18/01/2018
LE B***E DI SILVIO, NON FIDATEVI DI BERLUSCONI!
Se si potessero tassare le promesse a vuoto e le b***e ultraventennali di Berlusconi, si aggiusterebbe definitivamente il bilancio dello Stato. E basterebbe davvero una flat tax.
L’ex Cav ha segnato l’ultimo quarto di secolo di storia italiana con una successione implacabile di sparate, soprattutto sul fronte fiscale. Sparate cui è seguito il nulla. Anzi, più che altro alle parole sono seguiti scudi, sanatorie e condoni tombali a favore dei più furbi.
Oggi Berlusconi straparla di nuovo di “tassa piatta”. Ma l’aliquota unica, allora al 33%, era il suo cavallo di battaglia già nel 1994, quando scese in campo per salvare le aziende di famiglia. Risultato? Niente.
Nel 2001, il condannato per frode fiscale si sedette nel salotto del fido Vespa, firmò il celebre contratto con gli italiani e promise solennemente due aliquote: una al 23 e una al 33%. Risultato? Una legge delega scaduta e rimasta senza attuazione. In pratica, un pugno di mosche per gli italiani che aspettavano la rivoluzione fiscale liberale. Nel frattempo, invece, si moltiplicavano gli scudi fiscali.
Poi, nel 2008, la promessa dell’ex Cav si ridimensionò: porteremo l’aliquota massima al 33%. Anche in questo caso non se ne fece nulla: anzi, arrivò il disastro del 2011 e Berlusconi dovette lasciare il governo tra i fischi e le monetine lanciate dagli italiani riuniti in piazza a festeggiare.
E oggi? Ci credete ancora? Molto spesso la storia che si ripete, da tragedia si trasforma in farsa.