Archeologia Xibetana

Archeologia Xibetana Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Archeologia Xibetana, Luogo storico e punto di interesse, Calascibetta.

E' un progetto di Archeologia pubblica che nasce dalla volontà di giovani archeologi di raccontare il patrimonio storico archeologico del territorio di Calascibetta (Enna) e dei Monti Erei

Riprendiamo anche il racconto di Realmese✨, con le foto di Archivio e dei reperti delle tombe preistoriche e arcaiche, o...
13/01/2026

Riprendiamo anche il racconto di Realmese✨, con le foto di Archivio e dei reperti delle tombe preistoriche e arcaiche, oggi conservati al Museo Regionale Interdisciplinare di Enna!! 🏛️🏺

🔍🔎 Indagato da Luigi Bernabò Brea nell'estate del 1949 e 1950, durante la sua prima fase di “vita” tra l’età del bronzo e l’età arcaica, Cozzo S. Giuseppe ha accolto numerose sepolture, tutte ricavate nella roccia friabile e dunque facilmente lavorabile 🌄⛰️.

L’utilizzo di tombe scavate ⛏️🪏nella nuda roccia è fatto attestato e molto comune specie nel contesto peninsulare e insulare tra l’età del bronzo e l’età del ferro. Basti pensare alle tombe sarde note come “domus de Janas” (case delle fate), le cui tipologie molto ricordano le tombe siciliane del medesimo periodo. Ma non solo la nostra necropoli ricorda molto i contesti rupestri della Puglia e della Calabria, quelli del Lazio e della Basilicata oltre alla vicina area degli Iblei.

Al tempo degli scavi di Bernabò Brea 🔍🔎 l'area della Necropoli di Realmese venne divisa in settori (A-H) per facilitare le operazioni di indagine e furono individuate dalle 288 alle 290 tombe 🏺e un numero non determinato di cameroni (spazi abitativi derivati dagli allargamenti di tombe preesistenti) risalenti al periodo bizantino-arabo. Purtroppo, il tempo, i saccheggi e il riutilizzo in epoche più recenti, hanno reso difficile la conservazione di resti e corredi, tuttavia, anche nella devastazione, la fortuna può arridere all’archeologo🍀🐞...

Oggi pubblichiamo una delle 288 tombe di Realmese, la tomba A3 i cui preziosi corredi furono studiati dalla Professoressa Rosa Maria Albenese Procelli📗. Oggi parte di quel corredo si trova custodito al Museo Regionale Interdisciplinare di Enna 🏛️🏺

Nella tomba A3 non sono state individuate ossa umane, è pertanto ipotizzabile se non il rito della cremazione, la totale violazione dai futuri occupanti del luogo.
La tipologia di questa tomba è classificata come a forno, con pianta semicircolare e priva dell’ingresso (causa distruzione)🪏🪏.

Ancora una volta la fortuna sorride all’archeologo 🍀🐞 e in questo contesto, nonostante i danni, è stato trovato un corredo di 8 reperti, tra i quali spiccano bronzi e ceramiche veramente particolari per fattura e stato di conservazione:

Fibula bronzea cruciforme a 4 spirali (VIII a.C.): risaltano, fin da una prima osservazione, la complessità e la maestria nella lavorazione del materiale, impresa resa ancor più apprezzabile dall’eccellente stato di conservazione del reperto, che rende questo uno dei migliori pezzi tra tutti i corredi della necropoli.

Frammenti associabili a 2 distinte fibule in ferro: una ad ardiglione ricurvo, ad arco serpeggiante contraddistinta da due perle bronzee e da sezione circolare spessa, l’altra più frammentaria a sezione circolare più sottile e con ardiglione a staffa. Questi due esemplari purtroppo sono i reperti peggio conservati del corredo.

5 Oinochoai in ceramica (VIII-VII a.C.), tra le quali spicca un esemplare a bocca trilobata integra, fatta eccezione per alcune lacune sull’orlo.

© Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina; Bernabò Brea L., Albanese Procelli R.M. 1985. Calascibetta (Enna). La Necropoli di Cozzo S. Giuseppe in Contrada Realmese. Notizie degli scavi di antichità, serie 8, 36: 425-632.

Buon anno a tutti da Archeologia Xibetana… iniziamo il 2026 con il quarto appuntamento dei siti xibetani… dunque partiam...
09/01/2026

Buon anno a tutti da Archeologia Xibetana… iniziamo il 2026 con il quarto appuntamento dei siti xibetani… dunque partiamo con la nostra prossima tappa! 🛣️

Distante poche centinaia di metri dalle rive del Lago Stelo e all’interno del demanio forestale si trova il sito archeologico di C.da Facchiumello! 🏕️

Il sito non è stato oggetto di indagini archeologiche approfondite, eppure sono state ritrovate varie testimonianze riferibili ad un vasto arco cronologico! 🕰️

Come tre tombe a camera, una tomba a forno di età preistorica, due tombe a fossa di piccole dimensioni e un palmento a doppia vasca.

La presenza di testimonianze sia di carattere funerario che di carattere produttivo indica un'attività e una presenza importante dell’uomo nel territorio.
Di particolare interesse è l'escavazione 🪏⛰️🪏, non portata a termine, su una parete rocciosa di 1.80 m di altezza circa di una nicchia rettangolare profonda 0.30 m con un’apertura a doppio spiovente sormontata da una croce latina. ✝️
Al suo interno, nella parete di fondo vi è un foro al cui interno è impostata una pietra mobile ma non estraibile con, alla base della nicchia, una vasca rettangolare di circa 1.00 m di larghezza. La vasca potrebbe essere collegata al piccolo canale intagliato esternamente che permetteva il passaggio delle acque.

Poco lontano dai siti archeologici di Contrada Gazzana, 2.5 km circa, e di Vallone Canalotto, 1.5 km circa, Facchiumello condivide con entrambe le realtà delle caratteristiche precise in relazione alla creazione di aree a carattere religioso e alla necessità di apporre una precisa simbologia come le “Croci del Calvario” che nella zona di Calascibetta non sono molto presenti. Strutture simili sono attestate anche in contesti bizantini tipici dell’area mediorientale come in Siria. In questi luoghi tali ambienti sono stati interpretati come reliquiari e nicchie a circolazione d’olio o luoghi legati alla presenza di sorgenti d’acqua dal potere taumaturgico.

Infine, per quanto riguarda le vie di comunicazione, il sito è attraversato dalla regia trazzera Ganci-Bivio Piano Canghillo 🛣️

⏰Alla prossima settimana con i nostri racconti xibetani e i siti del territorio!!



©️ E. E. K. Hanna, L. Calascibetta, R. P. A. Patanè, A. Arena, G. Rosso, G. Labisi e M. Mangia, Archeo, giugno 2023, pp. 24-36; Arena A,. Mangia M. (corso di stampa). La Sicilia dell'entroterra: nuova rilettura diacronica dei siti in grotta del territorio xibetano (Calascibetta-Enna), in Atti del Convegno Landscape 5. Una sintesi di elementi diacronici. Giustapposizione e Contaminazioni nelle ricerche interdisciplinari sul paesaggio antico, Padova-Borgoricco 23-24 maggio 2024.

25/12/2025

💫🎉✨ Buone Feste 💫🎉✨

🔍🔎Le pubblicazioni divulgative sulla Necropoli di Realmese sono pensate per un pubblico più ampio e si pongono come scop...
23/12/2025

🔍🔎Le pubblicazioni divulgative sulla Necropoli di Realmese sono pensate per un pubblico più ampio e si pongono come scopo la valorizzazione turistica, la guida alla visita e il racconto del paesaggio archeologico ennese 👨🏻‍🏫

In assenza di studi scientifici, questi testi diventano preziosissimi agli occhi degli archeologi e punto di partenza per le ricerche!!🔍🔎

📚Le nostre principali risorse divulgative 💪🏻:

📗Archeo, la nota rivista di archeologia con l’articolo nel 2023 “Memorie bizantine” un testo corale con il professore Elie Essa Kas Hanna, il già direttore del Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina Liborio Calascibetta, il già Dirigente archeologo Rosario P.A. Patané e con i dottori Antonina Arena, Gianluca Rosso, Giuseppe Labisi e Manfredi Mangia.

📗 Archeologia Viva con l’articolo di Sandro Amata, intitolato “Valle del Morello: un microcosmo al centro della Sicilia. L'Italia nascosta”.

📗L'itinerario intitolato "Da Malpasso a Calcarella. Itinerario archeologico di Calascibetta", a cura dell'Archeoclub di Enna, in cui vengono presentate le aree archeologiche del territorio xibetano con le loro caratteristiche, particolarità e curiosità.

📗Di recente pubblicazione è il testo “La chiesa “Maria SS. del Carmelo” di Calascibetta (XVI-XX secc.): album” di Salvatore Falzone.

📗Riteniamo fondamentale citare anche lo storico locale Rosario Benvenuto, del quale ricordiamo il testo “Calascibetta. Urbs Victoriosa et Fidelissima” e che vogliamo ringraziare per la collaborazione e il supporto che dimostra per il nostro progetto.☀️

💻Negli ultimi anni la divulgazione si è spostata molto sul web, rendendo più accessibili le informazioni. Un esempio è il sito web del Comune di Calascibetta nella sezione Turismo, dove possiamo trovare brochure scaricabili e testi descrittivi che spiegano la tipologia delle tombe "a grotticella" e i relativi corredi funerari.🏺

🏛️Un altro modo per conoscere le necropoli del territorio è visitare i musei in cui sono esposti i reperti, quali il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa e il Museo Regionale Interdisciplinare di Enna, dove troviamo pannelli esplicativi chiari e accessibili.

❓❓E voi, avete mai consultato qualche testo per costruire un itinerario di viaggio?

Continuiamo il nostro racconto dei siti del territorio xibetano!☀️ 🔍🔎Oggi la nostra tappa si concentrerà sul sito archeo...
19/12/2025

Continuiamo il nostro racconto dei siti del territorio xibetano!☀️

🔍🔎Oggi la nostra tappa si concentrerà sul sito archeologico di Calcarella, una necropoli dell’età del Bronzo ed età del Ferro situata a S-O della città di Calascibetta.
Il sito venne individuato da L. Bernabò Brea nelle sue esplorazioni condotte nel 1951, indagando l’area del Vallone Calcarella, ed è stato anche oggetto di più recenti ricerche da parte dell’Archeoclub di Enna nel 2001.⛏️🪏

L’area della vallata è composta da due massicci montuosi: il primo sul quale si trovano due altopiani sabbiosi, C.da Foresta e C.da Destra (fondamentali per la tappa di oggi), e un secondo che prende il nome di Montagna Di Viti posto a nord rispetto al primo a chiudere la valle. 🌄⛰️

La necropoli, scavata principalmente sul fianco dell’altopiano, è divisibile in più gruppi di tombe. I due principali sono distinti in un primo nucleo costituito da 78 tombe localizzate lungo il crinale del Vallone Calcarella, e un secondo situato sulla sommità di C.da Destra e consta di 18 sepolture.
Per quanto riguarda la tipologia delle tombe, queste sono assimilabili al tipo “grotticella artificiale” con una pianta che varia dalla forma circolare a quella rettangolare. Proseguendo sul versante meridionale di C.da Foresta, le indagini dell’Archeoclub di Enna identificarono un nuovo gruppo di sepolture coeve a quelle precedentemente studiate. 🏺

Al centro della vallata, posizionata sulla strada che anticamente portava alla città di Calascibetta, è sita una piccola edicola votiva raffigurante la Madonna con bambino, tempera su tavola, di epoca non precisata ma abbastanza recente.🫂

Per quanto sia attestato dalle fonti che un’antica strada di collegamento per Calascibetta dovesse passare per il fondo della vallata, l’unica testimonianza di viabilità rintracciata è la Regia Trazzera Bivio Gessolungo-Calascibetta che risale l’altopiano a ovest del sito.🚸

La maggior parte dei corredi rinvenuti sono databili all’età del Bronzo Finale e Età del Ferro e sono conservati al museo archeologico di Siracusa “P. Orsi”, mentre i reperti rinvenuti nelle indagini dell’Archeoclub sono frammenti ceramici di età Castellucciana (2200-1400 a.C.).🏺
Qualche reperto oggi si trova anche al Museo Interdisciplinare di Enna (andate a visitarlo!!).

Volendo fare un piccolo confronto, che approfondiremo in futuro, possiamo notare come la prima fase di utilizzo del sito abbia una somiglianza relativa alla tipologia delle tombe utilizzate durante l’Età del Bronzo e del Ferro delle necropoli presenti presso Gazzana, Necropoli di Realmese e Malpasso.

Come nel caso del sito di Malpasso (del quale abbiamo parlato in un precedente post, recuperatelo!!), e come avrete già intuito, Calcarella non è solo un sito preistorico. In prossimità del nuovo nucleo individuato, potreste riuscire a vedere quello che è stato identificato come un probabile oratorio rupestre dotato di abside centrale ricavato nella parete opposta all’ingresso.
Guardando da fuori l’oratorio sarà visibile sul lato sinistro un abbeveratoio ricavato dalla parete rocciosa, mentre sul lato destro vi è un vano con una volta ad arco.

⏰Alla prossima settimana con i nostri racconti xibetani e i siti del territorio!!



© Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina; Archeoclub d’Italia - Enna “ Da Malpasso a Calcarella. Itinerario archeologico di Calascibetta”.

🔍🔎 Continuiamo con le pubblicazioni scientifiche del territorio di Calascibetta e dei Monti Erei dove numerosi studiosi ...
16/12/2025

🔍🔎 Continuiamo con le pubblicazioni scientifiche del territorio di Calascibetta e dei Monti Erei dove numerosi studiosi hanno dedicato il fulcro delle proprie ricerche all’entroterra siciliano!!

📚Questa scelta, dettata dall’immensa ricchezza archeologica degli Erei, ha reso possibile nel corso degli anni portare alla luce e indagare meglio la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, l’area archeologica di Morgantina 🏛️, il Castello di Lombardia a Enna 🏰, l’area di Cozzo Matrice a Pergusa, l’area archeologica di Montagna di Marzo, la Villa Romana di contrada Gerace, il sito archeologico di Monte Altesina, la necropoli di Realmese e di Malpasso⛰️ e molti altri.

📍La posizione favorevole al centro della Sicilia e del Mediterraneo, le risorse idriche, lo sfruttamento delle risorse del suolo e del sottosuolo ha fatto sì che l’area, nonostante la notevole distanza dalle coste, venisse abitata sin dalla preistoria.

🛣️ L’area di Calascibetta così come molti siti dell’entroterra non era emarginata dal resto dell’Isola. Numerosi studi sulla viabilità antica, dimostrano un sistema di strade e collegamenti fluviali agevole per gli spostamenti da costa a costa e con le realtà vicine.

📚L’importanza dei luoghi, che le poche e preziose fonti antiche menzionano, la dolce orografia del territorio di Enna ha da sempre attirato giovani e meno giovani studiosi. Lo scopo di queste ricerche, la maggior parte di carattere topografico, è quello di individuare e ricostruire il legame complesso tra i siti del territorio al fine di valorizzare e tutelare le numerose aree archeologiche dell’ennese.‼️

📚Di seguito la bibliografia esemplificativa ma non esaustiva del territorio anche xibetano e per sottolineare il lavoro importante anche dei giovani neo laureati che si sono uniti al nostro progetto 👨🏻‍🎓🎓📜, ricordiamo anche la tesi del Dott. Manfredi Mangia “L’Oriente in Occidente tra l’VIII e il X secolo d.C.: studio archeologico-topografico del territorio di Calascibetta (EN)”.👨🏻‍🎓🎓📜

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🔍🔎 Distante solo 4 km a nord-ovest di Calascibetta, la contrada oggi è famosa per il celebre Santuario diocesano Maria S...
11/12/2025

🔍🔎 Distante solo 4 km a nord-ovest di Calascibetta, la contrada oggi è famosa per il celebre Santuario diocesano Maria SS. del Buon Riposo, edificato nel 1948 sui ruderi di una probabile chiesa di età bizantina ⛪️.

🎉In queste strade tradizione cristiana e folklore con il Palio dei Berberi si uniscono ogni anno nella prima metà di settembre durante i festeggiamenti per Maria SS. del Buon Riposo ⛪️. Sebbene ancora si sentano gli echi del periodo di dominazione araba, il Palio dei Berberi ne è un labile riverbero, l’antichità del luogo è certificata oggi da un’unica fonte del XVIII secolo che indica a Calascibetta l’Ecclesia Santa Mariae Vulgo di Buonriposo ⛪️.

Come le “colleghe” vicine, la contrada, indagata nel 1991🔎🪏, consta di una necropoli costituita da tombe a fossa scavate sul piano roccioso con corredi attribuibili all’età del Ferro. Altri ambienti scavati nella roccia 🪏⛰️🪏, che la tradizione attribuisce ad un oratorio rupestre per la presenza di un’iscrizione a forma di cristogramma, sono collocate a sud dell’odierna chiesa.

Un esempio di riutilizzo degli ingrottati xibetani è la grotta ad ovest della contrada Buonriposo. Questa cavità presenta una pianta trilobata irregolare dotata di banchine ricavate dalla parete. L’ipotesi di riutilizzo della grotta🪏⛰️🪏, secondo gli studiosi, è tratto dalle tracce di una tomba a forno dell’età del bronzo, ampliata in età greca con la creazione di un tetto spiovente tipico delle camere funerarie del periodo e di un successivo allargamento in epoca bizantina.

Una peculiarità, affine a molti ingrottati xibetani, è la presenza di elementi murari, in questo caso realizzati per rifinire le pareti interne e a definire la facciata esterna. La stanzialità del luogo è testimoniata dalla presenza in prossimità della grotta trilobata di un palmento di grandi dimensioni ricavato anche in questo casa dal tenero banco roccioso🪏⛰️🪏.

📣📣Inoltre fonti orali rivelano a Buonriposo la presenza di colombaie scavate nella roccia, simili a quelle di Canalotto e della “Grotta della Spezieria” a Enna.

Buonriposo è una contrada di passaggio lungo la strada SS.290… ci siete mai stati avete mai assistito al Palio❓❓…fateci sapere e condividete le vostre foto!!

⏰Alla prossima settimana con i nostri racconti xibetani e i siti del territorio!!



© Archeoclub d’Italia - Enna “ Da Malpasso a Calcarella. Itinerario archeologico di Calascibetta”; C. Bonanno & S.A. Cugno “Colombaie rupestri nella Sicilia centrale: nuove proposte di interpretazione”.

Chi ci ha parlato della necropoli e dell'abitato semirupestre di Realmese?🔍🔎 Dopo i primi accenni di Realmese in opere p...
09/12/2025

Chi ci ha parlato della necropoli e dell'abitato semirupestre di Realmese?

🔍🔎 Dopo i primi accenni di Realmese in opere prestigiose “La Sicilia preistorica” del 1953-1954 e “Sicily before the Greeks” del 1957 di Luigi Bernabò Brea, una prima corposa pubblicazione riguardante gli scavi degli anni 1949-1950, risale al 1982, quando Rosa Maria Albanese Procelli, un’importante studiosa del territorio, intraprese lo studio delle carte e dei materiali degli scavi.

📚Dal frutto di quel lavoro venne pubblicato, in collaborazione con Luigi Bernabò Brea, nella rivista “Notizie degli Scavi di Antichità” (NSc-Serie VIII- volume ###VI) del 1982, l’articolo scientifico intitolato “Calascibetta (Enna). La necropoli di Cozzo San Giuseppe in Contrada Realmese”, che contiene il catalogo dettagliato delle 288 tombe scoperte in quell’occasione.

📚Per la stessa rivista, Serie VIII- volumi XLII e XLIII del 1988-1989, la Professoressa Albanese Procelli, scrisse l’articolo “Calascibetta (Enna). Le necropoli di Malpasso, Calcarella e Valle Coniglio”, con un focus sulla necropoli tardo romana e bizantina in contrada Realmese e sulle necropoli vicine, al fine di inquadrare la realtà di Realmese anche nel contesto preistorico del territorio di Calascibetta. ⛰

🏺⚱ Fondamentale risulta anche la monografia della già citata studiosa, pubblicata nel 2003, intitolata “Sicani, Siculi ed Elimi. Forme di identità, modi di contatto e processi di trasformazione”, nella quale viene svolta un’analisi dei materiali di Realmese (in particolare le ceramiche, come le oinochoai trilobate) in una prospettiva etnica e di contatto con i Greci.

📚 Da ultimo si segnalano le pubblicazioni (alcune in corso di stampa) del Professore Elie Essa Kas Hanna e della dott.ssa Antonina Arena con gli esiti degli ultimi anni di ricerca e di ricognizioni sul territorio di Realmese.

Iniziamo il racconto dei siti del pianoro xibetano…🔍🔎Individuata nel 1951 durante i sopralluoghi di Luigi Bernabò Brea, ...
04/12/2025

Iniziamo il racconto dei siti del pianoro xibetano…

🔍🔎Individuata nel 1951 durante i sopralluoghi di Luigi Bernabò Brea, la piccola necropoli di C.da Case Malpasso si colloca a N-O di Calascibetta. Il sito è costituito da nove tombe di età preistorica scavate 🪏🪏nel tenero banco calcareo di una parete verticale ⛰️.
Così come vedremo a Cozzo S. Giuseppe in c.da Realmese anche a c.da Malpasso troviamo un vasto pianoro che sovrasta la necropoli e che doveva ospitare l’abitato preistorico e forse qualche abitato più tardo🏺⚱️.

Le tombe trovate sono a grotticella artificiale e hanno forme diverse raggruppabili in tre tipologie: a forno semplice (unica cella a pianta circolare e ingresso aperto sulla parete), a camera (con pianta quadrangolare con banchine laterali e fossa centrale), “a grappolo” (con vari ambienti comunicanti tra loro).

L’importanza del sito è dovuta anche alla presenza di corredi integri e omogenei e per questo venne selezionato da Luigi Bernabò Brea quale orizzonte culturale per delineare la tarda età del Rame tra il 2500 e il 2000 a.C. in Sicilia.

Tra gli oggetti presenti nei corredi vi una forma particolare di bicchiere semiovoidale che ha assunto il ruolo di “fossile guida” della facies di Malpasso🏺⚱️

Il bicchiere semiovoidale e altri preziosi oggetti si trovano oggi al Museo Archeologico Varisano di Enna.

Ma Malpasso non è solo un sito preistorico!!!

‼️Recenti studi sottolineano l’importanza del sito anche in età bizantina, in qualità di probabile fortificazione. Così le camere delle tombe preistoriche vennero riutilizzate per la creazione di nuovi ambienti: al piano terra si osservano vasche (antico palmento), panchine, attaccaglie, anelli di corda e al primo piano, accessibile tramite una scala intagliata nella roccia, altri ambienti collegati tra loro dove è possibile osservare 🔍 fori di alloggiamento di pali per letti e nicchie per lucerne.

Immersa nella campagna di Calascibetta, Malpasso è un piccolo scrigno archeologico…voi ci siete mai stati❓❓…fateci sapere e condividete le vostre foto!!

⏰Alla prossima settimana con i nostri racconti xibetani e i siti del territorio!!



© Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina; C. Citter, V. Di Natale “Enna ed i suoi immediati dintorni dall’antichità al Medioevo”

🔍🔎 Protagonista indiscusso delle indagini in Contrada Realmese - Cozzo San Giuseppe è Luigi Bernabò Brea, illustre arche...
02/12/2025

🔍🔎 Protagonista indiscusso delle indagini in Contrada Realmese - Cozzo San Giuseppe è Luigi Bernabò Brea, illustre archeologo ligure attivo durante tutto il ’900. Chiamato nel 1939 a costituire e a dirigere la Soprintendenza alle Antichità della Liguria ricoprì l’incarico fino al 1941, quandò iniziò la sua avventura in Sicilia invitato a reggere la Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale a Siracusa per ben 32 anni. Incuriosito da una fotografia della “necropoli saracena” nel Dizionario illustrato dei comuni siciliani di Francesco Nicotra e trovato lo schedario di Paolo Orsi e i suoi preziosi appunti, Bernabò Brea s’interessò sin da subito di Calascibetta e delle sue necropoli preistoriche. Nel 1944, al tempo del Governo Militare Alleato, con l’aiuto del governatore civile della provincia di Enna, il maggiore Del Radice riuscì a compiere una prima e puntuale ricognizione sistematica della provincia. Grazie al Barone Francesco Potenza, allora ispettore onorario per le antichità ennesi, ebbe utili indicazioni e insieme a uno dei suoi nipoti, raggiunse Realmese.

🪏🪏 Solo nell’estate del 1949 con un generoso contributo di 100.000 lire elargito dall’Ente Provinciale per il Turismo di Enna, per l’interessamento personale del presidente Comm. Paolo Savoca, Bernabò Brea iniziò a esplorare le prime tombe di Realmese🪏🪏. Accolti benevolmente da parte delle autorità comunali, ma soprattutto dal SIg. Carlo Vita, assessore al Comune e proprietario nella zona di Realmese, grazie al consenso degli altri proprietari si avviarono i lavori dal 19 al 30 luglio 1949.

L’archeologo racconta del tempo piacevolissimo trascorso a Calascibetta e delle premurose attenzioni della famiglia Vita e delle loro indicazioni insieme a quelle del farmacista Dott. Mantegna che gli permisero di identificare altre necropoli protostoriche nel territorio: Malpasso, Calcarella e Valle Coniglio 🏺⚱️

🪏🪏 Gli scavi a Cozzo S. Giuseppe ripresero nell’estate successiva fra il 22 agosto e il 23 settembre grazie ad un cospicuo contributo di un milione di lire concesso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Siciliana. Una terza campagna si ebbe nell’estate del 1951, ma riguardò le contrade vicine spingendosi fino al “Monte Artesino”.

📚Il suo contributo "Calascibetta (Enna) - La necropoli di Cozzo S. Giuseppe in Contrada Realmese”, è frutto della collaborazione di molti, tra cui il disegnatore Rosario Carta, il grande collaboratore di Paolo Orsi, i suoi assistenti il restauratore Gaetano Bottaro e il sig. Vincenzo Colletta che fornirono fotografie e giornali di scavo. Ma soprattutto si deve ad una giovane studiosa Rosa Maria Albanese Procelli, per aver incoraggiato l'archeologo a riprendere e a portare a termine questo importante lavoro scientifico.

I corredi funerari rinvenuti all’interno delle tombe sono oggi conservati in gran parte all’interno dei depositi del Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa e in parte esposti al Museo Regionale Interdisciplinare di Enna.

🔎 Conoscevate già questa figura e la sua rilevanza per il territorio xibetano ed ennese?

🏺Vi piacerebbe sapere di più sui corredi della necropoli?



© Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

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Calascibetta

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