Bilancione

Bilancione Il Bilancione
Collettivo No Porto Questo atto rappresenta una risposta concreta ad un esigenza di riqualificazione ambientale, sociale e culturale di Fiumicino.

Quando si scopre che l'idea di utilizzare il proprio tempo e di vivere il proprio territorio in modo diverso è condivisa da molte più persone di quanto si credeva, questa idea diventa più concreta. É così che il gruppo si aggrega e comprende che, progettando e condividendo il lavoro, è possibile ottenere risultati e contrastare alcuni meccanismi che continuano a imporsi creando ingiustizia e mostr

i di cemento. Mostri come il Porto della Concordia, che minaccia di far scomparire gran parte della spiaggia di Isola Sacra e devastare l'area del vecchio Faro. Nel Giugno 2013 nasce perciò il Collettivo NO PORTO, che si oppone alla concessione centennale, a favore della società privata Iniziative Portuali, di un'area demaniale che rappresenta un bene comune. Il collettivo occupa, ristruttura e libera un Bilancione abbandonato e decadente, una struttura storica che è patrimonio artistico e culturale del paese, intendendo così contrastare la prepotenza di coloro abituati a considerare il territorio come terreno di conquista. Si lavora per recuperare e migliorare la struttura e tutta la zona circostante. All'interno è stata allestita una piccola biblioteca, sono state avviate numerose attività, organizzate giornate di giochi, musica, cinema, sport, giardinaggio, completamente autofinanziate e con accesso gratuito a tutti. Iniziative che sono cresciute per adesione e si sono estese sul territorio. La partecipazione sempre più numerosa, la condivisione del lavoro e il nuovo valore che il Bilancione ha assunto sono una gioia che ripaga il Collettivo di tutte le energie spese. Energie che si continuano a utilizzare nella lotta contro chi tenta di imporre un modello di sviluppo che nessuno ha scelto, senza proporre alternative né incoraggiare i cittadini a farlo. Il Collettivo ha il coraggio necessario a proporre e realizzare un'alternativa possibile e invita tutti e tutte a partecipare a questo percorso di crescita. Vogliamo una società felice e abbandonare l'idea di società individualista, avida, violenta e fascista, che il capitalismo incarna a tutti gli effetti. Il Collettivo NO Porto dice NO alle grandi opere perché in queste si racchiudono tutti gli imbrogli che caratterizzano questo periodo storico. Perché è a favore della salvaguardia dell'ambiente e contrario alle devastazioni ambientali. Perché siamo convinti che l'unica grande opera è la difesa del territorio...

28/05/2026

Solidarietà al Comitato Giù le mani dal Porticciolo di Salerno!

Quello che sta emergendo nella vicenda del progetto “Marina di Pastena” parla una lingua che conosciamo bene anche a Fiumicino: grandi opere sul mare presentate come inevitabili, ma costruite su documentazioni carenti, impatti sottovalutati e territori trattati come spazi vuoti da occupare.

Le richieste di integrazione avanzate dal Ministero della Cultura e dalla Soprintendenza confermano l’esistenza di criticità profonde sul piano paesaggistico, urbano e ambientale. È un passaggio importante che dimostra quanto siano fondamentali la mobilitazione popolare, le osservazioni tecniche e la partecipazione dei cittadini nei procedimenti autorizzativi.

Anche nella lotta contro il porto crocieristico di Isola Sacra abbiamo denunciato fin dall’inizio l’incompatibilità di queste opere con un territorio fragile, costiero e già sottoposto a enormi pressioni infrastrutturali. Non è un caso che anche a Fiumicino sia stata negata l’autorizzazione paesaggistica: quando i progetti vengono finalmente guardati nel merito, emergono tutte le contraddizioni di un modello fondato su cemento, privatizzazione della costa e consumo di suolo.

Da Salerno a Fiumicino, difendere il paesaggio significa difendere il diritto delle comunità a decidere del proprio territorio, del proprio mare e del proprio futuro.

Le coste non sono merce.
Il mare non è un corridoio per speculazioni e grandi interessi privati.

La vostra lotta è anche la nostra.



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A   in Messico, il progetto “Perfect Day” di Royal Caribbean è stato fermato!! Non da qualche illuminato consiglio d’amm...
21/05/2026

A in Messico, il progetto “Perfect Day” di Royal Caribbean è stato fermato!! Non da qualche illuminato consiglio d’amministrazione, ma dalla pressione dal basso di comunità, pescatori, ambientalistɜ, ricercatorɜ e movimenti popolari che hanno costretto il governo messicano e il SEMARNAT ad ascoltare il territorio. E qui? Il nostro governo e le istituzioni locali quando inizieranno ad ascoltare chi vive davvero queste coste invece delle multinazionali del turismo globale?

Quello che sta accadendo in Messico parla anche di Fiumicino. Cambiano i paesi, ma il modello è lo stesso: corporation straniere che arrivano promettendo “sviluppo”, “modernizzazione” e “posti di lavoro”, mentre preparano privatizzazione delle spiagge, devastazione ambientale, consumo d’acqua, cementificazione e precarizzazione sociale. A Mahahual come a Fiumicino, Royal Caribbean vuole trasformare territori vivi in enclave turistiche pensate per il profitto di pochi e il consumo rapido di turisti di lusso. Comunità intere ridotte a retroporto del capitale globale.

In Messico migliaia di persone hanno denunciato la distruzione degli ecosistemi costieri e delle barriere coralline, l’espulsione economica delle comunità locali e l’uso delle coste come spazi coloniali al servizio del turismo internazionale. Qui da noi denunciamo lo stesso schema: mega navi davanti alla foce del Tevere, dragaggi infiniti in una trappola sedimentaria, privatizzazione della costa, traffico, smog, consumo energetico enorme e un territorio trattato come merce sacrificabile.

E mentre in Palestina continua il genocidio portato avanti da Israele, non dimentichiamo che dietro Royal Caribbean esiste una rete di interessi economici e geopolitici che lega il crocierismo globale a logiche coloniali e sioniste, militarizzazione delle infrastrutture e grandi fondi finanziari internazionali. Tra i dirigenti e azionisti della compagnia, infatti, compaiono figure legate all’élite economica israeliana e a settori della logistica marittima globale coinvolti nelle rotte commerciali verso Israele. Lo stesso modello che trasforma porti, aeroporti e territori in piattaforme strategiche del capitale internazionale e delle economie di guerra.

Per questo la lotta No Porto non è solo locale. Da Mahahual a Loreto, da Venezia, Napoli a Fiumicino, le comunità resistono allo stesso sistema estrattivo che vende mare, spiagge e territori ai colossi del turismo e della finanza globale.

La solidarietà attraversa i mari.
E la resistenza anche.


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‼️🇲🇽🗣️Ari Adler Brotman de funcionario público a presidente de Royal Caribbean en México: ¿conflicto de intereses o puerta giratoria?

Mahahual y Chetumal, Quintana Roo – Mayo 2026. En menos de un año, Ari Adler Brotman pasó de dirigir el Instituto para el Desarrollo y Financiamiento del Estado de Quintana Roo (IDEFIN), organismo clave en la atracción de inversiones públicas y privadas, a convertirse en presidente de Royal Caribbean Group México, la filial encargada de proyectos multimillonarios como Perfect Day Mexico en Mahahual y el Royal Beach Club Cozumel. Su nombramiento, anunciado a finales de agosto de 2025, ha desatado acusaciones de conflicto de intereses, contratación indebida y uso de información privilegiada en un contexto de permisos acelerados y denuncias ambientales.

🎯Trayectoria y el salto al sector privado

Adler Brotman, con experiencia previa en el sector inmobiliario privado (incluido un rol como director de operaciones y socio en proyectos como Tierra Nuestra Cancún de SISO Promotores), asumió la dirección del IDEFIN alrededor de 2023 bajo la administración de la gobernadora Mara Lezama Espinosa. Desde ese cargo, con un sueldo mensual reportado de unos 28,510 pesos, tuvo responsabilidad directa en la promoción de inversiones turísticas y el desarrollo económico del estado.

✍🏼En julio/agosto de 2025 dejó el cargo público. El 29 de agosto de 2025, Royal Caribbean anunció oficialmente su nombramiento como presidente para México. Su rol principal: supervisar operaciones y proyectos clave, especialmente Perfect Day Mexico (un parque acuático y destino exclusivo en más de 107 hectáreas en Mahahual) y el Royal Beach Club en Cozumel, con inversiones anunciadas que superan los 260-1,000 millones de dólares según fuentes.

✍🏼El 27 de octubre de 2025, según registros de la Secretaría de Economía, fue nombrado apoderado legal de Promociones Turísticas Mahahual, S.A. de C.V., una de las entidades ligadas a los intereses de Royal Caribbean. Poco después, el 3 de noviembre de 2025, solicitó el cambio de uso de suelo y modificación del Plan de Desarrollo Urbano (PDU) de Mahahual. Apenas ocho días después se aprobó el dictamen, publicado el 5 de diciembre de 2025 en el Periódico Oficial del Estado.

🎯El conflicto de intereses en el centro de la polémica

Organizaciones como Defendiendo el Derecho a un Medio Ambiente Sano (DMAS) presentaron denuncias ante la Secretaría de Anticorrupción y Buen Gobierno de Quintana Roo (marzo 2026), alegando violaciones a la Ley de Responsabilidades Administrativas, específicamente contratación indebida de exservidores públicos (artículo 78). Argumentan que Adler Brotman poseía información privilegiada sobre el entorno normativo, económico y regulatorio de proyectos turísticos al dejar el IDEF IN, y que su paso rápido al sector privado (sin respetar plazos de “puerta giratoria”) favoreció a Royal Caribbean en trámites de permisos.

✍🏼Críticos señalan que el gobierno estatal y municipal aceleraron autorizaciones sin consulta pública adecuada a los habitantes de Mahahual (una comunidad de unos 2,600 habitantes con ecosistema costero frágil, manglares y arrecifes). Esto ocurrió pese a la ausencia inicial de autorización de Manifestación de Impacto Ambiental por parte de la Semarnat. Trabajos fueron clausurados temporalmente por Profepa en enero 2026.

En abril 2026, magistrados del Primer Tribunal Colegiado de Circuito en Quintana Roo avalaron el desmonte de selva al desechar un amparo de DMAS por extemporaneidad, dando la razón al gobierno de Quintana Roo que intercedió a favor de la empresa. Royal Caribbean ha defendido que no hay conflicto de intereses y que contrató a Adler Brotman por su experiencia en el sector privado y conocimiento del marco legal mexicano.

🎯Perfect Day Mexico y las críticas ambientales

El proyecto Perfect Day Mexico, inspirado en el modelo de CocoCay en Bahamas, busca crear un destino exclusivo con parque acuático, infraestructura hotelera y atracciones. Presentado en agosto 2025 ante la presidenta Claudia Sheinbaum, ha generado una petición en Change.org con más de 2 millones de firmas en contra por riesgos a manglares, especies locales y el ecosistema costero, además de presión sobre servicios públicos locales.

Hasta mayo 2026, el proyecto seguía en evaluación ambiental por Semarnat, sin autorización plena, aunque avances en permisos locales y fallos judiciales favorecen su avance. La gobernadora Lezama lo ha promovido como desarrollo sustentable y generador de empleos.

🎯Cuentas pendientes

El caso de Ari Adler Brotman ilustra el debate clásico sobre “puertas giratorias” entre sector público y privado en México, especialmente en turismo y desarrollo costero. ¿Facilitó su conocimiento interno y tráfico de influencias los trámites exprés? ¿Cumplió la empresa y las autoridades con los plazos de separación requeridos por ley para evitar conflictos? Mientras Royal Caribbean y el exfuncionario defienden la legalidad y el beneficio económico, activistas y parte de la comunidad local exigen mayor transparencia, consulta y protección ambiental.

La investigación sigue abierta en diversas instancias, y el escrutinio sobre Perfect Day Mexico continúa, con intervenciones incluso de Greenpeace y declaraciones de la propia presidenta Sheinbaum sobre la necesidad de equilibrar inversión y medio ambiente. El caso plantea un interrogante mayor: en la carrera por el turismo de cruceros en Quintana Roo, ¿quién defiende realmente el interés público?

‼️Dato Curioso: Ari Adler Brotman es (según activistas) el fundador de la comunidad Judía de Cancún❗

Tomado del muro de U. Juventudes Zamoranas.

Le crociere vengono ancora falsamente vendute come una vacanza confortevole: migliaia di persone stipate dentro un mostr...
18/05/2026

Le crociere vengono ancora falsamente vendute come una vacanza confortevole: migliaia di persone stipate dentro un mostro di ferro galleggiante che consuma tonnellate di carburante per attraversare il mare senza toccarlo davvero. Piscine, buffet infiniti, selfie e la sensazione artificiale di vivere nel confort per qualche giorno, mentre sotto scorrono virus, petrolio, emissioni e territori sacrificati.

Nel blog del Fatto Quotidiano si narra una realtà che sulle coste conosciamo bene: le grandi navi sono tra le infrastrutture turistiche più impattanti che esistano. Consumano enormi quantità di energia e acqua, producono emissioni di CO₂, ossidi di azoto, zolfo e particolato fine, congestionano i porti e trasformano ecosistemi fragili in piattaforme logistiche del turismo globale.

Ed è esattamente questo il modello che vogliono imporre a Fiumicino.

Un porto crocieristico privato accanto alla foce del Tevere, dentro un’area delicatissima dal punto di vista ecologico, con dragaggi continui, nuova cementificazione, migliaia di pullman e mega-navi più alte del Vecchio Faro. Tutto per scaricare turisti diretti a Roma, lasciando sul territorio traffico, smog, erosione e consumo di risorse.

E mentre ci parlano di “crociere sostenibili”, il litorale dovrebbe sopportare nuove emissioni e un enorme fabbisogno energetico pubblico per alimentare infrastrutture private dedicate al turismo di massa.

C’è poi un altro aspetto che il modello crocieristico continua a mostrare: migliaia di persone concentrate in spazi chiusi, artificiali e iper-consumistici che funzionano anche come ambienti ideali per contaminazioni, criticità sanitarie e diffusione rapida di agenti patogeni. Lo abbiamo già visto e continuiamo a ignorarlo.

Le crociere non rappresentano il futuro. Sono l’immagine perfetta di un sistema che continua a divorare territori, mare e risorse mentre prova a convincerci che tutto questo si chiami progresso.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/17/crociere-hantavirus-impatto-ambientale-notizie/8387462/

Dall'hantavirus alle emissioni inquinanti: ecco perché le crociere sono più problematiche di quanto sembri

L’inchiesta pubblicata da L’Indipendente sul porto crocieristico di Fiumicino ricostruisce con chiarezza quello che in q...
16/05/2026

L’inchiesta pubblicata da L’Indipendente sul porto crocieristico di Fiumicino ricostruisce con chiarezza quello che in questi anni è stato sempre denunciato da noi come grande opera inutile e speculativa, mentre veniva raccontato come una “opera turistica” dalle istituzioni locali e grandi imprese. Ma ormai i dati e le inchieste parlano chiaro: appare sempre più come una grande operazione infrastrutturale e finanziaria costruita su un territorio fragile.
Il progetto di Royal Caribbean e Fiumicino Waterfront prevede il primo porto crocieristico completamente privato d’Italia: un terminal per grandi navi accanto alla foce del Tevere, oltre 1200 posti barca, spazio per megayacht, hotel e nuove edificazioni su uno degli ultimi tratti ancora naturali del litorale romano.

L’articolo ricorda alcuni elementi centrali che troppo spesso vengono rimossi dal dibattito pubblico. Il primo riguarda la natura stessa dell’area. Il porto dovrebbe sorgere in una zona soggetta a fortissimo trasporto sedimentario: la foce del Tevere contribuisce infatti in maniera decisiva agli apporti solidi nel Tirreno. Questo significa dragaggi continui, milioni di metri cubi di sabbia movimentati e un equilibrio costiero inevitabilmente alterato. Non a caso i ricercatori descrivono l’area come una “trappola sedimentaria”, già oggi soggetta a insabbiamento costante.

Il secondo riguarda gli ecosistemi coinvolti. Intorno al progetto insistono , zone umide e habitat protetti già sottoposti a forti pressioni ambientali. Lo studio di Scienza Radicata citato nell’inchiesta evidenzia il rischio di aumento della torbidità delle acque, risospensione di inquinanti e compromissione irreversibile degli habitat della palude di Isola Sacra. Poi c’è il tema sanitario e atmosferico. Le grandi navi non portano soltanto flussi turistici, ma emissioni di NO₂, SO₂, PM10 e PM2.5 in un territorio già attraversato da aeroporto (che si vorrebbe pure ampliare con una quarta pista!), traffico stradale, pressione urbanistica crescente e altri progetti portuali all'orizzonte.

L’inchiesta affronta anche il rapporto tra pubblico e privato: un progetto interamente privato sostenuto istituzionalmente come opera strategica, mentre i costi ambientali e sociali restano sul territorio. E ricorda inoltre i legami tra Royal Caribbean, grandi fondi finanziari globali e interessi economici collegati alla portualità israeliana e alle rotte commerciali verso Israele, dentro un contesto segnato dal genocidio e dalla devastazione della Palestina. Viene citato anche Thomas Pritzker, ex membro del CDA di Royal Caribbean, comparso nei cosiddetti Epstein Files. Un elemento che contribuisce a mostrare il livello di opacità e di relazioni di potere che ruotano attorno ai grandi gruppi economici internazionali coinvolti nel settore crocieristico globale.

Per questo la mobilitazione contro il porto non riguarda solo una singola opera, ma il modello di territorio che si sta costruendo: sempre più subordinato a grandi operatori globali, sempre meno deciso da chi questo territorio lo vive ogni giorno.
E sia chiaro: ci opponiamo al porto crocieristico qui come altrove. Anche se qualcuno pensasse di spostarlo verso la Darsena o in altre aree del litorale, troverà la stessa opposizione determinata, senza tregua e senza compromessi!

📖 Qui l’inchiesta completa di Linda Maggiori per L’Indipendente (arricchita dalle meravigliose foto di Adriano Marchesi):

Il colosso americano Royal Caribbean, attraverso la controllata Fiumicino Waterfront, vuole realizzare il primo porto crocieristico completamente privato in Italia. Il progetto prevede la costruzione di un nuovo terminal per grandi navi vicino alla foce del Tevere, in una zona di pregio naturalistic...

Questo fine settimana porteremo la CiurmaCucina del Bilancione al festival Birre dal Basso, dove ci potrete trovare con ...
14/05/2026

Questo fine settimana porteremo la CiurmaCucina del Bilancione al festival Birre dal Basso, dove ci potrete trovare con un menù RiVolta:

* supplì messicani (chili e fagioli)
* supplì curry e piselli
* supplì ajo e ojo

e i nostri riVoltini di:
* farina di ceci
* lenticchie decorticate
* grano saraceno
* fiocchi d’avena
con barbabietola, spinaci o curcuma.
I ripieni saranno a base di verdure (cavolo bianco, cavolo viola e carote) e con hummus di piselli.

Ci sarà anche la nostra distro con informazioni sulla lotta No Porto a Fiumicino e con le nuovissime magliette fluo del Bilancione (oltre una piccola postazione di serigrafia live!)

Ci vediamo il 15 e il 16 ad Acrobax
Due giorni di birre e riVolta..fino a vedere i draghi!

Ogni volta che emerge un focolaio sanitario a bordo di una nave da crociera, il racconto mediatico si concentra sull’eme...
12/05/2026

Ogni volta che emerge un focolaio sanitario a bordo di una nave da crociera, il racconto mediatico si concentra sull’emergenza del momento, sul “caso isolato”, sull’errore umano o sulla fatalità. Ma il problema è molto più profondo e strutturale e, tra topi nuotatori e accuse di mala gestione, c’è un dato chiaro che emerge: le navi da crociera si rivelano, ancora una volta, un pericolosissimo incubatore di malattie e un mezzo di diffusione del contagio.

Non è allarmismo, è epidemiologia.
Non è una novità, è una realtà ormai globale. Dopo il Covid, numerosi studi hanno confermato quanto il modello crocieristico faciliti la trasmissione rapida dei contagi su scala internazionale, amplificati dalla mobilità globale dei passeggeri e dalla rapidità degli spostamenti tra porti e aeroporti.

A lungo abbiamo messo in guardia, anche in sedi ufficiali, da questo ormai conclamato rischio che riguarda tutte le navi da crociera, in ogni luogo del pianeta. Eppure il business continua a espandersi: navi sempre più grandi, più passeggeri, più traffico, più pressione sui territori. I rischi sanitari, ambientali e sociali vengono scaricati sulle comunità locali, mentre i profitti prendono altre rotte.

Difendere il territorio significa anche rifiutare un modello che mette il profitto sopra la salute collettiva, la qualità dell’aria, gli ecosistemi costieri e la possibilità stessa di vivere il mare come bene comune.

https://english.mathrubhumi.com/features/specials/why-are-cruise-ships-so-prone-to-disease-outbreaks-uxxe1bh6

https://altreconomia.it/limpatto-delle-navi-da-crociera-sugli-ecosistemi-e-sulla-salute/

Cruise ships act as floating petri dishes for diseases like norovirus, COVID, and Legionnaires' due to crowded shared spaces, buffets, poor ventilation, and water systems.

Lo sguardo di chi vive questi lidici ricorda la bellezza e la poesiadi questo angoletto di costa.Per noi, questo mare, n...
09/05/2026

Lo sguardo di chi vive questi lidi
ci ricorda la bellezza e la poesia
di questo angoletto di costa.
Per noi, questo mare, non è un vuoto da riempire ma uno spazio naturale da riconoscere e celebrare. Ogni giorno.
Grazie Bi

Reportage fotografico da Fiumicino. Articolo di Adriano Marchesi

L’inchiesta di Report “L’aria dei porti” racconta quello che i territori denunciano da anni: le grandi navi continuano a...
07/05/2026

L’inchiesta di Report “L’aria dei porti” racconta quello che i territori denunciano da anni: le grandi navi continuano a bruciare carburanti altamente inquinanti anche durante la sosta nei porti, scaricando nell’aria particolato fine, ossidi di azoto e zolfo.

Dietro la retorica del “turismo sostenibile” c’è un modello che consuma territori, privatizza coste e trasforma città e litorali in piattaforme logistiche per il profitto globale. Le multinazionali delle crociere parlano di sviluppo, mentre alle comunità restano traffico, rumore, cementificazione e aria irrespirabile (con un impatto devastante sulla salute umana).

E mentre i porti esistenti continuano ad aumentare traffici e passeggeri — con Civitavecchia che punta a 4 milioni di crocieristi entro pochi anni — a Fiumicino vogliono imporre un progetto di porto crocieristico accanto alla foce del Tevere, in un’area fragile, soggetta a insabbiamento continuo e già priva di infrastrutture adeguate. Questo progetto intossicherà Isola Sacra e Fiumicino, ma anche Ostia, Ostia antica, Focene e Fregene..

L’inchiesta di Report conferma una cosa semplice: il modello crocieristico non è neutrale. È un sistema industriale energivoro e coloniale che usa i territori come scali sacrificabili dentro le rotte del turismo globale, di cui Fiumicino è già un triste protagonista visto il suo mega aeroporto a cui vogliono ingiustamente anche aggiungere una quarta pista, a spese anche qui della nostra salute.

Noi continuiamo a dirlo con chiarezza:
non abbiamo bisogno di mega navi, ma di territori vivi, accessibili e liberi dalla speculazione.

📖 Guarda l’inchiesta di Report:
https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Laria-dei-porti---Report-26042026-959acb9e-2f3d-43de-987d-f58f61503414.html?fbclid=IwdGRzaARcoqhjbGNrBFyioWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHiFW3AICYuj6NO6hJoJvYWWgfr9Waouj8D41M5AnHUnpUf1_VBVUifK5B25C_aem_HJeSS6NBeYBSv2LpgObbDg&sfnsn=scwspwa

Navi, emissioni e città sotto assedio.

CI SIAMO: DOMANI E DOPODOMANI al Bilancione torna PUNK ALL’ARREMBAGGIO – quinta edizione.Due giorni autogestiti tra conc...
30/04/2026

CI SIAMO: DOMANI E DOPODOMANI
al Bilancione torna PUNK ALL’ARREMBAGGIO – quinta edizione.

Due giorni autogestiti tra concerti, assemblee e pratiche di resistenza.
Per prenderci spazio, difenderlo e viverlo: DAL FIUME FINO AL MARE.
Con Tonino nel cuore: nessuna festa finché si continua a morire sul lavoro.

1° MAGGIO – dalle 16
2 MAGGIO – dalle 12

Reminder pratico per tuttə:
– differenzia e porta via la tua monnezza
– porta una borraccia piena d’acqua
– porta la tua maglietta da serigrafare
– rispetta lo spazio e il vicinato: la cura è parte della lotta

Porta energia, presabbene, cura e rabbia.
No Machi – No Fasci – No Grandi Navi

https://facebook.com/events/s/punk-allarrembaggio-quinta-edi/931848469687744/

SOLIDARIETÀ ALLE SORELLE E AI FRATELLI DI LAURENTINO 38❗️ACCORRETE AL SESTO PONTE. SAREMO TUTTO IL GIORNO,  TUTTI I GIOR...
28/04/2026

SOLIDARIETÀ ALLE SORELLE E AI FRATELLI DI LAURENTINO 38❗️
ACCORRETE AL SESTO PONTE.
SAREMO TUTTO IL GIORNO, TUTTI I GIORNI, QUI.

"È arrivata una colonna di mezzi della celere.
Noi siamo sul tetto del sesto ponte occupato e fuori c'è già un presidio solidale. Davanti a noi il cantiere Ater del quinto ponte: case per cui abbiamo lottato con chi abita in quartiere, case che ancora restano vuote e incompiute. Da oggi vogliono distruggere anche le case dove siamo cresciutx, dove è passata gente da ogni parte del mondo, case che abbiamo costruito e curato giorno per giorno.

Chiamiamo tuttx a raggiungerci a via Domenico Giuliotti.

Non gli regaliamo nulla, non gli regaliamo il posto dove sognamo e lottiamo, non gli regaliamo una sola lacrima.
Per chi può da ora in poi venite al Laurentino 38.

Oggi pomeriggio ore 16 concentramento in quartiere"

Non finisce tutto oggi! Non finisce qui! L38 continuerà ad esistere e ad essere la voce di chi non viene ascoltato, la compagnia di quando si resta soli,il rifugio di chi non sa dove altro andare e la forza di quelli a cui è stato tolto tutto. L38 resiste e resta!!

Indirizzo

Viale Claudio Caligari
Fiumicino
00054

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