Tifernum Tiberinum

Tifernum Tiberinum Urbem romanam TIFERNVM TIBERINVM Tiber svperiorem valle VI regio Umbria et ager gallicvs 🏛️🇮🇹 Mi auguro di trovare te e tua figlia in buona salute! a.C. d.C.

TIFERNUM TIBERINUM
Regio VI Umbria et Ager Gallicus


"..Le tue nuove ci hanno riempito di grande gioia, soprattutto perchè desideri, dopo tanto tempo, rivederci, tua nipote e me. Anche noi, dal canto nostro, nutriamo un incredibile, e improrogabile, desiderio di rivederti. Ma già prepariamo i bagagli per la partenza, con l’intenzione di sbrigarci, strade permettendo. Faremo un’unica sosta, ma bre

ve: devieremo alla volta della villa di Toscana, ma non per ispezionare i campi, bensì per ottemperare ad un necessario impegno. C’è una cittadina, chiamata Tiferno Tiberino, adiacente alle nostre proprietà, la qual cittadina, all’unanimità, mi stimò degno – ed ero quasi ancora fanciullo – d’essere suo patrono. Per la qual cosa, (la cittadinanza), accoglie in festa i miei arrivi, si duole per le mie partenze, s’inorgoglisce per i miei successi. Ora, poichè sono uno che ritiene molto sgarbato esser vinto in quanto ad affetto, ho fatto costruire, a mie spese, un tempio, a mo’ di ringraziamento, tempio la cui inaugurazione sarebbe empio differire ancora. Ci troveremo dunque lì per il giorno dell’inaugurazione, che ho deciso di celebrare con un banchetto. Il giorno seguente, dopo aver salutato gli amici, ci rimetteremo in viaggio lungo il precedente itinerario. Stammi bene.." Plinio il Giovane all'amico Fabato


“..Mi hai esposto sia i motivi privati, che sono molti, sia tutti gli altri di interesse pubblico a sostegno della tua domanda di congedo: mi sarebbe bastato anche solo il tuo desiderio.." (lett.9)

L' imperatore Traiano a Plinio il Giovane che gli chiede un mese di congedo per poter occuparsi della sua tenuta a Tiferno Tiberino (oggi Città di Castello in Umbria)

Su Città di Castello è necessario scrivere una piccola premessa. Tutti i folignati sentono di avere una forte affinità con i tifernati (cast'lèni). Ne parlano sempre con grande simpatia. In effetti, ternani e tifernati sono forse gli umbri meno arcigni e riservati, lontani dai bronci e dalle conventicole perugine, dal costante sarcasmo spoletino, dalle terribili asprezze appenniniche. Foligno e Città di Castello sono probabilmente le due città più padane dell'Umbria; entrambe in pianura, entrambe operose (come si diceva una volta), entrambe discrete. In entrambe abbondano i cognomi romagnoli e marchigiani; si guarda all'Adriatico, anche se Arezzo e Perugia ricordano ad entrambe che la condivisione dei destini tirrenici è inevitabile. Si sarebbe portati a credere che Città di Castello non si senta Umbra; ma non è così. Nella sala del Consiglio Comunale c'è una bella statua di donna, forte, prosperosa, sicura di sè: raffigura l'Umbria. Una Umbria che senza il suo estremo nordico, aperto e cordiale non sarebbe assolutamente la stessa. Veniamo adesso alla Città di Castello umbra: Tifernum Tiberinum. Il nome di Castrum Felicitatis risale alla tarda antichità. Non si deve credere, d'altra parte, che la parola Tifernum derivi dal nome latino del Tevere "Tibur"; è invece un toponimo di incerta origine, molto comune in tutte le aree abitate dai popoli di lingua osco-umbra. Possiamo citare Tifernum Metaurense (S.Angelo in Vado) ed un'altra Tifernum, addirittura nel Sannio, di incerta collocazione. Le prime capanne su palafitte vennero costruite su isolotti del lago Tiberino, che già intorno al IX-X sec. stava ritirandosi. Il ritrovamento protostorico più importante è quello di Riosecco, ma frequentazioni umane sono attestate già in epoca neolitica. L’abitato era esteso oltre un ettaro, dotato di grandi edifici rettangolari con alzato ligneo. I materiali restituiti da alcuni scavi possono essere datati dalla fine dell’VIII sec. al VI sec. a.C.; e nei dintorni, quali Trestina, Lerchi e Fabrecce, ne sono emersi altri risalenti al IX, X secolo. Viene tra l'altro rilevata, in base all'esistenza di un tempio che si trovava a Tifernum e dedicato a Venere vincitrice, la possibilità che vi fosse un porto sul Tevere, dato che in Umbria era frequente il legame fra divinità femminili guerriere e i porti fluviali. Nel VII secolo a.C. circa la città, come del resto tutta l’Umbria cominciò ad avere scambi commerciali con il popolo degli Etruschi che erano penetrati fino alla sponda destra del Tevere. Purtroppo, sembra da recenti ritrovamenti archeologici che i vicini non si limitarono a commerciare, distruggendo la città ed occupando il suo territorio nel corso del VI sec. a.C; momento in cui conquistarono le colline alla riva sinistra del Tevere, fino a Perugia. E' incerta la data in cui Tifernum entrò nell'orbita romana; probabilmente insieme a Sarsina, dopo la vittoria romana contro di essa, nel 266 a.C. Dal I secolo a.C. divenne municipio romano, di cui patrono più illustre fu Gaio Plinio Cecilio Secondo detto Plinio il Giovane, il quale, secondo quanto affermato in una sua lettera, fece erigere un tempio, ultimato nel 103 o 104 d. C., di cui non si conosce la collocazione. Certamente la gens Plinia possedeva vasti latifondi nelle vicinanze della città ed una villa è più volte ricordata dallo stesso Plinio il Giovane nelle sue lettere; gli scavi operati in località Santa Fiora, nel Comune di San Giustino,condotti dall'Università degli Studi di Perugia in collaborazione con l'Università di Alicante, hanno permesso di individuare la collocazione della villa di Plinio il Giovane. Le presenze archeologiche interne all’era urbana sono concentrate in un’area ristretta e con un’organizzazione topografica ben definita, delimitata dall’odierno Corso Vittorio Emanuele, forse l’antico cardo maximus. Lo scavo ha restituito due epigrafi e una base di statua rinvenute tra il muro in opera reticolata e l’ingresso all’arena. Le iscrizioni sono dedicate a Caio Palio e Caio Tussidio Marciano, magistrati appartenenti alla tribù Clustumina, tribù dominante per gli abitanti di Tifernum Tiberinum ed alla quale furono iscritte, dopo la guerra sociale, moltissime città umbre;

Grazie ai recenti rinvenimenti all’interno dell’area urbana tra le attuali vie G. Oberdan, Borgo Farinario e delle Santucce (la cosiddetta area ex F.A.T.), il centro antico ha assunto connotati più precisi. La struttura recentemente scoperta ha una forma ellissoidale definita da due muri in opera a sacco, divisi da un'intercapedine, e con il paramento esterno in opera vittata. I confronti più vicini per la struttura ellittica rientrano nella categoria delle palestre e soprattutto degli anfiteatri, anche se è evidente come in questo caso manchino gli elementi strutturali di sostegno della cavea, ma non sembra inverosimile ipotizzare che l'impianto utilizzasse il terrapieno naturale. Tipologicamente l'impianto anfiteatrale potrebbe essere avvicinato ai tipi cosiddetti "provinciali", privi dell'elevato tipico, con arena scavata e cavea che poggia in parte su un'elevazione naturale e in parte costruita a terrapieno frazionato. La datazione di questo edificio che era comunque adibito a spettacoli può essere fissata nel I sec. L’anfiteatro è quindi il primo rinvenimento di carattere urbanistico riferibile ad una zona pubblica di Tifernum Tiberinum, ubicato in un’area, il quartiere Mattonata, dove sono concentrate le principali evidenze archeologiche in particolare i pavimenti a mosaico, riferibili probabilmente a domus. Il sistema di canalizzazione, che attraversa tutta la zona e taglia in due casi anche le strutture murarie, fa supporre l'esistenza di terme. In alcune abitazioni private si possono invece vedere mosaici di epoca romana. Nel Palazzo comunale sono custodite alcune iscrizioni romane, fra cui questa:

Lucius Vennius Sabinus, cm
Efficace filio, fontem et
conceptum aquae, suis
terminis usque ad kaput,
formae publicae
Tifernatibus Tiberinis
dono dedit

Lucio Vennio Sabino, col figlio Efficace, diede in dono al popolo dei Tifernati Tiberini la fonte e l’invaso dell’acqua dalla loro proprietà fino alla sorgente per l’abbellimento della comunità (in questo caso forma è intesa come bellezza)
(Terme di Fontecchio)

23/04/2026

🇮🇹

Sfilare a Roma, nel giorno dei suoi Natali, è qualcosa che va oltre le parole.
È il cuore che batte più forte. È la storia che respira. È l’abbraccio della gente che ti attraversa.
Roma non si racconta. Roma si vive.. 🏛️

Guarda di più:

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🇮🇹NATALE DI ROMA 2026TIFERNVM TIBERINVM presente!Sfilare per Roma, nel giorno dei suoi Natali, non è solo camminare: è a...
23/04/2026

🇮🇹

NATALE DI ROMA 2026

TIFERNVM TIBERINVM presente!

Sfilare per Roma, nel giorno dei suoi Natali, non è solo camminare: è attraversare il tempo.

Ogni passo risuona tra pietre antiche, ogni sguardo incrocia secoli di storia che sembrano tornare vivi.

Poi arriva l’abbraccio della gente — sincero, caldo, potente. Non sei più solo: sei parte di qualcosa di più grande, di eterno.

Roma non si guarda, si sente. Ti entra dentro, ti stringe, ti solleva.
E in quell’istante capisci che non stai solo rievocando la storia… la stai vivendo.
Roma è magia. Roma è emozione. Roma è casa 🏛️

Interpretazione: AUGUSTO e le sue Guardie.

👑










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FORO ROMANO DI TIFERNVM TIBERINVM 🏛️🇮🇹A Città di Castello non è stato identificato con certezza un vero e proprio foro r...
12/04/2026

FORO ROMANO DI TIFERNVM TIBERINVM 🏛️🇮🇹

A Città di Castello non è stato identificato con certezza un vero e proprio foro romano monumentale come quelli delle grandi città, (tipo Foro Romano a Roma), ma esistono indizi molto concreti sulla presenza di un centro urbano romano organizzato nell’antica Tifernum Tiberinum.

📍 Dove si trovava il “foro” di Tifernum?

Gli studiosi ritengono che il cuore della città romana (foro incluso) fosse nell’area dell’attuale centro storico, probabilmente:

zona tra Piazza Gabriotti area del Duomo, (Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio),
direttrici degli assi viari principali (cardo e decumano)
Questa ipotesi si basa su:

ritrovamenti archeologici sparsi, (muri, pavimentazioni, epigrafi),
continuità urbanistica tra città romana e medievale
posizione strategica vicino al Tevere

🏛️ Che aspetto poteva avere?

Anche se non è visibile oggi, il foro di Tifernum Tiberinum doveva essere simile, in piccolo, a quelli delle città municipali romane:

piazza rettangolare porticata,
basilica civile, (per giustizia e affari),
tempio principale, (forse legato alla Fortuna, come suggerisce Plinio il Giovane),
botteghe e uffici pubblici

🔎 Perché non si vede oggi?

La città medievale e rinascimentale si è costruita direttamente sopra quella romana

Questo significa che:

il foro è ancora sotto terra
non è stato scavato in modo estensivo, ogni scoperta avviene in modo frammentario (lavori edilizi, ritrovamenti casuali)

🧠 In sintesi:

Non vi è un “foro visitabile”, ma qualcosa di più interessante dal punto di vista storico:

👉 una città viva che ricalca ancora l’impianto romano

Leggi di più:

https://www.keytoumbria.com/Citta_di_Castello/Palazzo_della_Porta.html?utm_source=chatgpt.com







🇮🇹LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DEL TEMPIO DELLA FORTUNA (ca. 110 d.C.)In Tiferno Tiberino, sub auspiciis Fortunæ et Pli...
24/01/2026

🇮🇹

LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DEL TEMPIO DELLA FORTUNA (ca. 110 d.C.)

In Tiferno Tiberino, sub auspiciis Fortunæ et Plinii Minoris

Il sole alto d’estate scintillava sul marmo levigato del nuovo tempio, eretto sulla terrazza che dominava il foro di Tifernum Tiberinum. I cittadini si erano radunati fin dal primo mattino, vestiti con le toghe migliori, e la folla vibrava di attesa. I suoni dei flauti e dei corni rituali riecheggiavano tra le colonne, mentre i sacerdoti con le vesti bianche attendevano presso l’altare i segni propizi.

Nel cuore della piazza, il patrono della città — Gaius Plinius Caecilius Secundus, detto Plinio il Giovane — avanzava con passo solenne. Indossava la toga praetexta e recava nella mano destra una corona d’alloro, simbolo della sua dignità senatoriale. Accanto a lui camminavano i magistrati locali, i flamines della città e un piccolo corteo di giovani portatori d’incenso.

Giunto ai gradini del tempio, Plinio si fermò. Il silenzio si fece assoluto.

«..Populus Tifernatis, amici et cives carissimi..», esordì con voce ferma, «..questo tempio alla Fortuna non è dono del mio oro, ma della mia gratitudine. Voi mi avete accolto come vostro patrono; io vi restituisco un luogo sacro, perché la vostra sorte sia sempre benigna..»

Un applauso corale si levò dai cittadini.

Plinio salì poi i gradini del podio e porse la corona sull’altare, mentre un aruspice sacrificava una vittima rituale — una bianca giovenca — secondo i riti più antichi. Il sangue scivolò nelle canalette cerimoniali, e l’aroma delle erbe sacre bruciate avvolse il tempio.

Le porte del tempio furono finalmente aperte. All’interno, tra colonne corinzie ornate d’oro, si rivelava la statua della Fortuna: alta, austera, con la cornucopia nella sinistra e il timone nella destra, come a guidare il destino della città.

Il popolo entrò in processione, recando ex voto, statuette, anelli e pergamene di ringraziamento. Alcune madri vi portarono i neonati, altri giunsero in silenziosa preghiera.

Nel cielo azzurro, un volo di colombe si levò dai tetti: segno gradito agli dèi, secondo i presagi. Plinio sorrise lievemente.
.Che la Fortuna vi guidi, oggi e nei secoli futuri.. , sussurrò tra sé, prima di voltarsi verso il fiume sacro — il Tevere — che scorreva lento, testimone eterno delle promesse degli uomini 🏛️

LUDI POMPEIANI  🏛️🇮🇹Città di Castello presente
19/10/2025

LUDI POMPEIANI 🏛️🇮🇹
Città di Castello presente






IL TEMPIO DELLA FORTUNA DI TIFERNVM TIBERINVM 📜 Contesto storico e fontiPlinio il Giovane fu legato a Tifernum Tiberinum...
23/07/2025

IL TEMPIO DELLA FORTUNA DI TIFERNVM TIBERINVM

📜 Contesto storico e fonti

Plinio il Giovane fu legato a Tifernum Tiberinum (in Umbria) in quanto patrono della città. Lo afferma lui stesso in Epistulae, libro I, 8, dove parla del proprio impegno per la comunità tifernate.

> "Tifernates me patronum adoptaverunt; operibus publicis me excitarunt."

> "I Tifernati mi hanno adottato come patrono; mi hanno spinto a finanziare opere pubbliche."

In un’altra lettera (Epistulae V, 7), Plinio menziona esplicitamente un edificio pubblico da lui fatto costruire per la città, anche se non specifica di che tipo si tratti:

> "Aedificium publicum civitati meae exstruxi."

🏛️ Ipotesi sul Tempio della Fortuna

Alcuni studiosi locali e ipotesi archeologiche suggeriscono che l’edificio donato da Plinio potesse essere:

1. 🏛️ Un tempio dedicato alla Fortuna, divinità romana legata alla sorte e al favore divino — molto venerata nei municipi romani.

2. 🏛️ Una basilica civile, una biblioteca o un portico.

3. 🏛️ Un tempietto suburbano, in prossimità delle terme o del teatro, come gesto augurale.

In epoca romana, era frequente dedicare edifici pubblici alla Fortuna, in particolare la Fortuna Redux o la Fortuna Augusta, per onorare la prosperità e il favore imperiale.

📍 Possibile ubicazione

Sebbene non ci siano resti sicuri attribuibili a un tempio della Fortuna a Città di Castello, l’area del foro romano, piazza Gabriotti o la zona lungo il decumano massimo potrebbero essere le candidate più plausibili.

✍️ Ricostruzione ipotetica

> .."Il Tempio della Fortuna, eretto per volontà del patrono Plinio il Giovane nel cuore di Tifernum Tiberinum, si elevava con eleganza sul margine orientale del foro. Decorato con marmi chiari e statue votive, il tempio celebrava la benevolenza della Fortuna verso la città e il legame tra il municipium umbro e il suo illustre benefattore romano.."









VILLA DI PLINIO IL GIOVANE La villa romana di Plinio il Giovane in Valtiberina, spesso identificata con la sua villa in ...
17/07/2025

VILLA DI PLINIO IL GIOVANE

La villa romana di Plinio il Giovane in Valtiberina, spesso identificata con la sua villa in Tuscis, è una delle dimore più affascinanti del panorama letterario e archeologico dell’Italia romana, anche se la sua ubicazione esatta è ancora oggetto di studio.

📍 Localizzazione probabile

Plinio il Giovane, nella sua Lettera a Domizio Apollinare (Epist. V, 6), descrive una sua villa situata in Tuscia, da molti studiosi identificata con la Valtiberina, in particolare nella zona dell’attuale Città di Castello (l’antica Tifernum Tiberinum), o nei suoi immediati dintorni (Grumale, Badiali, Pitigliano, ecc.).

🏛️ Descrizione della villa secondo Plinio

Plinio la definisce una villa rustica, ma elegante e accogliente, immersa in un paesaggio collinare. Ecco alcuni dettagli dalla sua lettera:

Struttura compatta e funzionale, con portici che proteggono dalla pioggia e dal sole.

Una loggia con vista sul paesaggio umbro.

Ambienti per il riposo e lo studio, ben areati.

Uso attento della luce naturale.

Presenza di terme private e ambienti per la lettura e la scrittura.

Una campagna coltivata che circonda la villa, simbolo di otium e labor.

🏞️ Contesto ambientale e culturale

La villa si inserisce in un contesto di grande bellezza naturale, con il fiume Tevere vicino e le colline umbre e toscane sullo sfondo.

Rappresenta l’ideale romano del proprietario colto, dedito allo studio e alla gestione delle proprie terre.

È un esempio perfetto del concetto di otium cm dignitate, tipico dell’aristocrazia romana.

🔍 Ricerche e ipotesi moderne

Alcuni scavi nei pressi di Città di Castello hanno restituito resti di strutture romane, anche con mosaici e impianti termali, compatibili con la descrizione pliniana.

Le località di Grumale, Pitigliano, e Badiali sono tra quelle considerate più plausibili 🏛️🇮🇹

https://tuttatoscana.net/2020/02/06/la-villa-di-plinio-il-giovane-in-etruria/?fbclid=IwY2xjawLrMfZleHRuA2FlbQIxMQABHiduXAvYaL5lz-7iD7gio3J4aq-08ZDIL3s7-bf9RHTBpge61SSE9hDnGoMA_aem_JaGsojARCwsINm7FS72DIQ












MONTERCHI IN EPOCA ROMANA Monterchi, oggi un affascinante borgo in provincia di Arezzo, (Toscana), sorge su una collina ...
03/07/2025

MONTERCHI IN EPOCA ROMANA

Monterchi, oggi un affascinante borgo in provincia di Arezzo, (Toscana), sorge su una collina che domina la media valle del Tevere, in prossimità del confine con l’Umbria. Sebbene la fama moderna del paese sia legata alla "Madonna del Parto" di Piero della Francesca, la sua storia antica affonda le radici nel periodo romano e preromano, quando il territorio faceva parte dell’Ager Tifernas, (la campagna della romana Tifernum Tiberinum, oggi Città di Castello).

🏺 Storia in epoca romana

Origini: L’area di Monterchi era già frequentata in epoca etrusca, come testimoniano alcune sepolture trovate nella zona. Tuttavia, fu durante l’epoca romana che il territorio venne pienamente integrato nel sistema viario, agricolo e amministrativo dell’Impero.

Romanizzazione: Dopo la conquista romana dell’Etruria e dell’Umbria, il territorio di Monterchi fu annesso all’ager romanus e assegnato probabilmente alla tribù Clustumina o Sergia, come molte località del Tifernum romano.

Villae rusticae: Numerosi resti archeologici rinvenuti nei dintorni indicano la presenza di ville agricole romane (villae rusticae), centri produttivi con campi, magazzini e strutture termali. Questo testimonia la vocazione agricola della zona, con produzione di cereali, vino e olio.

Viabilità romana: Monterchi si trovava tra due importanti assi viari:

La via Tiberina, che risaliva il fiume Tevere.

La via Ariminensis-Cassia Nova, che da Rimini conduceva verso Arezzo e poi Roma.

🏛️ Particolarità storiche e archeologiche

1. Nome latino ipotetico: Non conosciamo con certezza l’antico nome latino di Monterchi, ma il toponimo potrebbe derivare da Mons Herculis, (monte di Ercole), secondo una tradizione medievale che associa il luogo a un antico culto romano o italico.

2. Culto di Ercole: È possibile che sul colle sorgesse un luogo di culto dedicato a Ercole, una divinità molto venerata nei territori rurali per la sua associazione con la forza, la fertilità e la protezione delle greggi e delle messi.

3. Presenza di cippi e iscrizioni: Alcuni cippi funerari e reperti epigrafici di epoca romana sono stati ritrovati nei dintorni.

📜 Titolo del funzionario romano a Monterchi, (ipotesi storicamente fondata).

Poiché Monterchi non era un centro autonomo ma probabilmente un vicus rurale sotto la giurisdizione di Tifernum, la carica più plausibile sarebbe:

👉 Magister vici Monterclani, (o simile forma latina)

Un magister vici era un funzionario eletto localmente che sovrintendeva alla vita civile, alla manutenzione dei templi, all’ordine pubblico e alle festività locali.

Era spesso affiancato da assistenti (vicomagistri) o collegi locali 🏛️🇮🇹

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PLINIO IL GIOVANECHI ERA ED IL SUO RAPPORTO CON TIFERNUM TIBERINUM Plinio il Giovane (nome completo: Gaius Plinius Caeci...
02/06/2025

PLINIO IL GIOVANE
CHI ERA ED IL SUO RAPPORTO CON TIFERNUM
TIBERINUM

Plinio il Giovane (nome completo: Gaius Plinius Caecilius Secundus) è stato un importante avvocato, scrittore e magistrato romano vissuto tra il 61/62 d.C. e circa il 113 d.C.. È celebre soprattutto per la sua raccolta di lettere, che rappresentano una fonte storica e culturale di straordinario valore per conoscere la vita, la politica e la società dell’Impero Romano sotto i Flavi e i primi imperatori adottivi.

📜 CENNI BIOGRAFICI:

Nato a Como, ma cresciuto a Roma sotto la tutela dello zio Plinio il Vecchio, celebre naturalista morto durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Dopo la morte dello zio, fu adottato da lui nel testamento, assumendone il nome.

Ebbe una brillante carriera pubblica: fu senatore, questore, pretore, console (nel 100 d.C. con l’imperatore Traiano) e infine governatore (legato) della provincia di Bitinia-Ponto in Asia Minore.

LE LETTERE:

Plinio è noto per le sue "Epistulae", una raccolta in 10 libri di lettere:

Libri I–IX: lettere scritte a parenti, amici e colleghi su temi vari (politica, letteratura, eventi quotidiani).

Libro X: contiene la corrispondenza ufficiale con l’imperatore Traiano, unica nel suo genere, che mostra il funzionamento concreto dell’amministrazione imperiale.

🌋 LA LETTERA SU POMPEI:

Plinio è la principale fonte oculare dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., grazie a due lettere inviate allo storico Tacito:

Descrive la morte dello zio Plinio il Vecchio, accorso a soccorrere gli abitanti di Stabia.

Fornisce il primo racconto dettagliato di un’eruzione vulcanica, tanto che oggi si parla di “eruzioni pliniane”.

IMPORTANZA STORICA E CULTURALE:

Le sue lettere sono uniche per stile e contenuto: mescolano autobiografia, riflessione filosofica, osservazione storica.

Offrono un raro spaccato della vita di un aristocratico romano colto, tra otium letterario e impegno civico.

Sono fonte preziosa sulla vita sotto Domiziano, Nerva e Traiano.

PLINIO E TIFERNUM TIBERINUM

Il rapporto tra Plinio il Giovane e Tifernum Tiberinum (l’attuale Città di Castello, in Umbria) è diretto e documentato: egli fu patrono della città, che gli era molto devota e con la quale intrattenne rapporti epistolari e amministrativi, come testimoniato nelle sue lettere.

TIFERNUM TIBERINUM CONTESTO

Tifernum Tiberinum era una municipalità romana situata lungo il fiume Tevere, in una zona strategica tra l’Etruria e l’Umbria.

Faceva parte del sistema amministrativo romano e, come altre città, aveva un patronus, cioè un aristocratico romano che la rappresentava a Roma e la aiutava economicamente o politicamente.

PLINIO COME PATRONO DI TIFERNVM

Plinio fu scelto patrono da Tifernum Tiberinum per via del suo status sociale, della sua influenza politica e della sua reputazione morale.

In cambio dell’onore, egli si impegnò concretamente per migliorare le condizioni della città, finanziando opere pubbliche e scrivendo lettere a Roma per conto degli abitanti.

🏛️ UN EPISODIO SIGNIFICATIVO: IL TEMPIO DEDICATO A LUI

Nella Lettera 10.8 (a Traiano), Plinio racconta un fatto interessante:
.I cittadini di Tifernum Tiberinum volevano erigere una statua o addirittura un piccolo tempio in suo onore..

Plinio scrive all’imperatore per chiedere il permesso, mostrando rispetto per il costume e per la legge (non voleva apparire troppo ambizioso o arrogante). Questo episodio dimostra:

Il profondo affetto degli abitanti verso di lui.

L’inserimento culturale e politico di Plinio nella vita civica di Tifernum.

Il suo carattere, improntato a un certo rigore morale e moderazione.

LE OPERE DI PLINIO A TIFERNUM:

Sappiamo che Plinio
finanziò costruzioni pubbliche, come edifici amministrativi e probabilmente terme o una biblioteca.

Favorì l’istruzione e la cultura, con l’attenzione tipica di un aristocratico romano illuminato.

Offrì consigli legali e amministrativi ai magistrati locali.

🏛️ EREDITÀ:

A Città di Castello oggi:

Esistono ricordi e celebrazioni del legame con Plinio il Giovane.

In epoca rinascimentale e moderna il legame è stato riscoperto, anche grazie agli umanisti.

In alcune zone del centro storico sono stati ritrovati resti romani che potrebbero riferirsi all’epoca in cui Plinio era attivo come patrono 🏛️🇮🇹

Leggi di più:

https://www.romanoimpero.com/2017/06/plinio-il-giovane.html?m=1















TIFERNVM TIBERINVM Tifernum Tiberinum, antico municipio romano situato nell'Alta Valle del Tevere (attuale Città di Cast...
20/05/2025

TIFERNVM TIBERINVM

Tifernum Tiberinum, antico municipio romano situato nell'Alta Valle del Tevere (attuale Città di Castello, in Umbria), era un importante centro strategico e agricolo lungo il fiume Tevere. Fondata probabilmente su un preesistente insediamento umbro, fu romanizzata nel corso del II secolo a.C. e inserita nel sistema amministrativo romano come municipium.

Caratteristiche principali:

Nome latino completo: Tifernum Tiberinum

Regione: Umbria, nella zona settentrionale al confine con l’Etruria

Fiume: Sorgeva lungo il Tevere, elemento cruciale per i commerci e le comunicazioni

Struttura urbana: Come molti municipia, era dotata di cardo e decumano, foro, terme, teatro, e templi

Ruolo storico: Durante l’età imperiale, fu un centro vitale per la vita rurale e mercantile della zona

Curiosità:

È menzionata in alcune fonti tardo-antiche come sede di ville romane e di residenze aristocratiche.

Gli scavi moderni hanno riportato alla luce mosaici, iscrizioni e resti di edifici pubblici che confermano l’importanza municipale della città.

PLINIO IL GIOVANE ED IL TEMPIO DELLA DEA FORTUNA DONATO A TIFERNUM TIBERINUM
.Mi fermerò un giorno a Tiferno poi ti raggiungerò..

Le tue nuove ci hanno riempito di grande gioia, soprattutto perchè desideri, dopo tanto tempo, rivederci, tua nipote e me. Anche noi, dal canto nostro, nutriamo un incredibile, e improrogabile, desiderio di rivederti. Ma già prepariamo i bagagli per la partenza, con l’intenzione di sbrigarci, strade permettendo. Faremo un’unica sosta, ma breve: devieremo alla volta della villa di Toscana, ma non per ispezionare i campi, bensì per ottemperare ad un necessario impegno. C’è una cittadina, chiamata Tiferno Tiberino, adiacente alle nostre proprietà, la qual cittadina, all’unanimità, mi stimò degno – ed ero quasi ancora fanciullo – d’essere suo patrono. Per la qual cosa, (la cittadinanza) accoglie in festa i miei arrivi, si duole per le mie partenze, s’inorgoglisce per i miei successi. Ora, poichè sono uno che ritiene molto sgarbato esser vinto in quanto ad affetto, ho fatto costruire, a mie spese, un tempio, a mo’ di ringraziamento, tempio la cui inaugurazione sarebbe empio differire ancora. Ci troveremo dunque lì per il giorno dell’inaugurazione, che ho deciso di celebrare con un banchetto. Il giorno seguente, dopo aver salutato gli amici, ci rimetteremo in viaggio lungo il precedente itinerario. Mi auguro di trovare te e tua figlia in buona salute! Stammi bene..

Plinio il Giovane all'amico Fabato 🏛️🇮🇹

https://www.italythisway.com/places/articles/citta-di-castello-history.php?fbclid=IwY2xjawKYy2lleHRuA2FlbQIxMQABHhzbzKLxdE4fOWP27c-DLc8GV0NGG2uMKYURujXSkIJ7NzjsLxHTwKl3j-hw_aem_I1cNTDeKK1j9DXT_LUlJAQ












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