarda l'amministrazione del comune di Massa. La montagna, infatti, sta continuando ad as...

TEMPO DI BILANCI, E BOCCIATURECome da tradizione, anche quest'anno è arrivato il momento dei bilanci: bilancio che non p...
28/12/2025

TEMPO DI BILANCI, E BOCCIATURE

Come da tradizione, anche quest'anno è arrivato il momento dei bilanci: bilancio che non può essere che negativo per quanto riguarda l'amministrazione del Comune di Massa. La montagna, infatti, sta continuando ad aspettare risposte che seguitano a non arrivare. Le forti piogge della metà di novembre, ormai un mese e mezzo fa, hanno aggravato la già disastrosa situazione delle nostre montagne. A Casette la strada principale è ancora chiusa al traffico, creando quindi enormi disagi alla popolazione; strada che, rammentiamo ancora una volta, è comunale. Nulla è stato fatto, se non delimitare la zona con una misera segnaletica. Ricordiamo che una famiglia da un mese e mezzo è costretta a vivere fuori casa e nessuna risposta seria e concreta ad oggi è arrivata. Gli autobus arrivano sì in paese, passando per il bacino marmifero, ma lasciano scoperto dal servizio mezzo centro abitato costringendo così studenti e anziani, spesso gravati da buste della spesa piene, ad una “passeggiata” fuori programma. È già stato chiesto, ma rilanciamo: chiediamo che gli autobus coprano l'intero percorso, arrivando fino al cimitero, visto che in passato in situazioni simili si procedeva in questo modo e visto che lo spazio a disposizione lo permette. Non vediamo il motivo per cui non si possa procedere in questa maniera anche stavolta. Nulla è stato fatto neppure negli altri centri abitati della montagna: a Canevara la frana sopra il mulino invade ancora il viottolo pedonale e la carreggiata, senza considerare il fatto che è praticamente a ridosso di un'abitazione, anche questa inagibile. Lo stesso a Forno e nella frazione di Ilci, dove ormai non si contano più i numerosi smottamenti che segnano la strada, rendendo di fatto una sfida anche il semplice rientro a casa. Lo ribadiamo, nulla è stato fatto in questo mese e mezzo da parte dell'amministrazione Persiani. La montagna non viene neppure presa in considerazione: NESSUN progetto PNRR sul dissesto idrogeologico è stato presentato da questa maggioranza, mentre, invece, si sceglie di distruggere un'area verde, utilizzata dai pazienti di Casa Ascoli, consumando ulteriore suolo, per costruire una palazzina per combattere l'emergenza abitativa quando invece il Comune ha già a disposizione degli appartamenti vuoti. Insomma, il bilancio di fine anno non può essere più negativo di così, pesando di fatto sulle spalle dei cittadini. Per l'Epifania carbone assicurato.

Circolo della Montagna Rifondazione Comunista

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Massa
54100

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