08/06/2026
L’AVVOCATO PIETRO DE CICCIO: IL PRIMO SINDACO DI CAVA DE’ TIRRENI POST FASCISMO
Nel giorno del ballottaggio comunale, ricordiamo il primo sindaco di Cava de’ Tirreni dopo il crollo del fascismo nel sud della Pen*sola e il conseguente periodo del Regno d’Italia, più noto a tutti come “Regno de Sud”.
Pietro De Ciccio nacque al Borgo il 17 novembre 1884 grazie all’unione tra l’avvocato Liberatore e la gentildonna Antonia D’Ursi (sull’atto di nascita del futuro sindaco, viene erroneamente chiamato Salvatore e corretto il 19 maggio 1916 dopo la sentenza del Tribunale di Salerno, cosi come la consorte che venne chiamata Antonietta). Studente presso il Collegio dell’Abbazia benedettina di Cava de’ Tirreni e poi universitario presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma, sposò la Sig. Maria Pasquale il 4 aprile 1908. Dal loro matrimonio nacquero i seguenti figli: Salvatore, Fernando, Bruno, Antonietta, Esterina. S’iscrisse all’albo degli avvocati il 7 gennaio 1914 («Il Pungolo», 21 novembre 1962, pag. 1 e 4) e fu attratto dalla vita politica, tanto da diventare consigliere ed assessore democristiano tra il 1907 e il 1911; sindaco della Città, per la prima volta, nel 1911. Rimase in carica fino a giugno 1914, quando passò il “testimone” al nuovo Primo cittadino Francesco Vitagliano Stendardo; mantenne la sua attività politica a Cava e fu anche eletto consigliere comunale nel 1920, fino all'avvento del Fascismo nella città “metelliana”, che, purtroppo, non sfuggì ai disordini causati dai fascisti. Anzi, il Circolo Democratico, di cui era fondatore e presidente, fu seriamente danneggiato. Dopo l’episodio preferì ritirarsi a vita privata dedicando tutte le sue energie alla professione di avvocato e, nonostante la sua avversità al Regime, fu ugualmente ben visto tra la popolazione che ammirava la correttezza e la professionalità. Domenico Apicella, nel suo articolo «IL GRANDE PENALISTA» (testo apparso sul giornale «Il Castello», edizione novembre 1962, p. 2), raccontava un curioso aneddoto:
«…, la sera dell’8 ottobre 1935 in piazza Duomo di Cava, di fronte al Circolo Sociale, essendosi trovato a passare per caso in mezzo ad una agitazione di giovani fascisti, stava per essere addirittura portato in trionfo per la città come simbolo della ribellione della gioventù fascista cavese al conformismo imperante. E fu soltanto per il prevadere del buon senso degli avveduti, e per la prudenza di Lui stesso, che gridò le memorabili parole: “Vi ringrazio, o concittadini e non camerati: io non sono fascista, e tale intendo rimanere!”»
Commissario Prefettizio prima dell’8 settembre 1943, fu integerrimo nel gestire la situazione cittadina, soprattutto durante i periodi della Battaglia di Cava (09-28 settembre). Nominato sindaco del Comune di Cava de’ Tirreni nel marzo 1944, rassegnò le dimissioni due anni dopo per motivi politici. Nel 1946 si candidò quale deputato della Costituente, lista Democrazia del Lavoro, ma senza successo. Ancora una volta mise la politica da parte e ancora una volta si dedicò a tempo pieno alla professione, tanto da essere nominato, nel tempo, presidente dell’Ordine Forense di Salerno; già Cavaliere della Corona d’Italia nel 1912, divenne Commendatore al merito della Repubblica il 6 febbraio 1956. Morì il giorno 8 novembre 1962 presso la propria abitazione situata lungo il corso porticato. I solenni funerali avvennero nella chiesa del “Purgatorio”, ovvero di Santa Maria Assunta in Cielo, davanti ad una grandissima partecipazione di familiari, concittadini, istituzioni politiche e professionali (sui predetti giornali locali, è possibile leggere i numerosi articoli a lui dedicati). Attilio Della Porta, nel suo «Incontri», Vol. I, 1976, pp. 36-38, ricordava:
«Il De Ciccio Amò Cava come nessun’altra terra: non soltanto per averla onorata con la sua cultura, il suo prestigio, la sua attività, ma soprattutto per averne diretto le sorti in momenti turbinosi»
Allegato: un bel primo piano dell’Avvocato estratto dal libro «Le strade Di Cava de’ Tirreni – Toponomastica storica», Salvatore Fasano, Area Blu Edizioni 2013, pag. 94; l’atto di nascita estratto dal sito specifico del Ministero dei Beni Culturali e una foto del 1944 (il primo a sinistra), già pubblicata sulla Pagina il 24 settembre 2019. Il gruppo Cava storie!