24/04/2026
Nel dibattito sul ritorno delle province in Friuli-Venezia Giulia emergono impostazioni diverse sul loro ruolo futuro. Alessandro Ciriani ha sostenuto che le nuove province possono avere senso solo se diventano strutture operative di supporto ai Comuni, in particolare ai più piccoli. In questa prospettiva dovrebbero svolgere funzioni concrete come centrali uniche di committenza, servizi tecnici condivisi e supporto amministrativo sovracomunale, evitando di riproporre modelli del passato privi di reali competenze.
Accanto a questa posizione, diversi ex presidenti di provincia della regione hanno sottolineato come le province fossero soprattutto strumenti di coordinamento territoriale capaci di collegare i Comuni tra loro e con la Regione, garantendo programmazione su viabilità, scuole, ambiente e sviluppo locale. Secondo questa impostazione, il loro valore stava nella capacità di governare servizi di area vasta difficilmente gestibili a livello comunale.
Per evitare che le nuove province diventino enti inutili, sarebbe opportuno assegnare loro funzioni chiare e strategiche:
coordinamento dei servizi sociali territoriali;
supporto tecnico e amministrativo ai piccoli Comuni;
gestione dell’edilizia scolastica delle scuole superiori;
manutenzione della viabilità provinciale;
pianificazione territoriale sovracomunale (ambiente, turismo, aree produttive);
supporto alla progettazione europea e alle gare pubbliche.
In particolare, il coordinamento del servizio sociale potrebbe rappresentare una funzione decisiva per migliorare l’integrazione tra Comuni, sistema sanitario regionale e politiche territoriali, rafforzando l’efficacia degli interventi a favore delle comunità locali.