08/07/2021
MAGGIORI CRITICITÀ DELLA FRAZIONE
Tralasciando per il momento le straordinarie peculiarità storico-archeologiche, culturali ed ambientali della frazione e del suo intorno, le enormi potenzialità di sviluppo in particolare modo turistico-ricettivo, le linee di programmazione per la crescita e il potenziamento di ogni singolo settore, vogliamo invece porre l’attenzione in primis sulle maggiori criticità del territorio in oggetto, estremamente eloquenti, che vanno ben oltre le problematiche tipiche delle periferie urbane e che meglio spiegano l’urlo democratico all’autonomia amministrativa :
Viabilità e servizi di urbanizzazione primaria e secondaria
- Circa il 15 % del territorio del borgo di Cassibile, lasciato costruire abusivamente prima, e poi regolarizzato con i vari condoni edilizi, per i quali i proprietari hanno pagato oneri abbondantemente superiori a quelli previsti dagli strumenti urbanistici, ancora oggi non ha mai visto realizzato il primo manto stradale ne tantomeno il resto delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Le strade di queste aree presentano buche e dossi segnati dalle acque meteoriche con dislivelli finanche a 50 cm, rendendo i percorsi ad alta pericolosità di transito, deleteri per le autovetture, fino a diventare impraticabili durante gli ormai più frequenti eventi atmosferici di particolare intensità, con enormi disagi per i residenti;
- L’aggregato urbano di Fontane Bianche che gode di un importante sviluppo turistico registrato negli ultimi anni, è tre volte più grande del borgo di Cassibile e contiene fino a c.a 12.000 tra domiciliati e turisti nel periodo estivo. L’80% delle sue strade non ha marciapiedi, non esiste ad oggi un idoneo parco pubblico attrezzato, non ha una passeggiata sul mare, i parcheggi sono insufficienti nel periodo estivo, parte delle strade sono strette a doppio senso e con irregolarità del manto stradale, assente il decoro urbano, cosa ancor più grave non esiste una regolare canalizzazione delle acque meteoriche che durante le precipitazioni eccezionali, nel tentativo di cercare le vie naturali di flusso verso il mare, distruggono sistematicamente le recinzioni delle abitazioni, creando allagamenti nei piani terra di svariate ville, giardini, e strade con altissimi rischi per la sicurezza dei cittadini residenti, domiciliati e in transito;
- La via principale del borgo del Cassibile, in pieno centro abitato, è la Via Nazionale (porzione dell’antichissima, lunghissima e transitatissima Via Elori-
na che congiungeva la polis greca di Siracusa con la sua colonia Eloro nella val di Noto, oggi denominata SS115), larga c.a. 8 metri al netto di marciapiedi e parcheggi, su cui insistono abitazioni a piano terra e tantissimi mezzi pesanti, a causa della mancanza di una circonvallazione che devi il transito di questi autoveicoli, creando problemi di sicurezza pubblica, congestione del traffico, ma soprattutto è elevatissimo l’inquinamento acustico ed ancor peggio l’inquinamento atmosferico che investe i residenti e i pedoni dell’area commerciale;
- Sebbene i due nuclei urbani di Cassibile e Fontane Bianche siano distanti 500 mt dai rispettivi confini tra loro più vicini, non esistono percorsi stradali e pedo-ciclabili di collegamento idonei al fine di accedere alla località balneare in maniera decorosa, comoda, celere e diretta sia dal borgo stesso che dallo svincolo autostradale, che dista da Fontane Bianche tramite le più percorribili SS115 ed SP104 addirittura c.a. 4 km (vedi foto). Non a caso per esempio residenti e villeggianti nel tentativo di poter raggiungere a piedi Cassibile o Fontane Bianche, da sempre attraversano le campagne private lungo un corso naturale delle acque meteoriche che unisce Via della Madonna con il parcheggio Tersicore;
Centro storico e baraccopoli
- Essendo Cassibile un paese di fondazione feudale, il centro storico, coincide con l’antico e suggestivo borgo dei marchesi Loffredo Gutkowski, realizzato nella seconda metà dell’800, contenente una grande chiesa di particolare qualità stilistico-architettonica. Il centro storico in questione posto proprio all’ingresso del paese subito dopo lo svincolo autostradale, è in parziale stato di abbandono, fatiscente e in parte diruto, completamente ignorato dagli enti amministrativi. E’ stato popolato abusivamente per anni da lavoratori agricoli stagionali (fin oltre 300 l’anno) che ne hanno peggiorato lo stato di degrado con la costruzione di baraccopoli di fortuna nell’immediato intorno, vivendo in pietose condizioni igienico sanitarie. Quella del caporalato, che in questo borgo si consuma senza alcun rispetto per i diritti umani, è la piaga sociale ormai decennale, più grave e dolorosa di questa frazione. Lo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari stagionali e dei lavoratori extracomunitari stanziali, pienamente integrati nella località da anni, è stato l’emblema assoluto dello stato di abbandono di questa porzione di territorio da parte di tutte le istituzioni locali, nazionali ed internazionali. Nonostante il governo nazionale quest’anno finalmente, abbia messo in campo soluzioni per la lotta al caporalato tramite stanziamenti economici gestiti dalle prefetture e dai comuni, la realizzazione di un ostello all’interno dei confini urbani della frazione ha risolto solo in parte il problema dello sfruttamento e degli alloggi degli stagionali;
Servizi ai minori
- Un altro grave problema tocca i minori. In parte ognuno dei quattro plessi scolasti di istruzione primaria sono interdetti per problemi di degrado delle murature, dei soffitti e degli impianti. Il comune di Siracusa non riesce neanche ad acquistare tende idonee a difendere i bambini dai raggi solari. Questo stato di cose porta disagi nell’espletamento del pubblico servizio, come congestionamento delle classi, limitazione delle attività didattiche oltre che il rischio di non poter garantire l’istruzione primaria a tutti i bambini aventi diritto, in particolare durante le emergenze derivanti dal COVID19;
- Non esiste neanche un parco degno di questo nome. E’ presente nel quartiere di Cassibile solo un’area attrezzata con poche alberature, con tre giochi e neanche un’altalena e una piccola zona d’ombra senza sedute, che è assolutamente più che insufficiente per una popolazione di 7000 abitanti, mentre a Fontane Bianche l’unico parco esistente è stato realizzato dai cittadini con i fondi di “Democrazia Partecipata”, ma essendo il contributo regionale estremamente limitato, l’intervento non è bastevole per dare un servizio completo, motivando i soci ed i volontari dell’associazione “Io Amo Fontane Bianche” a lavorare in prima persona e con i propri fondi per completare l’opera in termini di manutenzione ed acquisto delle attrezzature. Seguendo il loro lodevole esempio altre associazioni quali lo stesso MAC e l’ ACLI Cassibile hanno presentato in aree di proprietà comunale progetti di Democrazia Partecipata tramite i soci, per sopperire alla mancanza di zone a verde pubblico attrezzato.
Per non risultare prolissi nell’elencare le carenze dei servizi basilari della nostra comunità, vogliamo fermarci qui!
Cassibile Fontane Bianche (SR)
IL MAC