19/06/2026
- Per non dimenticare -
In occasione dell’82° anniversario della Liberazione dei comuni di Gavorrano e Scarlino (21 e 22 giugno 1944), la Sezione ANPI Agresti Campori, nel ricordare questo evento fondamentale per la storia del nostro territorio, propone una riflessione sul significato dello stesso.
La Liberazione ha costituito il punto di transizione dal regime fascista, che ha insanguinato il nostro territorio fin dall’anno 1921 (con le uccisioni di Gabriello Dani e Giovanni Pastasio, in relazione a violenze squadriste), ai primi tentativi di riorganizzazione democratica del territorio, guidata dal CLN.
I giovani in particolare, cresciuti nell’indottrinamento pervicace e pervasivo del regime fascista, con l’eccezione di quelli che avevano scelto e sperimentato la vita alla macchia e la Resistenza, di sicuro non avevano esperienza diretta di modalità diverse di vivere lo Stato nè di libere relazioni tra i generi, nè delle dinamiche fra le classi sociali nè della fisiologica e manifesta diversità degli umani, nel pensiero e nel sentimento.
Erano cresciuti, maschi e femmine, con il modello standard proposto ed imposto dal regime fascista, un modello violento, intollerante, razzista e bellicista, che non prevedeva scelte alternative.
Eppure hanno contribuito a rovesciare la società, il 2 giugno del 1946, scegliendo la Repubblica e partecipando massicciamente al voto (cosa che non tutti si aspettavano, dalle donne in particolare, ritenute a torto impreparate e poco interessate alla politica).
La nascita della Repubblica è stato il risultato di un lungo processo storico che, nel nostro territorio ha avuto un doloroso costo: il tributo di sangue versato da Dante Campori, Flavio Agresti, Primo Moscatelli e Erminio Lelli, pochi giorni prima dell’arrivo delle truppe angloamericane.
Siamo in debito verso questo nostro passato, ma i debiti si possono saldare con l’impegno nel presente e con una visione coerente del futuro della Repubblica, la casa di noi tutti.
Sempre ricordando che la civiltà di un Paese non coincide necessariamente con il progresso tecnico e scientifico, ma è costituita piuttosto dalla capacità di relazionarsi con rispetto mettendo l’ESSERE UMANO, le sue necessità e la sua dignità al centro delle scelte e delle azioni, come sancito dalla nostra Costituzione.
La Presidente ed il Direttivo
Sezione ANPI Agresti Campori
Gavorrano Scarlino
Scarlino, 15.06.2026