10/09/2020
Dice il giornale di oggi a proposito del "PATTO LOCALE SULLA MOBILITA', VIVIBILITÀ URBANA E SICUREZZA STRADALE ...PER UNA CASTELFRANCO A MISURA Dl CITTADINO!" proposto dal gruppo Non correre, accorri, che tra i candidati sindaco c’è chi non pare tanto intenzionato a sottoscrivere il patto - «Non vorrei andasse ad appesantire la macchina amministrativa» - o chi prende tempo e traccheggia, perché bello tutto ma «voglio prima condividere con la mia squadra».
A parte che almeno un po’ di fantasia quando c’è da inventare perifrasi per allungare il brodo non guasterebbe.
Ma non sottoscrivere quel patto con la scusa di non voler appesantire la macchina amministrativa significa non capire (o far finta di non capire) il valore del dialogo e del confronto.
Non sottoscrivere quel patto con la scusa che bisogna condividere con la squadra significa riproporre il meccanismo della subordinazione civica - ah! il civismo - ai protocolli e alle visioni (molto) parziali di una giunta.
Sottoscrivere quel patto significa invece avvicinare le persone alle scelte amministrative, responsabilizzare le comunità, vagliare le priorità, preferire la logica di sistema a quelle delle operette.
Sottoscrivere quel patto significa anche ridare dignità all'accessibilità universale e alla sicurezza valori progettuali imprescindibili.
Sottoscrivere quel patto significa insomma ridare significato alle politiche a Castelfranco, ma questo sappiamo non sta nelle corde di chi ha governato in questi anni.