La biblioteca dei libri magici

La biblioteca dei libri magici Benvenuti nelle terre della fantasia. E' gestita da un'appassionata lettrice, nonché aspirante libraia. Lyn

La Biblioteca dei libri magici è un piccolo angolo virtuale dedicato ai libri fantasy, ai classici per l'infanzia, ai libri illustrati, a tutti quei libri che ci fanno sognare.

Per chi ❤ "Have yourself a merry little Christmas" La mia versione preferita di sempre, cantata da Judy Garland in "Inco...
25/12/2019

Per chi ❤ "Have yourself a merry little Christmas"
La mia versione preferita di sempre, cantata da Judy Garland in "Inconcontriamoci a Saint Louis" - altro film che adoro riguardare. ❤

Watch MEET ME IN ST. LOUIS Now! ➤ http://bit.ly/2nvC7WQ Click here to subscribe ➤ http://bit.ly/2XVm69u == Meet Me In St. Louis (1944) Directed By Vincente M...

Ma il fatto è che ho sempre considerato questo giorno (anche lasciando da parte il rispetto che si deve al suo santo nom...
25/12/2019

Ma il fatto è che ho sempre considerato questo giorno (anche lasciando da parte il rispetto che si deve al suo santo nome, sempre che si possa lasciarlo da parte) come in bel giorno, un giorno in cui ci si vuole bene, si fa la ca**tà, si perdona e ci si diverte: il solo giorno del calendario in cui uomini e donne per comune accordo sembrano aprire il cuore e pensare alla povera gente come a dei compagni di viaggio verso la tomba, e non come un'altra razza di creature avviata per sentieri diversi. Per questo motivo, zio, anche se non mi ha messo in tasca il becco di un quattrino io credo che il Natale mi abbia fatto del bene e che continuerà a farmene.
Da "Canto di Natale" di Charles Dickens
Illustrazione di Roberto Innocenti
Serene feste a tutti voi. ❤

"Strano, vero? La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto."- dal fi...
22/12/2019

"Strano, vero? La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto."

- dal film La vita è meravigliosa (1946) diretto da Frank Capra.
Il film è tratto dal libro " Il regalo più grande" di Philip Van Doren Stern, pubblicato in Italia dalla casa editrice Il battello a vapore. ❤

Appunti su Canto di Natale ❤ Il punto per Dickens non è che il materialismo insito nell'arricchirsi sia vuoto rispetto a...
19/12/2019

Appunti su Canto di Natale ❤
Il punto per Dickens non è che il materialismo insito nell'arricchirsi sia vuoto rispetto alla vita spirituale, ma che la vita spirituale dovrebbe fare da sprone e conforto a quel materialismo e poi a sua volta il materialismo dovrebbe fare da sprone alla vita spirituale, in una spirale virtuosa senza fine. In fondo , il mattino dopo, Scrooge non porta alla famiglia Cratchit una consolazione spirituale, ma un grosso tacchino. [...] l'abbondanza può portarci a compiere atti di altruismo.
.
L'acquisto di un certo tacchino per una certa famiglia non rappresenta il punto d'arrivo delle buone azioni di Scrooge, né la fine dei suoi doveri: ne è il necessario inizio.

~Adam Gopnik, L'invenzione dell'inverno

Foto: tratto da "Canto di Natale" di Charles Dickens, con illustrazioni e ingegneria cartotecnica di Agnese Baruzzi

«La malattia di Scrooge non sta soltanto nella sua indifferenza verso i poveri; sta anche nel fatto che soffre di amnesi...
19/12/2019

«La malattia di Scrooge non sta soltanto nella sua indifferenza verso i poveri; sta anche nel fatto che soffre di amnesia nei confronti della propria storia. Restituendogli la memoria, i tre spiriti gli restituiscono la virtù.
Questo è esattamente il cuore del Natale dickensiano: la cura necessaria per il capitalista non sta semplicemente nel vedere il male del sistema in cui vive ma anche nel ricordarsi che al di fuori della realtà ristretta dell'ufficio contabilità esiste un'umanità più vasta. Scrooge si addormenta e viene risvegliato in un regno di responsabilità dove torna a essere "compagno di viaggio" di tutti noi.»
~Adam Gopnik, L'invenzione dell'inverno

Foto: tratto da "Canto di Natale" di Charles Dickens, con illustrazioni e ingegneria cartotecnica di Agnese Baruzzi

Un bell'approfondimento sulla figura di Santa LuciaGrazie a "Druidi e le creature del bosco" ❤
13/12/2019

Un bell'approfondimento sulla figura di Santa Lucia
Grazie a "Druidi e le creature del bosco" ❤

SANTA LUCIA
Il 13 dicembre era indicato negli antichi calendari come il Solstizio d’Inverno e continua a segnare l’inizio del Natale in Svezia e in Norvegia, giorno in cui si festeggia Santa Lucia: messaggera di luce, annunzio della fine delle tenebre invernali.

Si diceva che la vigilia di quel giorno si potesse vedere Lucia volare sui campi ricoperti di neve con una corona di luce sopra i capelli: in suo onore, le figlie più grandi della famiglia si alzavano prima dell’alba, vestite di bianco e coronate con rami di biancospino o d’edera e delle candele accese.

Cantando portavano, aiutate dai bambini più piccoli, la colazione agli adulti della casa. Ancora oggi in alcune regioni d’Italia (ad esempio nel Bergamasco e nella Brianza) si dice che Santa Lucia passi nella notte tra il 12 e il 13 dicembre a cavallo del suo asino per portare regali ai bambini.

In Italia si dice “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia” ma in realtà lo era un tempo, con il vecchio calendario giuliano, quando la festa della Santa per via dello sfasamento tra i giorni contati (in modo impreciso) dal calendario civile e quelli del calendario solare cadeva al Solstizio d'Inverno.
La confusione è nata con l’introduzione del calendario gregoriano che ha rimesso a posto il tempo, ma ha eliminato dal vecchio calendario un bel po’ di giorni.

Lucia pare fosse una ragazza siciliana cristiana (per la precisione di Siracusa) vissuta nel ultimo ventennio degli anni del 200 a.C. che piuttosto di sposarsi con un pagano preferì la morte per martirio. In effetti una Lucia venne martirizzata a Siracusa durante la persecuzione di Diocleziano, ma non si sa come e perchè. La fantasia popolare ha poi innestato sulla narrazione pseudo-storica la leggenda che Lucia si fosse strappata gli occhi qualificandola come protettrice della vista; così viene ritratta con la coppa che contiene i suoi occhi.

La santa è una delle tante varianti di Demetra la dea greca che nei riti eleusini era collegata al mito di morte e rinascita di Madre Natura (Demetra e Core o Persefone): così al solstizio d'inverno anticamente in Sicilia (ovvero la Magna Grecia) si invocava Demetra dea della luce perchè riportasse la luce e l'abbondanza delle messi..

LA SANTA E L'ASINELLO
Prima che Babbo Natale diventasse l'internazionale dispensatore di regali per i bambini, era Santa Lucia a volare sui campi ricoperti di neve con una corona di luce sopra i capelli, e ancora oggi in alcune regioni d’Italia (ad esempio nel Trentino occidentale, nel Veneto, nel Bergamasco e nella Brianza) si aspetta Santa Lucia, che passa nella notte tra il 12 e il 13 dicembre a cavallo del suo asino per portare regali ai bambini. Per mandare a letto i bambini impazienti, che volevano restare svegli per vedere la Santa, li si spaventava dicendo che lei li avrebbe accecati con la cenere del camino e sarebbe passata oltre senza lasciare i doni. Svolge un po' le funzioni dell'italica Befana: premia i bambini buoni con piccoli doni, dolcetti e torroncini, ma anche frutta secca ed arance, invece ai bambini cattivi porta solo carbone.
La venerazione della Santa dal Sud al Nord d'Italia è legato al tortuoso percorso delle sue reliquie in particolar modo nel Medioevo sotto la Repubblica di Venezia. Il corpo della santa, prelevato in epoca antica dai Bizantini a Siracusa, è stato successivamente trafugato dai Veneziani quando partiti per le Crociate, saccheggiarono invece Costantinopoli. Oggi il corpo è conservato e venerato nella chiesa di San Geremia a Venezia.

LA SANTA IN SVEZIA E MISS LUCIA
Nei paesi scandinavi anche la Chiesa Luterana stranamente celebra la Santa: in Svezia in suo onore, le figlie maggiori della famiglia si alzano prima dell’alba, vestite di una camicia da notte bianca e coronate con rami di biancospino o d’edera e 7 o 12 candele accese. Portano, aiutate dai più piccoli (che rappresentano le stelle), la colazione agli adulti della casa, ossia caffè nero e un dolcetto speciale chiamato in svedese Lussekatt. In teoria i dolcetti dovrebbero essere preparati la mattina stessa, ma più spesso vengono solo infornati o sono serviti quelli preparati il giorno prima. I bambini si mettono in coda dietro Lucia, l’unica con corona di candele, in processione (luciatåget ossia il treno di Lucia), cantano le canzoni tradizionali e l'immancabile Luciasången
L'usanza è nata nel 1700 tra le famiglie alto-borghesi della zona intorno al lago Vänern, adesso è diventata occasione dell'elezione di Miss Lucia, così le città della Svezia il 12 e il 13 dicembre brulicano di belle ragazze in vestaglia bianca fermata da una cintura rossa in vita che cantano la canzone di Santa Lucia e salutano con la mano nei supermercati e nelle chiese offrendo sorrisi e biscotti. Quindi anche se il giorno non è considerato festivo è come se lo fosse perchè nelle scuole e negli uffici è tutto un luciatåget, cori e dolcetti tradizionali.
Un tripudio di candele, processioni, canti..

Nel tempo si sono stratificati tanti significati legati al giorno solstiziale, così il giorno è rimasto sostanzialmente una festa della luce: grandi falò, sfilate con fiaccole e tante cerimonie piene di candele accese per simboleggiare la vittoria della luce sulle tenebre; Lucia è custode del giorno più corto dell'anno (e perciò cieca ovvero priva di luce) ma nello stesso tempo è testimone del passaggio delle tenebre alla luce, perchè dopo il solstizio le ore di luce cominciano progressivamente ad aumentare allungando così la durata del giorno!

Sul mare luccica
l'astro d'argento.
Placida è l'onda;
prospero è il vento.
Venite all'agile
Barchetta mia!

La canzone di Santa Lucia (Luciasången) che gli svedesi cantano con tanto fervore non è altro che l'italianissima "Santa Lucia" ovvero la canzone napoletana scritta da Teodoro Cottrau (napoletano di origini francesi se proprio vogliamo cavillare); la canzone originaria non ha niente a che vedere con la Santa ma con un quartiere popolare di Napoli guardato dal barcaiolo che si gode il bel panorama dal golfo di Napoli e si commuove nel vedere il suo rione.
LUCIA SÅNGEN
s_lucia.gifIl testo del Santa Lucia svedese è ovviamente diverso dalla barcarola napoletana, tutto incentrato sulla data solstiziale: si tratta dell'invocazione ad una celeste dea della luce affinchè scenda sulla terra per farla rinascere.

La celebrazione di S. Lucia nei paesi scandinavi ha radici profonde: oltre al ricordo della santa, si festeggia la luce che diminuisce fino al prossimo solstizio d'inverno; le fiammelle delle candeline a corona sul capo di Lucia, sono la luce che muore e poi ritorna; le tuniche bianche sono il simbolo della verginità come sacre vestali custodi del fuoco; le processioni sono un presagio rituale della natività e dell'attesa per la vita nascente, nel nuovo ciclo stagionale. Così 12 sono i giorni che separano Santa Lucia dal Natale come dodici sono i giorni del Natale fino alla festa dell'Epifania.

LE FOCACCINE DI SANTA LUCIA
I Lussekatter sono dei panini allo zafferano dalla caratteristica forma ad esse rovesciata. Presentano la caratteristica di essere molto gialli (con tutto lo zafferano che ci si mette!) oltre che deliziosamente profumati, ma non sono molto dolci, essendo più simili come sapore e consistenza a delle brioscine.
Sembra che l'origine della ricetta sia tedesca risalente almeno al rinascimento: la forma originaria dei panini era la svastica, noto simbolo archetipo solare ossia la croce uncinata, ma dopo le disastrose associazioni del simbolo con il nazismo anche le focaccine hanno cambiato forma, sono diventate delle mezze croci con le estremità arrotolate a spirale e con un uvetta al centro delle due estremità (forse rappresentano gli occhi strappati alla santa)

Come sempre le ricette hanno spesso gli stessi ingredienti base, ma con dosi diverse eppure l'ingrediente che non deve mancare e che rende il panetto fragrante e soffice è la kesella ossia il kvarg svedese che corrisponde ad un formaggio tedesco, il quark. Sono dolcetti da mangiare in giornata perchè lasciati all'aria aperta induriscono, ma se proprio avanzano si possono congelare

Per la preparazione vi consiglio di seguire la ricetta passo passo di Joe Pastry, specialmente per come fare ad arrotolare a girella le estremità vedi

LA RICETTA
(per non esagerare con le dosi è meglio tenersi sul mezzo kilo di farina e si consiglia la manitoba perchè quella più adatta per le lunghe lievitazioni vedere tabella)

lussekatter.jpg500 g di farina bianca manitoba
75- 100 g di b***o
125 gr di quark o l'italico mascarpone se non lo trovate oppure il Philadelphia (l'utlima alternativa è la panna acida), ma potete sempre prepararvi in casa il mascarpone (vedi)
250 ml di latte intero
Zafferano: ovviamente non può mancare ma le dosi variano anche in base al portafoglio.. possono bastare 2 bustine se proprio dobbiamo fare economia, ma se ne dovrebbero usare 9 (0,5 gr)
1 pizzico di sale
100 o 120 g di zucchero
25 g di lievito di birra in cubetti o liofilizzato
1 uovo intero per l'impasto e 1 tuorlo per la doratura
Uva passa

Preparazione:
1. Per prima cosa si scioglie lo zafferano (se non è già in polvere schiacciare i pistilli con il mortaio) nel latte scaldato prima a ebollizione e lasciato cuocere a fuoco lento mescolando bene. Far raffreddare finchè è tiepido. Alcuni in questa fase aggiungono già il b***o che viene fatto quindi sciogliere altri preferiscono unire il b***o più tardi

2. In una ciotola sbriciolate il lievito di birra, versateci sopra il latte tiepido (attenzione che se è troppo caldo uccide tutti gli enzimi del lievito e il nostro pan-dolce non lievita più), e aggiungete tutti gli altri ingredienti (io in genere procedo così: mescolo bene tutti gli ingredienti secchi in una ciotola, quindi farina, zucchero, sale -lo zafferano lo abbiamo già aggiunto nel latte - se il lievito di birra è liofilizzato lo metto insieme al secco se invece è in cubetto lo sbriciolo stando sopra alla ciotola versandoci il liquido tiepido). Man mano che lavoro l'impasto aggiungo la parte umida (uovo intero, il latte, il formaggio ed eventualmente se non aggiunto prima, un po' alla volta i pezzi di b***o a temperatura ambiente) Si impasta proprio come per fare il pane (vedi) -ma se voi volete usare la planetaria..

Ovviamente regolatevi se l'impasto vi sembra troppo morbido aggiungete della farina se è troppo duro aggiungete del latte.

3. Lasciate lievitare per circa 45 minuti in un luogo tiepido (coprite con un telo bagnato nell'acqua e strizzato, si sa che il lievito ama starsene all'umido e al calduccio). Se siete dei perfezionisti e avete molto tempo potete riprendere l’impasto impastarlo ancora per 5 minuti e poi lasciarlo a riposo un'altra mezz'oretta. Ma siccome di lievito nella ricetta ne abbiamo messo tanto a mio avviso si può passare direttamente alla porzionatura. Se avete preparato tanta pasta potete a questo punto congelare l'eccedenza o metterla in frigo per qualche giorno e riprenderla quando ne avete bisogno.

4. Sulla spianatoia infarinata dividete l’impasto in 14-16 parti uguali (procedete sempre dividendo per metà). Prendete un tocco di pasta arrotolatelo a salsicciotto (lungo una spanna), e schiacciatelo con il mattarello o un qualunque attrezzo adatto che vi trovate in cucina, quindi partite da un'estremità ad arrotolare a spirale, arrivati circa a metà rigirate il pezzo e ripartite ad arrotolare dall'altra estremità fino a farle congiungere al centro del tubo di pasta.

5. Infilate l’uvetta in ogni girella e posateli in una teglia abbastanza distanziati perchè gonfieranno ancora e parecchio, lasciate lievitare per un 15-30 minuti (il tempo che ci mettete per preparare la teglia successiva) quindi spennellateli con il rosso dell'uovo sbattuto (io preferisco non spostarli e quindi uso la stessa teglia anche per infornare) e cuocere in forno a 220-250° e per circa 12-15 minuti (ognuno conosce il suo forno, se non avete quello ventilato -io ad esempio d'inverno cucino nella stufa a legna - a metà cottura rigiro la teglia per distribuire il calore in modo uniforme). Fate raffreddare su una griglia.

Ecco i tanti modi per confezionare i dolcetti!
lussebullar_21165138.jpg

Ovviamente le specialità dolciarie non finiscono qui, ci sono anche i Luciapepparkakor (si sono proprio loro, i biscotti di pan di zenzero!)…


FONTI
http://www.vastospa.it/html/tradizione/trad_festa_s_lucia.htm
http://www.cefaleecampania.it/n7-santalucia-canzone.html
http://www.carasantalucia.it/tradizioni/mondo/
Svezia/DanimarcaSvezia.htm
http://nonsolopolpette.wordpress.com/2013/01/03/
en-riktig-svensk-jul-part-iii-zafferano-demonio-e-lussekatter/
Dal Blog: Terre Celtiche

Quando viene dicembre. Libri da leggere sotto l'albero: "Canto di Natale" di Charles Dickens È sempre bello ritrovare ce...
11/12/2019

Quando viene dicembre. Libri da leggere sotto l'albero: "Canto di Natale" di Charles Dickens
È sempre bello ritrovare certe storie. ❤
Ecco le mie quattro edizioni:
1) In alto a sinistra l'edizione pop-up con illustrazioni e ingegneria cartotecnica di Agnese Baruzzi;
2) in alto a destra l'edizione nord-sud illustrata da Lisbeth Zwerger;
3) in basso Raccolta di racconti di Dickens edita da Einaudi; contiene Canto di Natale, Le campane, Il grillo del focolare, La battaglia della vita, Il patto con fantasma. (L'unico rammarico è che non ha né prefazione, né postfazione. )
4) Ed in ultimo una copia con testo integrale edito da Giunti.

Natale d'altri tempi 🎄Questa bellissima illustrazione è opera di Martina Marzadori ❤
11/12/2019

Natale d'altri tempi 🎄
Questa bellissima illustrazione è opera di Martina Marzadori ❤

«C'era una volta un signore che era uscito per comprare giocattoli da regalare il giorno di Natale ai suoi figli e nipot...
10/12/2019

«C'era una volta un signore che era uscito per comprare giocattoli da regalare il giorno di Natale ai suoi figli e nipoti... Ma non facciamola tanto lunga e complicata: quel signore ero io, che poi non sono un signore. Eccomi dunque a vagare di negozio in negozio, a sospirare di vetrina in vetrina, sempre più incerto, sempre più confuso. Ero partito con l'orgoglioso proposito di comprare ai ragazzi i giocattoli che io stesso avevo desiderato da bambino, senza mai riuscire a farmeli regalare. Ma quei giocattoli, ora, non esistevano più. 0 erano relegati negli angolini e nei sottoscala a coprirsi di polvere. In primo piano e in prima linea apparivano giocattoli nuovi, per me assolutamente misteriosi.»

- Gianni Rodari, Un giocattolo per Natale.
Ediz Einaudi - Illustrazioni di Elisa Macellari

Quando viene Dicembre: libri da leggere sotto l'albero. Questo mi manca e vedro' di recuperarlo.  Sempre di Rodari,visto...
10/12/2019

Quando viene Dicembre: libri da leggere sotto l'albero.
Questo mi manca e vedro' di recuperarlo. Sempre di Rodari,visto il periodo, vi consiglio "La freccia azzurra" - una delle poche storie italiane sulla figura della Befana.

Per chi volesse recuperare storie d'altri tempi per i più piccini, ecco la trama:
In una gelida serata di dicembre, un signore infreddolito cammina per le strade in cerca dei regali da mettere sotto l'albero di Natale. Si muove perplesso, molto perplesso, e rimugina... Quali saranno mai i giocattoli che piacciono ai bambini di oggi? E perché non esistono corsi di aggiornamento per anziani dotati di nipoti altamente tecnologici? Il duo vagolare viene interrotto da un bizzarro omuncolo, che lo introduce nella sua bottega. Si tratta di un giocattolaio, ma che strano posto è mai quello! E che magici poteri avrà mai, quel telecomando che gli propone come regalo? Non si può svelare altro, ma basti sapere che quel signore in cerca di un regalo è Gianni Rodari in persona... E la sorpresa è assicurata! Età di lettura: da 8 anni.

Copertina della prima edizione de "Il sarto di Gloucester" di Beatrix Potter. (1903)Tra tutti i suoi libri, Il Sarto di ...
08/12/2019

Copertina della prima edizione de "Il sarto di Gloucester" di Beatrix Potter. (1903)
Tra tutti i suoi libri, Il Sarto di Gloucester era quello preferito da Beatrix Potter.
Aveva udito per la prima volta la vera storia su cui è basato durante la visita alla cugina Caroline Hutton, che viveva a Gloucester. Un sabato mattina, dopo aver lasciato incompiuto nel suo negozio il panciotto del sindaco di Gloucester, un sarto si meravigliò nel ritrovarlo terminato il lunedí, a parte un'asola per la quale «non c'era più filo». Nella realtà erano stati i suoi due aiutanti a finire il lavoro, ma Beatrix Potter lo fece terminare nella sua storia da due topini marroni. Aggiunse un'ulteriore nota incantevole ambientando la storia alla vigilia di Natale, quando gli animali possono parlare, e introducendovi molte delle sue più amate filastrocche.
Da "Una nota su questa storia" in "Il mondo di Beatrix Potter" - ediz. Sperling&Kupfer

Quando viene Dicembre. Storie da leggere sotto l'albero: "Il Sarto di Gloucester"di Beatrix Potter (1903)❤
08/12/2019

Quando viene Dicembre. Storie da leggere sotto l'albero:
"Il Sarto di Gloucester"di Beatrix Potter (1903)

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