13/08/2026
Eugenio Mazzarella, filosofo e docente alla Federico II di Napoli, ha proposto attraverso Avvenire di candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel per la pace. L’idea è quella di trasformare il Nobel in un riconoscimento alla loro innocenza violata e, attraverso di loro, a tutta l’infanzia vittima delle guerre.
Assegnare il Nobel ai bambini che la pace non l’hanno avuta significa affermare un diritto alla memoria per quelli uccisi e un diritto alla pace per quelli sopravvissuti. Nel testo ricorda esplicitamente anche i bambini israeliani uccisi il 7 ottobre, quelli ucraini e russi, iraniani e sudanesi: Gaza diventa il simbolo concreto dell’infanzia travolta dalla guerra.
L’appello ha avuto una risposta notevole: già il 10 agosto Avvenire parlava di oltre 3.000 adesioni, tra cittadini, docenti, religiosi, sindaci e personalità politiche. Hanno aderito, tra gli altri, Elly Schlein, Bersani, Provenzano, Orlando, Turco, Ruotolo, Ricci, Fratoianni, Bonelli; tra gli intellettuali erano già comparsi Massimo Cacciari, Luigi Manconi e Stefano Zamagni, Moni Ovadia.
Un’iniziativa bella e politicamente forte, soprattutto perché non chiede di premiare un governo, un esercito o un leader, ma mette al centro coloro che della guerra non hanno alcuna responsabilità e ne pagano il prezzo più atroce.
Si aderisce molto semplicemente scrivendo una mail ad Avvenire all’indirizzo:
[email protected]
Puoi scrivere anche solo poche righe, indicando nome e cognome e dichiarando l’adesione. Per esempio:
Aderisco all’appello promosso da Eugenio Mazzarella e rilanciato da Avvenire per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza.
Il Nobel non potrebbe restituire una sola vita né cancellare una sola ferita. Ma potrebbe mandare al mondo un messaggio semplice e potentissimo: nessuna ragione di Stato può rendere accettabile la sofferenza e la morte dei bambini.
Forse la pace comincia anche così: rifiutandoci di considerare inevitabile ciò che è intollerabile per la nostra coscienza.
(Enrico Rossi)