Battaglia del fiume Metauro 207 a.c.

Battaglia del fiume Metauro 207 a.c. La Battaglia del Metauro fu uno scontro decisivo della seconda guerra punica tra Roma e Cartagine 🏛️🇮🇹 Ma l'infamia dell'uno ha eclissato la gloria dell'altro.

L'importanza della Battaglia del Metauro è riconosciuta presso gli storici. È inclusa in Le quindici decisive battaglie del mondo di Edward Creasy (1851), per il fatto che effettivamente rimosse la minaccia cartaginese all'ascesa romana verso il dominio globale, lasciando Annibale isolato in Italia. La Battaglia del Metauro è molto offuscata da altre battaglie della seconda guerra punica, come l'i

ncredibile vittoria di Annibale nella Battaglia di Canne o la sua definitiva sconfitta a Zama. Nonostante ciò, gli effetti della vittoria di Nerone e Salinatore al Metauro hanno acquistato un significato notevole presso gli storici, non solo nella storia di Roma, ma in quella di tutto il mondo. Lo scontro del Metauro vide Roma, per la prima volta, vincere una battaglia campale in Italia dall'inizio della guerra. Il tentativo di inviare rinforzi ad Annibale era fallito e Roma ne poteva solo beneficiare anche di fronte agli alleati italici. Il Metauro «fu un evento decisivo nella storia mondiale e una vera benedizione per Roma», come sostiene lo Scullard. "..Il console Nero, fu colui che fece una marcia ineguagliabile che ingannò Annibale e ingannò Asdrubale, realizzando così un risultato quasi senza pari negli annali militari. Al suo ritorno, ad Annibale, apparve la scena sconvolgente della testa di Asdrubale gettato nel suo campo. Annibale però non si sconvolse, ma esclamò, con un sospiro, che "Roma sarebbe ora la padrona del mondo". Forse per questa vittoria di Nerone fu dovuto poi il nome omonimo di Nerone imperatore (Nero). Quando si sente il nome di Nerone, chi pensa al console? Ma queste sono cose umane.." (Lord Byron 1788 – 1824)

Fonti e link utili:
www.warfare.it

🇮🇹🏛️.'quin supersint inquit aliqui nuntii et hostium cladis et nostrae virtutis'...sopravviva pure qualcuno a portare la...
06/03/2025

🇮🇹🏛️.'quin supersint inquit aliqui nuntii et hostium cladis et nostrae virtutis'..
.sopravviva pure qualcuno a portare la notizia della disfatta dei nostri nemici e quella del nostro valore..

MARCUS LIVIUS SALINATOR

PH: Leonardo Mattioli

Rievocatori: Colonia Ivlia Fanestris Fanpage

(Livio 27.49.3)

🇮🇹 MARCVS LIVIVS  SALINATOR  Console comandante in capo esercito romano 207 a.c. al Metauro Metauro.. LA BATTAGLIA .Quel...
04/07/2024

🇮🇹 MARCVS LIVIVS SALINATOR

Console comandante in capo esercito romano 207 a.c. al Metauro

Metauro.. LA BATTAGLIA
.Quella mattina fatidica la ricordo benissimo, eravamo dislocati subito sopra Sena gallica oltre il corso di un fiume e Asdrubale che era stato accampato su di un colle prospicente aveva già levato le tende e si era messo in marcia sganciandosi da noi, io detti ordine di partire subito e feci procedere i miei uomini in ordine di combattimento, Nerone era già all'inseguimento del cartaginese con la cavalleria e ci precedette, del resto lo capivo poiché non si trovava in una buona condizione.. aveva lasciato il suo esercito ridotto all' osso in sud Italia a fronteggiare uno come Annibale e viste le sue disavventure precedenti in Campania e poi in Spagna se avesse fallito anche qui non gli sarebbe rimasto di fare meglio che suicidarsi. Seguimmo Asdrubale che incalzato dovette dare battaglia, ricordo il terreno, due morbidi pendii che si fronteggiavano e si congiungevano in un pianoro ed una collina aspra dalla parte destra del nemico dove Asdrubale lascio' i Celti sbandati, esausti ed impreparati al combattimento. I nostri avversari si dispongono ordinati, alla sinistra i galli più coesi e combattivi al centro gli elefanti sostenuti dai liguri e alla destra i veterani spagnoli ed africani. Noi siamo con Nerone alla destra il pretore Porcio Licinio al centro ed io alla sinistra. La tensione fra i nostri è alta! Il primo contatto fu cruento i nostri sbandano, devo intervenire di persona con i miei nella mischia. I triari fanno muro intorno a me. Brutti momenti. I liguri ci sorprendono poiché fanno egregiamente il loro lavoro, i veterani africani di Asdrubale non si discutono sono letali! Gli elefanti partono bene e ci scompigliano ma dopo si perdono imbizzarriti ed ostacolano anche i nostri avversari. Teniamo botta. È un macello. Un frastuono impressionante si sente alle nostre spalle, è Nerone che con tutti i suoi ci aggira e piomba sul nemico alla nostra sinistra. Siamo sorpresi, impreparati, i cartaginesi più di noi, non se lo aspettavano.. ondeggiano, resistono, sono confusi, alla fine crollano, è un massacro. Raccolgo i miei mentre Nerone è sulla collina ad affrontare i Celti. È strage. Momenti memorabili. Si ricordò bene quella giornata.. ce l'ho fissa nella mente..
.Al Metauro non vincemmo soltanto una battaglia.
Salvammo Roma.
E con Roma, il destino dell’Occidente..

Lo scontro del Metauro vide Roma, per la prima volta, vincere una battaglia campale in Italia dall'inizio della guerra. Il tentativo di inviare rinforzi ad Annibale era fallito e Roma ne poteva solo beneficiare anche di fronte agli alleati italici. Il Metauro «fu un evento decisivo nella storia mondiale e una vera benedizione per Roma», come sostiene lo Scullard.

ASDRUBALE BARCA«..Asdrubale, finché nutrì qualche speranza  provvide con ogni mezzo durante la battaglia alla propria sa...
16/06/2024

ASDRUBALE BARCA

«..Asdrubale, finché nutrì qualche speranza provvide con ogni mezzo durante la battaglia alla propria salvezza, quando invece la sorte, dopo averlo privato di ogni speranza per il futuro lo ridusse all'estremo pericolo pur senza aver nulla trascurato né durante i preparativi né in combattimento per ottenere la vittoria, si sforzò insieme di non compiere alcuna azione indegna della sua vita passata qualora sconfitto, dovesse cedere alle circostanze..»

POLIBIO

Asdrubale, figlio di Amilcare Barca nato intorno al 245 a. C. e fratello secondogenito di Annibale fu da quest' ultimo designato ancora giovanissimo nel 218 a.c. al comando dell'esercito di Spagna, quando si iniziò la grande spedizione contro l'Italia. Successivamente scese alla testata di un grosso esercito composto da celtiberi, galli e liguri per portare supporto ad Annibale che sostava nell' Italia meridionale, l'intento era quello di ricongiungersi al fratello riunendo le forze e cercando di dare il colpo definitivo ai romani.

Asdrubale è senz'altro un personaggio storico che andrebbe rivalutato cercando di sganciarsi dalla deleteria propaganda dell' epoca. Fu un buon generale anche se non un fuoriclasse come era stato il suo più blasonato fratello Annibale.

Asdrubale alla Battaglia del Metauro impiega una intelligente rielaborazione dell'ordine obliquo di Epaminonda alla battaglia di Leuttra (371 a.C.), intese cioè rifiutare un'ala (quella sinistra appoggiata al Metauro) puntando invece ad attaccare con la sua ala destra nella quale trovano posto le truppe migliori.

Per questo sceglie un luogo angusto, dove i romani non possano sviluppare la propria ampiezza di fronte, e rende più profonde le ordinanze, per sfruttare il peso della massa, facendole precedere dall'azione di sfondamento degli elefanti.

Lo schieramento cartaginese sul campo ricorda, non solo metaforicamente, un martello: il ma**co è costituito dai galli che si sono fermati, esausti, così come si trovavano dopo la marcia, lungo il crinale del colle; la testa è invece formata: a sinistra da un contingente di galli che è riuscito a mantenere una coesione sufficiente ad affrontare il combattimento, al centro dagli elefanti sostenuti dai liguri, a destra dagli spagnoli, nome sotto il quale vanno comprese tutte le truppe provenienti dalla pen*sola iberica e quindi anche i mercenari africani.

Così, il peso di tutto l'attacco cartaginese graverà su un unico segmento della fronte nemica, travolto il quale l'intero schieramento romano potrà essere preso a rovescio. Una volta rotta la fronte nemica, Asdrubale non avrà più ostacoli di fronte a sé e potrà proseguire verso sud fino a congiungersi con il fratello.

Il piano, però, perde una parte della sua efficacia per l'accortezza dei consoli e per l'efficienza delle truppe che essi comandano.

Infatti i romani, pur arrivando sul campo divisi e in momenti diversi -- quindi il loro schieramento è in parte casuale -- riescono molto rapidamente a ricostruire la loro classica formazione da battaglia: facilitati in questa operazione dal fatto che i legionari hanno compiuto tutto l'inseguimento già dispiegati. In breve, con la massima attendibilità, la linea romana vede, da sinistra verso destra: "turmae" di cavalleria (la maggior parte), fanteria alleata in coorti, tutta la fanteria romana in tre linee parallele di manipoli, altra fanteria alleata in coorti, e infine la rimanente parte della cavalleria. A coprire tutta la fronte i veliti e gli schermagliatori.

Comanda la sinistra Livio Salinatore -- che è anche il comandante in capo -- mentre a destra è presente Nerone. Una parte non piccola delle truppe di quest'ultimo, quelle più a destra, si trova separata dai nemici da una doppia serie di ostacoli naturali: in prima battuta la scarpata del fosso S.Angelo, in secondo luogo l'asprezza del colle di fronte. Lo stesso discorso vale per i galli qui schierati: ma ci sono molti dubbi sulle loro velleità offensive dopo una notte di marcia.

PH Leonardo Mattioli

Reenactors: Simmachia Ellenon

Colonia Ivlia Fanestris Fanpage

🇮🇹 Metauro giugno 207 a.c.Il console Nerone si ricongiunge a Salinatore nella notte vicino Senigallia, Asdrubale deve sg...
26/05/2024

🇮🇹 Metauro giugno 207 a.c.

Il console Nerone si ricongiunge a Salinatore nella notte vicino Senigallia, Asdrubale deve sganciarsi dal campo romano, ci si prepara per lo scontro. Inizia la battaglia del Metauro.

"..Tu regere imperio populos, Romane, memento:
hae tibi erunt artes, pacisque imponere morem,
parcere subiectis et debellare superbos.."

(Virgilio, Eneide, VI 847-853;)

PH: Leonardo Mattioli
Rievocatori: Colonia Iulia Fanestris e Simmachia Ellenon

Presso Senigallia si ricongiunge con l'esercito consolare di Salinatore una piccola armata guidata dal pretore Lucio Por...
13/03/2024

Presso Senigallia si ricongiunge con l'esercito consolare di Salinatore una piccola armata guidata dal pretore Lucio Porcio Licinio, che aveva tallonato da presso Asdrubale, tormentandone la marcia ma sempre evitando lo scontro frontale, fin da quando il condottiero cartaginese aveva cominciato a muoversi dalla Gallia Cisalpina verso il Piceno.

Rievocatori: Colonia Ivlia Fanestris Fanpage

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Cartaginesi ASDRUBALE BARCA...Tutto, in questi boschi d’Italia, grida silenziosamente il suo freddo odio contro di noi.Q...
16/02/2024

Cartaginesi

ASDRUBALE BARCA..
.Tutto, in questi boschi d’Italia, grida silenziosamente il suo freddo odio contro di noi.

Quando attraversammo le alture, i Romani non azzardavano ad attaccarci frontalmente.
Infide imboscate, agguati, scaramucce… a malapena fastidiose punture d’insetto sulla coriacea pelle di un pachiderma…

Cosa attendevano, io questo non lo capivo… speravo, ingenuo, che fosse l’effetto del terrore che mio fratello aveva instillato in loro dopo Canne a trattenerli.

Canne… potrò mai eguagliare quel successo?
Il mio nome risuonerà altrettanto glorioso ai posteri, accanto a quello di mio fratello?
Khenu Ba’al e Azru Ba’al, i terribili fratelli generati dalla folgore!

…oppure sono condannato a venir ricordato per il vergognoso disastro di Baecula?
Melqart, ti prego, fa che non debba essere così!

Debbo cercare di restare calmo, glaciale, razionale, come farebbe mio fratello… eppure è difficile ormai… è da ieri all’imbrunire che marciamo ininterrottamente, seguendo il corso del fiume, tormentati come sempre dai Velites, gli insidiosi schermagliatori dei Romani, che sbucano all’improvviso, tempestano di giavellotti la colonna nelle retrovie, per poi ritirarsi fulminei, senza darci il tempo di reagire.
E dietro di loro, lo so, avanza un pericolo ancor più temibile.

Lo dissi, quando giunsero in Spagna le notizie della vittoria al lago Trasimeno…

“Khenu Ba’al ha vinto perché è formidabile, ma anche perché ha cambiato le regole della guerra… e cosa accadrà se i Romani dovessero apprendere la lezione, farne tesoro e comportarsi a loro volta allo stesso modo?”

Pensavo che mi sarei trovato a fronteggiare un solo esercito romano, e sino all’ultimo i miei nemici sono quasi riusciti ad ingannarmi… ma io ho visto le diverse insegne sui loro scudi… ho udito i due distinti squilli di tromba levarsi dal loro accampamento, che è comparso all’improvviso, sbarrandomi la strada verso sud… sono due armate consolari quelle che ora mi tallonano, ecco di cosa erano in attesa! Di riunire una forza abbastanza grande così da potermi affrontare senza timore!

Meglio ripiegare verso ovest… meglio seguire la riva del fiume, e trovare un guado, così da mettere le acque del Metauro tra noi e loro… ma da quando le guide si sono dileguate con la complicità delle tenebre, la nostra avanzata si è fatta erratica, e gli assalti dei Romani sempre più baldanzosi.

Sanno che abbiamo fretta, che riunirsi a Khenu Ba’al è la mia unica vera priorità, e vogliono ad ogni costo impedirmelo.

La spossatezza delle marce serrate, della privazione del sonno e dei continui agguati traspare dai volti tirati dei miei soldati… eppure, continuano ad avanzare.

Le truppe ispaniche, veterane di mille battaglie, avanzano con cupa determinazione a fianco delle speirai libiche… hanno fatto propria la causa di Qart-Hadasht, e ho fiducia tanto nella loro fedeltà quanto nella loro esperienza.

I Liguri, coriacei come le montagne, si sono chiusi in un cocciuto mutismo, e caparbiamente, sebbene a fatica, cercano di mantenere il passo.

Sono i Teste-Paglia, i Celti, l’anello debole… come Khenu Ba’al sia riuscito a trasformare questi selvaggi disorganizzati in ottimi guerrieri, resta ai miei occhi un mistero… anche troppo esuberanti e allegri quando si sono uniti alle mie schiere, ora che il destino ci richiede di spingerci oltre il limite caracollano e incespicano, prostrati dalla fatica, di notte si accasciano là dove si trovano quando sopravviene la stanchezza, e il giorno seguente si ricongiungono imprecando alla colonna, rallentandone la marcia e frammentandola in più punti.

Le tribù delle Alpi sono spossate dal caldo e dall’afa, mentre quelle della pianura guardano con occhio bieco i Liguri e non mancano occasione per attaccarvi briga, e tutti sono parimenti indisciplinati, chiassosi e incostanti.

Eppure i Romani temono la loro ferocia, forse anche perché sono così caotici e imprevedibili… speriamo che quando giungerà il momento la loro fama di guerrieri terribili si dimostri all'altezza delle aspettative.

Ma ora basta… basta pensieri foschi… non sarò da meno di mio fratello… non posso permettermelo.
Il destino di Qart Hadasht è ora nelle mie mani… farò di tutto, tenterò ogni cosa per raggiungere il prima possibile Khenu Ba’al!
…e in ogni caso una cosa è certa: laverò l’onta di Baecula nel sangue romano, dovesse costarmi la mia stessa vita!

CREDIT:
http://metauro.adpvgnamparati.eu/parlano-i-cartaginesi/

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I PROTAGONISTI DELLA BATTAGLIA DEL METAUROI consoli Claudio Nerone e Marco Livio Salinatore.A Roma venuto a scadenza il ...
10/02/2024

I PROTAGONISTI DELLA BATTAGLIA DEL METAURO

I consoli Claudio Nerone e Marco Livio Salinatore
.A Roma venuto a scadenza il consolato di Marcello e Levino, i senatori in preda a viva preoccupazione, per il temuto arrivo di Asdrubale, volevano che al più presto fossero eletti i nuovi consoli, essi giudicavano Gaio Claudio Nerone uomo di grandi qualità, ma troppo imprudente e impetuoso; occorreva affiancarlo con un condottiero saggio e ponderato e per di più, come prescritto dalla legge, plebeo.

Fu fatto il nome di Marco Livio Salinatore, che (nel 221) assieme a Lucio Emilio Paolo aveva vittoriosamente condotto la seconda guerra Illirica, ottenendo con il collega l’onore del trionfo, ma poco tempo dopo accusato, sempre con il collega, di avere trattenuto per se parte del bottino, fu condannato, mentre il patrizio Emilio Paolo, appartenente alla potente gens Emilia fu salvato.

Marco Livio Salinatore indignato, lasciò Roma in volontario esilio tenendosi lontano da ogni rapporto umano.

Fu ricondotto a Roma dai consoli, tuttavia ripeteva: “Se era stato giudicato un malfattore perché ora gli offrivano il consolato?
Non avevano avuto allora pietà ed ora gli offrivano la candida toga!”
Le insistenze del popolo e dei senatori alfine piegarono Marco Livio.
Per iniziativa di Quinto Fabio Massimo si tentò la riconciliazione dei due consoli, divisi da un aspro, quanto antico rancore.
Infine per evitare ulteriori problemi furono destinati agli estremi dell’Italia, a Claudio furono assegnati il Bruttio e la Lucania contro Annibale, a Livio la Gallia contro Asdrubale..

Fonte: http://www.romainteractive.com/ita/de-bello-annibalico/libro_05.html?fbclid=IwAR254d8A9ogloTaX3TdM_ASSS8Mpt7auDsyxIBICFp-L0Fgt-tDrE941z0c

..La lotta fu subito aspra. Tanto Livio quanto Polibio lo affermano esplicitamente: il primo descrive il combattimento c...
25/10/2023

..La lotta fu subito aspra. Tanto Livio quanto Polibio lo affermano esplicitamente: il primo descrive il combattimento come una «atroce carneficina», il secondo approfondisce meglio i motivi psicologici che animavano i contendenti, sottolineando come «entrambi gli avversari combattevano con grande energia, non nutrendo i Romani e tanto meno gli Spagnoli e i Cartaginesi alcuna speranza di salvezza se fossero stati sconfitti»..

https://www.academia.edu/12881446/Metaurus_The_Most_Important_Battle_of_the_Second_Punic_War

IMMAGINI:

(2023)
LA BATTAGLIA DEL METAURO 207 a.C.

Estratto delle riprese del documentario RAI FILMS

RIEVOCATORI:
(Cartaginesi)
(Romani)

PH: Leonardo Mattioli
https://www.facebook.com/leonardo.mattioli2

🇮🇹 MARCO LIVIO SALINATOREIl comandante in capo.Vero antieroe, burbero e disilluso! Caduto in disgrazia e risorto dalle c...
22/07/2023

🇮🇹 MARCO LIVIO SALINATORE

Il comandante in capo
.Vero antieroe, burbero e disilluso! Caduto in disgrazia e risorto dalle ceneri!..

Richiamato al consolato nel 207 a.c. per fronteggiare Asdrubale affermò:

«Se lo ritennero un uomo buono, perché lo condannarono così come un uomo cattivo e dannoso? Se lo giudicarono colpevole, perché dopo un precedente consolato giudicato male, gli affidano un altro?»

Salinatore procedette nella guerra con un forte risentimento nei confronti dei suoi compatrioti. Quando Fabio Massimo (il Temporeggiatore) lo invitò a non dare battaglia finché non fosse stato ben informato delle forze nemiche, Livio rispose, che avrebbe combattuto appena possibile, per poter guadagnare la gloria dalla vittoria oppure la soddisfazione di vedere la sconfitta dei suoi concittadini.
Tuttavia il suo comportamento fu ineccepibile.

Marcvs Livivs Salinator

Di Livio Salinatore si può dire che fu generale valente, ma uomo di temperamento rigido e aspro. Le nostre informazioni non bastano per chiarire la sua posizione politica e le sue relazioni con Fabio il Temporeggiatore e con gli Scipioni. I suoi discendenti a partire dal figlio C. Livio, ebbero un posto cospicuo nello stato romano fino all'imperatore Tiberio, che si vantava di discendere da entrambi i vincitori del Metauro 🏛️

🇮🇹  CAIO CLAUDIO NERONE Caio Claudio Nerone. Chi era costui? Nerone fu uno degli straordinari comandanti e magistrati ro...
09/07/2023

🇮🇹 CAIO CLAUDIO NERONE

Caio Claudio Nerone. Chi era costui? Nerone fu uno degli straordinari comandanti e magistrati romani che, nelle intemperie della seconda guerra punica, sotto l’incredibile pressione esercitata da Annibale si fecero avanti salvarono la città e diedero inizio all’impero. Tutti quanti nominando Annibale pensano a Zama e a Scipione l’Africano. Secondo me invece la fama militare dell’ Africano è abbastanza superiore ai suoi reali meriti militari e Roma invece deve moltissimo alla triade composta da Quinto Fabio Massimo (il vero contraltare di Annibale e il vero vincitore strategico della guerra) Marco Claudio Marcello e il nostro eroe Caio Claudio Nerone. Cerchiamo di conoscerlo meglio.

Nerone appartiene alla prestigiosa gens Claudia e fu uno dei comandanti cresciuti sotto la guida di Fabio Massimo, che ha dovuto ricostruire pazientemente l’esercito romano e i suoi quadri dopo le tremende mazzate subite per mano di Annibale nelle battaglie della Trebbia, del Trasimeno e sopratutto di Canne. Nerone inizia la sua carriera come collaboratore di Fabio Massimo, guidando il ricostituito esercito romano nell’assedio e poi nella presa di Capua. Nerone però pur facendosi le ossa sotto Fabio sarà un comandante del tutto diverso dal suo maestro. Tanto quanto Fabio è prudente, accorto, sistematico, ligio alla tradizione civica quanto invece Nerone è audace, geniale, capace di uscire dalle regole.

Fabio Massimo inoltre sceglie Nerone, come condottiero del ricostituito esercito romano, anche per cercare di sbarrare la strada al giovane Scipione che, proprio in quegli anni, stava iniziando la sua scalata al vertice dello Stato. Nel 207 a.c. lo appoggia nelle elezioni per il consolato assieme al più anziano e provato Marco Livio Salinatore. E qui nascono i primi problemi. Perchè Nerone e Salinatore proprio non si sopportano ed iniziano subito a litigare furiosamente! Ci vuole tutta la pazienza e l’abilità diplomatica di Fabio per placare gli animi e dare un po di tranquilllità alle truppe.

La situazione strategica è infatti particolarmente delicata. Annibale con il suo esercito invitto staziona nel meridione, aspettando i rinforzi del fratello Asdrubale che sta tentando di scendere in Italia dalla Spagna, sfuggendo al blocco che ha tentato di mettere in atto Scipione. E’ chiaro che se i due eserciti cartaginesi si riunissero, (quello di Annibale e quello di Asdrubale), Annibale avrebbe finalmente la massa strategica necessaria per poter sferrare un colpo decisivo a Roma.

Mossa strategica che il condottiero cartaginese pensava di non possedere all’indomani della battaglia di Canne, quando seppur vittorioso non tentò di prendere la città. L’esordio di Nerone, prima dell’elezione al consolato, non è proprio delle più felici. Infatti assediando Asdrubale in Spagna si fa beffare dal fratello di Annibale, perdendo il contatto con il suo esercito. Nonostante questo e grazie, come abbiamo visto, all’appoggio di Fabio Massimo, Nerone viene eletto console e presto ragginge il suo esercito consolare nel meridione, dove fronteggia il teribile nemico di Roma: Annibale.

Anche la situazione di Annibale tuttavia inizia a farsi precaria: è stanco, mancano i rinforzi e le energie per assestare la spallata definitiva a Roma. Sa però che Asdrubale sta scendendo in Italia e lo aspetta. Asdrubale è probabilmente consapevole di questa attesa del fratello e gli manda messaggeri per avvertirlo del suo arrivo.

Uno dei messaggeri viene però catturato dagli uomini di Nerone che così viene a conoscenza del piano di Asdrubale. Il momento per il console romano si fa drammatico. Davanti fronteggia Annibale che ancora non è stato mai sconfitto da un comandante romano in una battaglia campale, se riceverà i rinforzi di Asdrubale niente potrebbe opporsi al geniale punico.

Questo è il momento più difficile per il console, il momento in cui si assumerà la responsabilità di mettere tutto in gioco. Nerone ha infatti un lampo di genio e, con l’anticipo di circa 2000 anni su Federico II, inventa la guerra per fronti interni: senza avvisare nessuno, tantomeno il Senato, cosa impensabile per un magistrato romano del tempo, lascia il grosso dell’esercito a fronteggiare Annibale e, alla testa di 7000 legionari scelti, intraprende una marcia forzata per ricongiungersi al suo collega-avversario Salinatore che staziona al nord.

La marcia forzata di Nerone ha ancora dell’incredibile, un miracolo di logistica e organizzazione e contro tutte le aspettative riesce. Di notte Nerone raggiunge il campo di Salinatore, che avendo nel contempo intercettato Asdrubale, certamente sarà rimasto sorpreso e lieto di veder arrivare il collega con i rinforzi. I due eserciti vengono quindi alle mani, nei pressi del fiume Metauro. Nerone è costretto a lasciare il comando in capo a Salinatore, ovvero il console che aveva la competenza territoriale. Salinatore affida a Nerone l’ala destra che nello schema tattico doveva fronteggiare i mercenari galli di Asdrubale.

La battaglia tuttavia inizia ad andare male per i romani, Asdrubale era tutt’altro che uno sciocco, i vecchi fantasmi della Trebbia, del Trasimeno, di Canne si fanno di nuovo vivi e possiamo immaginare la frustrazione di Nerone costretto all’ala destra a fronteggiare dei mercenari galli che dall’alto di una collina, che si rivela troppo ripida per essere scalata, dopo abbondanti libagioni, lo deridono. Aveva fatto tutta quella strada per salvare la Repubblica non per essere deriso da dei Galli ubriachi.

Qui Nerone ha il secondo colpo di genio della campagna, la seconda azione geniale fuori dalle regole e dagli schemi: constatato che la collina che aveva davanti non era scalabile, prende tutti i suoi uomini, passa dietro tutte le linee, aggirando totalmente il fronte di battaglia e arrivato sul fianco dei cartaginesi li investe. E’ una manovra semplicemente audace impensabile per l’epoca, una innovazione straordinaria. La battaglia del Metauro è vinta da Nerone, lo stesso Asdrubale cade sul campo.

La notizia di una grande battaglia campale giunge a Roma e la gente, vista la scarsità di notizie e i precedenti drammatici teme il peggio. I legionari in marcia, Nerone aveva immediatamente ripreso la via del ritorno per ritornare da Annibale, rassicurano i cittadini: i consoli sono vivi, Asdrubale è morto, la Repubblica è salva.

Roma e i romani non si dimenticheranno dei trionfatori del Metauro è, a dir la verita un po’ incautamente, eleggono sia Nerone che Salinatore all’importante magistratura della Censura. I due ovviamente, finita la pausa del Metauro dove erano andati abbastanza d’accordo, continuano a litigare finendo per dare scandalo, inserendosi a vicenda nelle liste di epurazione….Nerone comunque continuò la sua carriera e la storia menziona altre sue azioni, sempre al servizio della Repubblica.

Ma oramai a Roma, morto Quinto Fabio Massimo era salita la stella di Scipione e dell’oramai anziano, geniale, rissoso patrizio che al Metauro aveva salvato Roma, iniziava a sbiadire il ricordo. Della sua morte non abbiamo traccia ma, siamo sicuri, che il vecchio console abbia infine trovato la strada per i Campi Elisi. Possiamo immaginarlo là, seduto nel Foro mentre continua a litigare, instancabile, con il suo vecchio amico-nemico Livio Salinatore 🏛️

Leggi di più: https://massimilianozonza.wordpress.com/2018/08/07/laltro-nerone/

I SOLDATI.. CARNE DA BATTAGLIA Cosa doveva provare un combattente mentre si accingeva a raggiungere il luogo dello scont...
02/07/2023

I SOLDATI.. CARNE DA BATTAGLIA

Cosa doveva provare un combattente mentre si accingeva a raggiungere il luogo dello scontro? Reclutati spesso con la forza, eccetto i mercenari, questi uomini di ogni schieramento abbandonavano i loro territori le loro case ed i loro affetti in modo repentino e spietato, incamminandosi verso imprese oscure e sorte ignota, martoriati nel corpo e nello spirito da un trattamento feroce da parte dei loro comandanti e mischiati a genti straniere con culture diverse. Molti morivano altri finivano mutilati o prigionieri ma tutti sempre e comunque da considerarsi veri eroi ai quali va tributato grande rispetto e compassione umana.

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61034

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