13/07/2023
LODE AL PROFITTO E ALL’INDIFFERENZA
Un ringraziamento speciale va ai sindacati, confederali, autonomi e a tutti coloro che firmano i Contratti Nazionali al ribasso, riempiendosi la bocca di parole come "Contrattazione" che nemmeno loro sanno come si svolge, visto che non deve necessariamente comportare un continuo sfavore nei confronti dei lavoratori e dove viene permesso lo sciacallaggio del Sistema Sanitario Nazionale.
Coloro che firmano ed approvano il Welfare aziendale, cavallo di T***a che porta, almeno il 70% delle risorse pubbliche, nelle tasche dei privati, ampliando la voragine dello smantellamento della Sanità Pubblica, pubblicizzandolo come la panacea di tutti i mali, un fumo negli occhi che garantisce poche briciole al lavoratore, a fronte degli ingenti flussi di denaro che invece vanno nelle tasche dei soliti/solidi privati interessi.
A voi sindacati, ai quali va il merito di permettere a qualche eletto, di mettere in tasca cospicue cifre grazie alle Indennità di Funzione, discusse in sede trattante prima di ogni altro parametro (abbiamo calcolato che il 40% delle risorse totali economiche messe a disposizione per le Indennità di Funzione e i Differenziali Economici Professionali, ex fasce economiche, vadano per le Indennità di Funzione, mentre per 1200 dipendenti circa, spetterà la spartizione di un restante 60%).
Queste circostanze sono pattuite nel CCNL e perciò lecite. Quindi, cari lavoratori, verificate chi firma il Contratto Collettivo Nazionale e fate delle vostre tessere sindacali quel che coscienza vi consiglia, chi firma il Contratto a condizioni sfavorevoli e vergognose è complice di tutto quello che costantemente vivete. Troppo comodo firmare e successivamente contestare, il gioco è già servito, non c’è margine di cambiare le regole quando in calce al contratto figurano in grassetto le sigle sindacali responsabili. Rivolgetevi a chi non firma il contratto per lecite incongruenze tra condizioni di lavoro e mero interesse personale privatistico.
Nei reparti di degenza si stringe la cinghia sui pazienti e sul personale, sulle risorse e sul materiale con cui si lavora, ma si preferisce mantenere alta la cifra per le indennità di funzione, ennesimo strumento di sistema clientelare legalizzato, dove si creano posti ad hoc per il personale che più mostra il proprio servilismo e il proprio individualismo a scapito della collettività.
Un enorme contributo alla distruzione del SSN, quando effettuiamo chiamate per qualche visita, a fronte di lunghi tempi di attesa, ci viene gentilmente data la possibilità di stringere i tempi, pagando cospicue somme di denaro a qualche Medico che stra-guadagna con questo sistema, i quali, probabilmente, non si accorgono se il posto viene soffiato a chi aspetta da mesi una visita, ma non ha le risorse economiche per permetterselo, o forse perché le libere professioni fanno troppa gola e non facciamo più caso ai principi di universalità e accessibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale.
Abbiamo permesso che la sicurezza per il lavoratore sia vista come una onerosa spesa, perciò, assistiamo passivi alla rimozione, o alla riduzione delle indennità di rischio. Voce molto risicata nei fondi contrattuali, come fosse considerata spesa accessoria, bassa, e di poco conto (vuoi mettere con l’utilità delle indennità di funzione?). Con queste accortezze strategiche succede che i tempi di attesa per effettuare le visite cadenzate alla medicina del lavoro si protraggono nel tempo. Ma sicurezza non va mai di pari passo con budget, perciò si taglia.
Un ringraziamento speciale va a tutti i lavoratori che assimilano tutto questo come normale, ingoiando un rospo molto più grosso del carico che portano sul groppone, talvolta girando la testa dall'altra parte per non vedere la catastrofe a cui stanno contribuendo involontariamente. Doppi turni, rientri sul riposo, straordinari non pagati, ritmi di lavoro eccessivi, personale contato o insufficiente, negligenza, indifferenza ed individualismo, il tutto rigorosamente pagato con la totale disponibilità dovuta e una disgustosa passività a tutto questo. Alle volte un No secco è l’unico modo per iniziare ad essere partecipi veramente, pensate quanto poco basterebbe per ribaltare la situazione, semplicemente essendo uniti.
La ricorrente parola "paura", o forse stanchezza e mancanza di fiducia, che aleggia tra molti lavoratori, impedisce quella reazione che ancora stiamo aspettando da tempo, la reazione che spiegherebbe la disperazione di un sistema una volta Pubblico, che funzionava e che garantiva la dignità e le cure a chi ne aveva bisogno. Se oggi assistiamo a tutto questo è semplicemente perché lo abbiamo concesso, sicuramente non volendo, ma abbiamo concesso che le amministrazioni diventassero dei circoli, pieni di amici di amici, che non hanno lavorato un solo giorno della loro vita, se non per loro stessi. Abbiamo concesso che i sindacati collusi diventassero lo strumento di collocamento dei più asserviti, smembrando, con il tempo, un assetto normativo che non l'avrebbe mai permesso. Accordi e spostamenti di personale che migra da una professione ad un’altra, da un incarico all'altro, senza uno straccio di competenza o titolo. Infermieri che diventano amministrativi o direttori, operatori che cambiano tipo di lavoro, per la quale non sono stati nemmeno assunti, il tutto regolato dalla sola adesione o meno ad un certo sindacato. Ti sei mai domandato se oggi i lavoratori hanno poca fede nei sindacati?
Ah, dimenticavo, sapete quanti RSU votati dai lavoratori si presentano ai tavoli trattanti? Molti non si presentano proprio, molti non si sono mai presentati, la maggioranza lascia le decisioni importanti al proprio coordinatore, infischiandosene se sono stati votati o meno. Voi lavoratori chiedete qualche resoconto a questi rappresentanti? O vi accontentate di quello che gli viene raccontato? C’è differenza tra chi siede in Parlamento e vanta un numero di presenze irrisorio ma comunque ha un peso sulle decisioni? Lasciate agli assenti il compito di rappresentarvi?
In tutto questo la classe politica italiana ha insegnato una grande lezione a questi personaggi, che nella vita si può ottenere un posto di prestigio soltanto con incarichi fiduciari, senza titoli e con le dovute raccomandazioni. La meritocrazia la lasciamo sulla bocca dei pezzenti e dei disillusi, ormai troppo impegnati a farsi la guerra tra poveri, ringraziando tutti coloro che per la totale incapacità di agire e dissentire, oggi, sono attori fondamentali di questo Sistema marcio, colluso e sempre più privato.
A tutti voi va questa lode, a voi che lavorate in Sanità, che di empatia dovreste essere pieni, ma che per il momento siete ignari complici, o ignari, o semplicemente complici, della fine a cui stiamo assistendo, troppo stanchi, frustrati, sfiduciati e distratti da altro, da aperitivi, da cene e vita mondana, mentre tutto quello che vi circonda, costruito con il sangue di chi ha lottato per regalarci un sistema libero dal profitto e accessibile a tutti, crolla... Lavoratori svegliatevi, uniamoci e lottiamo, un domani la Sanità Pubblica cesserà di esistere e sarà troppo tardi!
Da una realtà di eccellenza a livello mondiale nell’hinterland bolognese
Matteo Nidi RSU COBAS