12/06/2026
A tre anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Silvio Berlusconi resta vivo, intenso, quotidiano. Non è solo memoria, ma una forza che continua a guidare.
Lo chiamavo affettuosamente “Monsieur le combattant”, usando la lingua francese che tanto amava, quella delle canzoni che cantava con passione, insieme a quelle della tradizione italiana. In quella parola per me c’era tutto: la sua storia, la sua energia, la sua determinazione, la sua inesauribile voglia di lottare e costruire.
Ed era davvero un combattente. Nelle idee, nelle sfide, nella capacità di rialzarsi sempre. Non si può non riconoscere in lui una forza straordinaria, radicata in un ideale profondo di libertà e in uno spirito autentico di ottimismo. Credeva nel futuro, e sapeva farlo vedere anche agli altri. La voglia del fare che lo animava era contagiosa, capace di accendere entusiasmo e fiducia anche nei momenti più complessi.
Ma la sua intuizione, quella forza nel guardare sempre e comunque avanti, consapevole che con coraggio e determinazione si può costruire, è il
suo vero lascito, un’eredità viva,
una responsabilità che sentiamo nostra.
Oggi, nel suo ricordo, portiamo avanti quella visione. Perché “Monsieur le combattant”non era solo un modo affettuoso per chiamarlo. Era ciò che era, fino in fondo. E sulla strada del domani, il combattente, in fondo, è ancora con noi.