23/03/2026
Sezioni Italia: 46.021 su 61.533 - Comunicazioni Estero: 72 su 2.207
NO al 54,15%
Si al 45,85%
Hanno provato a cambiare la giustizia senza il consenso del Paese. Gli italiani hanno risposto nelle urne.
I risultati del referendum parlano chiaro: la riforma Nordio si ferma qui.
Si ferma sotto i portici di Bologna.
Si ferma lungo i lungarni di Firenze.
Due città simbolo della nostra storia democratica e della Resistenza che, nonostante i voti di Lombardia e Veneto favorevoli al SI, ancora una volta, hanno indicato una strada precisa: quando i diritti e gli equilibri della nostra democrazia vengono messi in discussione, la partecipazione popolare sa farsi sentire.
Per settimane abbiamo visto una comunità mettersi in movimento. Volantini distribuiti nei mercati.
Discussioni, confronti, momenti di partecipazione vera.
A Campi Bisenzio abbiamo fatto la nostra parte.
Con convinzione, con passione, con l’idea semplice che la democrazia non sia qualcosa da osservare ma qualcosa da difendere ogni giorno.
Il problema era chiaro: una riforma che rischiava di alterare equilibri fondamentali del nostro sistema giudiziario.
La risposta è arrivata altrettanto chiara: cittadini informati, mobilitati, determinati a non lasciare che scelte così importanti passassero senza un confronto vero con il Paese.
E così oggi possiamo dirlo con serenità: questa riforma si ferma.
Ma soprattutto possiamo dire che ha vinto la partecipazione.
Ha vinto la Democrazia.
Ha vinto la Resistenza.
Grazie a tutte le persone che hanno firmato, discusso, partecipato ai banchetti, diffuso informazioni, convinto amici e familiari ad andare a votare NO.
Grazie alle forze politiche, alle associazioni, i circoli, ai volontari e alle volontarie che hanno lavorato insieme per settimane.
Grazie ai cittadini di Campi Bisenzio che hanno dimostrato ancora una volta che quando c’è da difendere la democrazia questa comunità risponde presente.
La democrazia vive quando le persone partecipano.
E oggi lo abbiamo dimostrato.