08/09/2026
Ossigeno A parte il maldestro – aggettivo quantomai appropriato – tentativo di spiegare che AfD non è poi così n**ista, gli scienziati che vantano tutti una zia a Magdeburgo hanno capito ogni cosa: è ovvio (!), dicono, è colpa del Green Deal, dell’immigrazione, della riunificazione, della Russia che è invece è buona, del liberismo o della mancanza di liberismo (di cui peraltro è pieno il programma di AfD, ma che importa).
La cosa però che sta succedendo ovunque, e non solo nei Länder orientali, ma letteralmente ovunque, è che l’estrema destra si impone, può vincere in Francia, può correre per i collegi nel Regno Unito (nonostante gli scivoloni di Farage), può sostenere un governo di destra in Spagna dopo le prossime politiche, e in Italia vede crescere i propri consensi in modo imponente (come se poi Meloni e Salvini non fossero già abbastanza di destra).
Ha parole d’ordine brutali, ha una popolarità diffusa nell’immaginario pre-politico, è presentata come la proposta nuova, anzi nuovissima che mette a posto tutto quello che non va, ha soluzioni – che palesemente non funzionano – per tutto quanto, gioca sulla smemoratezza o sul revisionismo, si balocca con concetti da Ku Klux Klan, legge ogni fenomeno in chiave etnica e ipern**ionalistica: un concentrato di cose che hanno devastato l’Europa e mezzo mondo ma non importa, va benissimo così.
Ha sorpassato la boa della demonizzazione: parlarne male serve a poco, pochissimo, anzi gli si fa un favore, come dimostra la vicenda della copertina di Der Spiegel sull’uomo più pericoloso della Germania: il n**i che ha vinto.
Il punto che si impone è quello di resistervi senza minimizzare: fino a ieri si diceva a ogni tornata elettorale “crescono ma non sfondano”, ora che hanno sfondato è il caso di cambiare registro.
E però non basta: perché le forze democratiche devono saper offrire qualcosa di altrettanto forte, che possa cambiare la vita delle persone con una proposta politica rigorosa e comprensibile, che esca dai politicismi più assurdi, da quella sensazione che l’unica cosa che interessa davvero sono gli equilibri tra le forze politiche. Mentre “fuori” è già tutto squilibrato e caotico.
Continua nel prim