14/06/2026
๐ ๐๐ ๐๐ซ๐ข๐จ๐๐ก๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐จ๐ฆ๐๐ง๐ข๐๐ โ ๐๐ฎ๐๐ซ๐ข๐๐ ๐ฌ๐๐ญ๐ญ๐ข๐ฆ๐๐ง๐๐ฅ๐
๐ ๐๐ช๐ง๐ญ๐ฆ๐ด๐ด๐ช๐ฐ๐ฏ๐ช ๐ญ๐ฆ๐จ๐จ๐ฆ๐ณ๐ฆ, ๐ฎ๐ข ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ต๐ณ๐ฐ๐ฑ๐ฑ๐ฐ
Sono iniziati i Mondiali.
Sรฌ, lo so cosa state pensando: quelli senza l'Italia.
Ormai siamo diventati un po' come quelli che ripetono che il Festival di Sanremo non lo seguono piรน.
Poi il giorno dopo sanno tutte le canzoni a memoria.
Perchรฉ, comunque, il Mondiale resta il Mondiale.
ร una di quelle cose che riescono ancora a fermare il tempo.
Bandiere alle finestre, discussioni al bar, pronostici improbabili, tifosi che diventano improvvisamente esperti di geopolitica perchรฉ hanno scoperto dov'รจ il Burkina Faso dal girone H.
Il calcio, del resto, รจ una cosa seria.
O meglio: รจ una cosa tremendamente inutile, e forse proprio per questo tremendamente seria.
Per novanta minuti ci si dimentica delle bollette, delle riunioni, dei problemi e perfino delle notifiche del telefono.
Si soffre per undici persone in pantaloncini che rincorrono un pallone.
Detta cosรฌ sembra una follia.
E infatti lo รจ.
Ma le passioni sono fatte cosรฌ.
Poi certo, noi italiani guarderemo tutto con quel misto di nostalgia, invidia e spirito critico che ci contraddistingue.
Diremo che una volta era meglio, che il VAR ha rovinato il calcio e che comunque il centravanti della nazionale lo avremmo segnato anche noi.
Dal divano, naturalmente.
โฝ Buon Mondiale a chi lo guarderร .
E un pensiero affettuoso alla nostra Nazionale: ci vediamo tra quattro anni. Forse.
๐ฑ Buona domenica,
G.