RETE CIVICA FIDENZA
Fidenza, come tanti altri comuni del nostro territorio, sta rischiando di perdere la propria identità sociale e culturale. Non si va da nessuna parte se non si conosce il passato, se non si vive il presente e se non si guarda al futuro; in queste convinzioni c‘è la chiave del progetto civico che abbiamo costruito per rispondere alla necessità di cambiamento che tanti cittadin
i hanno manifestato anche recentenente nel voto al ballottaggio dove si confrontavano Partito Democratico e Forza Italia e la maggioranza degli aventi diritto di voto non è nemmeno andata a votare. Il civismo vuole essere altro da questi partiti, sempre più comitati d'affari evulsi dalla realtà cittadina. Il nostro civismo ha forti radici nel territorio fidentino e una visione della politica che vede protagonista, senza nessuna forma di filtro ideologico, il cittadino, coinvolgendo e aggregando coloro che, pur provenienti da diversi ambitisociali e politici, vogliono raggiungere obiettivi comuni. Leggere la città e i suoi problemi, lavorare per risolverli, questo per noi è il compito della politica, e fare politica vuol dire assumersi delle responsabilità, mettere in discussione organizzazione e programmi partendo dalle scelte strutturali che riguardano la qualità dei servizi che l'amministrazione pubblica mette in campo per rispondere alle esigenze ed ai bisogni dei cittadini tutti, si, a partire dai più deboli, ma anche attento ad uno sviluppo compatibile con la tutela del territorio, cercando nel contempo di far quadrare i bilanci, senza aumentare tariffe e accise , risparmiando sulle spese. Il vecchio “sistema dei partiti” si basava essenzialmente su due elementi fondamentali: programma e organizzazione. Se quindi la visione della politica deve essere altra rispetto a questo sistema, sarà in questi elementi che tale differenza si dovrà esprimere. In base a questa seppur semplicistica visione, l’unico elemento su cui si può ripartire per costruire politica, è l’organizzazione sul territorio e un programma condiviso dai confini larghi, che riesca a sfondare i vecchi steccati ideologici per poi ritrovarsi nello scegliere e nel fare. Operativamente, questo territorio, partendo dagli amministratori comunali delle Terre Verdiane, dovrebbe farsi promotore di una specie di Stati Generali dove confrontare, mettere in discussione organizzazione e programmi. PROGRAMMI:
1) Chiediamo che la politica spartitoria resti fuori dalle ASL, e dalle ASP che le esternalizzazioni siano autorizzate solo a parità di servizio e condizione retributiva per i lavoratori, che la spesa farmaceutica sia razionalizzata, che le macchine biomedicali siano utilizzate a tempo pieno per snellire le liste d’attesa e per abbattere i costi, che venga ridotta le spesa in vaccini armonizzandola a quella europea.
2. Anche al fine di creare nuovi posti di lavoro, investire risorse in: risparmio energetico, raccolta differenziata e gestione del riciclo dei rifiuti, rigenerazione urbana del centro storico, connettività diffusa, messa in sicurezza idrogeologica del territorio, bonifiche ambientali e messa a norma del patrimonio edilizio scolastico.
3. Tutela e valorizzazione della biodiversità, dei parchi, del paesaggio, delle vocazioni agricole tipiche e biologiche, del patrimonio geologico, fluviale, arboreo e storico-culturale.
4. Taglio ai costi: riduzione dei CDA delle partecipate e loro riorganizzazione e diminuzioni delle partecipazioni in enti, istituzioni, fondazioni e società. Divieto di cumulo di incarichi, tetto agli stipendi dei dirigenti e dei manager pubblici e loro nomina attraverso procedura di pubblica evidenza. Divieto di nomina in enti e società partecipate di ex consiglieri, sindaci e assessori per un periodo di almeno 5 anni successivi alla chiusura del mandato.
5. Sostegno al piccolo commercio e alle piccole medie imprese attraverso il contrasto alla burocrazia, la semplificazione normativa, gli sgravi fiscali per chi assume, la dematerializzazione delle pratiche e gli sportelli digitali. Sviluppare attività di sportello finalizzate ad internazionalizzazione ed innovazione. Accesso al credito attraverso il sostegno ai fondi di garanzia a sostegno all’economia locale.
6. Riscrittura dello statuto comunale in direzione di maggior partecipazione civica: proposte di delibere, referendum, petizioni, istruttorie pubbliche.
1. No al consumo del territorio agricolo.
2. 8. Investire nella bellezza del nostro territorio, sia nella valorizzazione del patrimonio museale che nella produzione artistica, culturale, creativa e nella riscoperta e valorizzazione del dialetto e della storia locale. L’obiettivo di ogni eletto nelle istituzioni dovrà essere quello di perseguire con onestà e giustizia, con tutta la propria capacità e le proprie forze, il progresso culturale, civile, sociale ed economico della collettività che rappresenta. Dovrà espletare il proprio mandato con spirito di servizio.