11/04/2026
"Nel parco del Cilento, ad Ascea nasceva con Parmenide e Zenone la filosofa dell'essere.
Virgilio raccontava la Sila nelle georgiche.
Ungaretti, per descrivere il Cilento parlava degli uomini che lo abitavano nelle loro caratteristiche sociali che sono comuni a tutta la cultura appenninica.
Manzoni, al contrario, nel descrivere il Resegone lo racconta dal basso, come una montagna inaccessibile, da ammirare più che da vivere.
È una distinzione importante. L'Appennino è, tra le grandi catene montuose europee, la montafna dell'uomo, trasformata dall'uomo che ha trasformato l'uomo.
È una identità comune che si racconta nei collegamenti tra le identità e le storie.
Qualche giorno fa a Velia abbiamo, insieme al Presidente Giuseppe Pino Coccorullo, messo le basi per rilanciare il cammino religioso che dalla valle del Noce e dal lagonegrese collega l'Appennino Lucano con il Cilento.
È un esempio ma se ne potrebbero fare altri.
L'Appennino è l'identità nazionale, l'ha costruita e la racconta.
Oggi noi costruiamo un intesa tra il Parco dell'Appennino Lucano, il Parco del Matese, il Parco del Cilento, il Parco del Gargano, il Parco dell'Alta Murgia, il Parco della Sila, il Parco dell'Aspromonte, il Parco del Matese, il Parco del Pollino e Legaambiente Nazionale con la benedizione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per programmare insieme le politiche ambientali e di valorizzazione territoriale"