ANPI Mazara "Comandante Petralia"

ANPI Mazara "Comandante Petralia" Pagina ufficiale dell'ANPI di Mazara del Vallo, intitolata al "Comandante Petralia" Vincenzo Modica

Prendere posizione📣ANPI: il fascismo non è una goliardata. La memoria e i valori della Costituzione non possono essere m...
08/09/2026

Prendere posizione

📣ANPI: il fascismo non è una goliardata. La memoria e i valori della Costituzione non possono essere messi sullo stesso piano della propaganda fascista

Non è purtroppo una novità che richiami al fascismo e al duce trovino spazio non soltanto nelle manifestazioni di carattere politico, ma anche in contesti di intrattenimento e di aggregazione.

È quanto accaduto recentemente "all'Approdo Dei Saraceni", noto lido balneare del territorio compreso tra Mazara del Vallo e Campobello di Mazara: alla presenza di numerosi giovani, è stata intonata Faccetta nera.

Riteniamo importante ribadire che riproporre, nel corso della stessa serata, anche Bella Ciao non significa affatto mettere in pratica una sorta di par condicio. Non sono infatti sullo stesso piano un canto divenuto simbolo della Resistenza e un brano legato alla propaganda del regime fascista e alla guerra coloniale.

La Presidenza provinciale dell'ANPI, la presidente della sezione di Mazara del Vallo e i presidenti delle sezioni di Castelvetrano-Campobello e Marsala, esprimono la propria ferma condanna per quanto accaduto.

Episodi di questo genere non possono essere considerati semplici bravate: richiamano una storia di dittatura, violenza, discriminazione e negazione dei valori costituzionali conquistati con il sangue delle partigiane e dei partigiani, delle antifasciste e degli antifascisti.

Per questo non intendiamo limitarci a condannare a parole quanto accaduto.

Crediamo sia necessario che tutte le forze democratiche, politiche, sociali e associative delle nostre comunità contribuiscano, ciascuna per la propria parte, a mantenere viva la memoria e a contrastare ogni forma di normalizzazione della cultura fascista.
In questo percorso, la scuola rappresenta un presidio fondamentale della democrazia e della Costituzione.

🎓L'educazione alla conoscenza della storia della dittatura, della Resistenza e della nascita della Repubblica non può essere considerata una semplice attività didattica, ma costituisce un passaggio essenziale per la formazione della coscienza civile delle nuove generazioni.

📚LANPI continua, come gia fa da anni, a collaborare con diversi istituti delle nostre citta, mettendo a disposizione delle scuole progetti, testimonianze, documentazione e occasioni di confronto.

👩‍🎓👨‍🎓Auspichiamo che queste opportunità di approfondimento e riflessione sui tragici eventi del passato possano essere sempre accolte e valorizzate. Diversamente, si rischia di impoverire la crescita civica delle studentesse e degli studenti.

✍️Chiediamo inoltre a chi ricopre responsabilità istituzionali di non sottrarsi al proprio ruolo. Di fronte a manifestazioni che richiamano il fascismo e il duce, è importante che le istituzioni democratiche facciano sentire con chiarezza la propria voce, nel rispetto dei principi costituzionali che sono chiamate a rappresentare e tutelare.

L'ANPI continuerà a fare la propria parte. Ma oggi, più che mai, è necessario che ciascuno faccia la propria.

Il presente comunicato viene trasmesso al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mazara del Vallo affinché, per quanto di competenza, possa essere valutata l'eventuale sussistenza di profili rilevanti ai sensi della normativa vigente, anche con riferimento alla cosiddetta legge
Scelba.

Pres. Prov. ANPI
Aldo Virzi

Pres. ANPI di Mazara del Vallo
Tiziana Giacalone

Pres. ANPI di Castelvetrano-Campobello
Giuseppe Favara

Pres. ANPI di Marsala
Gaspare Galfano

100 anni fa nasceva Tina Merlin🗓️Il 19 agosto 1926 a Trichiana (BL) nasceva la partigiana, scrittrice e giornalista Tina...
19/08/2026

100 anni fa nasceva Tina Merlin
🗓️Il 19 agosto 1926 a Trichiana (BL) nasceva la partigiana, scrittrice e giornalista Tina Merlin.

📣Soprannominata la “Cassandra del Vajont” per le sue inchieste giornalistiche di denuncia sulla pericolosità della diga del Vajont, Tina Merlin era entrata nella Resistenza col fratello "Toni" (che sarebbe poi caduto combattendo contro i nazifascisti al comando del Battaglione "Manara").

🚲Dal luglio 1944 alla Liberazione, Tina è stata una coraggiosa staffetta; coraggio e determinazione che avrebbe mantenuti anche quando, nel dopoguerra, si sarebbe dedicata al giornalismo.

🧑‍🧒Sposata col partigiano Aldo Sirena, che era stato tra i fondatori del CLN di Belluno, ebbe da lui un figlio a cui fu imposto il nome Antonio, in memoria del fratello caduto nella Resistenza.

✍️La carriera giornalistica di Tina Merlin cominciò con la pubblicazione di racconti nella "Pagina della donna" de l'Unità.

🗞️Dal 1951 al 1982 ha lavorato nel quotidiano comunista a Belluno, Milano, Vicenza e Venezia.

🌺Consigliere provinciale a Belluno dal 1964 al 1970, Tina Merlin ha pubblicato numerosi saggi, dedicati prevalentemente al ruolo delle donne nella Resistenza; ma più che per la sua produzione letteraria è ricordata per aver messo in luce la verità sulla costruzione della diga del Vajont, che provocò la tragedia di Longarone.

👨‍⚖️Inascoltata dalle istituzioni, la giornalista fu denunciata per "diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico". Processata per i suoi articoli sul quotidiano comunista, fu assolta dal Tribunale di Milano.

🌊Dopo la strage del Vajont, avvenuta il 9 ottobre 1963, Tina Merlin tentò di pubblicare un libro sulla vicenda. Il titolo del volume era “Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe”; soltanto nel 1983 trovò un editore.

📋Nel 1992 è stata fondata, in memoria della valorosa giornalista, una associazione culturale a lei intitolata. Grazie anche a Mario Rigoni Stern, il libro autobiografico della Merlin, La casa sulla Marteniga, è stato pubblicato postumo. Sono intitolati a Tina Merlin la scuola materna del Comune di Vajont (Pordenone) e il circolo ARCI di Montereale Valcellina (PN).
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https://www.anpi.it/biografia/clementina-merlin?

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16/08/2026

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La strage di Castiglione di Sicilia del 12 agosto 1943 Catania
14/08/2026

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Catania

Nuove ipotesi sulla strage nazista del 1943 a Castiglione di Sicilia: per studiosi e Anpi l'eccidio di 16 civili fu pianificato, non casuale

Irma Bandiera. Bastava un nome
14/08/2026

Irma Bandiera.
Bastava un nome

Bastava un nome.

82 anni fa esatti, il 14 agosto 1944 i fascisti portano Irma Bandiera davanti alla casa dei suoi genitori, al Meloncello di Bologna. Sono sei giorni e sei notti che la torturano. Le offrono di rientrare da suo padre e sua madre: bastava che rivelasse un nome.

Non risponde. La accecano con una baionetta e le sparano addosso a pochi passi da casa. Il corpo resta in strada un giorno intero, come monito.

Aveva ventinove anni. Era “Mimma”, della 7ª Brigata GAP di Bologna. Non fece un solo nome: nessuno dei suoi compagni fu preso grazie al suo sacrificio.

Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria:

«Prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi per la lotta nel nome della libertà, si batté sempre con leonino coraggio. Catturata in combattimento dalle SS. tedesche, sottoposta a feroci torture, non disse una parola che potesse compromettere i compagni. Dopo essere stata accecata fu barbaramente trucidata e il corpo lasciato sulla pubblica via. Eroina purissima degna delle virtù delle italiche donne, fu faro luminoso di tutti i patrioti bolognesi nella guerra di liberazione.»
Meloncello, 14 agosto 1944

🔍 La sua biografia: www.anpi.it/biografia/irma-bandiera




SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944Erano le sette del mattino. Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto...
12/08/2026

SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944

Erano le sette del mattino.

Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto a fare da guida. Rastrellarono le case una per una, radunarono le famiglie nelle stalle e sul sagrato della chiesa, e le mitragliarono. Sui corpi gettarono le bombe a mano, poi le panche della chiesa, poi la benzina, e diedero fuoco.

In poco più di tre ore.

560 persone. Oltre 130 bambini.

La più piccola si chiamava Anna Pardini e aveva venti giorni.

Don Innocenzo Lazzeri si offrì al posto dei suoi parrocchiani: lo uccisero con loro. Genny Bibolotti Marsili scagliò uno zoccolo in faccia a un SS per dare a suo figlio Mario, sei anni, il tempo di scappare: Mario si salvò, lei no. Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

Poi il silenzio, per cinquant’anni. Le carte dell’inchiesta finirono chiuse nell’”armadio della vergogna”, ritrovato solo nel 1994 in uno scantinato della Procura militare di Roma.

Nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia condannò all’ergastolo dieci ex SS. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere: la Germania non li ha mai estradati e nel 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato tutto.

Per questo la memoria non è e non può essere un rito.

Oggi Sant’Anna è Parco Nazionale della Pace. Le case bruciate sono rimaste dove erano. Ci si sale a piedi, e si legge una lapide dopo l’altra: interi cognomi ripetuti dieci, dodici volte. Famiglie cancellate in una mattina d’agosto.

Onore ai martiri di Sant’Anna di Stazzema.





La strage di Sant’Anna di Stazzema e i fascicoli sugli altri crimini nazifascisti ritrovati nel cosiddetto “armadio dell...
12/08/2026

La strage di Sant’Anna di Stazzema e i fascicoli sugli altri crimini nazifascisti ritrovati nel cosiddetto “armadio della vergogna”.

All'alba del 12 agosto 1944, tre reparti della 16ª divisione Panzergrenadier «Reichsführer-SS», accompagnati da bande di fascisti, circondano l'abitato di Sant'Anna, frazione del comune di Stazzema (LU). In poche ore vengono massacrate 560 persone, in gran parte donne, anziani e bambini.

Nel 1994 viene scoperto a Roma, negli scantinati di palazzo Cesi, sede della Procura militare, un armadio contenente 695 fascicoli sui crimini nazifascisti in Italia fra il 1943 e il ’45.

Sull’occultamento dei fascicoli ritrovati nel cosiddetto “armadio della vergogna”, ha indagato una Commissione bicamerale d’inchiesta istituita nel 2003.

Per iniziativa della Camera, dal 2016 la relativa documentazione è stata progressivamente declassificata e resa disponibile attraverso il sito dell’Archivio storico, a questo link:

https://bit.ly/Stazzema_12081944

L’accesso ai documenti avviene tramite autenticazione SPID o documento d’identità, con invio della copia digitale via email.

11/08/2026
11/08/2026
06/08/2026

Ciao Francesco, ci hai regalato voli di bellezza, passione civile, umanità, amore da vivere fino in fondo.
Grazie.

Indirizzo

Genova
91026

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