21/07/2023
🔵Dichiarazione di Peppone Ferrara, Coordinatore di Sinistra delle Idee
Esprimo a nome di tutta la comunità di Sinistra delle Idee la grande gioia per la libertà di Patrik Zaki. L'odissea di ingiustizia, iniziata nell'ormai lontano 7 febbraio 2020, per Patrick Zaki sembra finalmente giunta al termine.
Al - Sisi, il presidente egiziano, ha deciso di abbreviare la condanna a tre anni di reclusione, emessa dalla corte speciale il 18 luglio 2023, concedendogli la grazia e risparmiandogli altri ben quattordici mesi di detenzione.
Nato il 16 giugno 1991 a Mansura, in Egitto, da genitori di religione cristiana ortodossa copta, Patrick George Zaki ha studiato nel suo Paese d'origine conseguendo una laurea in farmacia alla German University del Cairo.
In occasione delle elezioni presidenziali egiziane del 2018, Patrick fu uno dei promotori della campagna elettorale di Khaled Ali, avvocato e attivista politico impegnato nella difesa dei diritti umani, che in seguito ritirò la candidatura denunciando il clima intimidatorio e gli arresti di molti suoi collaboratori.
Sempre attento ai diritti dei più umili, Zaki ha fatto parte dell'associazione per la difesa dei diritti umani Egyptian Initiative for Personal Rights con sede a Il Cairo e nel 2019 si era trasferito a Bologna per frequentare un master universitario in studi di genere.
L'arresto di Zaki, le torture, la violenza e la condanna da lui subite hanno animato il cuore e i pensieri di chiunque nel mondo arabo e occidentale lotta e si oppone all'oppressione di un regime totalitario, che nega arbitrariamente diritti e libertà, regimi esistenti e in potenza di sorgere.
Accogliamo con estrema gioia la notizia della sua imminente liberazione, ma la grazia per Zaki, così come la sua condanna, sono stati, in egual misura, atti arbitrari del potere dispotico di un tiranno.
Atti arbitrari di chi ha potere di vita e di morte, di chi nega i diritti di opinione, parola, libera espressione, confessione religiosa e ogni altro diritto che rende un essere umano libero.
L'esperienza di Patrik Zaki deve essere da monito per chiunque, anche in Italia, guardi con ammirazione alla violenza del totalitarismo e che implorando invoca il ritorno dei forti e dei randelli.
Una vita senza libertà non è degna di essere vissuta.