02/02/2022
Un parente del ghiro veramente bello e simpatico !
MUSCARDINUS AVELLANARIUS
Il moscardino (Muscardinus avellanarius) è indubbiamente un'altra piccola grande meraviglia dei nostri boschi. Si tratta di un piccolo roditore (ordine Rodentia) appartenente alla famiglia Gliridae: la stessa famiglia a cui appartiene il più celebre ghiro (Glis glis), a cui infatti assomiglia.
Il moscardino, tuttavia, si presenta di minori dimensioni: raramente supera gli 8 cm di lunghezza, a cui va aggiunta una coda di 6-8 cm, completamente ricoperta di pelliccia corta e non folta come quella che ricopre la coda del ghiro. La pelliccia è color fulvo-giallastro, e va schiarendosi nelle parti inferiori fino a diventare bianca. Le orecchie sono tonde e minute, mentre le vibrisse sono particolarmente sviluppate. Il moscardino è un roditore arboricolo, che si nutre prevalentemente di gemme, boccioli, frutta e semi. Ha una particolare predilezione per le nocciole (da cui il nome scientifico), e si ritrova spesso sugli omonimi alberi. Talvolta integra la sua dieta con piccoli invertebrati e, occasionalmente, uova e nidiacei. Si tratta di una specie dall'attività crespuscolare e notturna, che vive preferibilmente in piccoli gruppi e costruisce il nido accumulando materiale morbido come erba, foglie, muschio e piume nella cavità di un albero o sottoterra. I suoi predatori naturali sono numerosi, e contano rapaci notturni (civette, allocchi, gufi) e diversi mustelidi (faina, martora). Come il ghiro, in autunno mangia di continuo per accumulare grassi e poter sprofondare in un sonno profondo per superare i rigori dell'inverno. Il letargo è lungo, può durare più di sei mesi (approssimativamente da ottobre a maggio), e viene passato all'interno della tana.
Il moscardino è diffuso in buona parte d'Europa, fino ai paesi nordici, e in parte dell'Asia occidentale. In Italia è presente su tutto il territorio insulare e in Sicilia orientale, e supera talvolta i mille metri di quota. Ultimamente è meno comune di altri micromammiferi dei nostri boschi, e risulta piuttosto localizzato. Questo perchè più di altre specie di micromammiferi -in primis il comune ghiro- risente dei cambiamenti ambientali indotti dall'uomo.