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Emergenza 118, Rifondazione Comunista: “Basta silenzio istituzionale, subito un tavolo regionale”Esprimiamo il proprio t...
15/09/2026

Emergenza 118, Rifondazione Comunista: “Basta silenzio istituzionale, subito un tavolo regionale”

Esprimiamo il proprio totale e incondizionato sostegno alla mobilitazione indetta dal coordinamento delle associazioni del 118 a Cosenza. La protesta davanti alla sede dell’ASP di Viale degli Alimena non è che l'ennesimo grido d'allarme di un settore stremato, sul quale da anni la Regione Calabria e le Aziende Sanitarie Provinciali scaricano l'incapacità gestionale di un sistema sanitario pubblico deliberatamente impoverito e definanziato.
​È del tutto inaccettabile che chi garantisce un servizio essenziale e salvavita ventiquattr'ore su ventiquattro debba trovarsi di fronte al muro di gomma del silenzio istituzionale. L'inadeguatezza dei rimborsi, la mancanza di una copertura reale dei costi operativi e l'incertezza sulle clausole contrattuali non sono semplici questioni burocratiche, ma la diretta conseguenza di scelte politiche che mettono a rischio la tenuta dei soccorsi e la salute stessa della comunità.
​Per queste ragioni, come Rifondazione Comunista pretendiamo che la Regione e il Direttore Generale dell'ASP di Cosenza escano dal proprio isolamento e aprano ad horas il tavolo tecnico regionale richiesto dai promotori della protesta. È indispensabile adeguare immediatamente le risorse economiche destinate agli enti del Terzo Settore, fornire garanzie contrattuali trasparenti per gli operatori e varare un piano straordinario di investimenti e assunzioni per rafforzare l'intera rete dell'emergenza-urgenza su tutto il territorio calabrese.
​Se il servizio del 118 dovesse arrivare al blocco o al recesso formale dalle convenzioni, le responsabilità politiche e morali ricadranno interamente su chi ha preferito ignorare le continue sollecitazioni dei referenti. Condividiamo appieno l'appello rivolto ai Sindaci dei Comuni interessati e alla cittadinanza affinché siano resi edotti dell'imminente pericolo di paralisi dei soccorsi. Saremo al fianco dei volontari, dei lavoratori e dei cittadini per difendere la sanità pubblica e la dignità del lavoro

Angelica Perrone, Responsabile sanità regionale - Rifondazione Comunista Calabria

https://amp.cosenzachannel.it/amp/sanita/emergenza-118-rifondazione-comunista-basta-silenzio-subito-un-tavolo-regionale-de9n47e0

📣 Il governo Meloni, il governo della guerra e della collaborazione con Israele, ci ha condannati a prezzi del carburant...
15/09/2026

📣 Il governo Meloni, il governo della guerra e della collaborazione con Israele, ci ha condannati a prezzi del carburante esorbitanti ed al carovita che sta rendendo sempre più difficile il nostro quotidiano. I comuni possono concretamente ve**re incontro alle esigenze dei calabresi e delle calabresi.

📰 Leggi la proposta della nostra consigliera a Rende, Rossella Gallo, per istituire un rifornimento di benzina comunale a prezzi calmierati:

https://quicosenza.it/news/benzina-gallo-rende-distributore-comunale/

14/09/2026

Oggi presidio a contro l'ultima porcata del governo Meloni: impedire alle liste fuori dal Palazzo di presentarsi alle elezioni innalzando in maniera spropositata il numero delle firme da raccogliere.

13/09/2026

Domani (14.9) alle ore 17 presidio davanti al Senato contro la norma liberticida inserita da FdI nel Melonellum.
Invitiamo tutti i democratici e gli antifascisti a partecipare domani al presidio contro una norma incostituzionale che innalza ad almeno 450.000 il numero delle firme necessarie per presentarsi alle elezioni per i partiti attualmente non rappresentati in parlamento.

Giorgia Meloni vuole indebolire il fronte che potrebbe mandarla a casa nel 2027 e quindi vuole impedire a Rifondazione Comunista e a altre liste di presentarsi alle prossime elezioni.

È una norma incostituzionale perchè è evidente che impone una soglia irraggiungibile mentre i partiti già presenti in parlamento dal 2025 sono esentati.

L'attentato alla democrazia costituzionale, in particolare al principio di uguaglianza formale davanti alla legge, si completerebbe con il favor castae perché dalla raccolta firme sarebbero totalmente o parzialmente esentati i partiti presenti in Parlamento.

Ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica perchè intervenga di fronte alla palese incostituzionalità di una norma che crea una barriera illogica all'esercizio dei diritti democratici e per il palese contrasto con i diritti sanciti dagli articoli 48 e 51 della Costituzione.

12/09/2026

Delucidazioni

Questo è l'emendamento Zedda (FdI) approvato ieri. Nella prima stesura prevedeva di portare a 9-10.000 firme per collegio le firme necessarie per presentarsi. I collegi (Camera+Senato) sono 75 quindi parliamo di un totale poco sotto le 750.000 per stare sicuri dell'ammissione.

Poi, prima di approvarlo, hanno "abbassato" a 6-7.000 firme, cioè tra le 450.000 e le 525.000.

Si tratta comunque di un aumento spropositato perchè fino ad ora ce ne volevano 1.500-2.000.

Non è una norma contro Vannacci perchè Futuro Nazionale ha componenti in parlamento e lo stesso emendamento prevede che dovranno raccogliere il numero di firme della legge attuale.

È evidente che l'innalzamento è volto a evitare che liste come quelle di Rifondazione Comunista o di Progetto Civico si uniscano in coalizione con il campo largo.

Il Melonellum assegna un maxi-premio alla coalizione che prende anche solo un voto in più.

Con questa operazione furbastra e liberticida si vuole impedire che noi si possa partecipare.

Ovviamente questo aumento spropositato del numero delle firme colpisce anche altre potenziali liste che intendano collocarsi fuori dalle coalizioni che si contenderanno il premio. Ma non sfuggirà a nessuna persona intelligente che non concorrendo alla sconfitta della destra non sono loro il bersaglio principale di questa porcata.

Il Melonellum è stato predisposto per fare un golpe elettorale.

L'aggiunta di questa norma antidemocratica e liberticida conferma la necessità di un fronte costrituzionale, democratico e antifascista.



PNRR FALLITO E AUTONOMIA DIFFERENZIATA: IL DOPPIO COLPO CHE CONDANNA LA CALABRIA ALL’ISOLAMENTO. I dati ufficiali del mo...
09/09/2026

PNRR FALLITO E AUTONOMIA DIFFERENZIATA: IL DOPPIO COLPO CHE CONDANNA LA CALABRIA ALL’ISOLAMENTO.

I dati ufficiali del monitoraggio del Servizio Studi di Camera e Senato e i rilievi della Corte dei Conti certificano un disastro amministrativo e politico senza precedenti: la Calabria è al penultimo posto in Italia per l’attuazione del PNRR, con appena il 15,6% dei progetti completati a fronte di una media nazionale del 23,7%. L’84,4% dei cantieri e degli interventi finanziati è ancora colpevolmente fermo o in ritardo.
Oltre 5,2 miliardi rimangono bloccati nelle maglie della burocrazia. A questo stallo si sommano le gravi responsabilità del Governo centrale, che con tagli e riprogrammazioni ha definanziato opere fondamentali e depotenziato la ZES Unica, sottraendo risorse decisive proprio al Mezzogiorno.

L'inerzia e l’incapacità politica nel mettere a terra il PNRR, l'ultimo treno storico per colmare il divario Nord-Sud, si traducono in una costante privazione di diritti per i cittadini.

A questa conclamata incapacità di intercettare e spendere i fondi europei si aggiunge la minaccia dell'Autonomia Differenziata voluta dal Governo. Un provvedimento di fronte al quale il Presidente Occhiuto e la maggioranza regionale hanno messo in scena una resa inaccettabile.
Dopo le dichiarazioni di facciata e i finti scetticismi sbandierati, in particolare sulla necessità di definire e finanziare preventivamente i LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) a tutela di settori devastati come la Sanità, il Governo regionale ha scelto di cedere per meri equilibri di convenienza politica di coalizione.
Se alla mancata cantierizzazione dei 5,2 miliardi del PNRR applichiamo la futura attuazione dell'Autonomia Differenziata, il quadro diventa drammatico: una regione che non riesce a utilizzare le risorse perequative straordinarie verrà irrimediabilmente penalizzata dal trattenimento del gettito fiscale nelle Regioni più ricche del Nord. Il risultato sarà la spaccatura definitiva del Paese, con una Sanità pubblica calabrese ridotta al collasso, la fuga dei professionisti, la crescita della migrazione sanitaria e il prosciugamento dei servizi essenziali per i cittadini.

Il contrasto tra la narrazione della Calabria e la realtà è ormai insostenibile. La Giunta continua a promuovere l'immagine di una "Calabria Straordinaria" confinata a vetrina turistica ed eventi di facciata.
Di straordinario, la maggioranza avrebbe dovuto garantire solo una cosa: un piano di investimenti, ripresa e resilienza, capace di riscattare la regione e garantire pari dignità e diritti sociali.
Invece di concentrare le competenze amministrative per salvare questi 5,2 miliardi e fare un'opposizione intransigente all'Autonomia Differenziata, si preferisce dirottare l'attenzione su opere propagandistiche e prive di immediate ricadute quotidiane come il Ponte sullo Stretto, un diversivo sbandierato per distrarre nei momenti di crisi di consenso.

Come Rifondazione Comunista - Calabria, denunciamo con forza questo tradimento ai danni dei calabresi. Non possiamo accettare che l'incapacità amministrativa e la subalternità politica di chi ci governa condannino la nostra terra a rimanere isolata, impoverita e priva dei diritti elementari. Chiediamo con urgenza un'inversione di rotta immediata, lo sblocco reale delle risorse per la sanità pubblica, le scuole e la messa in sicurezza del territorio, unitamente al blocco definitivo del disegno sciagurato dell'Autonomia Differenziata. *Anche per questo rinnoviamo l'invito a sottoscrivere la petizione popolare proposta assieme ad altre realtà regionali nelle scorse settimane e lanciata dal Comitato in difesa della Costituzione di Lamezia Terme e dal Tavolo regionale “No AD”. È possibile firmare online o tramite i banchetti di raccolta firme che sono presenti in tutte le nostre iniziative sul territorio regionale*.
La Calabria ha diritto a un futuro di dignità, diritti e sviluppo pubblico, non a briciole e retorica propagandistica.

Rifondazione Comunista – Calabria

Con l'84,4% dei cantieri ancora non portati a termine, la gestione del PNRR in Calabria finisce al centro dell'attacco politico di Rifondazione Comunista.

📚 Attraverso la storia e la tragedia di Serafino Congi e della sua famiglia, L'attesa di Caterina Perri diventa un urlo ...
09/09/2026

📚 Attraverso la storia e la tragedia di Serafino Congi e della sua famiglia, L'attesa
di Caterina Perri diventa un urlo contro l'isolamento delle nostre aree interne ed il depotenziamento del servizio sanitario nazionale.

Ne discutiamo venerdì 18 alle 18 presso la libreria Feltrinelli in Corso Mazzini 86 a Cosenza nella prima delle iniziative autunnali del circolo Gullo-Mazzotta di Rifondazione Comunista.

Vi aspettiamo!

09/09/2026

Denunciare non basta se le istituzioni arrivano in ritardo: l'allarme sulla violenza di genere a Cosenza!

Rifondazione Comunista Calabria interviene sulla sicurezza delle donne raccontando la storia di una docente vittima di atti persecutori.

Indirizzo

Corso Telesio, 102
Cosenza
87100

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