13/09/2026
๐ ๐๐ ๐๐ซ๐ข๐จ๐๐ก๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐จ๐ฆ๐๐ง๐ข๐๐ โ ๐๐ฎ๐๐ซ๐ข๐๐ ๐ฌ๐๐ญ๐ญ๐ข๐ฆ๐๐ง๐๐ฅ๐
๐ ๐๐ช๐ง๐ญ๐ฆ๐ด๐ด๐ช๐ฐ๐ฏ๐ช ๐ญ๐ฆ๐จ๐จ๐ฆ๐ณ๐ฆ, ๐ฎ๐ข ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ต๐ณ๐ฐ๐ฑ๐ฑ๐ฐ
Dopodomani ricomincia la scuola.
E con lei ricominciano le sveglie troppo presto, gli zaini che pesano piรน dei bambini che li portano, i genitori che urlano โรจ tardi!โ giร alle 7.15 e quella meravigliosa invenzione chiamata compito delle vacanze, che evidentemente ha deciso di non andare mai in pensione.
Insomma, รจ settembre. ๐
Ma dietro a tutto questo cโรจ qualcosa di molto piรน serio.
Perchรฉ dopodomani milioni di ragazzi torneranno a sedersi davanti a un banco. E gli adulti dovrebbero ricordarsi che non stanno semplicemente tornando a studiare.
Stanno tornando in uno dei luoghi nei quali impareranno a diventare grandi.
La scuola insegna matematica, storia, italiano, scienze. Ma dovrebbe insegnare anche qualcosa che non si trova facilmente scritto nei programmi ministeriali: a pensare, a discutere, a sbagliare, a ricominciare.
A scoprire che non tutte le risposte arrivano subito.
Che una cosa puรฒ essere difficile e valere comunque la pena di essere fatta.
Che non siamo tutti uguali, ma proprio per questo possiamo imparare gli uni dagli altri.
E soprattutto dovrebbe aiutare un ragazzo a capire che cosa vuole fare della propria vita.
Non necessariamente quale lavoro farร .
Prima ancora: per che cosa vale la pena impegnarsi.
Perchรฉ forse รจ questa la cosa che manca piรน di tutte ai ragazzi di oggi: non le opportunitร , non le informazioni, non gli strumenti.
Le idee.
Idee abbastanza grandi da far ve**re voglia di alzarsi dal letto la mattina e provare a costruire qualcosa.
E qui, inevitabilmente, torniamo a noi.
Perchรฉ la scuola puรฒ fare moltissimo, ma non puรฒ fare tutto da sola.
Servono insegnanti che credano nel proprio lavoro, famiglie che sappiano esserci e una societร che smetta di considerare i ragazzi alternativamente come โil nostro futuroโ oppure come un problema da risolvere.
Sono persone. Adesso.
E hanno bisogno che qualcuno gli dica non soltanto โstudia, perchรฉ ti servirร โ, ma anche โprova, cerca, sbaglia, sogna: noi siamo qui.โ
Dopodomani riapriranno i cancelli.
Dentro entreranno bambini e ragazzi con zaini pieni di libri, aspettative, paure, sogni e qualche inevitabile insufficienza.
Facciamo in modo che, quando usciranno da quei cancelli, qualche anno dopo, abbiano trovato anche un motivo per credere in qualcosa.
Buon anno scolastico a tutti.
Agli studenti, innanzitutto.
E agli adulti, che hanno il compito โ mica tanto piccolo โ di esserci.
๐ฑ Buona domenica,
G.