Regolamento Parco Roberto Bucci
E' vietato introdurre, circolare o sostare nel parco con veicoli di qualsiasi genere; da tale divieto sono escluse le biciclette condotte da bambini di età inferiore agli 8 anni; è inoltre vietato permanere nel parco oltre l'orario di chiusura. E' vietato entrare nel parco con qualsiasi animale; è inoltre vietato abbandonare animali nel parco. E' vietato cacciare,
pescare, uccidere, maltrattare, disturbare o appropriarsi degli animali residenti nel parco nonché delle loro uova; è inoltre vietato alimentare i colombi di città. E' vietato danneggiare le piante, calpestare le aiuole, arrampicarsi sugli alberi e raccogliere fiori e frutti. E' vietato gettare rifiuti al di fuori degli appositi contenitori; è inoltre vietato danneggiare gli arredi del parco. E' vietato nuotare o impiegare qualsiasi natante nei laghi. E' vietato svolgere giochi in maniera tale da poter arrecare danno o costituire pericolo per persone o cose. E' vietato fumare nell'area destinata al gioco dei bambini: è inoltre vietato l'uso dei giochi a bambini di età diverse rispetto a quelle indicate sui giochi stessi. IL PARCO ROBERTO BUCCI NELLA STORIA
La storia del sito dove oggi sorge il parco Roberto Bucci ha inizio subito. dopo l'unità d'Italia, nel 1864, quando l'area, fino ad allora occupata da terreni coltivati, venne adibita a piazza d'armi ovvero a luogo destinato ad ospitare esercitazioni militari in particolare del 22° reggimento cavalleggeri Catania di stanza a Faenza. Agli inizi del Novecento il luogo venne adibito, oltre che a piazza d'armi, anche ad ippodromo ospitando gare di trotto di livello internazionale come il Campionato Europeo. Nel corso della Prima Guerra Mondiale, tra il 1917 ed il 1919, l'area venne occupata dagli accampamenti delle truppe britanniche che sostavano in città (gli ufficiali erano invece alloggiati presso l'area oggi occupata dal parco della Rocca). Dopo la fine della Grande Guerra nacquero il campo sportivo (1924) ed il circolo del tennis (1933), contestualmente l'area dove oggi sorge il parco venne utilizzata sia come piazza d'armi sia come sito dove svolgere varie tipologie di manifestazioni pubbliche. La storia del parco Roberto Bucci, così come lo conosciamo noi oggi, inizia ufficialmente il 30 giugno 1967 quando un'apposita Deliberazione del Consiglio Comunale di Faenza ne stabili la creazione al posto della ex piazza d'armi; da tale origine deriva l'abitudine, ancora oggi molto diffusa tra i faentini, di chiamare il parco Roberto Bucci "parco di Piazza d'Armi" o semplicemente "Piazza d'Armi". Ideatori e sostenitori del parco furono il Sindaco di Faenza dell'epoca, Elio Assirelli, il noto imprenditore faentino Roberto Bucci a cui il parco è dedicato, ed il naturalista Cesare Gallegati che contrastarono con determinazione e lungimiranza la realizzazione di progetti alternativi che prevedevano l'edificazione dell'area. Si giunse cosi alla creazione del più bel parco pubblico di Faenza che copre una superficie complessiva di oltre otto ettari caratterizzati dalla presenza di due laghi collegati da un canale e di oltre millecinquecento piante fra alberi ed arbusti. Regolamento Parco della Rocca
E' consentito il transito delle biciclette lungo i percorsi evidenziati con segnaletica orizzontale. E' vietato introdurre, circolare o sostare nel parco con veicoli di qualsiasi genere; da tale divieto sono escluse le biciclette condotte da bambini di età inferiore agli 8 anni; è inoltre vietato permanere nel parco oltre l'orario di chiusura. IL PARCO DELLA ROCCA NELLA STORIA
La storia dell'area sulla quale sorge oggi il parco della Rocca è lunga e complessa ma può essere efficacemente riassunta citando i vari nomi che, nel tempo, sono stati attribuiti all'area stessa. A partire dalla metà del XVIII Secolo e fino alla metà del secolo successivo, l'area dove oggi sorge il parco fu adibita ad ospitare il foro boario ovvero il luogo dove si svolgeva il mercato del bestiame. Successivamente l'area venne destinata a verde pubblico tenendo presente la vicinanza del viale Stradone, luogo tradizionalmente adibito a passeggiate ed a rilassanti momenti di svago. Al centro dell'area verde era collocata una pista in terra battuta di forma circolare impiegata per l'addestramento dei cavalli e per l'uso delle prime biciclette che all'epoca stavano iniziando a diffondersi; da tale elemento caratteristico, ancor oggi facilmente individuabile osservando l'area, deriva il nome col quale tuttora i faentini indicano più frequentemente il parco ovvero "il Tondo". Nel corso della Prima Guerra Mondiale l'area ospitò gli alloggi ed i luoghi di svago degli ufficiali britannici ospitati a Faenza (le truppe britanniche erano invece alloggiate nell'area dove oggi sorge il parco Roberto Bucci). Conclusa la Grande Guerra l'area venne nuovamente adibita a verde pubblico assumendo la denominazione di parco della Rimembranza poiché, al suo interno, era stato piantato, a scopo commemorativo, un cipresso per ogni soldato faentino caduto nel corso del conflitto. Nel 1959 l'intera zona fu interessata da un ambizioso progetto che portò alla realizzazione di un prestigioso giardino zoologico che diede grande lustro alla città: il parco dei Bimbi. La realizzazione di tale progetto si deve all'impegno profuso dal sindaco dell'epoca, Elio Assirelli, e dal noto imprenditore faentino Roberto Bucci; entrambi saranno poi protagonisti, pochi anni dopo, della creazione dell'altro importante parco della città: il parco Roberto Bucci. L'eccessiva vicinanza con l'ospedale e le conseguenti, inevitabili, problematiche igieniche portarono, nei primi anni ottanta del secolo scorso, alla chiusura del giardino zoologico ed alla sua riconversione in parco pubblico con il nome di parco della Rocca; tale denominazione ha origine dal fatto che, a breve distanza da dove oggi si trova il parco, sorgeva, fino alla metà del XVIII Secolo, la rocca di Faenza, successivamente demolita per far posto all'ospedale degli Infermi