11/10/2026
ERACLEA - ANCHE OGGI I GIORNALI ...
Oggi sui giornali locali si continua a parlare diffusamente e a lungo di Eraclea, delle sentenze definitive e degli ultimi sviluppi.
Leggendo i numerosi articoli usciti anche oggi, emerge una riflessione necessaria che la nostra comunità ha il dovere morale di fare. La lotta alla criminalità organizzata e la difesa della legalità non si esauriscono con un comunicato stampa, né basta ripetere la formula "ora si voltano le spalle al passato". La legalità non è un interruttore che si accende o si spegne all'occorrenza: si costruisce giorno dopo giorno attraverso la consapevolezza, l'onestà intellettuale e, soprattutto, con azioni concrete e trasparenti.
Sfogliando le pagine dei quotidiani, salta all'occhio la ricchezza di interventi di chi – nel mondo civico, politico, associativo e del lavoro – in questi giorni e in tutti questi anni non ha mai smesso di metterci la faccia e di alzare la guardia per proteggere la città.
C'è chi ha portato dati e analisi scientifiche per ricordare a tutti una verità fondamentale: la favola della "mafia d'importazione" o dell'infiltrazione "esterna" non regge più. Quando le sentenze confermano radici profonde e una presenza pluridecennale nel tessuto economico e sociale locale, continuare a dire che si tratta solo di gente "venuta da fuori" rischia di fare compiere alla coscienza civile gravi passi indietro.
Ci sono poi le voci di chi guida la società civile, il mondo del lavoro e le associazioni di tutela ambientale, che ricordano come fin dal 2010 fossero state promosse manifestazioni, incontri e denunce per difendere l'economia sana e i cittadini onesti. Voci che all'epoca vennero persino criticate o liquidate come "provocazioni", ma che la storia e le aule di tribunale hanno dimostrato avere pienamente ragione.
Ci sono le analisi di esponenti politici ed ex amministratori che chiedono a gran voce un vero cambio di paradigma culturale: non servono ricette semplicistiche o scarichi di responsabilità sui tempi delle indagini della magistratura. Servono veri "anticorpi" sociali, da costruire insieme ai cittadini e soprattutto nelle scuole, parlando del fenomeno con trasparenza e senza nascondere l'evidenza.
E ci sono le testimonianze autorevoli di chi ha guidato le istituzioni dello Stato sul nostro territorio, confermando che l'allarme lanciato anni fa era fondato e che la guardia, soprattutto dove c'è ricchezza e business, non va mai abbassata.
Tutti questi interventi converge su un unico grande concetto: non si può continuare a mettere la testa sotto la sabbia o a minimizzare la gravità dei fatti.
Ed è esattamente a questo punto che sorge spontanea una riflessione politica e amministrativa fondamentale. Non si tratta di fare attacchi personali o di alimentare polemiche offensive, ma di capire se vi sia stata o meno una reale comprensione della gravità e della portata della questione.
Se da un lato l'Amministrazione dichiara che serve un "nuovo inizio", che si deve voltare pagina e lamenta quasi il fatto di dover essere aiutata o sostenuta dall'esterno, dall'altro lato i fatti raccontano una storia diversa sul fronte dell'impegno interno.
A questo proposito, colpiscono ed evidenziano un'incongruenza palese le parole dell'ex consigliere Giovanni Burato.
Burato ha ricordato come fosse stata presentata e approvata una mozione consiliare per l'istituzione di uno strumento interno fondamentale: un tavolo/intergruppo permanente per la legalità, pensato proprio per monitorare, prevenire e contrastare le infiltrazioni nel territorio comunale. Ebbene, come ha sottolineato Burato, quello strumento avviato nel 2023 – un mezzo concreto e interno a disposizione del Comune per dimostrare fermezza e vigilanza attiva – non risulta essere mai stato riunito o utilizzato davvero.
Ecco il punto su cui la cittadinanza è chiamata a riflettere:
Come si può da una parte invocare aiuto, sostenere di non essere stati supportati o bollare il problema come qualcosa venuto da fuori, quando dall'altra parte non si utilizzano nemmeno gli strumenti di controllo e trasparenza giusti che si hanno già in casa?
Questo paradosso dimostra che forse la portata, la profondità e la gravità di ciò che è accaduto ad Eraclea non sono state colte fino in fondo... Non basta auspicare la serenità: la serenità della nostra comunità si garantisce prendendo posizioni forti, azionando tutti i meccanismi istituzionali di garanzia e lavorando con la massima trasparenza.
I cittadini di Eraclea sono persone oneste, lavoratori e famiglie che meritano una guida che utilizzi ogni risorsa a disposizione per difendere la dignità e il futuro del nostro paese.
Flavio P.
👇 In allegato trovate alcuni articoli usciti oggi sui quotidiani locali (Il Gazzettino e La Nuova Venezia)